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Space Economy: 530 imprese nella filiera italiana

L’immagine che accompagna la news sulla Space Economy mostra l’interno di una cabina di pilotaggio, con strumentazione, pannelli di controllo e sistemi elettronici.

Sono 530 le imprese che compongono la mappa italiana della Space Economy tracciata da Intesa Sanpaolo. Una filiera fatta soprattutto di realtà di piccole dimensioni, relativamente giovani e diffuse lungo tutta la penisola, che unisce manifattura avanzata, tecnologie digitali, ricerca e ingegneria. È la fotografia che emerge dallo studio “Space Economy: risultati, sfide e tendenze emergenti” di Serena Fumagalli, economista del Research Department di Intesa Sanpaolo.

L’analisi mette in luce un tratto distintivo: l’economia dello spazio in Italia va ben oltre il perimetro tradizionale dell’aerospazio. Oltre la metà delle aziende censite opera nel manifatturiero, con una presenza rilevante nella metallurgia e nei prodotti in metallo (17,2%) e nell’elettronica ed elettrotecnica (14,7%). L’aerospazio in senso stretto rappresenta l’11,3% del campione, a conferma di una filiera molto più articolata.

Accanto alla componente industriale cresce il peso delle attività ad alto contenuto di conoscenza:

  • il 18,7% delle imprese è attivo nei servizi ICT, dall’analisi dei dati allo sviluppo software
  • circa il 12% nella ricerca e sviluppo 
  • il 10,8% negli studi tecnici e nell’ingegneria.

Satelliti, osservazione della Terra, ingegneria, testing, materiali avanzati, dati e software sono alcune delle parole chiave che meglio raccontano questa combinazione di competenze produttive, scientifiche e digitali.

Piccole dimensioni, elevata specializzazione

I dati satellitari entrano nell’economia reale

Un mercato globale da 686 miliardi di dollari

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