INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2026
I RISULTATI DEI PRIMI NOVE MESI DEL 2026 EVIDENZIANO LA CAPACITÀ DI INTESA SANPAOLO DI GENERARE UNA SOLIDA REDDITIVITÀ SOSTENIBILE, CON UN UTILE NETTO PARI A € 8,2 MLD (+8,1% VS 9 MESI 2025). PROSPETTIVA DI UTILE NETTO PER IL 2026 MIGLIORATA A BEN OLTRE € 10 MLD.
SIGNIFICATIVO RITORNO CASH PER GLI AZIONISTI: € 7,8 MLD DI DISTRIBUZIONE MATURATA NEI 9 MESI 2026, DI CUI € 6,1 MLD COME DIVIDENDI (DI CUI € 3,8 MLD IN DISTRIBUZIONE COME ACCONTO DIVIDENDI QUESTO MESE), CHE SI AGGIUNGONO AL BUYBACK PARI A € 2,3 MLD CONCLUSO A OTTOBRE 2026.
IL SOLIDO ANDAMENTO ECONOMICO E PATRIMONIALE DEI 9 MESI 2026 SI È TRADOTTO IN UNA SIGNIFICATIVA CREAZIONE DI VALORE PER TUTTI GLI STAKEHOLDER E NON SOLO PER GLI AZIONISTI DA PARTE DEL GRUPPO, CHE SI POSIZIONA AI VERTICI MONDIALI PER IMPATTO SOCIALE: IN PARTICOLARE, € 5,2 MLD DI IMPOSTE GENERATE E € 0,9 MLD DI IMPATTO DOVUTO ALLA LEGGE DI BILANCIO ITALIANA PER IL 2026, RAFFORZAMENTO DELL’INCLUSIONE FINANZIARIA CON € 4,4 MLD DI SOCIAL LENDING EROGATI NEI 9 MESI 2026, OLTRE € 1,2 MLD GIÀ INVESTITI NEL 2023 - 9 MESI 2026 PER CONTRASTARE LA POVERTÀ E RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE.
INTESA SANPAOLO È UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA € 37 MLD DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEI 9 MESI 2026; CIRCA 1.900 AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEI 9 MESI 2026 E CIRCA 148.600 DAL 2014, PRESERVANDO RISPETTIVAMENTE CIRCA 9.500 E 743.000 POSTI DI LAVORO.
INTESA SANPAOLO È PIENAMENTE IN GRADO DI OPERARE CON SUCCESSO IN OGNI SCENARIO GRAZIE AI PUNTI DI FORZA CHE CONTRADDISTINGUONO IL GRUPPO, IN PARTICOLARE:
- LA REDDITIVITÀ RESILIENTE, DOVUTA ANCHE ALLA GESTIONE INTEGRATA DEI RICAVI PER CREARE VALORE;
- LA SOLIDA PATRIMONIALIZZAZIONE, IL BASSO LEVERAGE, LA FORTE LIQUIDITÀ E LO STATUS DI BANCA A “ZERO NPL”;
- I SIGNIFICATIVI INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA E L’ELEVATA FLESSIBILITÀ NELLA GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI;
- LA LEADERSHIP NELL’ATTIVITÀ DI WEALTH MANAGEMENT, PROTECTION & ADVISORY.
AL 30 SETTEMBRE 2026 ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI: COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 13,1%, DEDUCENDO DAL CAPITALE LA DISTRIBUZIONE MATURATA NEI 9 MESI 2026, AL 13,8% CONSIDERANDO CIRCA 70 CENTESIMI DI PUNTO DI BENEFICIO DERIVANTE DALL’ASSORBIMENTO DELLE IMPOSTE DIFFERITE ATTIVE (DTA).
RISULTATO CORRENTE LORDO +9,4% VS 9 MESI 2025.
CRESCITA DEL 9% VS 9 MESI 2025 DEL RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA, CON PROVENTI OPERATIVI NETTI IN AUMENTO DEL 5% (INTERESSI NETTI +2,3%, COMMISSIONI NETTE +5,2%, RISULTATO DELL’ATTIVITÀ ASSICURATIVA +5,8%, FORTE CRESCITA DEL RISULTATO NETTO DELLE ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE AL FAIR VALUE) E COSTI OPERATIVI IN DIMINUZIONE DELL’ 1,3%.
QUALITÀ DEL CREDITO:
- INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI PARI ALLO 0,8% AL NETTO DELLE RETTIFICHE E ALL’ 1,6% AL LORDO, SECONDO LA METODOLOGIA EBA;
- COSTO DEL RISCHIO ANNUALIZZATO A 19 CENTESIMI DI PUNTO;
- ESPOSIZIONE VERSO LA RUSSIA QUASI AZZERATA.
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(°) Deducendo dal capitale anche 0,3 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°) Common Equity Tier 1 ratio pari al 12,9% non includendo nel capitale alcun utile dei primi nove mesi 2026, in conformità all’indicazione della BCE, la quale in particolare prevede che un soggetto vigilato non possa includere alcun utile infrannuale o annuale nel Common Equity Tier 1 nel caso in cui adotti una politica di distribuzione che non specifichi alcun limite superiore per dividendi cash ed eventuali buyback azionari e non si impegni a non distribuire né mediante dividendi cash né mediante buyback azionari gli utili che intende includere nel Common Equity Tier 1.
(°°°) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 13,8% considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management.
DATI DI SINTESI: |
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PROVENTI OPERATIVI NETTI: |
3° TRIM. 2026 9 MESI 2026 |
-6,2% +5% |
A € 6.924 MLN DA € 7.379 MLN DEL 2° TRIM. 2026 A € 21.457 MLN DA € 20.441 MLN DEI 9 MESI 2025 |
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COSTI OPERATIVI: |
3° TRIM. 2026 9 MESI 2026 |
0% -1,3% |
A € 2.654 MLN DA € 2.653 MLN DEL 2° TRIM. 2026 A € 7.876 MLN DA € 7.983 MLN DEI 9 MESI 2025 |
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RISULTATO GESTIONE OPERATIVA: |
3° TRIM. 2026 9 MESI 2026 |
-9,6% +9% |
A € 4.270 MLN DA € 4.726 MLN DEL 2° TRIM. 2026 A € 13.581 MLN DA € 12.458 MLN DEI 9 MESI 2025 |
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RISULTATO CORRENTE LORDO: |
3° TRIM. 2026 9 MESI 2026 |
€ 4.020 MLN € 12.637 MLN
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DA € 4.278 MLN DEL 2° TRIM. 2026 DA € 11.552 MLN DEI 9 MESI 2025
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RISULTATO NETTO: |
3° TRIM. 2026 9 MESI 2026 |
€ 2.645 MLN € 8.199 MLN
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DA € 2.793 MLN DEL 2° TRIM. 2026 DA € 7.588 MLN DEI 9 MESI 2025 |
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COEFFICIENTI PATRIMONIALI: |
COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 13,1% (°), DEDUCENDO DAL CAPITALE (°°) LA DISTRIBUZIONE MATURATA NEI 9 MESI 2026 (°°°) |
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(°) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 13,8% considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management.
(°°) Deducendo dal capitale anche 0,3 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°°) Common Equity Tier 1 ratio pari al 12,9% non includendo nel capitale alcun utile dei primi nove mesi 2026, in conformità all’indicazione della BCE, la quale in particolare prevede che un soggetto vigilato non possa includere alcun utile infrannuale o annuale nel Common Equity Tier 1 nel caso in cui adotti una politica di distribuzione che non specifichi alcun limite superiore per dividendi cash ed eventuali buyback azionari e non si impegni a non distribuire né mediante dividendi cash né mediante buyback azionari gli utili che intende includere nel Common Equity Tier 1.
Torino, Milano, 3 novembre 2026 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2026 (*) (**).
I risultati del Gruppo nei primi nove mesi del 2026, con un utile netto pari a 8,2 miliardi di euro, evidenziano la capacità di Intesa Sanpaolo, la Banca più resiliente in Europa (come dimostrato dallo stress test EBA), di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore, con una prospettiva di utile netto per il 2026 migliorata a ben oltre 10 miliardi di euro.
Il solido andamento economico e patrimoniale dei nove mesi si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder da parte del Gruppo, che si posiziona ai vertici mondiali per impatto sociale. In particolare:
- significativo ritorno cash per gli azionisti: 7,8 miliardi di euro di distribuzione maturata nei nove mesi, di cui 6,1 miliardi come dividendi (di cui 3,8 miliardi in distribuzione come acconto dividendi questo mese), che si aggiungono al buyback pari a 2,3 miliardi di euro concluso a ottobre 2026;
- 5,2 miliardi di euro di imposte (°) generate e 0,9 miliardi di euro di impatto (°°) dovuto alla Legge di Bilancio italiana per il 2026 (°°°);
- rafforzamento dell’inclusione finanziaria, con 4,4 miliardi di euro di social lending erogati nei nove mesi 2026;
- oltre 1,2 miliardi di euro già investiti (°°°°) nel 2023 - nove mesi 2026 (di cui oltre 210 milioni nei nove mesi 2026) per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.
Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario grazie ai punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, tra cui:
▪ la redditività resiliente, dovuta anche alla gestione integrata dei ricavi per creare valore, evidenziata in particolare nello stress test EBA;
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(*) Ai sensi dell’art. 65-bis e dell’art. 82-ter del Regolamento Emittenti in vigore dal 2 gennaio 2017, Intesa Sanpaolo ha optato per la pubblicazione su base volontaria di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.
(**) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 24.
(°) Imposte dirette e indirette.
(°°) A conto economico e patrimonio netto.
(°°°) Approvata a dicembre 2025.
(°°°°) Inclusi i costi di struttura relativi alle persone dedicate al sostegno di iniziative/progetti.
▪ la solida patrimonializzazione, con un Common Equity Tier1 ratio al 13,1%, il basso leverage, la forte liquidità e lo status di banca a “zero NPL”;
▪ l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi anche grazie all’accelerazione nella trasformazione tecnologica (6,2 miliardi di euro già investiti, dal 2022 ai primi nove mesi 2026), che abilita il ricambio generazionale, senza impatti sociali, e risparmi di costi (circa 570 milioni di euro a regime, nel 2030), senza impatti sui ricavi grazie allo snellimento dei processi abilitato dalla tecnologia e dall’AI; riduzione di circa 6.100 persone del Gruppo entro il 2029, risultante da circa 12.400 uscite che si aggiungono alle circa 3.900 nel 2025 (oltre 2.700 uscite già avvenute nei nove mesi 2026), conseguenti a circa 9.750 uscite volontarie - incluso il turnover naturale - in Italia (1) (circa 2.200 già avvenute nei nove mesi 2026) e circa 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali (2) (circa 525 già avvenute nei nove mesi 2026), e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia (3), di cui circa 2.300 come Global Advisor (4), in aggiunta alle circa 1.300 nel 2025 principalmente Global Advisor (circa 1.200 persone già assunte nei nove mesi 2026, di cui circa 800 Global Advisor);
▪ la leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, con oltre 1.500 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, contraddistinta dalle fabbriche di prodotto interamente controllate che rendono possibile un rapido time-to-market e sinergie di produzione/distribuzione, dalle distintive reti di consulenza con oltre 19.300 persone (5) dedicate, circa 800 in più rispetto alla fine del 2025 e previste in crescita a circa 22.500 entro il 2029, e dai servizi di consulenza a 360 gradi (6), che riguardano un ammontare di attività finanziarie della clientela pari a 185 miliardi di euro al 30 settembre 2026, in crescita di 23 miliardi rispetto al 30 settembre 2025.
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(1) Circa 1.600 uscite dall’accordo sindacale dell’ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 (con relativi costi già interamente spesati), circa 4.500 potenziali uscite di persone che hanno già fatto richiesta di partecipazione ai precedenti schemi di pensionamento anticipato e uscite per turnover naturale.
(2) Concentrate nelle funzioni centrali.
(3) Di cui circa 2.200 dagli accordi sindacali già siglati.
(4) Con contratto ibrido (combinato tra rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato part-time e rapporto di lavoro autonomo in capo alla stessa persona), per conseguire una maggiore prossimità alla clientela in particolare nel Wealth Management & Protection.
(5) Consulenti finanziari, Private Banker, Global Advisor, gestori per la clientela Exclusive, gestori per la clientela Affluent, Relationship Manager e consulenti finanziari della Divisione International Banks.
(6) Valore Insieme, Private Advisory, WE ADD e Sei.
L’attuazione del Piano di Impresa 2026-2029 procede a pieno ritmo. In particolare:
· riduzione dei costi, beneficiando dei forti investimenti in tecnologia già effettuati:
- in corso l’implementazione progressiva e l’estensione di isytech 2.0;
- lanciati 33 progetti/iniziative di AI / GenAI / Agentic AI;
- continua la trasformazione tecnologica, con circa il 71% delle applicazioni già cloud-based al 30 settembre 2026;
- in corso l’accelerazione del ricambio generazionale, con oltre 2.700 persone uscite nei primi nove mesi del 2026 (delle circa 12.400 previste entro il 2029);
- razionalizzate 15 entità giuridiche dal 2025, altre 17 in fase di razionalizzazione;
· crescita dei ricavi, alimentata dalla leadership nel Wealth Management, Protection & Advisory:
- la rete di Global Advisor è cresciuta a circa 2.550 persone e oltre 110 uffici Global Advisor in aree ad alto potenziale non coperte dalle filiali Exclusive;
- rafforzata la rete di specialisti del ramo Danni della Divisione Banca dei Territori (da circa 210 a oltre 290 persone);
- in corso il rafforzamento della rete di Private Banker / Consulenti Finanziari in Italia, con un aumento di circa 150 persone nei primi nove mesi del 2026;
- continua crescita di Isybank, che ha raggiunto circa 1,3 milioni di clienti, con circa 1.130.000 conti aperti da nuovi clienti (circa 230.000 nei primi nove mesi del 2026);
- lanciato il nuovo modello di Financial Advisor nella Divisione International Banks, con 60 Consulenti finanziari in Slovacchia e Ungheria;
· basso costo del rischio, grazie allo status di banca a “zero NPL” e a una origination di elevata qualità:
- crediti in sofferenza quasi azzerati;
- potenziamento della struttura di governo del credito, con la costituzione di nuovi comitati creditizi strategici e operativi;
- sviluppato il primo prototipo evolutivo dei modelli di Early Warning System del rischio di credito, incorporando maggiori elementi forward looking e dati di mercato, anche adottando nuove metodologie (es. Machine Learning);
- nel terzo trimestre 2026 finalizzate tre nuove operazioni di cartolarizzazione sintetica per circa 6,1 miliardi di euro complessivamente; al 30 settembre 2026 l’ammontare cartolarizzato in essere nell’ambito del Programma SRT era pari a circa 38 miliardi di euro;
· significativi investimenti nelle persone del Gruppo, che sono la risorsa più importante:
- circa 1.550 persone coinvolte nei primi nove mesi del 2026 in iniziative di riconversione/riqualificazione verso attività ad elevato valore aggiunto per la Banca;
- circa 8.300 giovani coinvolti in programmi di sviluppo dedicati, inclusa l’iniziativa Future Gen;
- Intesa Sanpaolo è stata confermata Top Employer Europe 2026 e Top Employer Italy rispettivamente per il secondo e il quinto anno consecutivo da Top Employers Institute;
· leadership nell’impatto sociale, supportando la clientela nella transizione sostenibile e confermando gli impegni per la decarbonizzazione:
□ social impact:
- 4,4 miliardi di euro di social lending erogati nei primi nove mesi del 2026 per rafforzare l’inclusione finanziaria;
- oltre 210 milioni di euro già investiti nei primi nove mesi del 2026 (°) per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze, migliorando le condizioni socio-economiche di circa 315.000 persone in difficoltà; lanciate iniziative nell’istruzione, orientamento e occupabilità, raggiungendo circa 25.000 giovani;
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(°) Di cui circa 130 milioni di euro nel primo semestre 2026, generando circa 490 milioni di euro di impatto sociale ed economico, calcolato considerando la monetizzazione dei benefici generati per i destinatari finali dell’intero contributo per il sociale e il valore economico aggiuntivo attivato nel sistema produttivo.
□ transizione sostenibile:
- erogati circa 15,1 miliardi di euro per la transizione sostenibile nei primi nove mesi del 2026;
□ cultura e innovazione:
- continuo impegno a favore della cultura: 9 nuovi progetti espositivi, con circa 600.000 visitatori;
- promozione dell’innovazione: nei primi nove mesi del 2026, 410 iniziative innovative e servizi per startup realizzati da Intesa Sanpaolo Innovation Center e 11,7 milioni di euro di investimenti in startup gestiti da Neva SGR.
Nei primi nove mesi del 2026, per il Gruppo si registra:
● utile netto in crescita dell’ 8,1% a 8.199 milioni di euro, da 7.588 milioni dei nove mesi 2025;
● risultato corrente lordo in crescita del 9,4% rispetto ai nove mesi 2025;
● risultato della gestione operativa in aumento del 9% rispetto ai nove mesi 2025;
● proventi operativi netti in crescita del 5% rispetto ai nove mesi 2025, con un +2,3% per gli interessi netti, un +5,2% per le commissioni nette, un +5,8% per il risultato dell’attività assicurativa e un forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
● costi operativi in diminuzione dell’ 1,3% rispetto ai nove mesi 2025;
● elevata efficienza, con un cost/income al 36,7%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;
● costo del rischio annualizzato a 19 centesimi di punto, con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro;
● qualità del credito (°):
- a fine settembre 2026, l’incidenza dei crediti deteriorati (°°) sui crediti complessivi è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,9% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,6% al lordo;
- esposizione verso la Russia quasi azzerata (^);
● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
- copertura specifica dei crediti deteriorati al 50,3% a fine settembre 2026, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 63%;
- robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,4% a fine settembre 2026;
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(°) Nessun ammontare materiale di moratorie in essere a fine settembre 2026. L’ammontare di crediti garantiti dallo Stato, in applicazione delle misure a sostegno del sistema produttivo previste a seguito della pandemia da COVID-19, è pari a circa 4,3 miliardi di euro (circa 0,7 miliardi SACE e circa 3,6 miliardi Fondo PMI).
(°°) Dai crediti deteriorati a fine settembre 2026 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari a circa 1,3 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e circa 0,4 miliardi al netto.
(^) Esposizione creditizia on-balance, cross-border e della controllata Banca Intesa in Russia, al netto delle garanzie di Export Credit Agencies e post rettifiche di valore. Al 30 settembre 2026, post rettifiche di valore, l’esposizione creditizia on-balance cross-border verso la Russia è pari a 0,09 miliardi di euro di cui 0,08 miliardi verso clientela, al netto di 0,5 miliardi di euro di garanzie di Export Credit Agencies (off-balance pari a 0,01 miliardi verso clientela, al netto di 0,3 miliardi di garanzie ECA, e pari a 0,02 miliardi verso banche) e quella on-balance delle controllate è pari a 0,03 miliardi, verso banche, per Banca Intesa in Russia e a 0,09 miliardi, verso banche, per Pravex Bank in Ucraina (off-balance, verso clientela, pari a 0,003 miliardi per la controllata in Russia e 0,02 miliardi per la controllata in Ucraina). L’esposizione creditizia verso controparti russe attualmente inserite nelle liste SDN dei soggetti a cui si applicano sanzioni è pari a 0,25 miliardi di euro.
● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 30 settembre 2026, deducendo dal capitale (°) 7,8 miliardi di euro di distribuzione maturata nei nove mesi 2026, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,1% (°°), al 13,8% considerando circa 70 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA) (°°°), rispetto a un requisito SREP - comprensivo di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer, Countercyclical Capital Buffer (*) e Systemic Risk Buffer (**) - pari al 9,97% per il 2026 (***) e al 10,02% per il 2027 (***);
● elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine settembre 2026, attività liquide per 287 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 196 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti normativi di liquidità Liquidity Coverage Ratio (pari a 137% (^)) e Net Stable Funding Ratio (pari a 120% (#));
● ampiamente rispettato il requisito normativo Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL): ratio, calcolato sui Risk Weighted Assets, a fine settembre 2026 (##) pari a 37% per il totale e a 23,1% per la componente subordinata, a fronte di requisiti pari rispettivamente a 26,1% e a 18% comprensivi di un Combined Buffer Requirement pari a 4,5%;
● supporto all’economia reale: circa 66 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nei nove mesi 2026, con circa 37 miliardi in Italia, di cui circa 34 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 1.900 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nei nove mesi 2026 e circa 148.600 dal 2014, preservando rispettivamente circa 9.500 e 743.000 posti di lavoro;
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(°) Deducendo dal capitale anche 0,3 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°) Common Equity Tier 1 ratio pari al 12,9% non includendo nel capitale alcun utile dei primi nove mesi 2026, in conformità all’indicazione della BCE, la quale in particolare prevede che un soggetto vigilato non possa includere alcun utile infrannuale o annuale nel Common Equity Tier 1 nel caso in cui adotti una politica di distribuzione che non specifichi alcun limite superiore per dividendi cash ed eventuali buyback azionari e non si impegni a non distribuire né mediante dividendi cash né mediante buyback azionari gli utili che intende includere nel Common Equity Tier 1.
(°°°) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 13,8% considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management.
(*) Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 30 settembre 2026 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2027 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il 2026).
(**) Systemic Risk Buffer calcolato considerando l’esposizione al 30 settembre 2026 verso i residenti in Italia.
(***) Applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1.
(^) Media degli ultimi dodici mesi.
(#) Dati gestionali preliminari.
(##) Dati gestionali preliminari. Pari a 36,8% per il totale e a 23% per la componente subordinata non includendo alcun utile dei primi nove mesi 2026.
● acconto dividendi cash per 3.813 milioni di euro: il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha deliberato la distribuzione di 22 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, come acconto dividendi a valere sui risultati del 2026, non sussistendo controindicazioni derivanti dai risultati prevedibili per il quarto trimestre 2026 né raccomandazioni dei regolatori in merito ai requisiti patrimoniali applicabili a Intesa Sanpaolo che ostino a tale distribuzione, anche in considerazione dei coefficienti patrimoniali - sia registrati al 30 settembre 2026 sia attesi a fine anno - ampiamente superiori ai requisiti minimi stabiliti dalle normative di vigilanza e in particolare del Common Equity Tier 1 ratio, che rispetta ampiamente anche l’obiettivo superiore al 12,5% fissato dal Gruppo nell’orizzonte del Piano di Impresa 2026-2029; inoltre, la società di revisione EY S.p.A. ha rilasciato in data odierna il parere previsto dall’articolo 2433- bis del Codice Civile. Più precisamente, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la distribuzione di 3.813.049.994,60 euro, risultante da un importo unitario di 22 centesimi di euro per ciascuna delle n. 17.332.045.430 azioni ordinarie; non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date. L’acconto dividendi verrà messo in pagamento il 25 novembre 2026 (con stacco cedole il 23 novembre e record date il 24 novembre). L’acconto dividendi per azione, rapportato al prezzo di riferimento dell’azione registrato ieri, corrisponde a un rendimento (dividend yield) pari al 3,7%.
I risultati di conto economico del terzo trimestre 2026
Il conto economico consolidato del terzo trimestre 2026 registra interessi netti pari a 3.886 milioni di euro, in crescita dell’ 1,1% rispetto ai 3.844 milioni del secondo trimestre 2026 e del 5,6% rispetto ai 3.680 milioni del terzo trimestre 2025.
Le commissioni nette sono pari a 2.587 milioni di euro, in flessione dell’ 1,1% rispetto ai 2.616 milioni del secondo trimestre 2026. In dettaglio, si registra una crescita dello 0,6% per le commissioni da attività bancaria commerciale e una flessione dell’ 1% per le commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una diminuzione del 14,9% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli e un aumento del 4,2% per quella relativa al risparmio gestito (commissioni di performance pari a 14 milioni di euro nel terzo trimestre 2026 e a 19 milioni nel secondo trimestre 2026) e dell’ 1,1% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del terzo trimestre 2026 crescono del 5,7% rispetto ai 2.448 milioni del terzo trimestre 2025. In dettaglio, si registra una crescita del 2,6% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 7,9% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito si registra una flessione dello 0,9% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli e un aumento del 9,7% per la componente relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 8 milioni nel terzo trimestre 2025) e dell’ 8,6% per quella relativa ai prodotti assicurativi.
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 478 milioni di euro, rispetto ai 497 milioni del secondo trimestre 2026 e ai 450 milioni del terzo trimestre 2025.
Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value registra un saldo negativo per 27 milioni di euro, rispetto a un saldo positivo per 400 milioni del secondo trimestre 2026, con la componente relativa alla clientela che si attesta a 90 milioni rispetto a 94 milioni, quella di capital market che registra un saldo negativo per 144 milioni rispetto a un saldo positivo per 222 milioni e quella dell’attività di securities portfolio and treasury che diminuisce a 27 milioni da 84 milioni. Il saldo negativo per 27 milioni del terzo trimestre 2026 si confronta con il saldo positivo per 81 milioni del terzo trimestre 2025, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 100 milioni, quello della componente di capital market negativo per 115 milioni e quello dell’attività di securities portfolio and treasury di 96 milioni.
I proventi operativi netti sono pari a 6.924 milioni di euro, in diminuzione del 6,2% rispetto ai 7.379 milioni del secondo trimestre 2026 e in crescita del 4,2% rispetto ai 6.646 milioni del terzo trimestre 2025.
I costi operativi ammontano a 2.654 milioni di euro, in linea con i 2.653 milioni del secondo trimestre 2026, a seguito di un aumento dello 0,7% per le spese del personale e del 5,3% per gli ammortamenti e di una diminuzione del 3,7% per le spese amministrative; i costi operativi del terzo trimestre 2026 scendono del 2,5% rispetto ai 2.723 milioni del corrispondente trimestre 2025, a seguito di una diminuzione del 3,1% per le spese del personale e del 5,3% per gli ammortamenti e di un aumento dello 0,3% per le spese amministrative.
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.270 milioni di euro, in diminuzione del 9,6% rispetto ai 4.726 milioni del secondo trimestre 2026 e in crescita dell’ 8,8% rispetto ai 3.923 milioni del terzo trimestre 2025. Il cost/income ratio nel terzo trimestre 2026 è pari al 38,3%, rispetto al 36% del secondo trimestre 2026 e al 41% del terzo trimestre 2025.
Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 206 milioni di euro (comprendenti 11 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 258 milioni del secondo trimestre 2026 (che includevano 60 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina) e a 278 milioni del terzo trimestre 2025 (che includevano 8 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina).
L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 13 milioni di euro (comprendenti 4 milioni di riprese di valore per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto ai 122 milioni del secondo trimestre 2026 (che includevano 4 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina) e ai 35 milioni del terzo trimestre 2025 (nessun apporto per l’esposizione a Russia e Ucraina).
Glialtri proventi netti registrano un saldo negativo per 31 milioni di euro, rispetto a un saldo negativo per 68 milioni nel secondo trimestre 2026 e un saldo negativo per 2 milioni nel terzo trimestre 2025.
L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al secondo trimestre 2026 e al terzo trimestre 2025.
Il risultato corrente lordo è pari a 4.020 milioni di euro, rispetto a 4.278 milioni del secondo trimestre 2026 e a 3.608 milioni del terzo trimestre 2025.
Il risultato netto consolidato è pari a 2.645 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
- imposte sul reddito pari a 1.273 milioni di euro;
- oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 66 milioni;
- effetti economici negativi derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 17 milioni;
- tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) per 5 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 9 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 2 milioni riguardanti Atlante. Nel secondo trimestre 2026 la voce era ammontata a 10 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per un milione relativo ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per un milione relativo ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 9 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere. Nel terzo trimestre 2025, questa voce era ammontata a 3 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 7 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 4 milioni riguardanti Atlante;
- un utile di pertinenza di terzi per 14 milioni.
Il risultato netto pari a 2.645 milioni di euro nel terzo trimestre 2026 si confronta con quello pari a 2.793 milioni nel secondo trimestre 2026 e a 2.372 milioni nel terzo trimestre 2025.
I risultati di conto economico dei primi nove mesi del 2026
Il conto economico consolidato dei primi nove mesi 2026 registra interessi netti pari a 11.366 milioni di euro, in aumento del 2,3% rispetto agli 11.112 milioni dei primi nove mesi 2025.
Le commissioni nette sono pari a 7.718 milioni di euro, in crescita del 5,2% rispetto ai 7.339 milioni dei primi nove mesi 2025. In dettaglio, si registra un aumento dello 0,1% per le commissioni da attività bancaria commerciale e del 6,7% per le commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una crescita del 6,3% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 5,8% per quella relativa al risparmio gestito (commissioni di performance pari a 39 milioni di euro nei primi nove mesi 2026 e a 20 milioni nei primi nove mesi 2025) e del 7,3% per quella relativa ai prodotti assicurativi.
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 1.451 milioni di euro, rispetto ai 1.372 milioni dei primi nove mesi 2025.
Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value ammonta a 878 milioni di euro, rispetto ai 633 milioni dei primi nove mesi 2025, con la componente relativa alla clientela che si attesta a 266 milioni rispetto a 279 milioni, quella di capital market che aumenta a 97 milioni da 57 milioni e quella dell’attività di securities portfolio and treasury che sale a 515 milioni da 297 milioni.
I proventi operativi netti sono pari a 21.457 milioni di euro, in crescita del 5% rispetto ai 20.441 milioni dei primi nove mesi 2025.
I costi operativi ammontano a 7.876 milioni di euro, in diminuzione dell’ 1,3% rispetto ai 7.983 milioni dei primi nove mesi 2025, a seguito di una diminuzione dell’ 1,3% per le spese del personale e del 4% per gli ammortamenti e di un’invarianza per le spese amministrative.
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 13.581 milioni di euro, in crescita del 9% rispetto ai 12.458 milioni dei primi nove mesi 2025. Il cost/income ratio nei primi nove mesi 2026 è pari al 36,7%, rispetto al 39,1% dei primi nove mesi 2025.
Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 634 milioni di euro (comprendenti 77 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 783 milioni dei primi nove mesi 2025 (che includevano 28 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina).
L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 199 milioni di euro (nessun apporto per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto ai 142 milioni dei primi nove mesi 2025 (che includevano 20 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina).
Glialtri proventi netti registrano un saldo negativo per 111 milioni di euro, rispetto a un saldo positivo per 19 milioni nei primi nove mesi 2025.
L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente ai primi nove mesi 2025.
Il risultato corrente lordo è pari a 12.637 milioni di euro, rispetto a 11.552 milioni dei primi nove mesi 2025.
Il risultato netto consolidato è pari a 8.199 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
- imposte sul reddito pari a 4.148 milioni di euro;
- oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 182 milioni;
- effetti economici negativi derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 49 milioni;
- tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) per 24 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per un milione relativo al fondo di risoluzione, per un milione relativo ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 7 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 23 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 4 milioni riguardanti Atlante. Nei primi nove mesi 2025 questa voce era ammontata a 53 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 2 milioni relativi al fondo di risoluzione, per 7 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 21 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 43 milioni relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e a variazioni positive di fair value per 3 milioni riguardanti Atlante;
- un utile di pertinenza di terzi per 35 milioni.
Il risultato netto pari a 8.199 milioni di euro nei primi nove mesi 2026 si confronta con quello pari a 7.588 milioni nei primi nove mesi 2025.
Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2026
Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 settembre 2026 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 436 miliardi di euro (*), in aumento del 2,6% rispetto al 31 dicembre 2025 e del 3,6% rispetto al 30 settembre 2025 (in flessione dello 0,4% rispetto al secondo trimestre 2026 e in aumento dell’ 1,9% rispetto ai primi nove mesi 2025 considerando i volumi medi (**) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 4.125 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto ai 3.892 milioni del 31 dicembre 2025. In quest’ambito, i crediti in sofferenza ammontano a 1.150 milioni di euro rispetto ai 790 milioni del 31 dicembre 2025, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,3% (0,2% al 31 dicembre 2025), e un grado di copertura al 63% (67,3% a fine 2025). Le inadempienze probabili ammontano a 2.662 milioni di euro rispetto ai 2.780 milioni del dicembre 2025 e i crediti scaduti/sconfinanti ammontano a 313 milioni di euro rispetto ai 322 milioni di fine 2025.
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 1.511 miliardi di euro (***), in crescita del 3,7% rispetto al 31 dicembre 2025 e del 7,1% rispetto al 30 settembre 2025. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 618 miliardi (***), in aumento del 2,9% rispetto al 31 dicembre 2025 e del 7,8% rispetto al 30 settembre 2025. La raccolta diretta assicurativa è pari a 183 miliardi, in crescita dello 0,2% rispetto al 31 dicembre 2025 e del 2,4% rispetto al 30 settembre 2025. La raccolta indiretta ammonta a 883 miliardi, in aumento del 4,6% rispetto al 31 dicembre 2025 e del 6,9% rispetto al 30 settembre 2025. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 588 miliardi (****), in crescita del 4,5% rispetto al 31 dicembre 2025 e del 6,2% rispetto al 30 settembre 2025; la nuova produzione vita nei primi nove mesi 2026 ammonta a 15,3 miliardi di euro. La raccolta amministrata è pari a 296 miliardi, in aumento del 4,6% rispetto al 31 dicembre 2025 e dell’ 8,3% rispetto al 30 settembre 2025 (****).
I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2026 - calcolati deducendo dal capitale (°) 7,8 miliardi di euro di distribuzione maturata nei primi nove mesi 2026 - risultano pari a:
- 13,1% per il Common Equity Tier 1 ratio (13,2% a fine 2025),
- 15,9% per il Tier 1 ratio (15,6% a fine 2025),
- 19,2% per il coefficiente patrimoniale totale (18,7% a fine 2025).
I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2026 - calcolati non includendo nel capitale alcun utile dei primi nove mesi 2026 (°°) - risultano pari a:
- 12,9% per il Common Equity Tier 1 ratio,
- 15,8% per il Tier 1 ratio,
- 19,1% per il coefficiente patrimoniale totale.
* * *
________
(*) Dal 31 dicembre 2025 è incluso l’importo relativo a un cliente istituzionale precedentemente classificato nella voce finanziamenti verso banche, che a quella data ammontava a circa 1,2 miliardi di euro e al 30 settembre 2025 a circa 1,1 miliardi di euro.
(**) Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).
(***) Dal 31 dicembre 2025 è incluso l’importo di raccolta diretta relativo a un cliente istituzionale precedentemente classificato nella voce debiti verso banche, che a quella data ammontava a circa 19 miliardi di euro e al 30 settembre 2025 a circa 14 miliardi di euro.
(****) Dal 31 dicembre 2025, nel risparmio gestito sono inclusi i prodotti di risparmio gestito di terze parti, precedentemente inclusi nella raccolta amministrata. La variazione percentuale sui 12 mesi è calcolata sui dati al 30 settembre 2025 riesposti coerentemente.
(°) Deducendo dal capitale anche 0,3 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°) In conformità all’indicazione della BCE, la quale in particolare prevede che un soggetto vigilato non possa includere alcun utile infrannuale o annuale nel Common Equity Tier 1 nel caso in cui adotti una politica di distribuzione che non specifichi alcun limite superiore per dividendi cash ed eventuali buyback azionari e non si impegni a non distribuire né mediante dividendi cash né mediante buyback azionari gli utili che intende includere nel Common Equity Tier 1.
Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.
Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
- un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 196 miliardi di euro a fine settembre 2026,
- un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 287 miliardi di euro a fine settembre 2026,
- indicatori di liquidità ampiamente superiori ai requisiti normativi: Liquidity Coverage Ratio pari a 137% (°) e Net Stable Funding Ratio pari a 120% (*),
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 75% dalla componente retail,
- raccolta a medio lungo termine wholesale per 9,5 miliardi di euro nei primi nove mesi 2026, nel cui ambito operazioni benchmark di Additional Tier 1 per 1,25 miliardi di euro, Tier 2 per 0,5 miliardi di euro, da parte di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, e un miliardo di dollari, green senior non-preferred per 1,25 miliardi di euro, senior non-preferred per 2,5 miliardi di dollari e obbligazioni bancarie garantite per 1,5 miliardi di euro da parte di VUB Banka (per il 92% collocate presso investitori esteri (^)).
L’indicatore MREL ratio, calcolato su Risk Weighted Assets, al 30 settembre 2026 (**) è pari a 37% per il totale e a 23,1% per la componente subordinata, rispetto a requisiti pari rispettivamente a 26,1% e a 18% comprensivi di un Combined Buffer Requirement pari a 4,5%.
Il leverage ratio al 30 settembre 2026 (che include le esposizioni verso la Banca Centrale Europea) è pari a 5,8% (***), valore tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.
* * *
Al 30 settembre 2026, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 3.567 sportelli bancari - 2.643 in Italia e 924 all’estero - e 89.335 persone.
* * *
____________
(°) Media degli ultimi dodici mesi.
(*) Dati gestionali preliminari.
(**) Dati gestionali preliminari. Pari a 36,8% per il totale e a 23% per la componente subordinata non includendo alcun utile dei primi nove mesi 2026.
(***) Pari a 5,7% non includendo alcun utile dei primi nove mesi 2026.
(^) Non considerando 1,5 miliardi di euro di obbligazioni bancarie garantite emesse da VUB Banka.
I risultati per area di Business
La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Retail (individui e aziende con esigenze finanziarie di minore complessità);
- clientela Exclusive (individui con esigenze finanziarie di maggiore complessità);
- clientela Imprese (aziende con esigenze finanziarie di maggiore complessità, generalmente Piccole e Medie Imprese);
- clientela costituita da enti nonprofit.
La Divisione include la digital bank controllata Isybank (che opera anche nell’instant banking tramite Mooney, partnership con il Gruppo ENEL).
La Divisione Banca dei Territori registra:
(milioni di euro) |
3° trim. 26 |
2° trim. 26 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
3.106 |
3.163 |
-1,8% |
|||
Costi operativi |
-1.467 |
-1.470 |
-0,3% |
|||
Risultato della gestione operativa |
1.639 |
1.693 |
-3,2% |
|||
cost/income ratio |
47,2% |
46,5% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-122 |
-323 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
1.517 |
1.370 |
|
|||
Risultato netto |
963 |
861 |
|
|||
(milioni di euro) |
9 mesi 26 |
9 mesi 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
9.311 |
9.043 |
3,0% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
43% |
44% |
|
|||
Costi operativi |
-4.365 |
-4.474 |
-2,4% |
|||
Risultato della gestione operativa |
4.946 |
4.569 |
8,3% |
|||
cost/income ratio |
46,9% |
49,5% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-650 |
-863 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
4.296 |
3.757 |
|
|||
Risultato netto |
2.690 |
2.458 |
|
|||
La Divisione IMI Corporate & Investment Banking comprende:
- Client Coverage & Advisory, che include in particolare Institutional Clients cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie e Global Corporate cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 8 comparti di attività: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure; Real Estate; Energy; Telecom, Media & Technology;
- Distribution Platforms & GTB, che include in particolare Global Transaction Banking cui compete la gestione dei servizi transazionali e IMI CIB International Network cui compete lo sviluppo internazionale della Divisione e la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg e Intesa Sanpaolo Brasil);
- Global Banking & Markets, deputata in particolare all’attività di finanza strutturata, primary markets e capital markets (equity e debt capital markets).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.
La Divisione IMI Corporate & Investment Banking registra:
(milioni di euro) |
3° trim. 26 |
2° trim. 26 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
1.062 |
1.433 |
-25,9% |
|||
Costi operativi |
-357 |
-356 |
0,3% |
|||
Risultato della gestione operativa |
706 |
1.078 |
-34,5% |
|||
cost/income ratio |
33,6% |
24,8% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-76 |
-35 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
577 |
1.002 |
|
|||
Risultato netto |
340 |
691 |
|
|||
(milioni di euro) |
9 mesi 26 |
9 mesi 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
4.022 |
3.686 |
9,1% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
19% |
18% |
|
|||
Costi operativi |
-1.055 |
-1.059 |
-0,4% |
|||
Risultato della gestione operativa |
2.967 |
2.627 |
12,9% |
|||
cost/income ratio |
26,2% |
28,7% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-124 |
-113 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
2.751 |
2.515 |
|
|||
Risultato netto |
1.820 |
1.696 |
|
|||
La Divisione International Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione IMI Corporate & Investment Banking. La Divisione opera con l’HUB Europa Sud-Orientale, costituito da Privredna Banka Zagreb in Croazia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina e Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, il Danube HUB, costituito da VUB Banka in Slovacchia e Repubblica Ceca e da Intesa Sanpaolo Bank Romania, e con Intesa Sanpaolo Bank Albania, CIB Bank in Ungheria, Banca Intesa Beograd in Serbia, Bank of Alexandria in Egitto, Pravex Bank in Ucraina (ridenominata Intesa Sanpaolo Bank Ukraine con decorrenza 30 ottobre 2026) e Eximbank in Moldavia.
La Divisione International Banks registra:
(milioni di euro) |
3° trim. 26 |
2° trim. 26 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
840 |
847 |
-0,8% |
|||
Costi operativi |
-342 |
-344 |
-0,7% |
|||
Risultato della gestione operativa |
498 |
503 |
-1,0% |
|||
cost/income ratio |
40,7% |
40,6% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-6 |
-15 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
492 |
488 |
|
|||
Risultato netto |
366 |
356 |
|
|||
(milioni di euro) |
9 mesi 26 |
9 mesi 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
2.463 |
2.440 |
0,9% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
11% |
12% |
|
|||
Costi operativi |
-1.015 |
-995 |
2,0% |
|||
Risultato della gestione operativa |
1.448 |
1.445 |
0,2% |
|||
cost/income ratio |
41,2% |
40,8% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-15 |
18 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
1.433 |
1.464 |
|
|||
Risultato netto |
977 |
1.019 |
|
|||
La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Wealth Management Luxembourg, Intesa Sanpaolo Wealth Management Suisse e Fideuram Asset Management Ireland.
La Divisione Private Banking registra:
(milioni di euro) |
3° trim. 26 |
2° trim. 26 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
931 |
926 |
0,6% |
|||
Costi operativi |
-255 |
-249 |
2,7% |
|||
Risultato della gestione operativa |
676 |
678 |
-0,2% |
|||
cost/income ratio |
27,4% |
26,9% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-5 |
-10 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
671 |
666 |
|
|||
Risultato netto |
433 |
446 |
|
|||
(milioni di euro) |
9 mesi 26 |
9 mesi 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
2.751 |
2.578 |
6,7% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
13% |
13% |
|
|||
Costi operativi |
-759 |
-763 |
-0,5% |
|||
Risultato della gestione operativa |
1.992 |
1.815 |
9,8% |
|||
cost/income ratio |
27,6% |
29,6% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-1 |
-33 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
1.982 |
1.782 |
|
|||
Risultato netto |
1.273 |
1.213 |
|
|||
La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Asset Management Slovakia a cui fanno capo Eurizon Asset Management Hungary e Eurizon Asset Management Croatia (polo dell’asset management nell’Est Europa), Eurizon Capital Real Asset SGR, dedicata ad asset class alternative, Eurizon SLJ Capital LTD, asset manager inglese concentrato su strategie macro e valutarie, Eurizon Capital Asia Limited e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.
La Divisione Asset Management registra:
(milioni di euro) |
3° trim. 26 |
2° trim. 26 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
260 |
266 |
-2,0% |
|||
Costi operativi |
-54 |
-56 |
-3,5% |
|||
Risultato della gestione operativa |
206 |
209 |
-1,5% |
|||
cost/income ratio |
20,9% |
21,3% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
1 |
1 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
207 |
210 |
|
|||
Risultato netto |
152 |
161 |
|
|||
(milioni di euro) |
9 mesi 26 |
9 mesi 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
774 |
728 |
6,3% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
4% |
4% |
|
|||
Costi operativi |
-165 |
-165 |
0,0% |
|||
Risultato della gestione operativa |
609 |
563 |
8,2% |
|||
cost/income ratio |
21,3% |
22,7% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
3 |
2 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
612 |
565 |
|
|||
Risultato netto |
448 |
415 |
||||
La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Assicurazioni (che controlla anche Intesa Sanpaolo Protezione, Intesa Sanpaolo Insurance Agency e InSalute Servizi) e Fideuram Vita.
La Divisione Insurance registra:
(milioni di euro) |
3° trim. 26 |
2° trim. 26 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
477 |
496 |
-4,0% |
|||
Costi operativi |
-93 |
-93 |
0,2% |
|||
Risultato della gestione operativa |
383 |
403 |
-4,9% |
|||
cost/income ratio |
19,6% |
18,8% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-11 |
-24 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
372 |
381 |
|
|||
Risultato netto |
285 |
274 |
|
|||
(milioni di euro) |
9 mesi 26 |
9 mesi 25 |
var. % |
|||
Proventi operativi netti |
1.447 |
1.361 |
6,3% |
|||
incidenza sui proventi operativi netti del Gruppo |
7% |
7% |
|
|||
Costi operativi |
-270 |
-263 |
2,7% |
|||
Risultato della gestione operativa |
1.177 |
1.098 |
7,2% |
|||
cost/income ratio |
18,7% |
19,3% |
|
|||
Totale accantonamenti e rettifiche di valore nette |
-38 |
-1 |
|
|||
Risultato corrente lordo |
1.141 |
1.097 |
|
|||
Risultato netto |
815 |
726 |
|
|||
Le prospettive
L’attuazione del Piano di Impresa 2026-2029 procede a pieno ritmo, con una prospettiva di utile netto per il 2026 migliorata a ben oltre 10 miliardi di euro, derivante da:
- crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa; interessi netti in aumento a ben oltre 15 miliardi di euro, con ulteriore crescita significativa nel 2027;
- costi stabili;
- significativa riduzione degli accantonamenti;
- aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana per il 2026 (°)) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo.
Si prevede una forte distribuzione di valore, con un payout ratio per il 2026 al 95% (1), di cui 75% da dividendi cash (2) e 20% da buyback (3).
* * *
_______
(°) Approvata a dicembre 2025.
(1) Riferito all’utile netto contabile.
(2) Subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea.
(3) Se il Common Equity Tier 1 ratio supera il 12,5% e non sono disponibili opzioni per un’allocazione del capitale a iniziative di crescita esterna con un Return On Investment (ROI) più elevato (focalizzate su Wealth Management). Subordinatamente alle approvazioni dell’Assemblea e della BCE.
Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico dei quattro trimestri 2025 sono stati riesposti:
- a seguito dell’outsourcing relativo al ramo di banca depositaria, che ha esplicato i suoi effetti da novembre 2025, rilevando il corrispondente impatto nei costi operativi con contropartita nella voce “utile (perdita) di pertinenza di terzi”;
- a seguito dell’integrazione di Fideuram Asset Management UK in Eurizon SLJ Capital a novembre 2025, che ha determinato il consolidamento linea per linea di quanto precedentemente valutato con il metodo del patrimonio netto, consolidando integralmente le relative componenti a fronte dello storno dell’apporto alla voce “dividendi e utili (perdite) delle partecipazioni valutate a patrimonio netto”;
- a seguito del superamento della soglia di significatività dell’attivo di Neva SGR, che ha determinato il consolidamento linea per linea di quanto precedentemente valutato con il metodo del patrimonio netto, consolidando integralmente le relative componenti a fronte dello storno dell’apporto alla voce “dividendi e utili (perdite) delle partecipazioni valutate a patrimonio netto”;
- nella voce “interessi netti” della Divisione Banca dei Territori e del Centro di Governo, a seguito dell’adozione di una diversa metodologia di calcolo dei tassi interni di trasferimento per alcune categorie di impieghi della Divisione Banca dei Territori.
* * *
Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2026, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando le proprie attività secondo l’approccio richiesto per il rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.
* * *
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisabetta Stegher, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
* * *
Il contenuto della presente comunicazione ha natura puramente informativa e non è da interpretare come consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza o affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni o da eventuali perdite originate dal loro utilizzo o derivanti in altro modo da questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.
Questo comunicato stampa contiene indicazioni che hanno un’ottica prospettica (proiezioni, obiettivi, stime e previsioni) che riflettono le attuali opinioni del management di Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Indicazioni che hanno un’ottica prospettica (proiezioni, obiettivi, stime e previsioni) sono in genere identificate da espressioni come “è possibile”, “ci sarà”, “si dovrebbe”, “si pianifica”, “si prevede”, “ci si attende”, “si stima”, “si ritiene”, “si intende”, “si progetta”, “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste indicazioni che hanno un’ottica prospettica comprendono, ma non si limitano a, tutte le indicazioni diverse da quelle riguardanti dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.
A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali indicazioni che hanno un’ottica prospettica come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere gli obiettivi o i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente da (ed essere più negativi di) quelli previsti o impliciti nelle indicazioni che hanno un’ottica prospettica. Tali indicazioni che hanno un’ottica prospettica comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati previsti e si fondano su assunti di base.
Tutte le indicazioni che hanno un’ottica prospettica ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere indicazioni che hanno un’ottica prospettica a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le indicazioni che hanno un’ottica prospettica successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste indicazioni cautelative.
* * *
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Data ultimo aggiornamento 3 novembre 2026 alle ore 12:54