Società Benefit: performance migliori e filiere vicine, stabili e sostenibili
Le Società Benefit mostrano migliori performance economiche e un diverso modo di costruire le relazioni tra imprese, con filiere produttive più stabili, fornitori geograficamente più vicini e una maggiore propensione a collaborare con altre realtà Benefit. È quanto emerge dai nuovi approfondimenti del Research Department di Intesa Sanpaolo, presentati in occasione dell'aggiornamento della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026. Le analisi sono illustrate dagli economisti Giovanni Foresti, Sara Giusti e Massimiliano Rossetti. Le Società Benefit rappresentano un modello imprenditoriale che integra gli obiettivi di profitto con il perseguimento di benefici comuni per la società e l'ambiente, affiancando alla crescita economica un impegno statutario verso la sostenibilità e la creazione di valore condiviso.
Perché è importante: la ricerca stima un'associazione positiva tra la qualifica Benefit e la crescita economica, pari a circa +13% per il fatturato nel periodo 2022-2024. Un risultato che contribuisce a comprendere il legame tra sostenibilità e competitività aziendale.
In questo articolo potrai scoprire anche che le Società Benefit costruiscono rapporti commerciali più stabili, e valorizzano le filiere di prossimità, quali strategie favoriscono la loro crescita e come si distribuiscono sul territorio italiano, con la Lombardia in testa e Milano al primo posto tra le province per incidenza delle Società Benefit.
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26 ottobre 2026
I nuovi approfondimenti del Research Department di Intesa Sanpaolo evidenziano come le Società Benefit si distinguano non soltanto per migliori performance economiche, ma anche per un diverso modo di costruire le relazioni tra imprese, con filiere produttive più vicine, stabili e caratterizzate da una maggiore collaborazione tra aziende che condividono lo stesso modello imprenditoriale.
Le analisi sono state presentate il 26 ottobre in occasione dell'aggiornamento della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026. La ricerca, realizzata da NATIVA, Intesa Sanpaolo, InfoCamere, Università di Padova, Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit, approfondisce anche la diffusione del modello Benefit nei territori e gli impegni di beneficio comune previsti negli statuti.
Società Benefit: migliori performance economiche
La prima novità dell'aggiornamento 2026 riguarda l'analisi delle determinanti della crescita. Il Research Department di Intesa Sanpaolo ha esaminato un database di circa 21 mila imprese italiane, di cui oltre 2 mila Società Benefit, confrontando successivamente aziende con caratteristiche comparabili per settore, dimensione, età e localizzazione geografica.
Tra il 2022 e il 2024 il fatturato mediano delle Società Benefit è cresciuto del 14,6%, contro il 5,3% delle altre imprese. Attraverso un approfondimento econometrico, la ricerca stima un'associazione positiva tra qualifica Benefit e crescita pari a circa +13% per il fatturato, +17% per il costo del lavoro e +12% per il valore aggiunto.
L'analisi evidenzia anche il ruolo delle strategie aziendali: qualità, sostenibilità ambientale e apertura internazionale risultano strettamente associate alle migliori performance.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda gli impegni di beneficio comune: dichiarare un numero maggiore di finalità negli statuti non si traduce automaticamente in risultati economici superiori. A fare la differenza sembra essere soprattutto la capacità di trasformare l'identità Benefit in scelte imprenditoriali concrete.
Filiere più vicine e rapporti di fornitura più stabili
La seconda novità della ricerca riguarda le relazioni commerciali. L'approfondimento analizza gli acquisti effettuati nel 2024 da 4.376 imprese, metà Società Benefit e metà imprese non-benefit confrontabili per classe dimensionale, settore e provincia di operatività, attraverso oltre 890 mila operazioni per un valore superiore a €10 miliardi.
I risultati mostrano una maggiore prossimità geografica delle filiere manifatturiere Benefit: la distanza media ponderata degli acquisti è di 161 chilometri, contro i 177 delle imprese non-benefit. La differenza è particolarmente accentuata tra le piccole imprese, dove si scende a 131 chilometri rispetto ai 211 del campione di confronto.
Anche la continuità dei rapporti commerciali rappresenta un elemento distintivo. Il 27,4% degli importi acquistati dalle Società Benefit manifatturiere riguarda fornitori con relazioni continuative nel periodo 2016-2024, rispetto al 21,8% delle altre imprese.
Si tratta di caratteristiche che possono favorire il coordinamento produttivo, la condivisione di competenze e una maggiore capacità di affrontare le difficoltà delle catene di approvvigionamento.
Le Società Benefit fanno rete, coinvolgendo anche le piccole imprese
Un'altra evidenza riguarda la propensione delle Società Benefit a sviluppare relazioni commerciali tra loro.
Il 38% delle Società Benefit ha almeno un fornitore Benefit, contro il 24% delle imprese non-benefit. La tendenza interessa tutte le classi dimensionali: tra le grandi Società Benefit la quota raggiunge l'86%, mentre tra le microimprese si attesta al 21%, più del doppio rispetto al campione di confronto.
La ricerca evidenzia inoltre una maggiore presenza delle piccole realtà nelle reti di fornitura. Quando l'acquirente è una microimpresa Benefit, il 57,4% dei suoi fornitori Benefit appartiene alla stessa classe dimensionale, contro il 30,1% osservato nelle microimprese non-benefit che acquistano da fornitori Benefit.
Si delinea così un ecosistema imprenditoriale nel quale la condivisione degli obiettivi di sostenibilità si accompagna a una maggiore propensione a costruire relazioni commerciali, offrendo opportunità anche alle imprese di dimensioni minori.
Società Benefit in Italia: Lombardia prima, Milano guida le province
L'aggiornamento della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026 approfondisce anche il rapporto tra modello Benefit e territori. Al 30 giugno 2026, le Società Benefit in Italia sono 5.968, con un valore della produzione annuale complessivo di €71,3 miliardi.
L'analisi delle province italiane evidenzia inoltre come il modello Benefit sia più diffuso in territori caratterizzati da una maggiore capacità innovativa, redditi più elevati e condizioni più favorevoli del mercato del lavoro. Il divario territoriale resta significativo: l'incidenza delle Società Benefit passa da 2,69 ogni mille società nel Nord-Ovest a 0,983 nelle Isole, mostrando come il contesto economico e produttivo locale accompagni la diffusione di questo modello imprenditoriale.
La ricerca, realizzata con il contributo di NATIVA, Intesa Sanpaolo, InfoCamere, Università di Padova, Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit, offre nuovi elementi per comprendere come il modello Benefit si accompagni non soltanto a migliori risultati economici, ma anche a differenti scelte organizzative e relazioni di filiera.
Consulta la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026
Data ultimo aggiornamento 26 ottobre 2026 alle ore 17:21:31