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Blue Economy Monitor: economia del mare motore di sviluppo per il Paese

L’immagine che accompagna la News sulle nuove ricerche del Blue Economy Monitor ritrae una veduta aerea del porto di Salerno, con le banchine, i container e navi in transito

27 ottobre 2026

Due nuove ricerche del Blue Economy Monitor, l’Osservatorio promosso da Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi School of Management, indicano le nuove sfide per il futuro del Mediterraneo, in cui si giocherà una partita decisiva per l’Europa e per l'Italia: la nuova competizione per energia, dati e sicurezza delle infrastrutture si sta infatti spostando in mare.

In questo contesto l’Italia, grazie alla sua posizione geografica e a una filiera industriale tra le più avanzate al mondo nei cavi sottomarini, nell'ingegneria offshore, nella cantieristica e nelle telecomunicazioni, ha la possibilità di affermarsi come snodo strategico tra Europa, Africa e Medio Oriente per i flussi energetici e digitali del futuro. Parallelamente, i porti italiani sono chiamati a trasformarsi per accompagnare la transizione energetica e intercettare nuove filiere industriali legate a energie rinnovabili, elettrificazione e decarbonizzazione.

Le due nuove ricerche evidenziano un tema comune: il mare rappresenta una leva strategica per la competitività e la sostenibilità del Paese, generando nuove opportunità di sviluppo, occupazione e innovazione, a condizione che investimenti, competenze e politiche pubbliche procedano in maniera coordinata.

“Le trasformazioni in atto nelle economie del mare richiedono nuove competenze e profili professionali. Per questo investire nel sostegno alla ricerca e nella formazione, rafforzando il dialogo tra imprese, università e ricerca, significa creare nuove opportunità per i giovani, contrastare la fuga dei talenti e attrarre competenze qualificate, a beneficio della competitività del Paese nel contesto europeo ed internazionale”

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo

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