Gas, petrolio ed elettricità: gli scenari energetici per il 2027
L'Europa si prepara ad affrontare l'inverno con scorte di gas sensibilmente inferiori alla media degli ultimi cinque anni. Al 18 ottobre 2026, gli stoccaggi europei erano pieni al 74,6% della capacità, contro una media quinquennale dell'89,2%.
È uno dei principali elementi di criticità evidenziati da Daniela Corsini, del Research Department di Intesa Sanpaolo, nello studio Mercati dell'energia: fra crisi geopolitiche e problemi logistici, che analizza gli effetti dei conflitti internazionali e delle difficoltà di approvvigionamento sui prezzi di gas e petrolio.
Gas naturale: scorte ridotte e prezzi elevati per l'inverno
Le elevate temperature estive hanno aumentato la domanda di gas per la produzione elettrica e rallentato la ricostituzione delle riserve, mentre la guerra in Medio Oriente ha limitato le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL).
La situazione varia sensibilmente tra i Paesi europei: l'Italia registra stoccaggi al 90% della capacità, contro il 61% della Germania e il 65% dei Paesi Bassi. Anche con temperature invernali nella media, le riserve europee potrebbero scendere a nuovi minimi stagionali entro marzo 2027.
Secondo le previsioni del Research Department, il prezzo del gas europeo TTF è atteso a una media di €75/MWh nel quarto trimestre 2026 e di €47/MWh nel 2027. Eventuali ondate di freddo potrebbero determinare ulteriori rincari.
Petrolio: il recupero dell'offerta non basta a ridurre i rischi
Nonostante le interruzioni dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz, il mercato petrolifero ha mostrato una resilienza superiore alle attese. Le esportazioni complessive dal Medio Oriente hanno recuperato fino all'85% della media del 2025, grazie anche all'utilizzo di rotte alternative.
Il riequilibrio del mercato è favorito dall'aumento della produzione in altri Paesi e dal ricorso alle riserve strategiche. Tuttavia, i forti rincari dei trasporti marittimi, dei premi assicurativi e dei costi logistici continuano a sostenere le quotazioni.
Nello scenario centrale degli analisti di Intesa Sanpaolo, il Brent è previsto a 95 dollari al barile nel quarto trimestre 2026 e a una media di 79,5 dollari nel 2027. Nel breve periodo, le tensioni geopolitiche mantengono elevati i rischi di ulteriori aumenti.
Energia elettrica: l'Italia resta esposta al costo del gas
L'Italia presenta una dipendenza energetica dalle importazioni del 73,9% nel 2024, contro il 57,2% della media europea. La forte influenza del gas naturale sulla formazione dei prezzi elettrici rende il mercato italiano particolarmente vulnerabile alle tensioni internazionali.
Le previsioni del Research Department indicano per il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell'energia elettrica una media di €160,2/MWh nel 2026 e €140/MWh nel 2027. Un progressivo calo è atteso negli anni successivi, anche se il divario rispetto agli altri Paesi europei potrebbe persistere in assenza di una maggiore diffusione delle fonti rinnovabili.
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Data ultimo aggiornamento 2 novembre 2026 alle ore 09:48:29