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LA NUOVA FINANZA D’IMPRESA PER LA CRESCITA DEL PIEMONTE


Oggi, lunedì 4 aprile, Unioncamere Piemonte, Confindustria Piemonte, UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno fatto il punto sulla struttura patrimoniale delle Pmi piemontesi e sulla dinamica del credito in Italia e in Piemonte, e discusso le possibilità offerte dalle nuove forme di finanziamento per il posizionamento competitivo delle imprese, durante il convegno “La nuova finanza d’impresa per la crescita del Piemonte”.

Ha aperto i lavori del convegno Attilio Ghiglione, Deputy Region Nord Ovest UniCredit.
Sono poi intervenuti Sarah Bovini, Responsabile Ufficio Studi e Statistica Unioncamere Piemonte; Giancarlo Somà, Responsabile Ufficio Economico Unione Industriale di Torino; Riccardo Masoero, Head of Territorial & Sectorial Intelligence UniCredit; Giovanni Foresti, Industry & Banking Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.
Il convegno si è concluso con una tavola rotonda, moderata dal Vice Direttore de La Stampa Francesco Manacorda, che ha affrontato il tema dell’accesso al credito e del ruolo della nuova finanza d’impresa per lo sviluppo del business aziendale. Hanno partecipato: Gianfranco Carbonato, Presidente Confindustria Piemonte; Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte; Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo; Dario Prunotto, Regional Manager Nord Ovest UniCredit; Fabrizio Gatti, Presidente Finpiemonte SpA; Gianfranco Di Vaio, Senior Economist, Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.

Secondo il Regional Manager Nord Ovest di UniCredit, Dario Prunotto: “L’andamento del PIL regionale e nazionale dal 2008 nelle analisi di UniCredit mostra come il Piemonte faccia da traino rispetto all’economia nazionale, sia nei picchi di recessione che oggi in quelli di ripresa. In questo contesto estremamente competitivo, una Banca come UniCredit deve di conseguenza operare in modo sempre più innovativo e rapido. Del resto l’Istituto svolge, già oggi, un ruolo nuovo, non limitandosi a gestire gli asset dei clienti ed erogare credito, ma mettendo a disposizione le persone, le competenze e i presidi geografici che gli appartengono. Obiettivo è affiancare le imprese per sostenerle  nei nuovi business, nei nuovi  mercati internazionali, per aiutarle a cogliere le opportunità nei settori trainanti. Nel concreto, questo significa che la Banca sostiene il tessuto imprenditoriale con attenzione per i settori chiave delle economie locali, agendo oggi su due fronti. Da un lato, mettendo a disposizione credito di qualità e soluzioni alternative per l’accesso ai capitali, dall’altro, accompagnando le imprese che vogliono andare all’estero, coltivando e sostenendo le nuove idee imprenditoriali e le start up che creano lavoro di qualità. Saremo quindi fortemente focalizzati sulla crescita, proponendoci di riattivare il ciclo del credito proprio nei territori di riferimento, quale il Piemonte. Il nostro obiettivo è infatti di erogare 100 miliardi di euro di nuova finanza nel prossimo triennio in Italia, a famiglie e imprese. Di questi, ben 11 miliardi di euro saranno destinati al Piemonte, di cui 3,5 per le famiglie e 7,5 per le imprese. UniCredit si propone di accompagnare nei prossimi tre anni 30mila piccole e medie imprese, di cui 3000 piemontesi, sui mercati esteri”.
 
Per Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo: “In Piemonte stiamo cogliendo segnali di accelerazione della ripresa. Nei primi mesi dell’anno abbiamo raddoppiato le erogazioni dei mutui alle famiglie rispetto allo stesso periodo 2015: un dato che fa sperare nella ripresa dei consumi interni e nel rilancio del settore immobiliare e dell’indotto collegato. Sono in crescita anche le erogazioni a medio lungo termine alle imprese, comprese quelle in investimenti produttivi. Riteniamo che le misure introdotte con la Legge di Stabilità possano essere un ulteriore stimolo. Intanto, ne abbiamo colto lo spirito con un finanziamento che copre fino al 100% dell’investimento, a cui si aggiunge un’ulteriore linea di credito a breve termine fino al 40% per il circolante generato. I nostri obiettivi di crescita, infatti, sono ambiziosi e non ci si siamo posti limiti per soddisfare le richieste di finanziamento che arriveranno dal territorio. Segno più anche per l’export dei Distretti piemontesi, che nel 2015 hanno sfiorato una crescita dell’8% rispetto alla media nazionale del 4%, grazie a filiere produttive particolarmente competitive che avvantaggiano tutto il territorio. Intesa Sanpaolo, con il Programma di Filiera, ha esteso i criteri di credito concessi all’azienda capofila alle piccole realtà che con essa lavorano: in Piemonte sono già 4.000 le aziende coinvolte. Oggi operiamo in un contesto competitivo profondamente cambiato dalla crisi e dalla tecnologia di ultima generazione. A Torino, con l’Innovation Center del Gruppo, siamo già con i piedi nel futuro. Qui sperimentiamo nuovi modelli di business, basati sull’economia circolare e sull’Internet delle cose. In pochi anni, attraverso i fondi di venture capital Atlante per le startup tecnologiche, abbiamo agevolato 33 progetti per oltre 30 milioni di euro. Inoltre, Intesa Sanpaolo promuove l’interazione tra startup, pmi e grandi aziende facilitando l’incontro tra domanda e offerta di innovazione tecnologica attraverso le piattaforme digitali Tech-Marketplace e Opportunity Network”.
 
Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte, commenta: “Le Camere di commercio sono le istituzioni dei territori, delle migliaia di piccole imprese che costituiscono l’ossatura del nostro sistema produttivo regionale, di cui oggi vi abbiamo fornito una fotografia. Il sistema camerale è l’espressione di queste realtà: non dell’economia della finanza, ma dell’economia ‘reale’. L’incontro di oggi, però, dimostra che questi due mondi possono e devono dialogare tra loro: banche e investitori possono assumere sempre di più un ruolo che non sia solo quello di affiancare le aziende in ambito finanziario, ma di supportare l’attività d’impresa in senso lato, accompagnandole anche nella definizione del business plan e di progetti di sviluppo a lungo termine. Sempre, però, partendo da una visione dell’economia che abbia al centro il territorio e le sue specificità, presupposto imprescindibile per ragionare di ripresa e di sviluppo. Ed è proprio sulla centralità del territorio che si basano gli interventi del Sistema camerale per favorire l’accesso al credito delle Pmi: dal sostegno al Fondo regionale per il microcredito e ai Confidi, fino a un servizio capillare di help desk che, nell’ambito della rete EEN-Enterprise Europe Network di cui facciamo parte, offre supporto in materia di finanziamenti comunitari, con particolare riguardo ai Programmi Cosme e Horizon 2020”.
 
Gianfranco Carbonato, Presidente di Confindustria Piemonte, dichiara: “Dopo anni di crisi, oggi iniziamo finalmente a vedere qualche segnale di ripresa, sia pure ancora debole ed esposta a rischi di ricaduta. Per consolidarla occorre rilanciare gli investimenti e agevolare la crescita delle imprese ‘virtuose’ che, anche durante anni difficili, hanno saputo rafforzare la propria posizione e competitività. Uno degli snodi fondamentale è migliorare l’accesso al credito, indirizzando verso le imprese l’enorme massa di liquidità oggi in circolazione e le altrettanto ingenti risorse finanziare di cui il nostro Paese dispone. Le imprese italiane si caratterizzano per un’elevata dipendenza dal credito bancario per finanziare iniziative di sviluppo e investimento, mentre gli strumenti di finanza alternativa, tanto di equity quanto di debito, sono ancora poco diffusi, per quanto in crescita. È un ritardo italiano a cui le stesse Banche stanno cercando di porre rimedio, nella convinzione che i due canali siano complementari e non concorrenti. Questo ‘bancocentrismo’ nasce anche da una reticenza da parte delle nostre imprese ad aprirsi a investitori esterni. Come Confindustria siamo convinti, al contrario, che lo sviluppo della finanza alternativa sia fondamentale per accelerare l’evoluzione del nostro sistema produttivo verso assetti più moderni, aperti e dinamici, portando le imprese verso un loro rafforzamento patrimoniale e innalzando la loro appetibilità da parte degli operatori finanziari”.

ECONOMIA, CREDITO E STRUTTURA FINANZIARIA DELLE IMPRESE PIEMONTESI: I DATI DI UNICREDIT
Secondo le analisi di UniCredit, presentate da Riccardo Masoero, Head of Territorial & Sectorial Intelligence, l’andamento del PIL regionale e nazionale dal 2008 mostra come il Piemonte faccia da traino rispetto all’economia nazionale accentuandone i movimenti, sia nei picchi di recessione che in quelli di ripresa dell’economia.Nell’analisi sulle imprese che hanno continuativamente depositato bilanci, emerge quanto la crisi abbia colpito duro. In particolare sul numero di imprese, calate tra il 2008 e il 2014 del 17% nel campione di 65mila imprese del Piemonte, contro il -14% del campione nazionale di oltre 1 milione di imprese; ma anche sui fatturati, calati nel medesimo periodo del 16% in Piemonte contro il -10% del campione nazionale, pur con aspettative di ripresa più dinamica del nazionale; e infine sui margini delle imprese, calati del 25% in Piemonte dal 2008 al 2014.Il debito bancario delle imprese nel periodo osservato si è ridotto significativamente (-32% in Piemonte contro il -26% del nazionale), spostandosi marginalmente verso scadenze più lunghe, ma soprattutto verso forme alternative di finanziamento, in particolare l’emissione di obbligazioni, il cui volume - secondo i bilanci delle imprese - risulta raddoppiato in Piemonte nel periodo 2008-2014.Complessivamente, l’indebitamento finanziario delle imprese ha visto una riduzione della leva e soprattutto un calo del costo, mantenendo livelli di sostenibilità significativamente migliori in Piemonte rispetto ai livelli nazionali, in ulteriore divaricazione a vantaggio della regione.
 
IMPRESE INTERESSATE DA OPERAZIONI DI PRIVATE EQUITY A CONFRONTO: I DATI DI INTESA SANPAOLO
Il 2015 ha rappresentato un anno di svolta per l’economia italiana e piemontese, ma, senza azioni incisive, il potenziale di crescita resta ancora basso. Per allineare il nostro potenziale di sviluppo a quello delle migliori economie europee è necessario agire principalmente su produttività, formazione e investimenti, ossia sugli elementi su cui si sono accumulati i maggiori ritardi negli ultimi 15 anni.Occorre anche che si allarghi la platea dei protagonisti di successo del sistema produttivo, in grado di battere la concorrenza tedesca sui mercati internazionali e di conseguire in Piemonte un avanzo commerciale vicino ai 18 miliardi di euro. Alcuni nuovi soggetti si stanno affermando sul mercato, in particolare nei distretti industriali. Sono medie imprese, capaci tra il 2008 e il 2014 di aumentare significativamente fatturato, addetti e redditività. La nuova finanza d’impresa può incidere positivamente su questo processo: da un’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo emerge come le imprese italiane interessate da operazioni di private equity siano più dinamiche e redditive, grazie anche a un posizionamento strategico migliore. In termini di EBITDA margin, ad esempio, sono quasi tre i punti percentuali in più rispetto al resto dell’economia (9,9% vs. 7,1%).
 

 

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