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COMUNICATO STAMPA

LE PREVISIONI DELLE IMPRESE PIEMONTESI PER IL PRIMO TRIMESTRE 2017

Torino, 23 dicembre 2016 - Nell’ambito della collaudata collaborazione tra Confindustria Piemonte, Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese, Confindustria Piemonte illustra i dati dell’indagine relativa al primo trimestre 2017.

Nel manifatturiero variano di poco le previsioni di produzione, occupazione e ordini; segnali cautamente positivi provengono dall’export.
Nei servizi si riscontra un lieve indebolimento del clima di fiducia, in particolare per produzione e ordini; migliorano leggermente le attese sull’occupazione, mentre rimangono stabili gli indicatori a consuntivo.
Nel settore manifatturiero, si registrano poche variazioni rispetto alla rilevazione di settembre. Salgono di poco le attese su occupazione  e ordini, calano leggermente quelle sulla produzione.
Segnali positivi provengono dall’export, che torna a salire dopo il rallentamento degli ultimi trimestri. Stabili la gran parte degli indicatori a consuntivo, con variazioni nell’ordine del punto percentuale per CIG, investimenti e tasso di utilizzo delle risorse.
A livello settoriale, le aziende metalmeccaniche esprimono un maggiore ottimismo rispetto agli altri comparti, in linea con i trimestri precedenti. In particolare, continua il buon momento del settore automotive, con saldi in aumento da tre trimestri. Si conferma la stretta connessione, già rilevata in passato, tra l’ottimismo e la dimensione d’impresa: le grandi aziende infatti, risultano decisamente più positive rispetto alle piccole.
Anche nel settore dei servizi, i risultati sono sostanzialmente in linea con i trimestri precedenti. Migliorano le attese sull’occupazione, mentre si registra un lieve calo nelle previsioni per produzione, ordinativi ed export. Stabili investimenti e tasso di utilizzo delle risorse, scende ancora il ricorso alla CIG.

“In un contesto generale di crescente incertezza la nostra indagine, almeno per ora, non riscontra un diffuso aumento del pessimismo. Gli indicatori sono complessivamente allineati a quelli degli scorsi trimestri, segno di una sostanziale stabilità di produzione, ordini e occupazione” – commenta il Presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli. “Non mancano, tuttavia, elementi di preoccupazione. Peggiorano le prospettive per le aziende dei servizi e in particolare nel comparto ICT; inoltre restano molto ampie le differenze tra le aree territoriali, con alcune situazioni di prevalente pessimismo. Di fronte a uno scenario ancora problematico, per i prossimi mesi non possiamo attenderci una svolta nel ciclo di sostanziale stagnazione imboccato dalla nostra economia. Per la nostra regione, tuttavia, potrebbe essere importante l’effetto moltiplicatore degli incentivi previsti da Industria 4.0. D’altra parte potrebbe invece risultare penalizzante il rallentamento del mercato automotive europeo e nazionale, soprattutto se aggravato da limitazioni alle esportazioni verso gli Stati Uniti”.

Cristina Balbo, Direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo: “Il 2016 per il Piemonte è stato un anno importante. La nostra Direzione Regionale ha erogato 1,7 miliardi di euro alle pmi, con una crescita del 20% rispetto al 2015, e oltre 2,2 miliardi alle famiglie, con un incremento del 35% rispetto all’anno precedente. E’ un risultato che, considerato il contesto favorevole e le agevolazioni finanziarie e fiscali confermate per il 2017, potrà ulteriormente migliorare. Farà da volano il recente accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria, che stanzia per il prossimo triennio 90 miliardi di risorse aggiuntive per il paese. Siamo particolarmente soddisfatti anche dall’adesione al Programma Filiere: il 2016 si chiude con 60 accordi e il coinvolgimento di oltre 3.000 fornitori per un giro d’affari di oltre 6 milioni di euro. Infine – sempre per rafforzare la crescita  – stiamo promuovendo in tutta la regione aule formative sui temi dello sviluppo, dalla digitalizzazione all’internazionalizzazione, con il coinvolgimento mirato dei target più intraprendenti e proiettati verso il cambiamento, come donne e giovani. A oggi, oltre 500 imprenditori e manager hanno preso parte a 31 tavoli formativi e l’iniziativa continuerà nel 2017. Nel mese di marzo - conclude Balbo -  porteremo a Torino pensatori, ospiti internazionali e imprese d’eccellenza per una due giorni nel grattacielo Intesa Sanpaolo in corso Inghilterra, con l’obiettivo di promuovere una visione ‘alta’ e corale sul futuro del business”.

Secondo il deputy regional manager  Nord Ovest di UniCredit, Attilio Ghiglione: “Il 2016 dovrebbe chiudersi con una nuova crescita del PIL in Piemonte e nel 2017 è attesa una lieve accelerazione per l’economia della regione. In termini di valore aggiunto per settore si conferma l’importanza della manifattura, che, pur con un ritmo meno brillante rispetto allo scorso anno, anche nel 2016 dovrebbe trainare la crescita del Piemonte. L’anno prossimo un ruolo significativo è previsto anche per le costruzioni. Il valore aggiunto dei servizi dovrebbe aumentare progressivamente nel biennio.
Come Banca siamo quindi fortemente focalizzati sulla crescita, proponendoci di riattivare il ciclo del credito proprio nei territori di riferimento,  come testimoniano gli oltre due miliardi  di euro di nuovi finanziamenti a medio e lungo termine, escludendo i rapporti con le grandi imprese,  erogati nei primi undici mesi alle  imprese e famiglie dalla Region. Registriamo crescite significative di oltre il 40% sui mutui privati. Per lo sviluppo dei mercati inoltre la  nostra banca - continua Ghiglione -  mette a disposizione delle aziende UniCredit International, una linea di servizi appositamente dedicata alla internazionalizzazione delle imprese. Si sviluppa con strumenti concreti per il cliente e fa leva sull’unicità della rete del Gruppo. Siamo infatti presenti in 17 Paesi europei e la nostra struttura internazionale è distribuita in circa 50 mercati”

Continuiamo a vivere giorni di incertezza e di mancato rilancio. Le aziende cercano di resistere, aspettando la ripresa. L’economia reale, in primo luogo proprio quella produttiva, potrebbe essere il punto di partenza dal quale innescare un nuovo cammino di progresso economico locale incentrato sui driver dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e del know-how delle risorse umane. Soltanto rimettendo al centro dell’attenzione questi fattori di competitività si saranno compiuti importanti passi verso la vera uscita dal tunnel della crisi economica. Per ora, l’unico motore della ripresa (seppur a fasi alterne) sembra essere quello dei mercati internazionali, che assorbono quote crescenti di prodotti made in Piemonte. Bisogna quindi continuare a lavorare a fianco delle imprese per migliorare il posizionamento del Piemonte sul mercato globale e a fornire supporto organizzativo e di assistenza alle Pmi: le Camere di commercio proveranno a farlo, nonostante il Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 25 novembre e il dimezzamento del diritto annuale, in raccordo con gli altri attori economici e istituzionali locali, temendo di pregiudicare i risultati che fin qui abbiamo raggiunto per tanti piccoli imprenditori” commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte.

Riportiamo in dettaglio i principali risultati dell’indagine, condotta su un campione di oltre 1.200 imprese manifatturiere e dei servizi.

Comparto manifatturiero.
Per le oltre 900 aziende del campione le attese su occupazione e ordini sono positive, con saldi ottimisti pessimisti  che passano rispettivamente  da 1,1 a 2,4% e da -1,5 e 0,4%. Si ridimensionano di circa un punto percentuale le previsioni sulla produzione, che passano dall’1,8 allo 0,9%.
Dopo due trimestri di flessione, tornano a migliorare le attese sull’export, che passano dall’1,1 al 5,3%. Tra gli indicatori a consuntivo, migliorano appena gli investimenti, dopo la flessione di settembre; le aziende con programmi di investimenti significativi, infatti, passano dal 24,4 al 25,2%. Si riduce il numero di imprese che segnalano ritardi negli incassi (da 34,6 a 32,5%); scende ancora il  ricorso alla CIG, che interessa il 15,1% delle aziende, una percentuale fisiologica. Sale il tasso di utilizzo della capacità produttiva, che passa dal 73,2 al 74,0%, ormai stabilmente attestato su un valore non lontano dai livelli pre-crisi.
Non ci sono variazioni di rilievo nella composizione del carnet ordini: il 23,0% delle aziende ha ordini per meno di un mese, il 48,6% ha ordinativi per un periodo di 1-3 mesi, il 16,3% per 3-6 mesi, il 12,1% per oltre 6 mesi.
Migliorano lievemente i tempi di pagamento. La media complessiva è di 85 giorni; sale a 110 giorni per la Pubblica Amministrazione, in calo significativo rispetto ai livelli prevalenti di 2-3 anni fa. È fornitore degli enti pubblici circa il 18% delle aziende manifatturiere. Scende la percentuale di aziende che segnala ritardi negli incassi (dal 34,6% al 32,5%).
A livello settoriale, ancora una volta la metalmeccanica esprime valutazioni complessivamente più favorevoli rispetto agli altri comparti: infatti il saldo ottimisti-pessimisti riferito al livelli produttivi, che è pari a +6,6% per le imprese metalmeccaniche, scende a -2,0% per gli altri settori nel loro complesso. Positiva la performance della meccanica strumentale, che totalizza un saldo del +11,0% e dell’automotive, con un saldo ottimisti-pessimisti in ascesa, dal +9,1% al 12,3%; si riprende anche l’industria elettrica, che dal -5,4% sale al +13,8%; frenano i prodotti in metallo, che passano da +5,4% a -3,4%.
Tra gli altri settori si segnala la buona performance della gomma-plastica (da -3,4 a +3,4%). Pur rimanendo positive, si ridimensionano le attese per alimentare (da +22,1 a +8,1%), legno (da +15,4 a +8,3%) e carta-grafica (da +17,1 a 0,0%). Migliora il tessile-abbigliamento (da -5,0 a 1,7%); tornano pessimiste la chimica (da +6,9 a -5,2%) e le industrie manifatturiere varie (gioielleria, giocattoli, articoli sportivi, ecc.), che dallo 0,0% passano al -2,2%.
Non varia la situazione per il comparto dell’edilizia e del suo indotto, che ormai da anni vivono una fase di profonda stagnazione, con saldi ancora fortemente negativi (-18,2%), mentre si riprende il comparto impiantisti, che registra un saldo ottimisti-pessimisti pari 10,3% (era zero a settembre).
A livello territoriale il quadro è piuttosto variegato. Spiccano Alessandria, Canavese e Verbania, il cui saldo ottimisti pessimisti torna positivo dopo alcuni trimestri. Al contrario, ad Asti il clima peggiora bruscamente dopo 6 trimestri positivi. Si indeboliscono leggermente, ma senza grandi scossoni, le attese a Biella, Cuneo e Torino; a Novara il clima di fiducia resta positivo. Prevale ancora il pessimismo a Vercelli, come già nei due trimestri precedenti.

Comparto dei servizi
Le oltre 300 aziende del campione rimangono ancora in prevalenza ottimiste sulle prospettive per il prossimo trimestre. Il saldo ottimisti-pessimisti sui livelli di attività (+8,2%) varia di poco rispetto a quello registrato a settembre (+13,7%). Stesso trend è riferibile al saldo per ordini totali, che passa dal +10,8 all’attuale +6,0%. Salgono le attese sull’occupazione, che passano dall’8,3 al 12,1%
Scende ancora il ricorso alla CIG, ormai attestato ai minimi fisiologici (2,5%).
Andamento positivo per tasso di utilizzo delle risorse (83,4%) e programmi di investimento di un certo rilievo (24,6%). Varia di poco la composizione del carnet ordini: il 13,3% delle aziende ha ordini per meno di un mese, il 31,5%  ha ordinativi per un periodo di 1-3 mesi, il 20,7% per 3-6 mesi e il 34,4% per oltre 6 mesi.
Stabili i tempi di pagamento. La media è di 73 giorni: il ritardo sale a 113 per la Pubblica Amministrazione, con cui ha rapporti di fornitura circa il 45% delle aziende del campione.
A livello settoriale, il quadro è abbastanza omogeneo. Particolarmente buona la performance dei servizi alle imprese, che passano da +5,6% a +27,3%. Peggiorano trasporti (da 15,6 a 9,7%), commercio (da 13,5 a 10,3%) e ICT (da 19,6 a 7,8%).

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