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COMUNICATO STAMPA


INTESA SANPAOLO PER LO SVILUPPO
DEL TERRITORIO MONTANO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

• Al centro dell’incontro i temi dedicati al territorio montano, con spunti di riflessione e azioni concrete per favorirne lo sviluppo

• Tra il 2011 e il 2017 i comuni montani del Friuli VG hanno subito un calo della popolazione pari al 6,1%. Più fattori però possono innalzarne l’attrattività: dalle infrastrutture ai buoni servizi come mobilità, istruzione, ospedali, connessione digitale, dall’attenzione all’ambiente alle opportunità economiche e occupazionali

• Il Friuli VG guida la classifica italiana per propensione a innovare, con 168 brevetti domandati allo European Patent Office ogni milione di abitanti, più del doppio rispetto alla media italiana “ferma” a 75 brevetti. A fine aprile 2019 le start-up innovative sono salite a 220, vale a dire 12,1 ogni mille società di capitale, un dato significativamente superiore rispetto alla media italiana “ferma” a 8,6

• Intesa Sanpaolo mette a disposizione degli operatori turistici le linee di credito dedicate che tengono conto delle esigenze del settore ed ha stanziato un plafond di 100 milioni per la filiera triveneta del legno

Tolmezzo, 27 giugno 2019 – Si è tenuto oggi, presso il Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani di Tolmezzo, il terzo degli incontri del ciclo “Lo sviluppo del territorio montano” promossi da Intesa Sanpaolo nei territori montani del Nordest.

L’incontro si è aperto con i saluti del Sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo e di Rudi Adami, direttore di Area Imprese Friuli VG Intesa Sanpaolo a cui è seguito l’intervento sulle dinamiche della montagna del Friuli a cura di Monica Cristanelli, responsabile Coordinamento territoriale Prodotti e Segmenti di Intesa Sanpaolo; Marco Nichele, direzione regionale Nordest Intesa Sanpaolo, ha parlato del supporto della Banca per le filiere del turismo, del legno e delle nocciole.

La tavola rotonda sul tema delle sinergie tra Banca, imprese e istituzioni ha coinvolto Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli VG e Trentino AA di Intesa Sanpaolo, Marina Crazzolara, responsabile zona Alta Badia HGV Hoteliers- und Gastwirteverband Unione Albergatori e Pubblici Esercenti, Vittorio Di Marco, fondatore e contitolare Diemme Legno, Elvio Antoniacomi, responsabile Direzione Operativa Poli Montani e responsabile Unità Pianificazione Strategica e Investimenti PromoTurismo Friuli VG, Roberto Siagri, AD Eurotech e Graziano Tilatti, presidente Confartigianato Udine.

La discussione ha stimolato interessanti riflessioni sulle tematiche legate alla montagna con lo scopo di facilitare le sinergie tra i diversi attori e offrire una visione sulle opportunità di sviluppo dei settori del turismo, dell’agroalimentare e dell’ambiente. Particolare attenzione è stata dedicata alle soluzioni per la valorizzazione del territorio attraverso un’adeguata formazione degli operatori e l’evoluzione in chiave digitale e sostenibile delle attività e dei servizi.

Intesa Sanpaolo mette a disposizione degli operatori delle linee di credito dedicate che tengono conto delle esigenze del settore turistico-alberghiero. Inoltre lo scorso dicembre la Banca ha stanziato un plafond di 100 milioni di euro a supporto della filiera triveneta del legno colpita dal maltempo, ai fini del rimboschimento, di attività rigenerativa dell’ecosistema e di prelievo del legname, per evitarne il degrado. L’obiettivo è affiancare le imprese della filiera sia nella gestione del materiale da raccogliere sia nella successiva opera di rimboschimento.

Da uno studio della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, emerge che in Friuli VG tra il 2011 e il 2017 i comuni montani hanno subito un calo della popolazione pari al 6,1%. Questo fenomeno è andato di pari passo con la riduzione delle superfici agricole, scese significativamente nei territori montani del Friuli-Venezia Giulia. Anche i servizi hanno subito un ridimensionamento: nelle località montane friulane sono, infatti, diminuiti gli esercizi ricettivi e al contempo le presenze sono passate da 1,1 milioni del 2008 a 862.000 nel 2017.

Più fattori però possono in prospettiva contribuire a innalzare l’attrattività dei territori montani del Friuli-Venezia Giulia in termini residenziali. Dalle infrastrutture alla presenza di buoni servizi di base come mobilità, istruzione, ospedali, connessione digitale, dall’attenzione all’ambiente alla sicurezza, dal benessere soggettivo alle opportunità economiche e occupazionali. Le aree montane che hanno sperimentato un aumento della popolazione sono state particolarmente virtuose su tutti questi fronti. Anche i territori montani del Friuli hanno in sé il potenziale per invertire il trend demografico negativo che li caratterizzati. Vanno però affrontati e superati i deficit di servizi infrastrutturali che nel tempo li hanno penalizzati, neutralizzando le opportunità di sviluppo provenienti soprattutto dalla filiera del legno e del turismo.

Un’importante risorsa dell’economia montana è rappresentata dalla filiera del legno in tutte le sue fasi, dalla foresta alla lavorazione del legno per l’arredo e l’edilizia, al riutilizzo e la rimessa in circolo del materiale recuperato. Nel Friuli-Venezia Giulia operano circa 3 mila imprese e 18 mila addetti nella filiera legno e arredo: spiccano la specializzazione dell’arredo (circa 2.000 imprese e 13 mila addetti) e la diffusione di segherie (274 imprese con un peso del 8,7% sul totale filiera) che è superiore a quella del Trentino-Alto Adige. La filiera del legno offre importanti possibilità di sviluppo ai territori di montagna. Questo è particolarmente vero per il Friuli ricco di superficie boschive (357mila ettari, pari a 41% di tutta la superfice della regione), che esporta legno grezzo verso le segherie austriache per poi reimportarlo per i distretti del legno e arredo (Pordenone e Manzano).

Anche il rilancio del turismo può rappresentare una straordinaria opportunità di sviluppo economico del territorio montano del Friuli-Venezia Giulia. Su questo fronte l’innovazione tecnologica in chiave 4.0 può rappresentare una leva per promuovere il territorio e per attrarre nuova clientela. Un sostegno potrà venire dal profilo tecnologicamente evoluto dell’economia friulana: la regione guida, infatti, la classifica italiana per propensione a innovare, con 168 brevetti domandati allo European Patent Office ogni milione di abitanti, più del doppio rispetto alla media italiana “ferma” a 75 brevetti. Inoltre, nel Friuli-Venezia Giulia a fine aprile 2019 le start-up innovative sono salite a 220, vale a dire 12,1 ogni mille società di capitale, un dato significativamente superiore rispetto alla media italiana “ferma” a 8,6. Sarà pertanto fondamentale creare sinergie fra turismo e servizi avanzati presenti in regione e, al contempo, valorizzare e trattenere le competenze e i talenti. In questo la regione potrà anche contare su una quota di popolazione con istruzione terziaria più elevata rispetto al resto d’Italia (pari a 29 giovani tra i 30 e 34 anni ogni 100 della stessa classe d’età).

Stiamo organizzando un ciclo di incontri aperti al pubblico per promuovere un confronto sui temi dedicati al territorio montano, da cui nascono spunti di riflessione e azioni concrete per favorirne lo sviluppo in un’ottica di sistema. - ha dichiarato Renzo Simonato, direttore regionale - Come banca del territorio, ci sentiamo responsabili anche della valorizzazione del patrimonio naturale montano, in particolare in Friuli Venezia Giulia, un territorio a cui vogliamo essere particolarmente vicini vista la nostra presenza storica e diffusa. Poniamo inoltre grande attenzione agli aspetti legati alla sostenibilità e all’economia circolare. Pertanto mettiamo a disposizione specifici supporti finanziari per sviluppare l’attività economica e sociale, come il credito dedicato alla filiera del legno, del turismo e dell’agroalimentare. Da questo punto di vista gli accordi con le associazioni di categoria sono fondamentali per valorizzare le potenzialità di questi territori.”

La tappa di Tolmezzo è stata la terza del ciclo di incontri sulla montagna; i primi due si sono svolti a Cavalese (TN) e Braies (BZ).


Per informazioni

Intesa Sanpaolo
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