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Banca IMI: record storico dell’utile 2019

Mauro Micillo Banca IMI

La banca d’investimento di Intesa Sanpaolo archivia un bilancio in forte crescita. Fondi propri a 5,1 miliardi.

Banca Imi ha realizzato nel 2019 un utile netto consolidato di 1.415 milioni di euro, in crescita di oltre il 76% rispetto agli 803 milioni del bilancio 2018. Per la banca d’investimento del Gruppo Intesa Sanpaolo guidata dall’amministratore delegato Mauro Micillo, dal direttore generale Massimo Mocio e presieduta da Gaetano Miccichè, si tratta di un risultato record, arrivato al termine di una performance annuale senza precedenti.

Il consiglio di amministrazione, che ha approvato i conti della società, ha rilevato che la robusta crescita economica è stata trainata dall’andamento dei ricavi, caratterizzati da un buon livello di interessi netti, in progressivo aumento da inizio anno (+51,9% rispetto al periodo di confronto) e da profitti dalla gestione degli attivi finanziari raddoppiati (a 1.363 milioni). I ricavi dell’ultimo trimestre 2019 – pari a 570 milioni – registrano un netto progresso nel margine commissionale e si confermano a livelli elevati, portando il margine di intermediazione complessivo dell’anno a 2.659 milioni di euro (+58,1%, in crescita di 977 milioni). Alla sua formazione hanno contribuito le attività di Capital Markets per 2.225 milioni di euro e di Investment Banking e Structured Finance per 434 milioni di euro.

La struttura dei costi operativi è stata tenuta sotto controllo (a 473 milioni) e dunque l’effetto dei più elevati ricavi si trasferisce totalmente al risultato della gestione operativa, che sale a 2.186 milioni di euro (+79,6% rispetto a fine 2018), con un cost/income ratio al 17,8% rispetto al precedente 27,7%. Accantonamenti, rettifiche di valore nette e altri oneri incidono per 88 milioni di euro; importo che include 59 milioni di contributi versati per il 2019 ai Fondi di Risoluzione Unico Europeo ed Italiano.

Alla performance ha positivamente contribuito la crescita del totale attivo di bilancio, salito a 192 miliardi dai 165 miliardi del 31 dicembre 2018. Oltre alla crescita organica dei portafogli titoli del banking book, con 16 miliardi di nuovi investimenti netti nell’esercizio, va segnalato l’aumento degli impieghi per cassa di finanza strutturata, con 2 miliardi di produzione netta dalla fine del precedente esercizio. L’espansione negli attivi del banking book assieme all’incremento nei requisiti per rischi di mercato portano alla fine del trimestre i Risk Weighted Assets a 34 miliardi di euro. I fondi propri ai fini di vigilanza sono pari a 5,1 miliardi di euro e questo importo non tiene conto del risultato d’esercizio.

Nella loro determinazione ci si è avvalsi, per il secondo anno e in linea con l’impostazione scelta dal Gruppo Intesa Sanpaolo, della facoltà di attenuare l’impatto dell’introduzione dell’IFRS9 per la quota di impairment contabilizzata in sede di First Time Adoption del nuovo principio (secondo il c.d. approccio “statico”). Il Common Equity Tier 1 Ratio, il Total Capital Ratio ed il Leverage Ratio così determinati si portano rispettivamente al 10,2%, 15,0% e 4,85%.  

 

Comunicato stampa

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