Sport
I colpi del tennis: la guida completa ai fondamentali, volée ed effetti
Contenuto realizzato in collaborazione con la redazione di Ubitennis diretta da Ubaldo Scanagatta
Più che un semplice gioco, il tennis è una sfida totale in cui si fondono capacità tecniche e intelligenza tattica. Per padroneggiare davvero questo sport occorre impattare la pallina scegliendo il tempo e l’effetto migliore e adattare le decisioni ai momenti del match, a seconda della posizione dell’avversario e del colpo che effettua. Per riuscirci, è indispensabile conoscere a fondo l'armamentario: si parte dalle fondamenta solide dei colpi da fondo campo, come il diritto e il rovescio che dettano il ritmo del palleggio, ci si spinge verso a rete per giocate spettacolari, tra voleé millimetriche e smash perentori, e si impara a dominare le leggi della fisica attraverso gli effetti, imprimendo alla pallina rotazioni capaci di capovolgere l'inerzia di qualsiasi punto.
I colpi fondamentali da fondo campo: dritto e rovescio
Il dritto (forehand): potenza e controllo
Il dritto (in inglese forehand) rappresenta una delle armi più efficaci nell'arsenale di un tennista: è il colpo eseguito rivolgendo il palmo della mano dominante verso l'avversario e la rete. Per la maggior parte dei giocatori e delle giocatrici risulta essere l'esecuzione più naturale e spontanea, in quanto sfrutta al meglio la biomeccanica del corpo e una catena cinetica fluida, permettendo di generare molta potenza e, al tempo stesso, maggior controllo. Grazie a questa combinazione, il dritto costituisce il principale strumento tattico per prendere l'iniziativa: è con questo fondamentale che si aprono gli angoli del campo, si impone il proprio ritmo e si comanda lo scambio, con l’obiettivo di costringere l'avversario a inseguire e a cedere campo per poi affondare il colpo che porta il punto.
Il rovescio (backhand): a una o due mani
Il rovescio, o backhand in inglese, costituisce la naturale controparte del dritto ed è il fondamentale eseguito rivolgendo il dorso della mano dominante verso l'avversario. Dal punto di vista tecnico e tattico, esistono due modi diversi di portare il colpo, che corrispondono ad altrettante filosofie di gioco: il rovescio ad una mano e quello a due mani. Il rovescio ad una mano è da sempre sinonimo di innata eleganza e straordinaria varietà, poiché facilita un'ampia escursione del braccio che facilita le variazioni in slice, le smorzate e la ricerca di angoli stretti. Questo colpo trova tuttavia sempre minor applicazione ai livelli più alti del tennis mondiale. Il rovescio a due mani rappresenta infatti la scelta più solida e moderna. Da un punto di vista tecnico, il sostegno del secondo braccio garantisce maggior stabilità in fase di contenimento della potenza avversaria e un'efficacia superiore nel gestire le palline ad altezza spalla.
Il gioco a rete: volée, demi-volée e smash
La volée nel tennis: chiudere il punto al volo
La volée rappresenta l'essenza del gioco d'attacco, il colpo eseguito al volo impattando la pallina prima che tocchi terra per togliere tempo all'avversario. Dal punto di vista tecnico, non richiede un'ampia apertura come nei colpi da fondo, bensì la perfezione dell'impatto bloccato: un gesto breve, compatto e deciso in cui la racchetta fa da muro, sfruttando e reindirizzando la forza stessa della palla in arrivo. A ridosso della rete, dove i tempi di reazione si riducono ai minimi termini, diventano decisivi un posizionamento ineccepibile, per coprire gli angoli di passaggio, e riflessi fulminei, indispensabili per leggere le intenzioni dell'avversario e chiudere il punto con precisione chirurgica.
Lo smash (o schiacciata): il colpo di grazia sopra la testa
Lo smash è un colpo caratterizzato da un impatto potente ed eseguito sopra la testa con una biomeccanica del tutto analoga a quella del servizio. Questo fondamentale si utilizza per chiudere perentoriamente il punto quando l'avversario, messo sotto pressione o costretto a una difesa affannosa, restituisce una palla alta e lenta. Per una riuscita impeccabile, il tennista deve muoversi con rapidi passi di aggiustamento per posizionarsi perfettamente sotto la traiettoria della palla, effettuare lo swing della racchetta dietro la schiena con i tempi giusti e impattare nel punto più alto dell'estensione del braccio, scaricando il peso del corpo in avanti e imprimendo una decisa flessione al polso per indirizzare la sfera là dove l’avversario non può arrivare.
La demi-volée: sensibilità a fior di terra
La demi-volée (o mezza volée) è un gesto tecnico di straordinaria eleganza, ma al tempo stesso molto difficile da padroneggiare. Questo colpo si esegue impattando la palla una frazione di secondo subito dopo il suo rimbalzo, quando si trova ancora a pochissimi centimetri dal terreno. Richiede una sensibilità di tocco eccezionale, gambe molto piegate e una coordinazione impeccabile, poiché il giocatore deve limitarsi ad accompagnare la palla sfruttando la forza del colpo avversario. Spesso impiegata nei pressi della rete per disinnescare passanti bassi e insidiosi, la demi-volée permette di risolvere una situazione di potenziale difficoltà con una giocata spettacolare e di altissima precisione.
I colpi di tattica e sensibilità: drop shot e pallonetto
Drop shot e palla corta: l'arte della sorpresa
Il drop shot (o palla corta) è un colpo raffinato e delicato, concepito per far cadere la palla appena oltre la rete, cogliendo in contropiede l’avversario grazie a un tocco morbido e a un effetto di spinta rovesciata (backspin). Dal punto di vista tattico, l'esecuzione ideale richiede un perfetto tempismo e una spiccata capacità di non far capire la propria intenzione: la situazione perfetta per sfoderarlo si presenta quando l'avversario è lontano dietro la linea di fondo campo, magari sulla spinta di un colpo profondo e pesante. Nascondendo l'intenzione fino all'ultimo istante con una preparazione analoga a quella di un normale colpo da fondo, il tennista spezza improvvisamente il ritmo dello scambio, costringendo l'avversario a una faticosa e quasi sempre infruttuosa rincorsa verso la rete. Fondamentale è la cura del gesto. Occorre combinare una biomeccanica precisa e un'elevata sensibilità di mano: con l’impugnatura continental (la presa a “martello”) si accarezza la palla impattandola davanti al corpo con il piatto corde aperto verso l’alto. Il polso e la mano si ammorbidiscono leggermente per togliere velocità alla sfera anziché spingerla, in modo tale da tenere il rimbalzo della palla il più basso possibile.
Il pallonetto (lob): scavalcare l'avversario a rete
Il pallonetto (o lob) è una soluzione tattica caratterizzata da una traiettoria alta e parabolica, ideata per scavalcare l'avversario quando questo si trova posizionato a rete. L’esecuzione ideale prevede un marcato effetto topspin per far schizzare la palla dopo il rimbalzo. Questo colpo supera l'avversario in altezza e lo costringe a un'affannosa rincorsa all'indietro verso la linea di fondo o a cedere direttamente il punto. Capovolgendo istantaneamente l'inerzia dello scambio, il lob rappresenta lo strumento ideale per neutralizzare la pressione di chi occupa la rete e riprendere il controllo del campo. Occorre però assicurarsi di far partire una traiettoria sufficientemente alta, per evitare che l’avversario possa raggiungere la palla e chiudere il punto con uno smash.
Gli effetti nel tennis: topspin, slice e backspin
Il topspin: l'effetto moderno per eccellenza
Il topspin si ottiene spazzolando la palla con la racchetta attraverso un fluido movimento dal basso verso l'alto. Questo tipo di impatto imprime alla sfera una rapidissima rotazione in avanti, la quale genera una forza aerodinamica che spinge la palla verso il basso, permettendole di superare abbondantemente la rete e di ricadere rapidamente all'interno del campo anche quando viene colpita con estrema potenza. Una volta toccata la superficie, l'effetto dell'inerzia trasforma l'impatto in una spinta propulsiva: la palla prende velocità e genera un rimbalzo eccezionalmente alto e profondo, costringendo l'avversario ad arretrare o a impattare la sfera fuori dalla propria zona di comfort sopra la linea delle spalle.
Lo slice nel tennis: il taglio che scivola via
Lo slice si esegue con un movimento della racchetta dall'alto verso il basso o con una traiettoria diagonale, "affettando" la parte posteriore o inferiore della palla. Questa tecnica trova ampia applicazione sia come variazione nel rovescio e nel dritto, sia per dare incisività e angolazioni insidiose al servizio. La peculiarità fondamentale dello slice risiede nella capacità di imprimere un'intensa rotazione all'indietro o laterale alla sfera, la quale sfiora la rete con una traiettoria tesa per poi produrre un rimbalzo eccezionalmente basso e scivoloso. Ciò costringe l'avversario a piegare molto le gambe e a dover "sollevare" faticosamente la palla, rendendo lo slice un'arma eccellente sia per difendersi e prendere tempo sulle accelerazioni avversarie, sia per preparare la discesa a rete, offrendo una palla priva di peso e con un rimbalzo basso che è complicata da spingere con forza.
Il backspin: controllo e rallentamento
La differenza fondamentale tra topspin e backspin risiede nella direzione della rotazione impressa alla palla e nei conseguenti effetti sul gioco. Mentre il topspin imprime una rotazione in avanti per far scendere rapidamente la palla e farla schizzare in alto dopo il contatto con il terreno, il backspin rappresenta l'effetto esattamente opposto: la palla ruota all'indietro (grazie a un movimento d'impatto dall'alto verso il basso) generandone il caratteristico "galleggiamento" in aria.
Data ultimo aggiornamento 20 ottobre 2026