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Cos’è la wild card nel tennis e come funziona l’assegnazione
Contenuto realizzato in collaborazione con la redazione di Ubitennis diretta da Ubaldo Scanagatta
Per poter partecipare ai più grandi tornei di tennis del mondo non sempre è necessaria una posizione particolare nel ranking ATP. Può bastare avere un invito da parte degli organizzatori, la wild card, che è di fatto un pass speciale per l’ingresso diretto nei tabelloni. Così è possibile “bypassare” il diritto di classifica.
Wild card nel tennis: cos'è e come funziona
La wild card, letteralmente “carta jolly”, è un invito speciale che permette a un giocatore, altrimenti escluso per via del ranking troppo basso, di accedere direttamente al tabellone principale o alle qualificazioni di un torneo professionistico. Si tratta di un meccanismo che è stato introdotto negli anni Settanta e che è ormai parte integrante del processo con cui si stilano i tabelloni degli eventi tennistici.
Perché vengono assegnate le wild card? I criteri principali
Non esistono regole scolpite nella pietra per l’assegnazione delle wild card. La scelta è a totale discrezione degli organizzatori di ciascun torneo: ATP e WTA non hanno il potere di intervenire. Ciò posto, ovviamente gli inviti non vengono assegnati casualmente. In linea di massima, possiamo individuare alcuni criteri che, nella prassi, vengono quasi sempre seguiti.
- Il rientro da un infortunio di un grande campione (ad esempio, un ex numero 1 del mondo scivolato indietro nel ranking).
- La promozione di giovani talenti locali o nazionali. É la scelta che viene fatta ogni anno dagli Internazionali d’Italia, che privilegiano gli inviti a giocatori italiani in ascesa per dare loro modo di fare esperienza in un torneo così importante.
- Esigenze di marketing e spettacolo per attirare il pubblico. É quanto abbiamo visto durante le ultime edizioni di Wimbledon e US Open con gli inviti alle sorelle Williams, da sempre motivo di richiamo per gli appassionati.
- Il tour d’addio di campioni prossimi al ritiro. Nel 2026 stelle del calibro di Stan Wawrinka e Gael Monfils hanno annunciato il loro ritiro a fine stagione. Di conseguenza, molti tornei hanno concesso loro delle wild card per dare loro la possibilità di congedarsi al meglio da torneo e spettatori.
- I cambi di programma. Succede a volte che giocatori o giocatrici che avrebbero la classifica per poter partecipare a un torneo non si siano iscritti entro i termini previsti. Su loro richiesta, gli organizzatori possono concedere inviti (è il caso, ad esempio, di Jelena Ostapenko al WTA Seoul di settembre 2026).
Le regole delle wild card nei tornei del Grande Slam
Nei tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open) vengono assegnate fino a 8 wild card per il singolare maschile e 8 per quello femminile nel tabellone principale.
Wild card Wimbledon: la tradizione e il "merito" britannico
A differenza di altri tornei del Grande Slam (come Australian Open o US Open), Wimbledon non adotta un sistema di wild card reciproche con altre federazioni, ma riserva la stragrande maggioranza degli inviti a tennisti britannici emergenti o di tradizione locale. L'assegnazione discrezionale tiene conto di diversi fattori chiave, in particolare per i giocatori di casa. Vengono presi in considerazione i risultati ottenuti nei tornei preparatori della stagione su erba, il potenziale di crescita futura, la condotta professionale ed eventuali risultati positivi ottenuti in passato a Wimbledon. Un occhio di riguardo viene comunque destinato a grandi campioni del passato particolarmente amati dal pubblico londinese. Ad esempio, nel 2026 inviti sono stati assegnati a Grigor Dimitrov e Stanislas Wawrinka.
Wild card Roland Garros e US Open: gli accordi di reciprocità
Tra gli altri tornei dello Slam (Australian Open, Roland Garros, US Open) esistono accordi di reciprocità che regolano lo scambio di wild card per consentire a tennisti/e scelti/e dalle rispettive federazioni nazionali di accedere direttamente ai tabelloni principali. Dunque, il Roland Garros concede inviti a un/una americano/a e un/una australiano/a e così via.
Wild card Australian Open: la porta di accesso per l'Asia-Pacifico
L’Australian Open si definisce storicamente il Grande Slam dell’Asia/Pacifico, non solo dell’Australia. Dunque gli organizzatori sono soliti assegnare wild card anche a tennisti/e appartenenti a nazioni asiatiche. Nel 2026, ad esempio, inviti sono stati assegnati al cinese Bu Yunchaokete e alla kazaka Zarina Diyas. Se a ciò si aggiungono le wild card a statunitensi e francesi per gli accordi di reciprocità sopra menzionati e quelle ad eventuali campioni del passato, si ottiene che gli inviti ad atleti di casa sono numericamente più ridotti rispetto agli altri tornei dello Slam.
Data ultimo aggiornamento 15 ottobre 2026