Mainolfi: tecnologia e competenze ridisegnano il ruolo del Private Banker
30 agosto 2026
Lino Mainolfi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, racconta a Milano Finanza i principali fattori di sviluppo dell’attività di consulenza tra nuove competenze, tecnologia, formazione e centralità della relazione con il cliente.
A giugno 2026, Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking conta oltre €452 miliardi di masse amministrate e più di 7.100 Private Banker. Nell’intervista, Mainolfi sottolinea che “la dimensione conta, ma non basta: fanno la differenza competenze specialistiche, architettura aperta, tecnologia avanzata e conoscenza delle esigenze di famiglie e imprenditori”, in un percorso che punta a costruire “relazioni durature, basate sulla fiducia, sulla qualità della consulenza e sulla creazione di valore nel tempo”.
Controllata da Intesa Sanpaolo, Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking è la prima private bank in Italia e uno dei principali operatori in Europa. Ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto di €868 milioni e nello stesso periodo, secondo i dati Assoreti, la raccolta netta ha superato gli €8,7 miliardi.
Un modello di servizio solido e altamente personalizzato
Per Mainolfi, il futuro del private banking in un mercato sempre più competitivo poggia su un modello che unisce scala, specializzazione e personalizzazione del servizio: “Il nostro principale fattore distintivo è la capacità di integrare competenze di investimento e consulenza evoluta in un modello di servizio solido e altamente personalizzato”.
Un approccio che amplia il perimetro della consulenza oltre la gestione degli investimenti, per accompagnare famiglie e imprenditori anche sui temi della “protezione, previdenza e pianificazione successoria”. Nel primo semestre le masse in consulenza evoluta di hanno superato i €72 miliardi.
Una rete che cresce puntando sulla qualità
Lo sviluppo della rete ha un ruolo centrale. Nel primo semestre 2026, in Fideuram ISPB sono entrati 248 nuovi Private Banker a fronte di un obiettivo di circa 500 nuovi ingressi nell’intero anno: “Cerchiamo professionisti di standing elevato che condividano i nostri valori e il nostro approccio alla consulenza. Al recruiting di banker esperti affianchiamo giovani ad alto potenziale, per garantire continuità, ricambio generazionale e sviluppo sostenibile”.
L’inserimento di nuovi professionisti si accompagna così a un investimento nella formazione continua e alla costruzione di un modello inclusivo, capace di valorizzare anche esperienze e best practice maturate in contesti differenti.
Formazione continua a servizio delle nuove competenze del Private Banker
L’evoluzione delle esigenze della clientela sta trasformando anche il patrimonio di competenze richiesto ai professionisti della consulenza. La gestione degli investimenti resta centrale, ma si inserisce oggi in una visione più ampia del patrimonio: “Il ruolo del Private Banker va ben oltre la gestione degli investimenti e richiede competenze finanziarie, patrimoniali, assicurative e tecnologiche sempre più ampie”.
In questo percorso un ruolo determinante è svolto da Campus Fideuram, che sostiene la crescita professionale della rete e la capacità dei Private Banker di interpretare bisogni sempre più articolati. La formazione diventa così anche uno strumento per attrarre e trattenere i talenti, in un settore nel quale competenze e capacità di utilizzare strumenti avanzati assumono un peso crescente.
Tecnologia al servizio della relazione
È proprio l’integrazione tra tecnologia e componente umana uno dei principali fattori destinati a trasformare il private banking. Intelligenza artificiale, analytics e piattaforme evolute potranno aumentare la capacità di personalizzare la consulenza, anticipare le esigenze e ridurre il peso delle attività operative. La sfida è utilizzare l’innovazione per rafforzare la relazione di fiducia tra cliente e professionista.
Il ruolo del professionista, secondo Mainolfi, resta infatti centrale: “Nei prossimi anni vedremo un Private Banker sempre più supportato dalla tecnologia, ma non meno centrale nella relazione con il cliente. Intelligenza artificiale, analytics e piattaforme avanzate renderanno la consulenza più personalizzata, tempestiva e proattiva, aiutando a interpretare bisogni e obiettivi”.
L’automazione di una parte delle attività consentirà ai Private Banker di dedicare più tempo all’ascolto e al confronto: “Quando una famiglia affronta un passaggio generazionale o un imprenditore una decisione strategica, cerca un interlocutore di fiducia capace di comprendere il contesto”.
Un modello integrato per la gestione dei grandi patrimoni
E’ in cambiamento il perimetro stesso della consulenza. La gestione dei grandi patrimoni richiede oggi di prendersi cura dell’insieme del patrimonio familiare e aziendale, oltre che di porre attenzione alle “esigenze finanziarie, fiscali, legali, fiduciarie, di trust, m&a, Art e Real Estate Advisory, fino alle soluzioni assicurative legate a protezione e longevity”.
Fideuram ISPB è in grado di rispondere alla complessità di queste esigenze perché può mettere a disposizione dei Clienti “un ecosistema integrato, facendo leva sulle professionalità della Divisione, sulle sinergie con Intesa Sanpaolo e su partnership qualificate”.
Sostenibilità e creazione di valore nel lungo periodo
“Scelte misurabili, processi solidi e piena responsabilità verso i clienti” sono i principi alla base del modello di sostenibilità che guida Fideuram ISPB: la sostenibilità, come parte integrante del modello di consulenza, contribuisce quindi “alla creazione di valore nel lungo periodo, in coerenza con obiettivi valori e preferenze dei clienti”.
Per questo, conclude Mainolfi, Fideuram ISPB ha investito molto nella formazione dei Private Banker, “affinché possano tradurre un quadro normativo articolato in indicazioni chiare e coerenti”.
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Data ultimo aggiornamento 9 settembre 2026 alle ore 09:10:48