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COMUNICATO STAMPA

LE MEDIE IMPRESE VINCENTI: L’IDENTIKIT DI 140 NUOVE LOCOMOTIVE DEL MADE IN ITALY
Sintesi della ricerca a cura della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo che verrà presentata in apertura del
Festival CittàImpresa 1 – 3 aprile 2016


• Le prospettive per il biennio 2016-17 indicano una crescita media annua del PIL italiano superiore all’1%. Dopo un lungo periodo di recessione, si tratta di un progresso significativo ma di cui non ci si può accontentare. Occorre rafforzare il potenziale di crescita della nostra economia.
• E’ necessario agire su produttività, formazione professionale e investimenti. Bisogna allargare la platea dei protagonisti vincenti del nostro sistema produttivo.
• Nei distretti industriali si è affermata una nuova classe di medie imprese capaci di rafforzare la redditività, aumentare il fatturato (+10% tra il 2008 e il 2014) e accrescere l’occupazione (+5% circa nello stesso periodo).
• Le medie imprese di successo non trascurano il mercato interno, si concentrano sui loro mercati esteri tradizionali e crescono prevalentemente per linee interne, facendo leva su nuovi prodotti, certificazioni ed internazionalizzazione.
• La stragrande maggioranza di questo gruppo di 140 imprese, circa il 60%,  appartiene a imprese del Veneto

Milano, 25 marzo 2016 – In occasione del Festival Città Impresa, Intesa Sanpaolo presenterà la ricerca dal titolo "L’identikit delle (nuove) medie imprese vincenti" a cura della propria Direzione Studi e Ricerche. Di seguito alcune evidenze.

Dopo un lungo periodo di recessione, la crescita dello scorso anno – benché ancora modesta –  rappresenta un’importante inversione di tendenza. Il recupero del reddito disponibile delle famiglie italiane, la ripresa dell’occupazione e il migliorato clima di fiducia sosterranno la domanda interna e in particolare i consumi. In assenza di gravi crisi internazionali, per il biennio 2016-17 si prevede una crescita media annua del PIL superiore all’1%.

Senza azioni incisive, il potenziale di crescita dell’economia italiana resta tuttavia ancora basso e inferiore alla media europea. Per allineare il potenziale italiano di sviluppo a quello delle migliori economie europee è necessario agire principalmente su produttività, formazione professionale e investimenti, ossia sugli elementi su cui si sono accumulati i maggiori ritardi negli ultimi 15 anni.
Occorre anche che si allarghi la platea dei protagonisti di successo del sistema produttivo, in grado di conseguire un avanzo commerciale con l’estero vicino ai 100 miliardi di euro all’anno.

Alcuni nuovi soggetti si stanno affermando sul mercato, in particolare nei distretti industriali. Sono medie imprese (con fatturato tra i 10 e i 50 milioni di euro), capaci tra il 2008 e il 2014 di aumentare significativamente il fatturato (+10%), di accrescere i propri addetti (+5% circa), di rafforzare i propri livelli di produttività del lavoro e di redditività, facendo leva anche su una struttura patrimoniale più solida.

Tra queste medie imprese emerge un gruppo di 140 imprese, oggetto di una specifica indagine. Si tratta di vere e proprie «locomotive», che tra il 2008 e il 2014 hanno registrato un aumento significativo sia del fatturato sia degli addetti, pari rispettivamente al 53% e al 25%.

Gran parte di queste aziende ha conosciuto uno sviluppo per linee interne; solo il 16% ha puntato sull’acquisto di altre imprese. In alcuni casi, l’acquisizione è legata a una strategia di espansione commerciale e ha riguardato società per la gestione di punti vendita all’estero. In altre esperienze, l’intento dell’acquisizione è stato quello di realizzare internamente all’azienda fasi del ciclo produttivo precedentemente affidate a terzisti.

Molte medie imprese «locomotive» (la quasi totalità) non hanno trascurato il mercato interno e all’estero si sono concentrate soprattutto sui mercati in cui sono presenti da tempo. “Solo” nel 16% dei casi hanno puntato su nuove mete commerciali.

La stragrande maggioranza di questo gruppo di 140 imprese (circa il 60%) appartiene a imprese del Veneto. Tra le più significative segnaliamo, in ordine di fatturato, MG lavorazione materie plastiche, Conceria Sirp, SPAC, GPS, Vinicola Serena, Spumanti Valdo, Comas, Cartiere Saci, Bottega, Idealplast, Trevisan Macchine Utensili, Sisma, Astoria, Stefanplast, Plastopiave, Fonpelli, , Ge.Me.Ta., EcoPolifix, Off Cartigliano.

Molte imprese hanno realizzato rilevanti investimenti in comunicazione (pubblicità su quotidiani e tv, nei social network, organizzazione di eventi, partecipazione a fiere, sponsorizzazioni). In particolare, il 28% delle medie imprese «locomotive»  ha registrato un marchio a livello internazionale, quasi tre volte il dato riferito alla media manifatturiera. Una buona quota di imprese ha poi potenziato il proprio radicamento commerciale aprendo nuove filiali commerciali e/o produttive all’estero (il 19% vs. il 7% della media manifatturiera).

L’introduzione di nuovi prodotti o l’ampliamento della gamma produttiva ha interessato il 44% delle imprese; nel complesso dell’industria italiana questa percentuale si ferma al 33%. L’attenzione alla qualità e al livello tecnologico dell’offerta è confermata dall’elevata quota di imprese con certificazioni (63% vs. il 27% della media del manifatturiero) e con brevetti (16% vs. 9%), supportate, in alcuni casi, dalla collaborazione con istituti universitari.

Nonostante il loro forte sviluppo degli ultimi anni, molte di loro sono ancora imprese di dimensioni contenute.

Queste «locomotive» potranno giocare un ruolo di effettivo traino solo se sapranno ulteriormente puntare su quattro leve:

• l’aumento della proiezione internazionale,
• l’incremento della R&S e dell’innovazione,
• la crescita delle dimensioni aziendali, soprattutto tramite M&A,
• l’adeguamento della struttura finanziaria a un contesto più complesso.

Alla loro crescita e al loro esempio è affidata una quota importante del rafforzamento del potenziale di crescita dell’economia italiana.

 

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