{"clientID":"8f0f2457-784e-48e4-98d6-0415047ebc97","signature":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryption":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyID":"494d1aae-e754-42bc-1137-9a9628244ec6","user":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD","clientIDSh":"9e04155b-dc20-4ad8-b40b-5d4c665631f2","signatureSh":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryptionSh":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyIDSh":"72a8b4f5-7fbb-427b-9006-4baf6afba018","userSh":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD"}
Scenari Possibili

Tecnologia e futuro delle professioni

La costante e rapida evoluzione delle tecnologie sta influenzando tutti gli ambiti della nostra vita e, tra le altre cose, sta cambiando volto e dinamiche delle professioni. Questo comporta opportunità e sfide sia per i giovani che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro, che per i lavoratori e le lavoratrici che sviluppano e consolidano le proprie carriere in quest’epoca così complessa.
In generale, per affrontare questa transizione sarà sempre più importante imparare ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti, sviluppare le proprie competenze e avere accesso ai giusti strumenti, con una formazione adeguata, versatile e continua.

Nelle prossime pagine, scopriremo insieme come la tecnologia sta facendo evolvere i diversi ambiti professionali, approfondiremo alcune delle professioni emergenti e le skill più richieste, oltre a delineare come compiere scelte consapevoli, che rispondano alle esigenze del mondo del lavoro.

Come cambia il lavoro

Studiare le materie STEAM

Le opportunità di formazione continua

I lavori che cambiano

I lavori che verranno

Qualche consiglio

Come cambia il lavoro nell’era della tecnologia

Le nuove tecnologie e la rapida espansione del digitale influiscono sulle interazioni con l’ambiente circostante e con gli altri, sul modo di formarci e informarci, su dinamiche e strumenti e molti altri ambiti della nostra esistenza.
Soluzioni come l'intelligenza artificiale, la robotica, la realtà aumentata, i device tecnologici, hanno il potenziale di migliorare la nostra vita, ma implicano anche profondi cambiamenti nel modo di pensare e di svolgere alcune attività che fanno parte della nostra quotidianità, non ultimo il lavoro. Le professioni che oggi conosciamo sono in costante evoluzione e, sempre di più, “fare” un determinato lavoro significherà qualcosa di molto diverso da ciò a cui siamo abituati.

L’introduzione di soluzioni, strumenti e processi tecnologici ha come risultato professioni più qualificate, processi più rapidi e agili, maggiore precisione e minori rischi, migliori condizioni di lavoro, una crescente tendenza all’innovazione.
Sono moltissimi, inoltre, i lavori legati alle nuove tecnologie nati negli ultimi anni, e molti altri ne nasceranno in futuro. Non si tratta solo di professioni legate alla programmazione o all’ingegneria, ma anche di figure che supportano la transizione verso soluzioni tecnologiche innovative, oppure che monitorano e garantiscono la sicurezza di dati e informazioni, o ancora che si occupa di questioni etiche o inerenti le relazioni tra individui e tecnologie.
 

40% delle competenze chiave richieste ai lavoratori cambierà nei prossimi 5 anni

The future of jobs - World Economic Forum

Un contesto di così profondi cambiamenti, ovviamente, rende anche più urgente l’approfondimento di temi, tendenze, competenze e strumenti legati al mondo della tecnologia e del digitale, per sapersi inserire adeguatamente nel mondo del lavoro e consolidare la propria professionalità.
Il rischio, infatti, è che continui a crescere il fenomeno del mismatch, cioè quel divario tra la richiesta di profili professionali da parte delle imprese e le competenze offerte dalle persone in cerca di lavoro, che già oggi si manifesta sia in Italia che in molti altri Paesi.

Questo significa formarsi, restare informati, allenare competenze trasversali e tecniche, essere pronti a cambiamenti continui.
Per gestire la trasformazione digitale in ambito lavorativo (e non solo), è importante coltivare un insieme di competenze trasversali e tecniche che ci rendono in grado di interpretare la complessità del nostro tempo.
 

Pensiero analitico, Creatività e curiosità, Flessibilità e resilienza, Affidabilità e Consapevolezza di sé, Empatia e Ascolto attivo, Alfabetizzazione tecnologica e digitale sono competenze imprescindibili, che vanno allenate e nutrite per restare al passo con i cambiamenti di contesto

Studiare le materie STEAM

Per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro e le richieste delle aziende, diventa sempre più importante guardare al proprio percorso formativo non come un processo univoco e lineare, ma che può invece evolvere insieme a noi, in base alle nostre esperienze e ai cambiamenti di contesto.
Sarà fondamentale, quindi, dare spazio nella propria formazione alle materie STEAM (Science, Technology, Engineering, Art and Mathematics), scegliere i percorsi formativi adatti ai nostri bisogni e al panorama tecnologico e digitale.
Possiamo trovare percorsi dedicati a queste materie tra gli indirizzi delle scuole superiori e nelle università, per approcciare questi temi sin dal proprio percorso di formazione di base. Vediamo insieme alcune opzioni.

Nuovi corsi di laurea

L'offerta formativa dei corsi di laurea nelle università italiane sta cambiando in risposta ai nuovi trend sulla transizione digitale. Sempre più università offrono programmi di studio incentrati sull’innovazione tecnologica, sulle nuove frontiere del digitale e sulle competenze necessarie.
In particolare, molti corsi di laurea stanno integrando nei loro curricula materie come l'intelligenza artificiale, la sicurezza informatica, la data science, il cloud computing.
Per l’anno accademico 2022/2023, ad esempio, 180 nuovi corsi sono stati introdotti, in particolare con focus su intelligenza artificiale, automazione industriale, sostenibilità ambientale, data science, informatica. Anche tra i corsi umanistici emerge la necessità di prestare attenzione a questi temi, come dimostrano i nuovi corsi di laurea in Filosofia e intelligenze artificiali, ma anche di Sociologia per preparare ad analizzare i big data nel campo delle scienze sociali, o corsi di psicologia volti a migliorare l’interazione tra essere umano e tecnologia.

Istituti Tecnici Superiori (ITS)

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono la prima esperienza italiana di offerta formativa professionalizzante, secondo un sistema consolidato da alcuni anni anche in altri paesi europei.
Sono scuole di alta tecnologia, che preparano professionisti in grado di supportare il processo di digitalizzazione e innovazione delle aziende del territorio. Possono accedere a questi percorsi giovani con diploma di scuola superiore o con diploma di 4 anni di istruzione e formazione professionale e un corso annuale IFTS.
Gli ITS si distinguono in 6 diverse specializzazioni, legate in particolare agli scenari di evoluzione tecnologica e ai settori di particolare rilevanza a livello internazionale e per il territorio italiano: Efficienza energetica, Mobilità sostenibile, Nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il made in Italy (Servizi alle imprese, Sistema agro-alimentare, Sistema casa, Sistema meccanica, Sistema moda), Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, Turismo.

Le opportunità di formazione continua

Il processo di innovazione e crescita tecnologica e digitale è un’importante leva per la crescita economica del Paese. Per avere effetti diffusi e positivi, però, questo processo deve andare di pari passo con la formazione e l’aggiornamento dell’intera società, comprendendo tutti gli attori nel sistema. Questa trasformazione richiede quindi una sincronizzazione tra il mondo delle professioni, le istituzioni pubbliche, le realtà profit e no-profit e opportunità di accrescimento delle competenze digitali accessibili a tutti.
In Italia, stanno prendendo piede diverse iniziative di formazione pubbliche o private, al fine di dare i giusti strumenti per lo sviluppo delle competenze digitali necessarie per il futuro.

Servizio Civile Digitale

Il Servizio Civile Digitale rientra nel Servizio Civile Universale (SCU) dal 2021, ha una durata di 12 mesi con un orario di servizio di 25 ore settimanali e ha come obiettivi principali quelli di rafforzare le competenze digitali e il capitale culturale degli operatori volontari, promuovere lo sviluppo e il potenziamento delle competenze digitali dei cittadini, sostenere l’inclusione digitale nei servizi di assistenza rivolti alle comunità o a particolari categorie di persone. I progetti prevedono il coinvolgimento dei volontari in attività di facilitazione e diffusione delle competenze digitali attraverso la collaborazione con gli Enti di Servizio Civile.
Per il 2022/2023 sono stati presentati 268 progetti, per un totale di 2.613 posti disponibili per i giovani tra i 18 e 28 anni. L’obiettivo per i prossimi anni è di ampliare ulteriormente il numero di progetti e di posti disponibili, proprio per supportare il processo di alfabetizzazione e di consolidamento delle competenze digitali su tutto il territorio nazionale.

Scuola digitale

Per supportare l’acquisizione e il consolidamento di competenze digitali sin dagli anni del percorso scolastico, in questi anni sono nati molti moduli di approfondimento di temi legati al digitale. dedicati a docenti e studenti, con diversa durata e modalità di fruizione. Sono molti gli argomenti che possono essere trattati e approfonditi attraverso corsi specifici: dalla cybersecurity, al Coding di base, all’Internet of Things, alla selezione e comprensione delle fonti online, ecc.
Il programma Networking Academy di Cisco è una delle varie opportunità che - con un ecosistema di 2.882 academy in tutta Europa, 352 solo in Italia - oganizza gratuitamente corsi ibridi (in presenza o online) per il mondo delle scuole e non solo.

Aggiornamento continuo

In un panorama in cui le competenze digitali evolvono e si moltiplicano, la formazione continua è essenziale per acquisire o affinare le proprie competenze e rimanere competitivi nel mercato del lavoro.
I corsi online gratuiti, che offrono la possibilità di specializzarsi e approfondire le proprie conoscenze in ambito digitale, senza dover affrontare costi elevati o vincoli di tempo e spazio sono un utile strumento, in questo senso, perché consentono di imparare a proprio ritmo e di adattare il percorso formativo alle proprie esigenze e obiettivi professionali.
Un esempio di corsi online sono quelli forniti dalla Google Digital Academy, che offre un programma di formazione gratuito che aiuta a sviluppare ed acquisire le competenze digitali utili per il proprio futuro e ad avanzare nel proprio percorso professionale.
Altro esempio è FreeCodeCamp, una piattaforma che offre corsi di programmazione graduali e gratuiti per fare i primi passi nel Coding e allenare le proprie competenze in questo ambito.

I lavori che cambiano

Abbiamo visto quanto l’evoluzione tecnologica e digitale stia influenzando il mondo del lavoro e delle professioni. È inevitabile, quindi, che le professioni stesse, col tempo, diventino “altro” da quelle che siamo abituati a conoscere. Essere pronti ad anticipare e accogliere le nuove caratteristiche dei diversi ambiti professionali e delle professioni ci aiuta a guardare con più chiarezza al percorso che vogliamo e possiamo intraprendere, muovendo passi più certi e facendo evolvere la nostra carriera al contempo.

Nelle prossime pagine vedremo come alcune professioni stanno cambiando nel tempo. Questa non vuole essere una lista completa, ma una direzione per imparare ad interpretare i diversi ambiti professionali e ad approcciare i cambiamenti del mondo del lavoro.

Professioni del digitale

Le professioni incentrate su competenze digitali e tecnologiche, da quelle più tecniche (come sviluppatori e ingegneri), a quelle più legate al design e a componenti artistiche o visive (come i designer), non solo sono sempre più richieste, ma vivono anche un’evoluzione rapidissima e necessitano di attività di aggiornamento continuo. Sono figure che man mano si specializzano sempre di più per sfruttare appieno le potenzialità di strumenti, programmi, linguaggi digitali.

Un esempio sono le tante declinazioni delle professioni nell’ambito del Design, in senso ampio: Interaction Designer, User Interface Designer, User Experience Designer, Service Designer, Product Designer, ecc., cioè figure in grado progettare e disegnare prodotti e servizi sia digitali che fisici.
Ma anche in ambito di gestione e analisi dati o di Intelligenza Artificiale: ad esempio Data Scientist, Data Analyst, Artificial Intellingence Specialist, Sviluppatore di Sistemi di AI, Cyber Security Specialist.

Il futuro di queste professioni è di evolvere sempre di più, con la creazione di nuovi profili professionali, così come la necessità di conoscere nuovi programmi e strumenti e di adattarsi agli scenari tecnologici.

Professioni digitalizzate

Anche le professioni che un tempo ci sembravano più distanti dall’evoluzione tecnologica hanno dimostrato, negli ultimi anni, quanto siano sensibili a sistemi e strumenti digitali, che da un lato agevolano e semplificano le attività lavorative (o le aumentano verso nuove frontiere), dall’altro richiedono un importante sforzo di adattamento a chi lavora in questi settori.
Ne sono un esempio le professioni legate alla formazione e alla crescita della persona, come insegnanti ed educatori, i professionisti che si
occupano di selezione e gestione del personale.
Ancor più con l’emergenza sanitaria del Covid-19, questi settori hanno vissuto il diffondersi di strumenti e contenuti digitali che hanno cambiato dinamiche, metodologie e competenze proprie di queste professioni. Anche in ambito artistico e creativo le possibilità date dagli strumenti digitali sono andate aumentando, sia in fase di generazione e visualizzazione delle idee che di produzione e realizzazione. Ad esempio, sono molte le soluzioni per professionisti come stilisti, disegnatori, fotografi, scultori, chef, ecc.
In questi casi, le competenze digitali vanno scoperte e coltivate insieme alle competenze tecniche e trasversali più tradizionalmente associate a queste professioni.

Salute, Cura e Benessere

Il progresso in ambito di benessere e cura della persona è strettamente connesso allo sviluppo tecnologico: le potenzialità di nuovi strumenti e programmi vanno a supporto di professioni essenziali per la salute della persona e dell’ambiente, aprendo nuove strade per la ricerca, approfondendo tecniche e metodi, trovando nuove soluzioni e cure.
In questo senso, ricerca scientifica e tecnologica hanno bisogno di avanzare in simbiosi, perché il dialogo tra queste due discipline fornisce punti di vista inediti, fa nascere nuove professioni e specializzazioni e crea enormi opportunità di avanzamento.

In ambito medico-scientifico esistono professioni che stanno prendendo piede in questi anni e si consolideranno in futuro, come gli esperti di Bioprinting, di Realtà Virtuale o di analisi dei big data applicati alla medicina.
Non dimentichiamo, però, che anche le professioni più tradizionali stanno vivendo grandi cambiamenti grazie alla tecnologia e sempre di più l’assistenza e la cura della persona si appoggiano a strumenti che consentono una maggiore efficacia in termini di prevenzione, cura e monitoraggio del paziente. Non serve, quindi, guardare lontano per rendersi conto dell’importante intreccio tra Salute e Tecnologie.

 

Sostenibilità e tecnologia

Anche quando si parla di futuro del Pianeta e sostenibilità ambientale, l’impulso che lo sviluppo tecnologico può dare nell’identificazione di nuove soluzioni e nell’avanzamento verso scenari positivi è fondamentale.
I professionisti che si occupano di preservazione e rigenerazione dell’ambiente in senso ampio assumono un ruolo essenziale, in un panorama in cui le risorse vanno esaurendosi sempre più velocemente e i danni causati dall’impronta umana sono sempre più evidenti.
Uno studio di Unioncamere del 2021 sull’occupazione nelle aziende, ad esempio, ha stimato che in Italia la richiesta di figure professionali in possesso di competenze nell’ambito della sostenibilità sarà tra i 3,5 e le 3,8 milioni di unità entro il 2025.
Non stupisce, quindi, che le professioni legate a questi temi si siano moltiplicate in questi anni e che continuino ad evolvere insieme alle opportunità che la tecnologia consente: dall’Ingegnere energetico esperto in energie rinnovabili, all’Esperto di materiali sostenibili, all’Esperto di sistemi di coltivazione innovativi (ad esempio l’idroponica), al Sustainability Manager, ecc.

I lavori che verrano

In un contesto di così rapide evoluzioni e cambiamenti, nuove figure professionali, nuovi profili e nuove competenze tecniche continuano a nascere e continueranno a presentarsi negli anni a venire.
Non è facile predire quali saranno i lavori del futuro che ancora oggi non esistono, ma i trend attuali, le evoluzioni tecnologiche in corso e le richieste che si manifestano nel mercato del lavoro ci danno la possibilità di farci un’idea dello scenario che potrebbe presentarsi nei prossimi anni.
Nelle prossime pagine vedremo competenze, professioni e ambiti professionali che si stanno sviluppando e che probabilmente faranno parte del panorama lavorativo del futuro.

Le professioni "high-tech"

In questi ultimi anni sentiamo sempre più parlare di Intelligenza Artificiale, Realtà Aumentata, Realtà Virtuale, algoritmi, cloud, big data (un insieme di dati informatici che richiede metodi di analisi specifici) e, anche se non ce ne rendiamo conto, l’ambiente intorno a noi è già pervaso da sistemi e strumenti che si basano sul loro utilizzo.
I trend ci dicono che nei prossimi anni sarà sempre più diffusa la loro applicazione in tutti gli ambiti della nostra vita e, di conseguenza, le professioni legate
allo sviluppo e alla gestione di IA e big data non solo saranno molto richieste, ma evolveranno e si specializzeranno.
Ad esempio, si pensa che per l’importanza che assumeranno i big data sempre di più saranno richiesti dei data detective, persone in grado di raccogliere, analizzare e comprendere dati sia interni che esterni ad un’organizzazione.
Per l’estensione che VR e AR stanno avendo, poi si svilupperanno sempre più le professioni legate al design di ambienti virtuali, che costituiranno contesti di formazione, sperimentazione, incontro.
Allo stesso modo, per garantire la sicurezza di questi contesti virtuali, figure di cybersecurity, in grado di verificare la solidità e impenetrabilità di algoritmi, sistemi, reti, supply chain.

Come "gestire" il digitale

Oltre alle figure professionali più tecniche che si stanno formando, in connessione all’evoluzione tecnologica della nostra epoca, si presenta in maniera sempre più forte la necessità di gestire anche a livello legale, etico, relazionale la transizione digitale che stiamo vivendo. In questo senso, si creeranno profili professionali che avranno non solo conoscenze tecniche, ma saranno soprattutto facilitatori e interpreti per tutte le questioni che coinvolgono esigenze umane e caratteristiche digitali.
Ad esempio, oltre ai manager della transizione digitale, che già esistono e agevolano le organizzazioni nella trasformazione di sistemi e processi verso il digitale, sempre di più avremo bisogno di manager delle relazioni tra macchine e individui, per lo sviluppo di una relazione professionale tra intelligenza umana e artificiale.
Così come sempre più, per gestire le aree non ancora regolamentate date dallo sviluppo tecnologico, avremo bisogno di auditor di algoritmi che monitorino a livello etico e legale che i modelli sviluppati non siano discriminanti e rispettino la privacy.

Qualche consiglio

Informarsi in tanti modi diversi - Per non rimanere indietro, restare informati è importantissimo e può essere più semplice e divertente di quanto pensiamo: affidarsi a fonti attendibili, sicure e serie è la prima regola in questi casi, ma si possono scegliere anche formati e strumenti agili e adatte ai nostri ritmi. Esistono, ad esempio, moltissimi podcast, canali YouTube, profili social, newsletter specializzati su questi temi che consentono di restare aggiornati.


Non avere timore di provare - Ad un primo sguardo nuovi strumenti e programmi ci sembrano incomprensibili, pensati solo per gli “addetti ai lavori”. In realtà, è un’impressione spesso data dal timore di non saper fare qualcosa a cui non siamo abituati. Tenere uno sguardo aperto è fondamentale, in un mondo che ci offre quotidianamente nuovi stimoli, ancor di più quando si parla di nuove tecnologie. Provare ed esercitarsi nell’utilizzo di device e programmi con spirito di scoperta, non solo ci permette di allenare le nostre competenze digitali, ma ci prepara ad intraprendere con un approccio più flessibile il cammino che abbiamo di fronte.


Restare consapevoli - La tecnologia sta permettendo di fare passi da gigante in tanti ambiti e facilita la nostra vita in molti modi. Ricordiamoci, però, che è sempre l’essere umano che governa gli strumenti digitali. Farne un uso consapevole, a tutti i livelli, è una responsabilità di ciascuno di noi: applicare all’uso che facciamo della tecnologia la nostra capacità di ragionamento, di interpretazione, di empatia, la nostra etica rappresenta la vera svolta per il futuro.

{"toolbar":[]}