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Cultura

Mostra “Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici”

Immagine raffigurante gli autoritratti di Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun.
Immagine raffigurante gli autoritratti di Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun.

Dal 6 novembre 2026 al 7 marzo 2027, le Gallerie d'Italia - Napoli ospitano “Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici”, la mostra curata da Francesco Leone, Fernando Mazzocca ed Elisabetta Rasy, realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con il patrocinio del Comune di Napoli.

Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun: due pittrici a confronto

Attraverso 70 opere, con prestiti da importanti istituzioni internazionali e numerosi musei italiani, l’esposizione mette a confronto per la prima volta le vite e la produzione di Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun considerate, per il loro rilievo storico e per la qualità dei dipinti, tra le maggiori pittrici di tutti i tempi. Interpreti eccezionali di un periodo storico complesso, protagoniste libere e indipendenti di un processo di emancipazione femminile che allora si stava avviando, tra gli ultimi decenni dell’Antico Regime e la Rivoluzione francese, entrambe seppero affermarsi sulla scena internazionale, distinguendosi per il loro straordinario talento in un ambiente artistico ancora dominato dagli uomini.

Il percorso approfondisce affinità e differenze tra le due artiste, accomunate da una forte determinazione e da una moderna consapevolezza del proprio valore, a partire dai generi e dai soggetti affrontati. Forte di una formazione filosofica, letteraria e musicale, Kauffmann spaziò dal ritratto alla pittura sacra, dall’allegoria alla pittura di storia, attingendo alla mitologia, alle vicende antiche e moderne e alla letteratura, da Omero a Shakespeare. Vigée Le Brun si dedicò prevalentemente al ritratto, diventando una delle interpreti più richieste dell’aristocrazia europea e la pittrice prediletta di Maria Antonietta.

1, 2. Firenze, Gallerie degli Uffizi. Foto Roberto Palermo - Claudio Ripalti (su concessione del MiC)
3, 7. Charlottesville (Virginia), The Fralin Museum of Art at the University of Virginia, acquisto del museo tramite il fondo acquisizioni dei soci. “Courtesy of The Fralin Museum of Art at the University of Virginia. Museum purchase with Membership Acquisition Fund, 1976.24”
4. Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures © RMN-Grand Palais / Philippe Fuzeau/ Dist. Foto SCALA, Firenze
5. Parma, Complesso monumentale della Pilotta, Galleria Nazionale “Su concessione del Ministero della Cultura - Complesso Monumentale della Pilotta-Galleria Nazionale”
6. Tolosa, Musée des Augustins. Mairie de Toulouse, musée des Augustins. Photo, Daniel Molinier
8. Varsavia, Muzeum Narodowe w Warszawie. National Museum In Warsaw/phot. Piotr Ligier

Il legame delle pittrici con l’Italia e la corte di Napoli

L’Italia, terra del Grand Tour e delle corti, fu un luogo di incontro e di confronto tra le due artiste, in particolare presso la corte borbonica di Napoli, per la quale entrambe lavorarono. Dopo l’affermazione a Londra, dove fu tra i membri fondatori della Royal Academy, Kauffmann fece di Roma il centro della propria attività, stringendo rapporti con Goethe e Canova. Per Vigée Le Brun, fuggita dalla Francia agli inizi della Rivoluzione, il soggiorno italiano tra il 1789 e il 1792 fu l’occasione di ricostruire la propria carriera, trovando nella corte napoletana importanti mecenati, a partire da Maria Carolina, sorella di Maria Antonietta.

La mostra dedica particolare rilievo ai dipinti del periodo italiano, tavolta confrontando i ritratti delle stesse personalità e le diverse immagini della corte di Napoli, dove le pittrici operarono in anni diversi. I loro autoritratti permettono inoltre di osservare come abbiano gestito nel tempo la propria immagine, consapevoli della propria bellezza e del proprio valore. Documenti e testimonianze approfondiscono le loro avventurose vicende umane e professionali: dalle memorie di Vigée Le Brun alle fonti che raccontano l’affermazione di Kauffmann e i suoi rapporti con l’ambiente culturale italiano.

Durante il percorso della mostra, il dialogo tra Kauffmann e Le Brun, che si pongono all’inizio di un grande movimento di riscatto femminile, si estende alla più ampia presenza delle donne pittrici nel panorama artistico europeo tra tardo Settecento e primo Ottocento. In quel periodo, tra Italia e Francia, si fece largo, come mai si era verificato in passato, un numero notevole di artiste divenute famose.

La rassegna sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Allemandi e dal public program #INSIDE.

Con “Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici”, le Gallerie d’Italia – Napoli proseguono l’approfondimento sul ruolo delle donne nella storia dell’arte, avviato con “Artemisia Gentileschi a Napoli” e continuato con “Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento”, portando l’attenzione su due protagoniste della pittura europea tra Settecento e primo Ottocento.

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