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Educazione

Italiani e risparmio: un secolo di cambiamenti e una tradizione che resiste

immagine rappresentante il primo congresso internazionale del risparmio
immagine rappresentante il primo congresso internazionale del risparmio

Contenuto realizzato in collaborazione con CAIRORCS Studio

Nel 1924, a Milano, si tenne il Congresso internazionale che diede vita alla Giornata che celebra la virtù dell’oculata gestione dei soldi. A volerla, Filippo Ravizza.

Il libretto custodito con cura era quanto di più prezioso potesse trovarsi in casa. In quel documento c’erano i sacrifici di una famiglia, un gruzzolo sapientemente messo da parte giorno dopo giorno per far fronte agli imprevisti della vita. A inizio Novecento per molti italiani imparare come risparmiare significava proteggersi dalla povertà. Perciò tutto quel che non serviva per la quotidianità veniva messo da parte per un domani che poteva non essere roseo. Per tanti era una necessità. Ma risparmiare, soprattutto in quell’epoca, rappresentava anche una virtù, qualcosa di cui andare fieri. Saper conservare i soldi era una cultura, promossa su tutto il territorio dalle Casse di risparmio, istituti convinti che non sperperare fosse il modo più sicuro per far crescere la società. 

La cooperazione per ripartire: il Congresso internazionale del risparmio a Milano

2.Gita dei partecipanti al primo Congresso internazionale del risparmio, ottobre 1924*

È in questo clima che, dal 26 al 31 ottobre 1924, Milano ospitò il primo Congresso internazionale del risparmio organizzato dalla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Cariplo, per celebrare il centenario della fondazione. Parteciparono 497 delegati in rappresentanza di 7.261 istituzioni - soprattutto casse di risparmio, ma anche monti di pietà e banche cooperative - di 27 Nazioni. Di questo appuntamento esiste un’ampia documentazione nell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo. L’Europa, nel 1924, era ancora segnata dalla Prima guerra mondiale. E mentre venivano rimosse le macerie del conflitto, si provava a ricostruire cercando nuove forme di cooperazione come condizione per avviare un periodo duraturo di pace. Il messaggio del Congresso al mondo era chiaro: il risparmio poteva diventare uno strumento di benessere collettivo e dialogo tra nazioni. La promozione della società attraverso la tutela del singolo: un approccio che è parte dell’eredità storica presente ancora oggi nella Fondazione Cariplo.

Filippo Ravizza e il valore dell’educazione al risparmio

Tra i protagonisti di quelle giornate milanesi, Filippo Ravizza, chiamato da Cariplo a organizzare il congresso e a guidare l’Ufficio di propaganda del risparmio. Nella sua relazione, parlando soprattutto delle classi operaie e medie, sostenne che non bastava invitare i lavoratori a risparmiare. Occorreva permettere loro di farlo, con retribuzioni capaci di garantire dignità e qualche risorsa per la vecchiaia. L’educazione al risparmio, nelle scuole e nella vita quotidiana, doveva accompagnarsi a condizioni concrete che la rendessero possibile. Era una cultura che andava coltivata e promossa in ogni ambito della vita civile. Al Congresso partecipò anche l’economista Maffeo Pantaleoni, che affrontò una questione destinata a restare centrale: fino a che punto le casse di risparmio potevano svolgere attività bancaria senza tradire la propria missione? Pantaleoni morì improvvisamente il 29 ottobre 1924, poco dopo il suo intervento.

La nascita della Giornata del risparmio

3. Studenti del Collegio De Filippi di Arona nella filiale locale della Cariplo per la Giornata Mondiale del Risparmio, 1941*

Da quell’appuntamento tenutosi a Milano nacque la Giornata del risparmio, fissata a partire dall’anno successivo - e ancora oggi è così - il 31 ottobre, data conclusiva dei lavori del congresso. A volerla fortemente, proprio Ravizza, secondo cui la ricorrenza non doveva essere una giornata di riposo, ma un’occasione per diffondere nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro l’idea che mettere da parte risorse avesse un valore personale e sociale. Il congresso pose inoltre le basi dell’Istituto internazionale del risparmio, con sede a Milano dal 1925 e diretto da Ravizza dalla nascita al 1948. L’istituto era un progetto di collaborazione tra le Casse che la Seconda guerra mondiale, scoppiata nel 1939, avrebbe duramente colpito, senza però cancellarlo.

Dal risparmio per difendersi al risparmio per crescere

4. Alunni della scuola elementare di Somma Lombardo depositano i propri risparmi alla filiale Cariplo: ottobre - novembre 1965*

La fine del secondo conflitto mondiale e il dopoguerra portarono a un cambio delle priorità degli italiani, i cui riflessi si ebbero nel modo in cui tanti cominciarono a guardare al modo di accantonare i propri soldi. Con la ricostruzione e poi il miracolo economico, risparmiare non significava più soltanto prepararsi ai tempi difficili o difendersi dalla povertà ma diventava il mezzo per acquistare una casa, sostenere gli studi dei figli e migliorare le condizioni della famiglia. È stato grazie ai risparmi che molti giovani nati dopo la guerra hanno potuto salire la scala sociale, migliorando la propria condizione rispetto a quella dei genitori. Nei decenni successivi l’inflazione rese necessario difendere il potere d’acquisto del denaro. Per questo, ai classici libretti e ai depositi si affiancarono titoli di Stato e, più avanti, strumenti d’investimento sempre più diversificati.

Una tradizione che resiste: la cultura del risparmio oggi

Oggi l’educazione finanziaria aiuta a distinguere risparmio e investimento, a comprendere rischi e costi e a pianificare. Si tratta di una versione aggiornata dell’intuizione educativa di Ravizza. Nel corso dei decenni sono cambiati gli strumenti e gli obiettivi degli italiani. Ma non è venuta meno l'importanza di costruire, attraverso scelte consapevoli, una maggiore sicurezza con cui vivere il presente e guardare il futuro. 

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1.  Partecipanti al Congresso internazionale del risparmio riuniti nella sede della Cariplo, ottobre 1924
2. Fotografia di Vincenzo Aragozzini. Archivio Storico Intesa Sanpaolo
3. Fotografia di Cesare De Righetti. Archivio Storico Intesa Sanpaolo
4. Fotostudio Mascheroni. Archivio Storico Intesa Sanpaolo

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