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 CAPITALE UMANO NEL NORD EST: TERZIARIO E GRANDI IMPRESE ASSUMERANNO NEL 2009


Dalla ricerca promossa dalla Cassa di Risparmio del Veneto e realizzata dalla Fondazione Nord Est emerge però che solo un terzo degli intervistati investirà nelle risorse umane nei prossimi 12 mesi . La ricerca è stata realizzata su di un campione di imprese in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige


Padova, 21 ottobre 2008 – Un’impresa su due tra le realtà più strutturate (sopra i 100 addetti) e le aziende attive nel settore dei servizi alle imprese (45,1%) prevedono di realizzare investimenti in risorse umane nei prossimi dodici mesi. I due terzi degli imprenditori interpellati dichiarano, però, un congelamento di nuove assunzioni nel 2009. Lo si evince dall’indagine sul “Capitale Umano nel Nord Est” promossa dalla Cassa di Risparmio del Veneto (Gruppo Intesa Sanpaolo) e realizzata dalla Fondazione Nord Est che si è svolta tra il 10 e il 30 luglio 2008 e ha visto protagonista un campione significativo composto da 1.000 titolari di imprese attive nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Le aziende selezionate appartengono a tutti i settori economici (industria, commercio, servizi alle imprese, servizi alle persone) e contano più di 10 dipendenti in organico.

La produzione (per il 34,2% degli intervistati) e il commerciale (per il 20,7%) sono le principali funzioni aziendali in cui gli imprenditori interpellati ritengono sia vantaggioso investire in questa fase. Seguono marketing e comunicazione (16,5%) e ricerca e sviluppo (14,3%). Le imprese di dimensioni più piccole, in particolare, spingono principalmente sulla funzione produttiva che rappresenta il loro core business, le realtà più strutturate pongono, invece, maggiore attenzione al commerciale, indispensabile per presidiare e aggredire nuovi mercati anche, e soprattutto, a livello internazionale.

Le imprese del Nord Est riscontrano una certa difficoltà nella ricerca delle competenze necessarie a condurre l’attività aziendale. Si registrano criticità, infatti, nel reperimento di personale con skill tecniche (49,1%) e dirigenziali (44,3%). Tre imprese su dieci, inoltre, manifestano difficoltà a individuare risorse con competenze commerciali, in ricerca e sviluppo e operative.

A determinare tale carenza, secondo le imprese interpellate, è in primo luogo l’inefficienza del sistema formativo nella preparazione delle figure professionali richieste dalle imprese. Le altre cause evidenziate dal campione intervistato sono la mancanza di esperienza dei candidati e la non coincidenza delle aspettative dei giovani con le richieste del mercato.
 

Per selezionare nuovi collaboratori, i criteri valutati sono: le abilità tecniche (nel 33,4% dei casi), l’esperienza del candidato (nel 30,2%) e le capacità relazionali (nel 26,3%). In particolare, tra le imprese più piccole prevale l’interesse per le abilità pratiche e tecniche, viceversa tra le più grandi quello per le competenze personali e relazionali. Il titolo di studio, che raccoglie solo il 10% delle risposte degli imprenditori, appare come requisito minimo per l’accesso al colloquio di lavoro.

Per ovviare alla mancanza delle competenze nel mercato del lavoro, le imprese intervistate adottano la strategia del periodo di affiancamento per il nuovo assunto (il 45,2% delle realtà intervistate) o della riconversione di figure interne (29,2%). Un’impresa su dieci sceglie la strategia proattiva di stipulare accordi con l’università per l’attivazione di stage o l’alternanza di periodi di scuola e di lavoro.

“La nostra banca – sottolinea Rinaldo Panzarini, direttore generale Cassa di Risparmio del Veneto - punta sempre di più alla formazione del personale in particolare sui colleghi che si dedicano alla consulenza alla clientela. La Cassa di Risparmio del Veneto, consapevole dell’importanza del capitale umano, ha dedicato oltre la metà del proprio personale alla relazione. Diventa sempre più importante aumentare la consapevolezza e la conoscenza degli strumenti finanziari al fine di guidare la clientela verso una scelta consapevole. Al centro quindi delle nostre attività c’è una formazione e informazione continua e costante dei colleghi.”

 

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