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• Confermate le iniziative attivate con l’accordo di luglio 2009 e varati nuovi interventi per promuovere percorsi di internazionalizzazione, innovazione e crescita dimensionale.
• Previsti strumenti per migliorare il dialogo e il confronto tra impresa e banca.
• Strategie mirate e incontri locali per rispondere alle esigenze delle diverse realtà imprenditoriali del Paese.


Roma, 19 novembre 2010 -  Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma ed Intesa Sanpaolo hanno sottoscritto oggi un ulteriore importante accordo – che fa seguito a quello del 2009 – per assistere al meglio le piccole e medie imprese industriali di Roma e provincia nell’attuale fase congiunturale ancora difficile ma certamente più orientata alla crescita e allo sviluppo.

L’accordo è stato presentato agli imprenditori da Aurelio Regina, Presidente Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Vincenzo Boccia, Presidente Piccola Industria Confindustria, Attilio Tranquilli, Vice-Presidente della UIR con delega per Credito, Finanza e Federalismo Fiscale, e per Intesa Sanpaolo da Marco Morelli, Direttore Generale Vicario e Responsabile della Divisione Banca dei Territori, Antonio Nucci, Responsabile della Direzione Regionale Lazio, Sicilia e Sardegna e da Nello Fioroni, Responsabile Area Lazio.

Il nuovo accordo conferma e prolunga gli strumenti attuati da quello precedente e disegnati per fronteggiare le principali emergenze della crisi, come ad esempio la linea di credito aggiuntiva per la gestione degli insoluti, i programmi di ricapitalizzazione per il rafforzamento patrimoniale, l’allungamento fino a 270 giorni delle scadenze a breve termine e il rinvio rate su mutui e leasing, diventate poi oggetto dell’Avviso comune ABI del 3 agosto 2009.
Attraverso questi strumenti si è potuto dare, in 12 mesi, un riscontro positivo a circa 55.000 richieste a livello nazionale.

L’accordo permetterà inoltre di valorizzare nuovi strumenti diagnostici e di simulazione studiati per agevolare il dialogo tra clienti e banca e per facilitare la bancabilità di aziende e progetti anche alla luce dei requisiti di Basilea. Nella fase di messa a punto e test è stata verificata la possibilità di migliorare il rating e quindi la capacità di credito delle imprese

Intesa Sanpaolo mette a disposizione 600 milioni di euro come plafond destinato a interventi e investimenti nei tre ambiti strategici individuati insieme a Piccola Industria per rilanciare la competitività delle aziende italiane:

• Crescita dell’impresa: sviluppo delle iniziative volte a migliorare i parametri patrimoniali e la cultura creditizia delle imprese. Promozione delle reti d’impresa e delle sinergie territoriali

• Internazionalizzazione: aiutare le imprese a sviluppare nuove strategie sui mercati esteri attraverso il supporto operativo in 40 paesi nel mondo e le consulenze specialistiche del polo per l’internazionalizzazione del Gruppo.

• Innovazione: finanziamento e sviluppo di programmi di ricerca, acquisizione di nuove tecnologie, raccordo tra banca, impresa e università.


La presentazione odierna recepisce a livello locale l’accordo nazionale del 23 settembre tra Confindustria ed Intesa Sanpaolo, che prevede un plafond di 10 miliardi di euro, segnando ancora una volta la forte collaborazione sui singoli territori tra il gruppo Intesa Sanpaolo - che affida oggi il “sistema Italia” per quasi 500 miliardi di euro, dei quali circa i due terzi sono destinati al mondo delle imprese – e il sistema confindustriale.

L’accordo - dichiara Aurelio Regina - nella sua rinnovata edizione, accentua la funzione di strumento al servizio della ripresa del sistema produttivo del territorio. In particolare introduce interessanti prodotti finanziari dedicati alla Ricerca, all’Innovazione e all’internazionalizzazione, ambiti nei quali le piccole imprese incontrano maggiori difficoltà,a causa del loro limite dimensionale”.


"Esprimo il più vivo compiacimento per il nuovo accordo firmato da Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma e Intesa Sanpaolo – commenta Vincenzo Boccia. Si consolidano, infatti, le iniziative avviate lo scorso anno per sostenere le piccole e medie imprese, ma al tempo stesso si dimostra un'importante proiezione verso il futuro grazie ai nuovi strumenti messi in campo per l'internazionalizzazione, l'innovazione e la crescita dell'impresa. Proprio quest'ultimo aspetto - secondo Piccola Industria - rappresenta la "condicio sine qua non" affinché l'impresa acquisisca la capacità di aggredire mercati anche molto lontani e di intercettare una domanda sempre più complessa da parte dei consumatori. Un riferimento a parte, infine, va ai nuovi strumenti diagnostici creati per facilitare il dialogo banca-impresa. Siamo certi che questo consentirà alle banche di avere una visione più puntuale del sistema produttivo italiano e permetterà alle imprese di mettere in luce tutto il valore, economico, sociale e culturale,  di cui sono portatrici".

La firma di questo accordo - commenta Attilio Tranquilli - rappresenta la prosecuzione di quello già sottoscritto lo scorso anno, nonché l’ideale coronamento del lavoro congiunto svolto dall’Unione Industriali e da Intesa Sanpaolo nel corso dell’ultimo anno per implementarlo in funzione delle esigenze delle imprese, attraverso un’attenta analisi che ha permesso di intercettarne al meglio i fabbisogni”.


Marco Morelli, assicura che “L’organizzazione di Banca dei Territori, e la sua recente evoluzione, è pensata per cogliere appieno le necessità delle piccole imprese, che chiedono un dialogo continuo e ravvicinato con le banche locali insieme a strumenti efficaci di sviluppo, propri di un grande gruppo bancario. La struttura ha già completato, regione per regione, la fase di preparazione all’accordo con un intenso piano di formazione del personale ed è pronta a raccogliere la sfida della crescita a fianco delle PMI


Intesa Sanpaolo da sempre è al fianco delle imprese sul territorio – commenta Antonio Nucci - e grazie alla collaborazione con la ‘Piccola’ di Confindustria il sostegno fornito al tessuto produttivo romano ha permesso nella fase più difficile della recessione di mettere a punto interventi straordinari che si sono dimostrati molto utili. Nei momenti di crisi vi sono anche molte opportunità soprattutto per quelle imprese con una chiara visione del proprio business che sono pronte a coglierle. Anche nei momenti di rallentamento economico alcuni settori restano attrattivi in termini di potenziale di crescita o di tenuta: il turismo e le energie alternative ne sono un esempio.  Le difficoltà non sono certo finite, ma oggi si può iniziare a guardare a nuovi interventi più orientati alla crescita e allo sviluppo. Il rafforzamento degli assetti aziendali passa anche attraverso interventi finanziari per la ricapitalizzazione e di  supporto strategico per operazioni di aggregazione e di accesso a nuovi mercati sia in Italia che all’estero

 

 

Per informazioni:

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