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MONITOR DEI DISTRETTI INDUSTRIALI DEL TRIVENETO AL 31 MARZO 2012: NEL PRIMO TRIMESTRE L’EXPORT DEI 34 DISTRETTI E’ DIMINUITO DEL 3,4%. IL QUADRO CONGIUNTURALE PERO’ E' ETEROGENEO CON DISTRETTI ANCORA IN FORTE CRESCITA

• In Friuli Venezia Giulia si sono messi in evidenza i coltelli e forbici di Maniago e i vini del Friuli, tra i migliori nel panorama vitivinicolo italiano.
• In Veneto si confermano su tassi di crescita dell’export a due cifre quattro aree ad alta specializzazione agro-alimentare: i vini del veronese, le carni di Verona, i dolci e la pasta veronesi, il vino prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Correggendo per alcune discontinuità statistiche, è positivo anche l’andamento del distretto dell’occhialeria di Belluno.
• Dopo gli ottimi risultati ottenuti negli scorsi anni, hanno rallentato il proprio passo i distretti del Trentino Alto Adige che, tuttavia, si mantengono su livelli di eccellenza e non sono molto distanti dal punto massimo toccato nel primo trimestre del 2011.
• Nel 2° trimestre proseguirà il rallentamento osservato nei primi tre mesi dell’anno. Conferme in tal senso vengono dai dati sugli ammortizzatori sociali. Nel periodo gennaio-maggio 2012 hanno ripreso a crescere le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni ordinaria. Inoltre la CIG straordinaria è rimasta su livelli storicamente elevati, segnalando la presenza di situazioni di crisi aziendale.
• Tuttavia in un contesto di domanda interna debole, i mercati esteri continueranno a offrire un sostegno alla crescita delle imprese distrettuali del Triveneto. Saranno meno in difficoltà le imprese con una propensione a esportare più elevata, soprattutto nei nuovi mercati ad alto potenziale.

Padova, 28 giugno 2012. E’ stato pubblicato a cura del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per conto di Cassa di Risparmio del Veneto, Carive, CariFvg e Btb il Monitor dei distretti industriali del Triveneto aggiornato a marzo 2012. Lo studio monitora l’andamento dei distretti presenti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Nel primo trimestre del 2012 l’export dei 34 distretti del Triveneto si è portato in territorio negativo, registrando un calo tendenziale pari al -3,4%. Soffrono tutte e tre le regioni del Triveneto.
Migliore è apparsa l’evoluzione dei tre poli tecnologici del Triveneto, che nel primo trimestre del 2012 hanno addirittura mostrato segnali di accelerazione, mettendo a segno una crescita tendenziale del 13,3%.
Il peggioramento del quadro congiunturale è evidente anche dal progressivo aumento del numero dei distretti triveneti in territorio negativo, che nel primo trimestre dell’anno si è portato a 14 (su un totale di 34 distretti osservati), lontano però dal picco negativo toccato tra il primo e il secondo trimestre del 2009 (quando si salì a quota 32).
Il quadro congiunturale è comunque altamente eterogeneo e vede la presenza di distretti ancora in forte crescita. In Friuli Venezia Giulia si sono messi in evidenza i coltelli e forbici di Maniago e i vini del Friuli, tra i migliori nel panorama vitivinicolo italiano.
In Veneto si confermano su tassi di crescita dell’export a due cifre quattro aree ad alta specializzazione agro-alimentare, i vini del veronese, le carni di Verona, i dolci e la pasta veronesi, il vino prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Buoni risultati sono stati ottenuti anche da due distretti del sistema moda, il tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno e le calzature della Riviera del Brenta, e da tre del sistema casa, i mobili in stile di Bovolone, il marmo e granito di Valpolicella e la ceramica artistica di Bassano del Grappa. Correggendo per alcune discontinuità statistiche, è positivo anche l’andamento del distretto dell’occhialeria di Belluno.
Dopo gli ottimi risultati ottenuti negli scorsi anni, hanno rallentato il proprio passo i distretti del Trentino Alto Adige che, tuttavia, si mantengono su livelli di eccellenza e non sono molto distanti dal punto massimo toccato nel primo trimestre del 2011.
In questo contesto altamente differenziato, le esportazioni distrettuali trivenete sono rimaste per lo più stabili sui mercati tradizionali, sono lievemente diminuite nei BRIC (Brasile, Russia, India, Cina e Hong Kong), mentre hanno accusato un cedimento pronunciato negli altri nuovi mercati.
Le vendite estere dei distretti triveneti hanno sofferto cali significativi nei paesi europei più colpiti dalla crisi del debito (Spagna e Grecia), mentre hanno continuato a crescere in molti altri paesi avanzati, come la Francia, la Germania e, soprattutto, la Svizzera.
Anche nei BRIC il quadro congiunturale si presenta in chiaroscuro, con le esportazioni dirette in Brasile in forte crescita grazie principalmente alla componentistica e termoelettromeccanica friulana e alla termomeccanica scaligera. Al contrario, l’aumento delle vendite estere in Cina è stato più che compensato dal contemporaneo calo subito a Hong Kong. Si sono poi portate in territorio negativo le esportazioni dirette verso Russia e India.
Negli altri nuovi mercati si è registrato un significativo calo delle vendite in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti, in Egitto e Turchia, dove ha pesato soprattutto il venir meno di importanti commesse del distretto della componentistica e termoelettromeccanica friulana.
Nel 2° trimestre del 2012 dovrebbe essere proseguita la fase di rallentamento osservata nei primi tre mesi dell’anno. Conferme in tal senso vengono dai dati sugli ammortizzatori sociali. Nel periodo gennaio-maggio 2012 hanno ripreso a crescere le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni ordinaria, indicando il deterioramento del quadro congiunturale esterno. Inoltre, la CIG straordinaria, pur decelerando, è rimasta su livelli storicamente elevati, segnalando la presenza di situazioni di crisi aziendale. Infine, non ha mostrato segnali di rallentamento la CIG in deroga, segnalando la presenza di criticità tra le imprese locali di piccole e piccolissime dimensioni.
Secondo le nostre valutazioni, nell’anno in corso, in un contesto di domanda interna debole, i mercati esteri continueranno a offrire un sostegno alla crescita delle imprese distrettuali del Triveneto. Saranno, pertanto, meno in difficoltà le imprese con una propensione a esportare più elevata, soprattutto nei nuovi mercati ad alto potenziale. Nel 2012, ancor più che negli anni passati, sarà cruciale riuscire a sfruttare le occasioni di crescita che verranno dai nuovi mercati e, in particolare, dai BRIC, dove, secondo le ultime previsioni disponibili, il PIL subirà un rallentamento, ma, a differenza di quanto accaduto nel 2009, manterrà un buon ritmo di crescita.

 

PER INFORMAZIONI
Rapporti con i Media – Chiara Carlotti
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