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Ricerca promossa dalla Banca di Trento e Bolzano e realizzata dalla Fondazione Nord Est

IMPRESE DEL NORD EST: RALLENTA LA PRODUZIONE.

Il primo semestre 2012 si chiude con una diminuzione di produzione e un calo di fatturato.
In decisa crescita gli ordini sul mercato estero per l’Alto Adige rispetto alla media del Nord Est.
Mantenimento della stabilità occupazionale e sviluppo dell’export i punti di forza del Trentino. Calano le prospettive d’investimento per la metà degli imprenditori.


Trento, 4 luglio 2012. Dopo un 2010 di progressivo recupero e un 2011 in calo, il consuntivo del primo semestre del 2012 registra un considerevole arretramento del dato sulla produzione industriale e sul fatturato delle imprese nordestine, rispetto a quanto avvenuto nella seconda parte del 2011.
In Trentino Alto Adige, come nel resto del Nord Est, il clima di fiducia del sistema produttivo risulta in rallentamento per la seconda parte del 2012, sia per le aspettative di produzione e fatturato, sia per gli ordini dal mercato interno. Prevale ancora la stabilità sulle prospettive occupazionali ma sale a Nord Est, seppur modestamente, la quota dei pessimisti in merito alle attese degli ordini dall’estero, l’unico dato dal primo semestre 2010 esente finora da criticità.
Cresce la quota di chi prevede di ridurre gli investimenti.
E’ quanto emerge dall’indagine “La congiuntura nel Nord Est - Focus sul Trentino Alto Adige” promossa dalla Banca di Trento e Bolzano (Gruppo Intesa Sanpaolo) e realizzata dalla Fondazione Nord Est, che ha visto protagonisti circa 1.000 titolari di imprese attive nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. La ricerca si è svolta tra il 1 e il 22 giugno 2012, le aziende selezionate appartengono a tutti i settori economici (industria, commercio, servizi alle imprese, servizi alle persone) e contano più di 10 dipendenti in organico.

Consuntivo primo semestre 2012 - Focus Trento e Bolzano

Nel Triveneto durante la prima parte del 2012 si è registrata un’inversione di tendenza del cammino di progressivo recupero dei valori pre-crisi, che aveva già mostrato un rallentamento nel corso del 2011. Tutti i parametri mostrano una decelerazione, con una crescita delle indicazioni negative e una diminuzione di quelle positive. Tale rallentamento coinvolge tutti i territori, seppure con intensità differenti. Continuano a soffrire le imprese più piccole, ma frenano anche le più strutturate.
A livello nazionale i dati Istat rimarcano che  l’indice sulla produzione industriale nel periodo gennaio-aprile 2012 ha fatto segnare un decremento tendenziale pari a – 5,8%. In questo panorama di stagnazione  del Paese la quota di imprese nordestine in crescita è inferiore al 18%.
Il Trentino Alto Adige presenta nel primo semestre 2012 una fase critica, ma sicuramente con più di un elemento positivo soprattutto nel confronto con il resto del territorio a NE.

Cresce nella Provincia di Trento la quota di imprese che ha registrato, rispetto al primo semestre 2011, una diminuzione della produzione (da 21,8% a 37,4%) e conseguentemente cala il saldo di opinione che scende da +20 a -3,4. L’indice sull’attività produttiva trentina risulta comunque in assoluto il dato migliore a Nord Est (-34,5 la media delle tre regioni).
In contrazione il dato sul fatturato che è indicato in flessione dal 48,5% del campione intervistato (28,3% il dato 2011), con un saldo di opinione cha passa da +5,4 a -33.
Ancora difficoltà per il portafoglio ordini risulta in progressione per il 16,1% delle imprese trentine e in flessione per il 42,5%.
Si conferma il fenomeno nel Trentino Alto Adige e in tutto il Nord Est concernente le tensioni sui costi di produzione: il 78,7% delle imprese della Provincia lamenta una crescita delle materie prime, il 61% del costo del personale. Si mantiene anche costante nelle tre regioni la quota di chi opera un trasferimento dei maggiori costi sostenuti per la produzione sui listini aziendali, per limitare il rischio di una contrazione dei margini, attestandosi al 35,3%; mentre l’11,9% dichiara di avere ridotto i prezzi dei prodotti finali.
Il capitolo occupazione segnala poi a Trento un aumento per il 15,4% (secondo dato più alto dopo quello registrato in Friuli Venezia Giulia). Il dato rimane di stabilità per il 58,4% degli imprenditori, in flessione per il 26,2%.
Delle imprese nordestine esportatrici il 53,4% destina ai mercati esteri fino al 30% delle vendite, il 12,8% dal 30 al 50%. Infine, il 33,8% rivolge fuori dall’Italia più del 50% del venduto. In questo quadro interregionale sale al 13,8% la quota di vendite destinate ai mercati esteri delle imprese della  provincia di Trento e per il 35,5% degli imprenditori locali l’andamento delle vendite all’estero negli ultimi dodici mesi è giudicato in crescita.
In riferimento poi al mercato interno per il 48,9% delle imprese le vendite sono diminuite e per il 6,9% aumentate. 
Per il capitolo legato a liquidità e incassi infine il 40% delle aziende trentine ritiene insufficiente il livello di liquidità e il 64,6% dichiara un ritardo nei termini di pagamento.

Nella prima parte del 2012, la Provincia di Bolzano pur presentando ancora un dato positivo concernente l’export, ha mostrato una fase di flessione dopo le brillanti performance registrate nel 2010,
La crescita della produzione coinvolge una percentuale minore di imprese rispetto al 2011 (6,8%), con una contestuale contrazione delle indicazioni di flessione che passano da 44% a 32,8. In peggioramento il dato sul fatturato anche se “solo” per il 44,6% (dato nettamente inferiore del 54,9% registrato a Nord Est). Indicazione di crescita dal 19,2% delle aziende.
Il dato che concerne il portafoglio ordini risulta essere in crescita per il 21,0% (13,9% a Nord Est).
La percentuale di imprese a Nord Est che ha ridotto il livello di occupazione è mediamente cresciuta di dieci punti percentuali (32,5%). Il dato legato alle prospettive occupazionali nella provincia di Bolzano risulta stabile per il il 65,7%, (55,1% il dato del campione a Nord Est che non ha apportato modifiche al proprio organico aziendale) e diminuito per il 26,7%, contro il 10,7% della rilevazione 2011.
In campo occupazionale quindi, in termini di saldi di opinione, anche Bolzano come tutto il Nord Est  torna a presentare un dato negativo  (da +3 del 2011 a -18,6 del 2012).
Il 51,4% delle imprese del Nord Est ha come mercato esclusivo quello italiano. Gli imprenditori del Nord Est nel corso degli ultimi dodici mesi hanno destinato l’82,1% delle vendite al mercato interno, ma si continua a registrare una situazione negativa per le vendite in Italia.
Per il 13% delle imprese di Bolzano le vendite sul mercato interno sono aumentate e per il 55,7% diminuite. In crescita le vendite all’estero per il 43,6% (era il 21% nel 2011), mentre sono diminuite per l’8,5%. Il dato sulle vendite estere è migliore rispetto a quanto registrato nel complesso del Nord Est (32,8%). In particolare, la crescita in termini di export è stata registrata dal 36,3% delle aziende in ambito UE e per il 59,7% (era il 15,8%) nell’ambito extra UE.
Sul fronte del credito il 56,2% degli imprenditori alto atesini dichiara un ritardo nei termini di pagamento pattuiti e il 75,1% ritiene normale il livello di liquidità.


Previsioni secondo semestre 2012 - Focus Trento e Bolzano

Per il secondo semestre 2012 la Provincia di Trento mostra un clima di fiducia negativo in linea con quanto rilevato nel complesso del Nord Est. Unica eccezione per la produzione per cui le attese appaiono più ottimistiche: il 16,1% del campione si attende una crescita della produzione, mentre il 25,8% prospetta una flessione (dato che si attesta al 44,6% nel Nord Est). Il 38,7% si attende una flessione del fatturato, il 14,4 una crescita e prevale di 34,2 punti percentuali la flessione per gli ordini interni. Per gli ordini esteri il dato si ferma a -2,7 con il 25,3% di indicazioni negative.
L’occupazione è prevista in diminuzione dal 24,2% contro  l’11,7% degli imprenditori che prevede di fare assunzioni.
Calo degli imprenditori che prevede un aumento degli investimenti (Il 15,1% contro il 28% registrato nel secondo semestre 2011): quelli che ne presumono una diminuzione sono il 53,2%.

Per il secondo semestre 2012 si conferma anche per la Provincia di Bolzano un generale arretramento del clima di fiducia: solo il 2% del campione alto atesino si attende una crescita della produzione, mentre il 61,4% prospetta una flessione. Il 54,4% si attende poi un peggioramento del fatturato. Nelle attese prevale la quota di prospettive negative per gli ordini interni (44,6%).
Nel generale clima di pessimismo a Nord Est sugli ordini esteri salgono invece le prospettive di crescita per l’Alto Adige (da 12,6 del 2011 a 24,2%) con un saldo fra aumento e diminuzione pari a +16,6. L’occupazione è prevista stabile per il 67,5%; il 6,7% prevede di fare assunzioni (4,4% il dato medio a Nord Est). Il 9,7% del campione prevede infine un aumento degli investimenti e il 56,5% una diminuzione.

PER INFORMAZIONI:
Intesa Sanpaolo – Rapporti con i Media
Emanuele Caprara emanuele.caprara@intesasanpaolo.com tel. 051 6454411 – cell.335 7170842 

 

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