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MONITOR DEI DISTRETTI DEL TRIVENETO AL 30 GIUGNO:
L’EXPORT CONTINUA A CRESCERE, SPICCANO I DISTRETTI VENETI E DEL TRENTINO ALTO ADIGE

I distretti veneti crescono in linea con la media italiana (3,6 vs 3,9%). 18 su 23 hanno chiuso il trimestre con segno positivo

Il Friuli Venezia Giulia continua a soffrire, ma dopo quattro trimestri negativi, l’export della regione è tornato a crescere in Germania

Grazie alla vocazione agro-alimentare, i distretti del Trentino-Alto Adige continuano a crescere. Balzo significativo del legno-arredo dell’Alto Adige (+22,6% periodo aprile-giugno)

Il commercio estero resta la principale leva per superare la recessione nel breve termine

Padova, 14 ottobre 2013 -  E’ stato pubblicato a cura del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per conto di Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio di Venezia, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e Banca di Trento e Bolzano il Monitor dei distretti industriali del Triveneto aggiornato a giugno 2013. Lo studio monitora l’andamento dei distretti presenti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Nel secondo trimestre del 2013 l’export dei distretti triveneti si è mantenuto su un sentiero di crescita positivo, registrando un aumento tendenziale dell’1,9%. Ancora una volta hanno sofferto le esportazioni del Friuli Venezia Giulia che da 7 trimestri consecutivi accusano un calo. Migliore è stato l’andamento dei distretti veneti e del Trentino-Alto Adige che nel periodo aprile-giugno hanno registrato un aumento tendenziale rispettivamente pari al 3,6% e al 5,4%.

I distretti del Veneto
Nel secondo trimestre del 2013 l’export dei distretti veneti ha mantenuto un profilo di crescita positivo e in linea con la media italiana (3,6 vs. 3,9%). Si tratta del tredicesimo trimestre di crescita consecutiva. Dei 23 distretti veneti monitorati 18 hanno chiuso il trimestre in territorio positivo. Spiccano 5 distretti che hanno sperimentato una crescita a doppia cifra: si tratta degli elettrodomestici di Treviso, della calzatura sportiva di Montebelluna, del prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (miglior distretto vitivinicolo italiano negli ultimi 10 anni), delle carni di Verona, della ceramica artistica di Bassano del Grappa. Buon ritmo di crescita anche per altri importanti distretti veneti, come la concia di Arzignano, le materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova, l’oreficeria di Vicenza, il tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, i vini del veronese, le calzature della Riviera del Brenta, e per alcuni distretti di minori dimensioni come il marmo e granito di Valpolicella, le calzature del Veronese, il mobile d’arte del bassanese. Hanno, invece, chiuso il secondo trimestre del 2013 in lieve arretramento il grafico veronese e la meccanica strumentale di Vicenza. Più pesante il calo per i prodotti in vetro di Venezia e, soprattutto, per il tessile e abbigliamento di Treviso, in territorio negativo ormai da otto trimestri consecutivi.
I distretti veneti hanno mantenuto un buon ritmo di crescita sui nuovi mercati (+6% la variazione tendenziale nel secondo trimestre del 2013). Sono stati trainanti gli Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, il Vietnam, l’Arabia Saudita e la Russia. Nei mercati tradizionali, invece, l’export è tornato a crescere, seppur lievemente, evidenziando un aumento del 2,2%. Questa inversione di tendenza riflette, soprattutto, i segnali di recupero emersi in Francia, Portogallo e Spagna e il nuovo contributo positivo di Stati Uniti, Regno Unito e Svezia. E’, invece, rimasto in territorio lievemente negativo l’export diretto verso la Germania.

I distretti del Friuli Venezia Giulia
Il secondo trimestre del 2013 si è aperto con un nuovo calo (il settimo consecutivo) per le esportazioni dei distretti del Friuli Venezia Giulia (-4,8%). Hanno continuato a soffrire riduzioni delle vendite sui mercati esteri i tre distretti già in difficoltà lo scorso anno: le sedie e i tavoli di Manzano, la componentistica e la termoelettromeccanica friulana e il mobile di Pordenone. A questi si sono aggiunti i vini del Friuli. Gli altri tre distretti della regione (prosciutto di San Daniele, coltelli e forbici di Maniago ed elettrodomestici di Pordenone) sono andati meglio, riuscendo a conseguire un aumento delle esportazioni intorno al 10%.
A livello geografico i distretti friulani hanno ottenuto buoni risultati negli Stati Uniti e in alcuni mercati emergenti, come Malesia, Vietnam, Angola, Panama, Repubblica Ceca, Arabia Saudita, Indonesia, Nigeria. In tutti questi mercati ha conosciuto uno sviluppo notevole la componentistica e termoelettromeccanica friulana che, grazie all’acquisizione di importanti commesse, è riuscita a superare almeno in parte i cali subiti in altri paesi emergenti (Cina, Russia, India, Brasile, Tailandia, Ucraina, Egitto, Iraq). Dopo quattro trimestri negativi, si è poi riportato in territorio positivo l’importante mercato tedesco, dove hanno ottenuto ottime performance l’Inox valley e il mobile di Pordenone.

I distretti del Trentino-Alto Adige
Il buon andamento del Trentino-Alto Adige si spiega con la vocazione agro-alimentare dei suoi distretti, nonché dal balzo delle vendite estere del legno-arredo dell’Alto Adige (+22,6% tendenziale nel periodo aprile-giugno 2013). Tra i distretti agro-alimentari si sono invece distinti i vini rossi e le bollicine di Trento (+10,7%) e le mele del Trentino (+12,4%). Hanno poi chiuso in territorio lievemente positivo i vini bianchi di Bolzano (+1,2%) e il porfido di Val di Cembra (+2,2%). Le mele dell’Alto Adige, invece, dopo tre trimestri di crescita a doppia cifra, hanno subito un lieve calo, che tuttavia lascia in territorio positivo la performance complessiva del distretto nel primo semestre dell’anno in corso.
I distretti del Trentino-Alto Adige hanno ottenuto performance brillanti in Spagna (+66,9% grazie ai due distretti delle mele), Francia (bene soprattutto il legno-arredo e le mele dell’Alto Adige) e Regno Unito (vini rossi e bollicine di Trento). E’ poi tornato nuovamente positivo il contributo offerto dalla Germania, di gran lunga il primo sbocco commerciale della regione. Su questo mercato ha registrato un’ottima performance soprattutto il legno-arredo dell’Alto Adige, seguito dai due distretti del vino della regione.
Il buon momento dei distretti del Trentino-Alto Adige trova conferma nell’analisi del divario rispetto ai livelli pre-crisi 2009. Questa regione nei primi sei mesi del 2013 ha evidenziato un aumento delle esportazioni distrettuali pari al 21,5% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Tra le regioni italiane solo l’Umbria ha fatto meglio. Molte regioni presentano ancora un gap importante.

Gli ammortizzatori sociali
I dati relativi agli ammortizzatori sociali confermano il momento di crisi che sta interessando una parte importante del tessuto produttivo locale, soprattutto sul mercato interno, ma anche, nel caso di alcuni distretti, sui mercati esteri. Nei primi otto mesi del 2013 le ore autorizzate di CIG nei distretti tradizionali triveneti si sono portate a 25,6 milioni, da 19,3 milioni dell’anno precedente, ritornando vicine al massimo storico toccato nel 2010. Tutte le componenti della cassa hanno registrato un aumento. Spicca, in particolare, il dato della CIG straordinaria (+41,8% la variazione tendenziale), attivata per situazioni di crisi strutturale delle imprese, che ha raggiunto quota 12,1 milioni, poco meno della metà del monte ore complessivamente autorizzato. Un balzo importante ha interessato anche la CIG in deroga (+58,3%) che è utilizzata soprattutto dalle piccole e piccolissime imprese non coperte dalla CIG ordinaria.

Le attese a breve
Le prospettive di superamento della fase recessiva dell’economia italiana e del Triveneto restano affidate nel breve termine principalmente alla capacità delle nostre imprese di sfruttare al meglio le opportunità di crescita presenti sui mercati internazionali. A questo proposito fanno ben sperare alcune indicazioni che emergono dai dati appena rilasciati dall’Istat sul commercio estero italiano di luglio. L’export di manufatti verso la Cina, infatti, è tornato a correre (+24,5% tendenziale, con risultati brillanti nel sistema moda e nel mobile, ma anche nella meccanica), mentre le vendite in Russia hanno mostrato segnali di ripresa (+18%). Inoltre, la stabilizzazione del ciclo nei Paesi UE sembra iniziare ad avere effetti positivi sulle esportazioni italiane verso i nostri maggiori partner commerciali: a luglio, infatti, l’export italiano di manufatti verso la Francia e la Germania ha registrato un aumento tendenziale pari all’1,9% e al 2,4% rispettivamente, dopo aver chiuso i primi sei mesi dell’anno in territorio negativo.

 

Per informazioni

Intesa Sanpaolo
Rapporti con i Media – Banca dei Territori e Media locali
Tel. +39 049 6539835 – cell. +39 335 1355396
stampa@intesasanpaolo.com

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