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MONITOR DEI DISTRETTI INDUSTRIALI DEL TRIVENETO AL 31 DICEMBRE 2014: EXPORT +5,7%

I distretti veneti hanno chiuso il 2014 con un + 4,8%. In alcuni importanti distretti sono stati toccato nuovi picchi storici, migliorando i risultati raggiunti nel biennio 2007-08.

Nel quarto trimestre 2014 l’export dei distretti del Friuli VG è ritornato a crescere (+7,8%), dopo la battuta d’arresto nel periodo estivo. Rimane il gap rispetto ai valori di export del 2007.

I distretti del Trentino AA, pur soffrendo un lieve calo delle vendite nel 2014, si collocano su livelli di export più elevati rispetto al 2007, con punte superiori al +20% per i vini e le bollicine di Trento e per le mele dell’Alto Adige.

E’ salito a 1.318 il numero di imprese del Triveneto coinvolte in 349 contratti di rete. Di queste 863 sono venete, 271 del Friuli-Venezia Giulia e 184 del Trentino-Alto Adige. Verona prima provincia triveneta con quasi 250 imprese in rete.

Padova, 14 aprile 2015. E’ stato pubblicato a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per conto di Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e Banca di Trento e Bolzano il Monitor dei distretti industriali del Triveneto aggiornato al quarto trimestre 2014. Sono, inoltre, disponibili le prime anticipazioni sull’Osservatorio reti di impresa per il Triveneto con dati aggiornati al 1° marzo 2015 sui contratti di rete.

Nel quarto trimestre 2014 è tornato ad accelerare l’export dei distretti industriali del Triveneto, che ha registrato un aumento del 5,7%. Di rilievo i risultati conseguiti da Veneto (+5,8%) e Friuli-Venezia Giulia (+7,8%), tra le regioni più dinamiche nel panorama nazionale. I distretti del Trentino-Alto Adige, invece, hanno chiuso l’anno con un nuovo calo, confermando le difficoltà emerse a partire dai mesi primaverili.
Nel complesso del 2014 l’export dei distretti triveneti ha registrato un aumento del 4,4%, un ritmo di crescita superiore a quello osservato nel complesso del manifatturiero dell’area e, più in generale, nell’industria italiana. E’ stata poi nuovamente battuta la concorrenza francese e tedesca.

Hanno così toccato una nuova cifra record sia le esportazioni dei distretti triveneti, salite a quota 26,1 miliardi di euro nel 2014, 1,1 miliardi in più rispetto al 2013, sia l’avanzo commerciale che ha raggiunto i 17,6 miliardi di euro (pari al 30% del surplus commerciale di tutti i distretti industriali italiani).

Tuttavia i dati relativi agli ammortizzatori sociali offrono un quadro meno positivo rispetto a quello che emerge dai dati di commercio estero, scontando anche le criticità che continuano a caratterizzare il mercato interno. Nel 2014, infatti, si è assistito all’accelerazione delle ore autorizzate di cassa integrazione guadagni straordinaria, attivate soprattutto in situazioni di crisi aziendale.

I distretti veneti
I distretti veneti, grazie all’accelerazione di fine anno, hanno chiuso il 2014 con un progresso del 4,8%. Alcuni importanti distretti veneti nel 2014 hanno toccato nuovi picchi storici per valori esportati, migliorando abbondantemente i risultati raggiunti nel biennio 2007-08: spiccano le carni di Verona, il prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, l’occhialeria di Belluno, i vini del veronese, la concia di Arzignano, le materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova. Su livelli record anche l’export di elettrodomestici di Treviso, meccanica strumentale di Vicenza, mobile di Treviso e calzature della Riviera del Brenta.

L’export dei distretti veneti ha mostrato segnali di accelerazione nei mercati maturi (+5,2% nel 2014). Particolarmente positive sono state le performance ottenute negli Stati Uniti, in Germania, nel Regno Unito e in Spagna: in questi mercati l’export è cresciuto in un anno di 574 milioni di euro, il 63% dell’aumento complessivo (pari a 917 milioni). Nei nuovi mercati il ritmo di crescita è stato inferiore (+4,1%) a causa delle perdite subite in Russia e Ucraina. Buoni risultati sono stati riportati in Polonia, negli Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Sudafrica, Arabia Saudita e Corea.

I distretti del Friuli-Venezia Giulia
Nel quarto trimestre 2014 l’export dei distretti del Friuli-Venezia Giulia è ritornato a crescere (+7,8%), dopo la battuta d’arresto nel periodo luglio-settembre. Complessivamente il 2014 si è chiuso con un progresso delle vendite estere pari al 4,3%, grazie ai risultati ottenuti dalla componentistica e termoelettromeccanica friulana, dal mobile di Pordenone, dai vini del Friuli e dalle sedie e tavoli di Manzano. A livello geografico i distretti friulani hanno ottenuto brillanti performance soprattutto a Panama, Regno Unito, Arabia Saudita, Algeria.
E’ però ancora molto ampio il gap rispetto ai valori di export del 2007: complessivamente i distretti del Friuli-Venezia Giulia sono sotto del 18,6%, con punte del 28,3% per gli elettrodomestici di Pordenone e del 33,6% per le sedie e tavoli di Manzano. Solo i vini del Friuli e i coltelli e forbici di Maniago hanno recuperato quanto perso nel corso della crisi del 2009.

I distretti del Trentino-Alto Adige
Al contrario, i distretti del Trentino-Alto Adige, pur soffrendo un lieve calo delle vendite nel 2014 (-1%), si collocano su livelli di export più elevati rispetto al 2007, con punte superiori al +20% per i vini e le bollicine di Trento e per le mele dell’Alto Adige. Sono stati premiati da una migliore tenuta nel momento peggiore della crisi del 2009 e da una ripresa più intensa nel biennio 2011-12. Solo il porfido di Val di Cembra mostra un gap significativo rispetto al 2007.

La Germania si è confermata primo sbocco commerciale dei distretti del Trentino-Alto Adige. Molto distanti Stati Uniti e Regno Unito che tuttavia negli ultimi anni hanno trainato la crescita delle esportazioni dell’area. E’ inoltre rapidamente cresciuto il peso di alcuni mercati come Svezia, Egitto, Algeria e Arabia Saudita. Al contrario l’export diretto in Russia si è significativamente ridimensionato, scendendo in poco tempo del 30% circa.

Lo scenario previsivo per il 2015
Nei prossimi mesi la domanda interna russa rimarrà debole: peserà il forte deprezzamento del rublo causato anche dal crollo del prezzo del petrolio. Gli Stati Uniti continueranno a trainare le esportazioni dei distretti triveneti. Un importante aiuto alla crescita dovrebbe venire dal deprezzamento dell’euro e dalla ripresa (modesta) della domanda interna europea.

Anche la domanda interna dovrebbe riportarsi su un sentiero di crescita che tuttavia sarà lenta e insufficiente a recuperare rapidamente quanto perso negli ultimi anni. E’ pertanto destinata a rimanere elevata la dispersione dei risultati tra imprese e/o settori più attivi sui mercati esteri e imprese/settori più esposti al mercato interno.

I contratti di rete al 1° marzo 2015
I contratti di rete sono uno strumento flessibile che può essere adottato dai soggetti di dimensioni medie e piccole per accrescere la loro competitività sui mercati esteri.

Nel Triveneto la diffusione dei contratti di rete ha registrato una accelerazione nel corso del 2014. Lo scorso anno sono entrate in rete 459 imprese trivenete, il 13,4% del totale italiano.

Al 1° marzo del 2015 è salito a 1.318 il numero di imprese del Triveneto coinvolte in 349 contratti di rete. Di queste 863 sono venete, 271 del Friuli-Venezia Giulia e 184 del Trentino-Alto Adige. Verona è la prima provincia triveneta con quasi 250 imprese in rete.
Prevalgono le imprese in rete di dimensioni più piccole: quasi 9 imprese trivenete su 10 hanno un fatturato inferiore a 10 milioni di euro. Buona presenza di imprese delle filiere della metalmeccanica e del mobile (il 17,3% del totale), del commercio (14,6%) delle costruzioni (12,8%) e dei servizi alle imprese (9,1%).

Ha dichiarato Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo “Il 2015 è un anno unico per la ripresa delle aziende italiane e le banche saranno un fattore abilitante per favorire l’uscita dalla crisi. Banca e impresa devono lavorare in squadra per fare in modo che alcuni elementi incoraggianti che stiamo osservando come l’incremento degli ordini di macchinari e il miglioramento delle indagini di fiducia delle imprese diventino segnali certi da cogliere a pieno per la ripresa del nostro Paese e il Gruppo Intesa Sanpaolo farà la sua parte garantendo all’economia reale le risorse necessarie”.

 


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