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INTESA SANPAOLO: PUBBLICATO IL MONITOR SUI DISTRETTI INDUSTRIALI NEL TERZO TRIMESTRE DEL 2015

 

·         Prosegue la crescita dell’export dei distretti: +3,6%, 23° trimestre di crescita consecutiva.

·         Spiccano i distretti specializzati in prodotti e materiali da costruzione (+10,3%), mobili (+9,2%) e agro-alimentare (+8%).

·         Brusca frenata per il sistema moda (-0,4%), penalizzato dal crollo del mercato russo.

 

Milano, 21 dicembre 2015 -  Intesa Sanpaolo ha pubblicato oggi il Monitor dei distretti relativo alle esportazioni del terzo trimestre del 2015, da cui emerge un quadro estremamente positivo. Negli ultimi tre mesi dell’anno l’export dei 143 distretti industriali monitorati da Intesa Sanpaolo ha registrato un nuovo aumento (+3,6%). Si tratta del 23° trimestre di crescita consecutivo. Complessivamente, nei primi nove mesi del 2015 le esportazioni dei distretti hanno mostrato una crescita del 4,3%, un punto percentuale in più rispetto alle aree non distrettuali negli stessi settori di specializzazione (+3,3%).

Si conferma dunque alta la competitività dei distretti industriali italiani, che sono riusciti a superare brillantemente un trimestre estivo denso di difficoltà per il commercio mondiale.

Si sono messi in evidenza i distretti specializzati in prodotti e materiali da costruzione (+10,3% la variazione tendenziale del terzo trimestre), nel mobile (+9,2%) e nell’agro-alimentare (+8%). Queste filiere hanno ritrovato slancio sui mercati internazionali con performance decisamente migliori rispetto ai competitor tedeschi.

E’ stato brillante l’andamento di alcune importanti aree distrettuali, con in testa il legno-arredo della Brianza, le piastrelle di Sassuolo e l’ortofrutta del barese, ai primissimi posti per crescita in valore assoluto delle esportazioni distrettuali.

Un’importante novità è rappresentata dall’accelerazione dei distretti della meccanica, in progresso del 6,5%, grazie agli ottimi risultati riportati in alcuni mercati avanzati (Stati Uniti, Spagna e Germania) e in alcuni importanti nuovi mercati (Messico, India, Vietnam, Emirati Arabi Uniti). Spiccano le performance della metalmeccanica di Lecco, della meccatronica del barese, della meccanica strumentale di Varese e di Vicenza.

Hanno, invece, accusato un brusco rallentamento i distretti del sistema moda, penalizzati dal crollo della domanda russa che sta colpendo soprattutto il comparto calzaturiero. Fermo, Riviera del Brenta e San Mauro Pascoli sono tra i distretti più colpiti dalla crisi russa.

Migliore appare l’andamento delle altre filiere della moda, con l’oreficeria di Valenza che si conferma miglior distretto per crescita in valore assoluto delle esportazioni e l’occhialeria di Belluno che guadagna nuove quote di mercato negli Stati Uniti e prosegue la sua rapida affermazione sul mercato cinese.

I distretti del Mezzogiorno restano in questa fase l’area più dinamica del paese (pur avendo una limitata presenza distrettuale), mostrando un aumento tendenziale delle esportazioni pari all’8,3%, più del doppio rispetto alla media italiana, analogamente a quanto avviene a livello di complesso dell’economia meridionale. Per intensità e volumi di crescita spiccano l’ortofrutta del barese, la mozzarella di bufala campana e la meccatronica del barese che, nonostante la presenza di fattori di contesto esterno sfavorevoli, sono riusciti a far leva su un ricco patrimonio eno-gastronomico e, nel caso della meccatronica, sulla presenza di importanti multinazionali tedesche e di un grande gruppo italiano. Questi distretti sono stati capaci di intercettare la ripresa della domanda europea (soprattutto in Germania, Francia, Spagna e Regno Unito) e, nella meccanica, sono riusciti ad accrescere la loro presenza negli Stati Uniti, in India, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, dimostrando di essere ben inseriti nelle catene mondiali del valore.

A livello complessivo gli Stati Uniti si sono confermati il motore della crescita dei distretti: su questo mercato nel terzo trimestre del 2015 l’export distrettuale è salito a 2,1 miliardi di euro, 280 milioni in più rispetto al corrispondente periodo del 2014 (+15,3%). Si è, inoltre, consolidata la ripresa in alcuni importanti mercati europei, come il Regno Unito e la Spagna.

La principale novità è però rappresentata dal balzo delle vendite in tre primari mercati emergenti: gli Emirati Arabi Uniti, l’India e la Cina.  Spiccano, in particolare, i risultati positivi ottenuti sul mercato cinese, in controtendenza rispetto alla media manifatturiera italiana. L’export distrettuale  in Cina, infatti, ha ripreso a crescere a tassi sostenuti, spinto dai settori agro-alimentare, moda e casa e non più penalizzato dalla meccanica. Al contrario, le esportazioni complessive italiane in Cina hanno continuato a ridursi, risentendo della debolezza degli investimenti cinesi e, in parte, della svalutazione dello yuan.

Il quarto trimestre del 2015 dovrebbe chiudersi in lieve accelerazione per l’export distrettuale. Sono queste le indicazioni che emergono dal portafoglio ordini delle imprese. L’export distrettuale è atteso registrare un aumento intorno al 4% nel 2015, in linea con quanto osservato nel 2014.

Nel 2016 le esportazioni dei distretti dovrebbero mostrare un ritmo di crescita sostanzialmente in linea o di poco superiore a quello osservato nell’ultimo biennio. La crescita mondiale è, infatti, attesa solo in lieve accelerazione, grazie alla spinta della domanda interna dei paesi avanzati e al superamento della fase più critica per alcune economie emergenti (Cina e in parte Russia).

I distretti manterranno una migliore dinamica rispetto alle aree non distrettuali, favoriti anche da una maggiore presenza nei mercati più dinamici (Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, ma anche Cina) che andrà a compensare l’esposizione più  pronunciata in Russia (dove comunque la fase peggiore dovrebbe essere alle spalle).

Molto però dipenderà dall’evoluzione della domanda in Germania e Francia che restano i primi due sbocchi commerciali dei distretti. I consumi di questi due mercati continueranno a crescere a buoni ritmi per effetto del calo del prezzo del petrolio e di condizioni finanziarie molto favorevoli. Rimane, invece, incertezza sulle prospettive di crescita degli investimenti.

 

Per informazioni:

 

Intesa Sanpaolo

Ufficio Media Attività Istituzionali, Sociali e Culturali

+39 06 67125297

stampa@intesasanpaolo.com

 

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