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COMUNICATO STAMPA

CASSE DI RISPARMIO DELL’UMBRIA:
MONITOR DEI DISTRETTI DELL’UMBRIA


• Realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per CR Umbria

• Dati al 31/12/2015


Spoleto, 18 aprile 2016 – Nel 2015 i distretti umbri registrano un rallentamento delle esportazioni dopo le buone performance degli ultimi cinque anni, sperimentando una lieve crescita (+0,2%) che tuttavia resta al di sotto della media italiana (+4,2%).

L’analisi, presentata dal Monitor dei Distretti dell’Umbria realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Casse di Risparmio dell’Umbria, evidenzia comunque l’ottimo andamento delle esportazioni dei distretti umbri tra il 2008 e il 2015, che hanno segnato un balzo del 37% (pari a 167 milioni di euro aggiuntivi), salendo alla cifra record di 619 milioni di euro.

Si distingue il distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia, che nel 2015 mette a segno una crescita dell’export del 7,5% grazie agli ottimi risultati conseguiti negli Stati Uniti. L’analisi di lungo periodo evidenzia come il distretto nel corso degli ultimi quindici anni sia stato in grado di rivedere l’orientamento geografico delle sue esportazioni, superando brillantemente la minore domanda proveniente dalla Germania con il recupero dei valori esportati negli Stati Uniti, in Francia, con la crescita in Svizzera (spesso utilizzata come base logistica per accedere ad altri mercati), Giappone e in alcuni nuovi mercati, come Russia (23 milioni di euro esportati nel 2015 dai 12 milioni del 2008) e Corea (9,5 milioni di export nel 2015).

Nel 2015 sono in lieve regresso le esportazioni del distretto del Mobile dell’Alta Valle del Tevere (-0,7%), anche se non è molto lontano dal livello record di export toccato nel 2008. Il distretto consegue buone performance sul mercato europeo (Francia, Regno Unito e Germania, prime tre mete commerciali) e negli Stati Uniti; tuttavia è penalizzato dai pesanti cali registrati in Russia e Svizzera.

Sperimenta una contrazione l’Olio umbro (-14%) dopo il picco registrato nel 2014. Il distretto perde terreno in quasi tutti i principali mercati di sbocco: Stati Uniti (-7%, prima meta commerciale con 40 milioni di euro di valori esportati), Canada, Giappone, Polonia. L’Olio umbro, come altre analoghe realtà distrettuali del comparto, ha risentito della disastrosa campagna del 2014-2015 resa difficile sia
a causa delle cattive condizioni atmosferiche sia per gli attacchi di mosca olearia.

Per i distretti dell’Umbria il mercato statunitense risulta essere trainante e primo mercato di sbocco con il 23,4% dei valori esportati nel 2015. Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Belgio sono alcuni dei paesi che hanno visto le esportazioni umbre raggiungere nuovi picchi storici nel 2015.
Anche in Cina i distretti dell’Umbria hanno sperimentato un forte incremento dell’export nel periodo 2008-2015 passando da 1,6 milioni a 13,1 milioni di euro di valori esportati, grazie ai consistenti flussi della Maglieria e abbigliamento di Perugia e dell’Olio umbro. Soffre invece il mercato russo, importante meta commerciale per i distretti umbri che perdono una consistente quota di export nel 2015. L’economia russa rimane debole in quanto penalizzata sia dal crollo del prezzo del petrolio, sia dal forte deprezzamento del rublo.
L’analisi dei dati sugli ammortizzatori sociali rileva un lieve aumento delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni. Il lieve incremento lascia comunque il monte ore complessivo di CIG su livelli significativamente più bassi rispetto ai picchi toccati nel triennio 2011-2013.


Nei quattro trimestri del 2015 le esportazioni dei distretti umbri hanno avuto andamenti altalenanti- commenta Pietro Buzzi, Direttore Generale di Casse di Risparmio dell’Umbria – ma nel complesso tra il 2008 e il 2015 le aziende umbre hanno saputo esportare sui mercati sia tradizionali che emergenti facendo segnare una crescita poderosa. Sono nove i Paesi in cui le esportazioni dei distretti umbri hanno raggiunto nuovi picchi storici, con un export superiore a 5 milioni di euro, segno della capacità di alcune imprese di saper cogliere le opportunità commerciali offerte dai mercati attraverso processi di sviluppo, politiche di marketing e investimenti in innovazione che hanno ben valorizzato la tipicità delle produzioni umbre”.

 

 

Per informazioni:
Gruppo Intesa Sanpaolo
Ufficio Media Banca dei Territori e Media Locali
stampa@intesasanpaolo.com

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