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COMUNICATO STAMPA


CASSA DI RISPARMIO DI PISTOIA E DELLA LUCCHESIA
PRESENTA IL NUOVO ALLESTIMENTO
DELL’ARAZZO MILLEFIORI
 


• Il nuovo allestimento dell’arazzo è reso possibile grazie al contributo della Cassa di Risparmio Pistoia e Lucchesia e della Fondazione CR Pistoia e Pescia

• Presentata la riedizione del volume dedicato all’arazzo e al suo nuovo collocamento nel Museo dell’ Antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia


Pistoia, 20 maggio 2016 – L’arazzo Millefiori, capolavoro e patrimonio della Cattedrale e della città di Pistoia, sarà temporaneamente visibile in un nuovo allestimento presso l’Antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia.

La collaborazione tra Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Intesa Sanpaolo – da un lato – e Diocesi di Pistoia insieme al Capitolo della Cattedrale dall’altro ha consentito l’ambizioso progetto di ricollocamento dell’opera all’interno del Museo di Palazzo Vescovi. Un progetto nato nel 2013 e concretizzato in un anno importante per la città di Pistoia, eletta a capitale italiana della cultura.

La presentazione del nuovo allestimento, realizzato a cura della Direzione del Museo, ha visto anche la contemporanea riedizione del volume “L’arazzo ‘millefiori’ di Pistoia”,  pubblicato nel 2002 in seguito al restauro del prezioso parato, per i tipi de Gli Ori editore, già a cura di Paolo Peri.

Realizzato in Fiandra, a Enghien, intorno al 1530, l’arazzo ‘millefiori’ di Pistoia si caratterizza per la complessa organizzazione compositiva. Su fondo blu notte si dipana un policromo mondo fiorito – allusivo al Paradiso o al Giardino Celeste - dove si muovono indisturbati coniglietti che entrano ed escono dalle loro tane; il mitico unicorno, un cane e una iena araldicamente affrontati, nonché una serie di volatili resi con un fresco tono naturalistico.
L’insolita creatività compositiva, la scelta della gamma cromatica, la sapiente realizzazione tecnica, la straordinaria complessità simbolica degli elementi creati dai suoi intrecci sono le caratteristiche di questo raro panno.

Le circostanze che hanno reso possibile il nuovo allestimento del ‘millefiori’ all’interno dell’antico episcopio  sono di quelle che riescono ad attivare complesse alchimie premiando, infine, il coraggio e la capacità di condivisione di un progetto. Su impulso della Cassa di Risparmio, con il decisivo consenso del Vescovo di Pistoia e dei canonici della Cattedrale e con l’importante sostegno della Fondazione, oggi il parato occupa l’intera parete di una grande sala dell’ex palazzo vescovile, collocazione che ne consente una visione ottimale, venendo di fatto a costituire una sorta di scenografica conclusione alla visita delle collezioni.
Il locale, in precedenza sede delle riunioni del Consiglio di amministrazione della Banca, si affaccia con grandi finestre sulla piazza del Duomo, suggerendo e sottolineando visivamente le compenetrazioni ideali, ma anche economiche, culturali e teologiche, tra gli spazi monumentali della città e l’interno del palazzo, con i suoi ambienti e i suoi capolavori.

“Nella nuova collocazione, l’Arazzo Millefiori sembra sorprendentemente “tornato a casa”, per offrirsi in tutto il suo splendore ai visitatori di ogni provenienza, condizione ed età, che possono verificarne la straordinaria orditura, apprezzarne la suggestiva e complessa organizzazione compositiva, interpretarne le molteplici e simboliche immagini – commenta Alessio Colomeiciuc, Presidente di cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia -. Mi piace pensare all’occasione di questo allestimento quale suggello di un “rinascimento” della società pistoiese, che nella recente nomina di Pistoia a capitale della cultura italiana per il 2017 rinnova l’ambizione della città di divenire un sempre più attrattivo polo dell’arte della Toscana”.

Per Monsignor Fausto Tardelli, Vescovo di Pistoia, “l’arazzo Millefiori è un raro gioiello, che si unisce agli altri che la fede di un popolo, la sensibilità dei vescovi e la sapiente custodia dei sacerdoti, hanno permesso si conservassero fino ai nostri giorni. Usato da alcuni secoli in occasione di liturgie particolarmente significative, per poi passare quasi inosservato per anni quale sfondo dell’altare di San Jacopo, l’arazzo Millefiori, dopo il restauro del 2001 e la sua collocazione in una delle sale capitolari, grazie ad un accordo tra la Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, la Chiesa Cattedrale e la Diocesi, con il consenso della stessa Santa Sede, trova ora una nuova prestigiosa collocazione nell’antico Palazzo dei vescovi. Forse, vien da pensare per tanti motivi, proprio da lì potrebbe aver iniziato la sua storia pistoiese”.

“Fu una bella festa, quel giorno del 2002 nel quale presentammo ai pistoiesi l’Arazzo Millefiori, detto dell’Adorazione, ed il volume ad esso dedicato per raccontarne la storia ed il grande valore artistico e simbolico - afferma il Prof. Ivano Paci, già Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia - volume ora ristampato per accompagnare un nuovo festoso evento. L’occasione della presente riedizione è data infatti dal trasferimento di questo stupendo manufatto dagli ambienti della Cattedrale, dove venne ricollocato dopo l’esposizione pubblica post restauro, alla sala più prestigiosa dell’Antico Palazzo dei Vescovi dove, per la passione e la determinazione del Presidente Colomeiciuc si è venuto allestendo un vero e proprio museo, più ampio e più ricco di quello che fin dall’inaugurazione del restaurato palazzo sorprende e appaga i visitatori al piano terra e nel sottosuolo”.

 

 

 

Per informazioni:

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