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COMUNICATO STAMPA

INDUSTRIA 4.0: CONFINDUSTRIA E INTESA SANPAOLO
PRESENTANO L’ACCORDO “PROGETTARE IL FUTURO”
12 MILIARDI PER LE IMPRESE VENETE

• Al centro l’industria 4.0 e gli sviluppi del Digitale
• A regime il sistema qualitativo del rating di credito
• Nuovo modello di valutazione delle startup
• In Veneto alta ed in continua crescita l’uso di internet nelle imprese, seconda regione con il 78,5% delle imprese che usa il web
• Veneto tra le prime regioni italiane per uso della banda larga (96,9%)
• Debole la diffusione di imprese attive nell’e-commerce (10,49%), ma tra le prime per imprese che acquistano di servizi di Cloud computing (23,84%)
• Veneto nella media a italiana la spesa per in R&S, ma tra le prime regioni per propensione a brevettare
• Buona la presenza di start up nella regione (622), a Treviso sono 126

Treviso, 29 maggio 2017 – È stato presentato oggi a Treviso, con la collaborazione di Unindustria Treviso, l’accordo triennale tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro”, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla ‘quarta rivoluzione industriale’.

La partnership, che mette a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi di euro, dei quali 12 miliardi destinati alle aziende venete, viene presentata dentro i luoghi deputati ad accogliere e far proprie le finalità dell’accordo: le imprese. Alla presentazione svoltasi presso la  AC.MO SpA, azienda leader nel settore della produzione altamente tecnologica di valvole per sistemi idraulici e che ha già adottato soluzioni in ottica Industria 4.0, hanno partecipato: Maria Cristina Piovesana, presidente Unindustria Treviso, Alberto Baban, presidente Piccola Industria Confindustria, Renzo Simonato, direttore regionale di Intesa Sanpaolo, Daniele Borghi, Osservatorio Innovazione Intesa Sanpaolo, Paolo Sebastiani, presidente AC.MO, Antonio Allocca, amministratore delegato AC.MO Tecnologie Integrate, Ruggero Frezza, fondatore e presidente Incubatore M31, Claudio De Nadai, Piccola Impresa Unindustria Treviso, Fabrizio Alfano, direttore commerciale Imprese Intesa Sanpaolo. Moderatore Tiziano Marson, capo redattore responsabile de La Tribuna di Treviso.

Per l’industria italiana, costituita soprattutto da PMI, lo sviluppo di Industria 4.0 e il relativo Piano del Governo possono essere la strada per recuperare competitività e per creare nuovi posti di lavoro grazie a elevate competenze, nuovi modelli di business e tecnologie innovative. Le opportunità di sviluppo per le realtà aziendali che riusciranno a cogliere questa sfida sono enormi, ma richiedono un intervento a tutto tondo, con investimenti in capitale fisso e immateriale, soprattutto in ricerca, innovazione e formazione, nonché trasformazioni organizzative e una continua attenzione alle evoluzioni in corso. Occorre partire subito perché le tecnologie sottostanti Industry 4.0 necessitano di 10-15 anni per raggiungere la completa maturità nel mercato ed essere pienamente efficienti.
 
Alberto Baban presidente della Piccola Industria di Confindustria: “L'evoluzione del 4.0 ha definitivamente cancellato il sistema di sviluppo novecentesco e fordista. Oggi se un'azienda non è innovativa e capace di comprendere e anticipare il mercato e' automaticamente fuori dalla competizione. Il futuro è in mano alle imprese ricche di cultura del cambiamento. Cambiamento del modello di business, del modo di interagire con i fornitori, del modo di essere, anche se B2B, sempre più vicini al consumatore. Un consumatore che è già 4.0 e non compra più attraverso i tradizionali canali di distribuzione. Il commercio mondiale a partire dal 2000 è cresciuto moltissimo e per stare al passo occorre intercettare questa platea di nuovi consumatori. L'obiettivo dell'accordo con Intesa Sanpaolo è proprio quello di fornire alle pmi gli strumenti per essere protagoniste di questa nuova rivoluzione”.

Maria Cristina Piovesana presidente di Unindustria Treviso: “Molti imprenditori hanno compreso che nel prossimo futuro le loro aziende saranno più connesse e flessibili; con più software e meno capannoni; con processi adattabili, controlli efficienti e lavoratori polivalenti. Industry 4.0 non è solo sviluppo tecnologico ma la pervasività di applicazioni a livello sociale. Per essere pronta a questo scenario ogni impresa è chiamata a realizzare preliminarmente una rivoluzione culturale al proprio interno.  Questo valorizza il ruolo delle associazioni, nel supporto alle imprese come nella condivisione di queste modalità con i soggetti istituzionali e le parti sociali in un processo di trasformazione che non si limita ai confini delle azienda ma si estende a tutta la comunità, che deve essere competitiva e in grado di generare innovazione. Il sostegno di un importante istituto di credito come IntesaSanPaolo, all’interno di un programma nazionale, è perciò strategico in questo impegno condiviso per lo sviluppo”.

Renzo Simonato, direttore regionale di Intesa Sanpaolo: “L’accordo che presentiamo oggi vuole aiutare le aziende a migliorare la loro capitalizzazione e a cogliere le grandi opportunità che la digitalizzazione e i nuovi scenari offerti dalla quarta rivoluzione industriale offrono. Inoltre ci vede impegnati a sostenere il nostro sistema produttivo forti della capacità di rappresentare l’acceleratore dell'economia reale: nel 2016 abbiamo fornito alle imprese e alle famiglie trivenete 4,5 miliardi di credito a medio e lungo termine, un dato in crescita di circa il 40 % rispetto al 2015.”

L’accordo è imperniato su quattro pilastri: Ecosistemi di imprese e integrazione di business; Finanza per la crescita; Capitale umano; Nuova imprenditorialità.

- Ecosistemi di imprese e integrazione di business
Intesa Sanpaolo e Piccola Industria Confindustria intendono mettere a disposizione un insieme di soluzioni che permettano alle imprese di trasformarsi, migliorando i processi produttivi, ricorrendo a nuove tecnologie e a nuove metodologie, tra cui i percorsi “Lean 4.0” che abilitano le imprese alle tecnologie digitali. Per la realizzazione dei progetti di sviluppo delle imprese Intesa Sanpaolo si avvarrà anche del proprio Innovation Center, struttura che raccoglie tutte le iniziative avviate dal Gruppo nel campo dell’innovazione. L’iniziativa intende rappresentare anche un momento evolutivo di “AdottUp, il Programma per l’adozione delle
startup” e offrire nuove opportunità alle startup in esso sviluppate.

- Finanza per la crescita
L’accordo punta a finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese attraverso un nuovo modello di relazione basato sui fattori qualitativi legati al credito: tra questi la capacità innovativa, la formazione e la strategicità della catena fornitore-champion. Sono inoltre previste adeguate soluzioni finanziarie a medio-lungo termine oltre al migliore utilizzo degli strumenti di supporto, a cominciare dal rinnovato Fondo di Garanzia. Per programmare la crescita, bilanciando i livelli di debito a favore del capitale di rischio, è fondamentale il ricorso all’Equity per il rafforzamento del sistema produttivo. A tal proposito l’accordo intende sviluppare iniziative che favoriscano la patrimonializzazione delle imprese. Infine si prevede l’estensione a comparti strategici per l’economia italiana del Progetto Filiere, l’innovativo modello di credito di Intesa Sanpaolo che ha sinora prodotto 330 contratti con aziende capofila con oltre 15 mila fornitori ed un giro d’affari di 55 miliardi.

- Capitale umano
L’accordo punta anche a favorire l’alternanza scuola-lavoro con l’obiettivo di far diventare l’azienda il luogo in cui lo studente consolidi e arricchisca le conoscenze apprese, sviluppando competenze spendibili nel mondo produttivo o acquisendo esperienze funzionali alla creazione di nuove imprese, in linea con il Piano Nazionale Industria 4.0.

- Nuova imprenditorialità
Intesa Sanpaolo mette a disposizione il modello di valutazione delle startup. È un nuovo algoritmo DATS (Due Diligence Assessment Tool Scorecard), già inserito nelle Regole di concessione del credito, a supporto della valutazione creditizia delle Startup e in futura estensione alle PMI innovative. Si tratta del primo modello di valutazione “forward looking” adottato da una banca per i finanziamenti in debito, basato su logiche derivate dalla valutazione degli investitori in Venture Capital, mutuando le competenze costruite negli
ultimi anni all’interno del Gruppo Intesa Sanpaolo. Questo nuovo strumento consente alle imprese e alla banca di cogliere al meglio le opportunità offerte dalle misure governative e le agevolazioni per la crescita, recentemente estese dal Piano Industria 4.0.

L’ECONOMIA DEL VENETO
L’economia veneta può contare su un’ottima vocazione industriale. Grazie alla forza della sua industria riesce ad esprimere un buon avanzo commerciale, pari a circa 16 miliardi di euro nel 2016 (poco meno di un terzo del totale italiano). Nel 2016 l’export regionale ha proseguito il suo percorso di crescita (+1,3% la variazione tendenziale), mostrando una dinamica, anche se di poco, migliore rispetto all’Italia nel complesso. Sono stati trainanti i settori della meccanica, bevande e alimentare.
La provincia di Treviso in ambito regionale si distingue per l’ampio avanzo commerciale (5,5 miliardi di euro nel 2016) e per l’alta propensione all’export, pari nel 2016 al 49,2%, superiore sia al dato regionale (41,9%) sia alla media nazionale (27,4%). L’export provinciale tra il 2008 al 2016 l’export è cresciuto del 13% circa (in linea con la media italiana), grazie al traino di bevande, mobile, meccanica e materie plastiche.

Nel corso del 2017, in un contesto di domanda internazionale favorevole, il tessuto produttivo veneto potrà continuare a crescere sui mercati esteri, facendo leva sulla sua elevata competitività. Un sostegno alla crescita delle esportazioni potrà venire anche dal mercato russo (previsto uscire dalla recessione grazie anche al rialzo del prezzo delle materie prime energetiche) e dal mercato americano, terzo sbocco commerciale per la regione, i cui fondamentali rimangono solidi e in crescita.

Il contributo del canale estero non è tuttavia sufficiente per ridare slancio all’economia della regione. È infatti cruciale la spinta del canale interno e, soprattutto, degli investimenti. Più in particolare, sarà importante vincere la sfida del digitale attraverso un’accelerazione degli investimenti, finora frenati dall’incertezza che domina i mercati. L’ambiente è certamente favorevole, grazie alla presenza di significative misure governative a sostegno degli investimenti innovativi, alla disponibilità di buone condizioni di finanziamento e di un bacino di risorse interne.

Si tratta di una grande opportunità per le imprese di questa regione che mostrano un grado di utilizzo delle tecnologie ICT in aumento e già su livelli ottimi e superiori alla  media italiana:
• nel 2016 la diffusione della banda larga nelle imprese era pari al 97% in Veneto (dall’80% del 2008)
• la percentuale di imprese con sito web era pari al 78,5% nel 2016, mostrando un vantaggio nei confronti della media italiana
• la quota di addetti che utilizzano computer connessi a Internet è salito al 39,6% nel 2016 (dal 26,8% del 2008), ancora inferiore alla media italiana
• la percentuale di imprese che acquista servizi di cloud computing è tra le più alte in Italia (anche se interessa ancora poco meno di un quarto delle imprese).
Inoltre la regione gode della presenza nel territorio di una buona dotazione di capitale umano e tecnologico. In Veneto la quota di popolazione con istruzione terziaria è più elevata rispetto al resto d’Italia (nel 2015 nella fascia d’età 30-34 anni era pari al 26,4% vs il 25,3% della media italiana); è poi sopra la media italiana il numero di addetti (ogni mille) impiegati in ricerca e sviluppo. La regione presenta poi una buona propensione a brevettare e una folta presenza di start-up sul territorio (622 a maggio 2017, l’8% del totale nazionale; di queste 126 sono localizzate nella provincia di Treviso).

Per informazioni

Intesa Sanpaolo      
stampa@intesasanpaolo.com    
tel. 39 049 6539835 - cell. +39 335 1355936   

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