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In mostra a Napoli il “Compianto sul Cristo morto” del Botticelli

Intesa Sanpaolo: l'opera in mostra alle Gallerie d'Italia. 

Il nono “Ospite illustre” è in mostra fino al 29 settembre 2019 al palazzo alle Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli: si tratta del capolavoro di Botticelli “Compianto sul Cristo morto”, proveniente dal Museo Poldi Pezzoli di Milano. Dando appunto vita alla nona edizione della rassegna “L’Ospite illustre”, che propone, nelle sedi espositive di Intesa Sanpaolo - le Gallerie d’Italia e il 36° piano del grattacielo di Torino, un’opera di rilievo in prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri.

Il capolavoro, in prestito dal Museo Poldi Pezzoli di Milano, segna la nona edizione della rassegna “L’Ospite Illustre”

Il capolavoro del Botticelli “Compianto sul Cristo morto” raffigura con straordinaria partecipazione emotiva il momento in cui Gesù, dopo essere stato staccato dalla croce sul Golgota, è in procinto di essere deposto nel sepolcro. Il corpo del Cristo giace in primo piano, in grembo alla Madre che, sopraffatta dal dolore, è svenuta e viene sorretta da san Giovanni Evangelista, mentre Maria Maddalena abbraccia con trasporto i piedi piagati del Salvatore e Giuseppe d’Arimate è all’apice della “piramide” compositiva mostrando al cielo sommo i simboli della Passione: la corona di spine e i tre chiodi tolti dalla croce e dal corpo di Cristo.

Databile nei primi anni del Cinquecento, l’opera, fra i maggiori esempi della produzione matura di Botticelli, si identifica con il dipinto descritto nel 1568 da Giorgio Vasari su un altare nella chiesa fiorentina di Santa Maria Maggiore. Fu acquistata il 12 marzo 1879 da Gian Giacomo Poldi Pezzoli, il nobile collezionista fondatore della casa-museo milanese.

Confrontando il Compianto di Botticelli con il Trasporto di Cristo al Sepolcro di Pedro Fernandez - opera degli stessi anni che affronta il dramma della morte e della sepoltura conservata nel Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli con premesse differenti -, nel ritmo agitato delle forme e nella carica patetica dei caratteri appare evidente come l’intensità sia paragonabile ai vertici raggiunti dal Maestro fiorentino. Le Gallerie d’Italia propongono così un inedito confronto, curato da Alessandro Checchi, fra due importanti opere del Rinascimento, a riprova di come la rassegna offra sempre momenti di riflessione e indagine sull’arte italiana.

 

Luglio 2019 

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