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Rapporto ASI ottobre 2021: il manifatturiero recupera le perdite

Rapporto ASI ottobre 2021: il manifatturiero recupera le perdite

Il Rapporto ASI (Analisi Settori Industriali), curato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Prometeia, analizza l’andamento dell’industria manifatturiera italiana. Recuperate le perdite per la pandemia, entro fine anno il fatturato potrebbe superare i livelli del 2019, sia a prezzi costanti (+0.8%) sia soprattutto a prezzi correnti (+9.3%).

Di seguito gli highlights del Rapporto:

  • La performance 2021 sarà sostenuta in prevalenza dal mercato interno, in particolare dagli investimenti in costruzioni e in macchinari, con effetti a cascata sui settori attivi lungo le filiere. Positivo, nonostante un contesto internazionale complesso, anche il contributo alla crescita offerto dal canale estero, grazie ai segnali di rafforzamento della competitività del Made in Italy.
  • Le imprese italiane sono cresciute a ritmi vivaci sui mercati internazionali: le esportazioni gennaio-giugno 2021 a valori correnti hanno segnato un +4.6% rispetto al 2019. Tale risultato, migliore di quello tedesco (3.9%) e francese (2.4%), è stato raggiunto grazie alle brillanti performance della filiera dei metalli, favorite dalla spinta dei prezzi, e dei settori influenzati e sostenuti dal cambiamento delle abitudini di consumo indotto dalla pandemia: Mobili, Elettrodomestici e Alimentare e bevande. Da segnalare anche il completo recupero dei livelli pre-crisi dell’export italiano di Autoveicoli e moto e Meccanica, a fronte di un maggiore ritardo di Germania e Francia. In termini geografici, un contributo rilevante è giunto dalla ripresa degli scambi all’interno dell’Europa, accanto a un sorpasso dei livelli di export pre-Covid in Asia e NAFTA.
  • L’analisi dei flussi di import del primo semestre 2021 non fa emergere segnali di ristrutturazione delle catene di approvvigionamento, a vantaggio di un maggior utilizzo di intermedi provenienti dall’area europea. L’import penetration dall’Asia, per quanto marginale in termini di peso complessivo sulla struttura delle importazioni italiane (13.2%), si mantiene stabile sui livelli pre-pandemia.
  • Nel prossimo biennio la crescita dell’attività manifatturiera si confermerà vivace, su un tasso medio annuo del 4.2% a prezzi costanti che, a fine 2023, spingerà il fatturato deflazionato al +9.4% rispetto al pre-Covid. Ancor più brillante la performance del fatturato a prezzi correnti, verso la cifra record di 1.135 miliardi di euro nel 2023 (+196 miliardi rispetto al 2019).
  • Il ciclo degli investimenti continuerà a rappresentare il principale volano di crescita lungo l’orizzonte di previsione, grazie alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) sui temi green, digital e di potenziamento infrastrutturale. La spinta dei fondi europei accelererà anche la ripresa dei partner commerciali dell’Unione, aprendo spazi di crescita per la domanda estera e spingendo il nostro saldo commerciare verso i 120 miliardi di euro nel 2023 (+15.9% rispetto al 2019).
  • Dai bilanci 2020 arrivano conferme dell’efficacia delle misure di sostegno alle imprese per calmierare l’impatto della crisi sui risultati finanziari del manifatturiero. Una relativa tenuta dei margini si è affiancata a un calo di redditività, meno intenso di quello registrato nel 2009, che potrà essere solo in parte riassorbito a partire dall’anno in corso. In alcuni settori, i costi si manterranno elevati nell’orizzonte di previsione, esercitando pressioni sui margini e rallentando il percorso di completo recupero del quadro finanziario.

 

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