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Intelligenza artificiale: i pro e contro tra entusiasmo e preoccupazione

Due colleghi davanti a un computer analizzano il codice visualizzato sullo schermo.

 

 

Cresce l’impatto dell’intelligenza artificiale

Per oltre una persona su due a livello globale (54%), prodotti e servizi basati sull'intelligenza artificiale hanno già modificato in modo significativo la vita quotidiana negli ultimi anni.

La quota sale ulteriormente quando si guarda al futuro: il 66% si aspetta infatti che l'impatto dell'AI diventi ancora più rilevante nei prossimi tre-cinque anni.

Anche in Italia emerge una percezione analoga: il 46% ritiene che l'intelligenza artificiale abbia già inciso sulla propria vita quotidiana, mentre il 62% prevede cambiamenti ancora più significativi nel prossimo futuro.

AI: entusiasmo e preoccupazione nell’opinione pubblica

In molti Paesi si è registrato un calo della quota di persone entusiaste dei prodotti e servizi basati sull’AI rispetto a 12 mesi fa.

In generale, però, si ritiene che i prodotti e i servizi basati sull'intelligenza artificiale presentino più vantaggi che criticità.

La Cina è il paese in cui l’accordo su questa affermazione arriva all’85% a fronte di un disaccordo limitato al 10%.

All’estremo opposto si colloca il Canada in cui i contrari (49%) superano coloro che si dichiarano d'accordo (34%).

La diffusione dell'AI non coincide con una piena fiducia nella tecnologia. L'indagine evidenzia un atteggiamento ambivalente: a livello globale il 51% delle persone dichiara di sentirsi entusiasta rispetto all'intelligenza artificiale, mentre il 50% afferma di provarne preoccupazione.

In Italia il 45% si dichiara a disagio e il 47% entusiasta. Le due emozioni non sono necessariamente in contrapposizione: spesso convivono negli stessi individui.

Le percezioni dell'AI nelle diverse aree del mondo

L'indagine evidenzia differenze significative tra le diverse aree del mondo:

· Nei Paesi asiatici e in molte economie dell'America Latina l'adozione dell'AI tende a essere associata soprattutto alle opportunità offerte dall'innovazione.

· Nei Paesi occidentali prevale una maggiore cautela, accompagnata da interrogativi sugli effetti economici e sociali della trasformazione tecnologica.

· Sotto il profilo ambientale prevale un giudizio lievemente positivo sul rapporto tra benefici e costi: a livello globale il 49% ritiene che i benefici dell'intelligenza artificiale per la società superino i costi ambientali associati al suo utilizzo; in Italia la quota si attesta al 46%.

Intelligenza artificiale e lavoro: il risparmio di tempo percepito dai lavoratori

Uno degli aspetti che emergono dall'indagine riguarda il mondo del lavoro. Il 62% dei lavoratori intervistati afferma che gli strumenti di AI hanno consentito di risparmiare tempo nell'ultimo anno.

In Cina la percentuale arriva al 90% mentre in Italia concorda con l’affermazione il 56%.

Come cambierà il lavoro con l’intelligenza artificiale?

Il 62% ritiene probabile che l'intelligenza artificiale modifichi il modo di svolgere il proprio lavoro nei prossimi cinque anni, segnale di una crescente consapevolezza del ruolo che queste tecnologie avranno nell'organizzazione delle attività. In Italia la quota scende al 51%.

Il 35% degli intervistati a livello globale ritiene invece probabile che il proprio lavoro sia sostituito dall’AI, mentre la maggioranza (59%) non considera probabile che ciò avvenga nei prossimi cinque anni. In Italia il timore che l'AI sostituisca il proprio lavoro appare meno diffuso: il 67% non ritiene probabile che ciò avvenga.

Il confronto tra i due indicatori suggerisce che, per molti lavoratori, l’AI sia attesa soprattutto come fattore di cambiamento delle attività svolte, più che come causa di sostituzione del proprio lavoro.

Nei prossimi tre-cinque anni le aspettative di beneficio associate all'AI appaiono maggiori per aspetti della vita quotidiana, come lo svolgimento delle attività e le possibilità di svago, che per ambiti più ampi quali l'economia o il mercato del lavoro.

Utilizzo e fiducia nell’intelligenza artificiale non coincidono

Uno dei risultati più interessanti riguarda il rapporto tra utilizzo e fiducia. A livello globale, il 63% dichiara di utilizzare strumenti di AI pur non fidandosi completamente.

In Italia la quota è di poco superiore alla media. 

I dati relativi all'utilizzo degli strumenti evidenziano come utilizzo e fiducia non procedano necessariamente di pari passo.

Molti utenti sembrano quindi considerare l'AI uno strumento utile e ormai difficilmente evitabile, pur mantenendo un atteggiamento prudente e critico rispetto alle informazioni generate.

AI generativa e fiducia: quanto conta la trasparenza?

Il tema della fiducia emerge anche quando si parla di contenuti generati dall'AI. Il 46% degli intervistati dichiara che avrebbe meno fiducia in uno strumento di AI generativa se sapesse che le risposte sono influenzate dagli inserzionisti pubblicitari, mentre per il 19% ciò non farebbe differenza.

Allo stesso tempo, circa l'80% delle persone ritiene che prodotti e servizi che utilizzano l'AI dovrebbero dichiararlo esplicitamente, confermando l'importanza attribuita alla trasparenza nell'utilizzo di queste tecnologie.

Il futuro dell’AI tra fiducia, trasparenza e governance

L'indagine suggerisce che il dibattito sull'AI stia entrando in una fase diversa rispetto agli anni precedenti, nella quale accanto all'adozione degli strumenti assumono crescente rilevanza temi quali fiducia, trasparenza e, più in generale, le modalità con cui queste tecnologie vengono regolate e governate.

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