I servizi non finanziari per le imprese
In un contesto economico, sociale e tecnologico sempre più complesso, evolvono le aspettative verso gli attori finanziari tradizionali e, parallelamente, si trasformano i bisogni non finanziari di persone e imprese. Così come per i cittadini cresce l’attesa di un supporto che vada oltre i servizi bancari tradizionali, anche il mondo delle imprese mostra una domanda sempre più articolata di competenze, strumenti e servizi a supporto della gestione quotidiana e delle fasi di maggiore complessità.
La ricerca condotta in collaborazione con Ipsos Doxa ha indagato il mondo delle imprese attraverso 750 interviste online e telefoniche a rappresentanti di PMI e small business, realizzate tra settembre e ottobre 2025. L’analisi restituisce un quadro di bisogni già strutturati, ma gestiti in modo diverso a seconda della dimensione e del livello di maturità organizzativa delle imprese.
I servizi non finanziari più diffusi fra le imprese
Tra le PMI, Digitale e Cybersecurity rappresentano gli ambiti di servizi non finanziari più diffusi tra le imprese di dimensioni minori, mentre Analisi, Sviluppo del business e Rischi risultano più rilevanti al crescere della dimensione aziendale. La protezione informatica emerge come un servizio fondamentale per tutte le imprese: la cybersecurity, in particolare, è per lo più affidata a fornitori specializzati, a conferma della complessità tecnica e normativa dell’ambito. Analogamente, i servizi di consulenza su welfare, transizione energetica ed ESG mostrano un ricorso marcato al supporto esterno, legato sia alla specializzazione richiesta sia agli adempimenti regolatori.
Diverso è il comportamento nei servizi di Analisi, Sviluppo del business e Rischi: all’aumentare della dimensione, cresce la gestione interna, pur lasciando spazio all’outsourcing selettivo. La maggiore gestione interna dell’analisi di bilancio indica un’esigenza di controllo diretto sugli indicatori chiave, suggerendo che non tutti i servizi complessi sono percepiti come delegabili.
I servizi legati al noleggio di beni strumentali e, più in generale, alla gestione degli asset risultano invece prevalentemente in outsourcing, così come l’accesso ad agevolazioni pubbliche, programmi europei e operazioni di finanza straordinaria. In questi ambiti si osserva un presidio già diffuso da parte di operatori specializzati e quote contenute di ‘non utilizzatori ma interessati’, elementi che limitano gli spazi di attivazione nel breve periodo.
Le priorità di PMI, small business e aziende retail
Nel complesso, le PMI non sembrano trovarsi in una fase esplorativa, quanto piuttosto in una fase di razionalizzazione delle scelte organizzative: decidono cosa mantenere internamente, cosa esternalizzare e quando rivedere i fornitori. Non è tanto rilevante il fatto che utilizzano servizi non finanziari, quanto che abbiano già compiuto una prima scelta strutturale sul loro presidio.
Il quadro cambia sensibilmente osservando il mondo dello small business e delle aziende retail. Qui la ricerca evidenzia come le principali sfide siano legate alla crescita del fatturato, al contenimento dei costi e al mantenimento della competitività. L’utilizzo dei servizi non finanziari è più limitato, ma si accompagna a una quota significativa di interessati che non li ha ancora attivati e a una propensione elevata all’outsourcing. In questo segmento emergono però barriere ricorrenti legate a priorità, tempo, risorse e una maggiore esigenza di orientamento.
L’indagine evidenzia una differenza di maturità: dove le competenze sono consolidate, il tema è l’ottimizzazione; dove sono meno strutturate, emerge un bisogno di accompagnamento. In questo scenario, il ruolo degli intermediari non si misura tanto nella varietà delle soluzioni proposte, quanto nella capacità di accompagnare le imprese nell’affrontare la crescente complessità gestionale.
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Data ultimo aggiornamento 17 marzo 2026 alle ore 16:42:44