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Ripartire dall’arte e dalla cultura, un convegno in streaming

Immagine della sede milanese delle Gallerie d'Italia

L’esperienza vissuta quest’anno, se da un lato ha inferto una dura ferita al mondo dell’arte, della cultura, dello spettacolo, allo stesso tempo ne ha riproposto con forza il carattere identitario e le capacità di unire emozioni, aspirazioni. È cresciuta la convinzione del significato rivestito da questo mondo multiforme: quello di guardare al bene della collettività anche quando questo ruolo è svolto da soggetti privati.

Intesa Sanpaolo è una delle storie di successo della via ‘privata’, con un progetto divenuto punto di riferimento all’interno del Gruppo e più in generale della cultura del nostro del Paese: l’esperienza di una banca che vuole condividere il proprio patrimonio privato, facendolo cosi diventare un bene collettivo per la crescita identitaria e culturale del Paese.

Il quotidiano Il Foglio ha quindi organizzato insieme con la Banca un incontro in streaming, il 17 dicembre scorso presso il museo delle Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano, dal titolo “Ripartiamo dall’arte e dalla cultura. Il nostro patrimonio per ricostruire”. Sono intervenuti, dopo l’indirizzo di saluto di Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, e il direttore della testata Claudio Cerasa, numerosi esponenti della cultura nazionale: amministratori pubblici, architetti, amministratori di enti e istituzioni culturali italiani ed esteri.

L’incontro ha voluto portare al centro dell’attenzione degli operatori della cultura, delle istituzioni e di un pubblico più vasto le dinamiche di sviluppo di una realtà della quale si avverte ancora di più l’esigenza di una maggiore solidità strutturale, organizzativa, finanziaria e rispetto alla quale le politiche pubbliche possono incidere concretamente.

Ognuno dei relatori, personalità di spicco della gestione di istituti culturali italiani e internazionali, ha trovato la sua strada per esplorare nuove forme di fruizione, per aprire a nuovi pubblici. Confrontare le loro proposte significa avviare una conversazione feconda – oltre il COVID-19, o meglio, nonostante il COVID-19 – sullo sviluppo di una cultura più aperta e capace di sviluppo.

Occasioni come questa possono essere contributi in termini di idee e di esperienze per arricchire quello che sarà il capitolo dedicato alla cultura del piano italiano di ripresa e resilienza del Paese nell’ambito del programma Next Generation EU.

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