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AL  “PROJECT MALAWI”IL PREMIO GBC NELLA CATEGORIA “COMMUNITY PHILANTHROPY”


PRESENTE ALLA PREMIAZIONE IL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU BAN KI-MOON
 

PIENO SUCCESSO DEI PRIMI TRE ANNI DI ATTIVITÀ DELL’INIZIATIVA: 10 CENTRI CLINICI E 3 LABORATORI DI BIOLOGIA MOLECOLARE GESTITI DA OPERATORI LOCALI, 12.000 PAZIENTI ACCOLTI, 12 CENTRI DI ASSISTENZA ALL’INFANZIA,
64 ATTIVITA’ GENERATRICI DI REDDITO AVVIATE ASSISTENZA A 1300 PICCOLI IMPRENDITORI, FORMAZIONE DI 9000 OPERATORI SOCIALI 11 MILIONI DI EURO INVESTITI

Intesa Sanpaolo e  Fondazione Cariplo, in collaborazione con  Comunità di Sant’Egidio, Save the Children, CISP e Scout Malawi rinnovano il loro impegno a favore del Paese africano

New York, 10 giugno 2008 –  Project Malawi, il programma pluriennale, avviato nel 2005 da Intesa Sanpaolo e  Fondazione Cariplo, in collaborazione con il Governo del Malawi, e attraverso l’attività della Comunità di Sant’Egidio, di Save the Children, del CISP Comitato Italiano per lo Sviluppo dei Popoli e delle Organizzazioni Scoutistiche locali,  ha ricevuto da Global Business Coalition il premio 2008 per la migliore iniziativa nella categoria “Community Philanthropy”.
Come noto, Global Business Coalition è una organizzazione internazionale attiva nella lotta contro l’HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria e conta 220 aziende associate nel mondo.

 “Siamo orgogliosi di premiare Intesa Sanpaolo - ha dichiarato John Tedstrom direttore esecutivo di GBC – per il suo importante ed innovativo progetto, caratterizzato dalla collaborazione tra diverse realtà e in grado di migliorare in modo significativo le condizioni sanitarie del Malawi e di fornire un enorme contributo alla prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio. Intesa Sanpaolo è parte integrante della nostra organizzazione che sente sempre più il bisogno di realtà come Intesa Sanpaolo che possiedono le competenze, le risorse e le capacità per fornire un importante contributo alla realizzazione di obiettivi altrimenti inconcepibili.”
Project Malawi si focalizza sulla strategia DREAM della Comunità di Sant’Egidio per la cura dell’AIDS e la prevenzione della trasmissione del virus tra madre e figlio ed allarga il suo raggio d’azione al settore dell’assistenza all’infanzia, soprattutto agli orfani; dello sviluppo dell’economia locale; dell’educazione e prevenzione. L’obiettivo di lungo termine è contribuire a creare le condizioni favorevoli alla partecipazione delle nuove generazioni allo sviluppo del Paese.

Triennio 2005-2008 – Prima fase

Gli obiettivi posti sono stati raggiunti, con lo sviluppo delle attività principalmente nell’area pilota di Blantyre. Tra i  risultati più significativi citiamo:

• nella cura dell’Aids: creazione di 3 laboratori di biologia molecolare e di 10 centri clinici che hanno accolto complessivamente 12.000 pazienti;  formazione di circa 300 operatori sanitari;
• nell’assistenza all’infanzia: istituzione nell’area pilota di Blantyre di 12 centri diurni di accoglienza per circa 1000 orfani, e formazione di 3000 operatori per diverse attività assistenziali;
• nella promozione dell’economia locale: apertura nell’area pilota di Blantyre di un Centro di informazione e servizi per imprenditori;  formazione e assistenza a 1300 piccoli imprenditori nell’ottenimento di credito e nell’avvio di attività generatrici di reddito;
• nell’educazione e prevenzione: apertura nell’area pilota di Blantyre di un centro per attività educative rivolte ai giovani; interventi di sensibilizzazione sul territorio per un totale di 9000 persone formate e 70 scuole coinvolte; diffusione di materiale informativo/educativo; programma di sostegno  psico-sociale che ha coinvolto 400 orfani e giovani a rischio e 68 assistenti sociali.

Il rapporto con il territorio ha evidenziato carenze nel settore sanitario, in particolare nell’ambito dell’assistenza neonatale e pediatrica. A fronte di questo è stato sottoscritto un accordo con la Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Neonatologia per un concreto intervento – finanziato da fondi raccolti attraverso campagne di sensibilizzazione – che si è concretizzato nella realizzazione di un reparto di maternità, perfettamente attrezzato, e nella selezione di equipe di medici italiani, neonatologi e pediatri, in grado di garantire a rotazione un presidio specialistico presso alcuni siti del progetto e i vicini ospedali pubblici.

Nel 2005 Project Malawi è stato selezionato da Fabbrica del Sorriso (l’iniziativa promossa da Mediafriends, Medusa e Mediaset) tra i migliori progetti umanitari italiani.
I fondi ricevuti da Fabbrica del Sorriso sono stati utilizzati per la realizzazione di un centro polivalente, la “Casa di Project Malawi”, a Kapeni. Nel Centro le associazioni partner lavorano congiuntamente, in perfetta sinergia. Vi si concentrano attività e servizi fra i quali: formazione di operatori specializzati; educazione alimentare e sessuale; supporto psicologico; centro nutrizionale; attività ricreative e di animazione; sostegno alle madri sole.

Per questa fase Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo hanno stanziato  9 milioni di euro.
A questi si aggiungono circa 2 milioni di euro, raccolti con campagne di sensibilizzazione.

Triennio 2008-2011 – Seconda fase

In considerazione dei risultati ottenuti, Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo hanno deciso di confermare il sostegno per il prossimo triennio, stanziando la stessa somma,  9 milioni di euro.

Obiettivo principale della seconda fase è l’estensione del progetto dall’area pilota di Blantyre ad altre due zone del Paese: il distretto di Lilongwe e quello di Balaka.

In ciascuna di queste aree opereranno sinergicamente: un centro sanitario, un centro di informazioni e servizi per lo sviluppo dell’economia locale, un centro di assistenza orfani e un centro giovanile scout. Le scuole e le comunità dell’area beneficeranno inoltre di attività di supporto nutrizionale e di un servizio pediatrico ambulatoriale.


Una breve sintesi delle attività che verranno svolte e della popolazione che ne beneficerà:

• nella cura dell’Aids: ampliamento della rete sanitaria e sviluppo della collaborazione fra i centri, potenziamento dei laboratori, miglioramento dell’assistenza domiciliare, presa in cura di 24.000 nuovi pazienti tra le donne in gravidanza;
• nell’assistenza all’infanzia: formazione di 400 genitori e operatori per supporto psico-sociale a 7000 bambini, formazione di 200 operatori per attività prescolari a favore di 3000 bambini, sostegno ai bambini sieropositivi;
• nella promozione dell’economia locale: assistenza ad almeno 500 piccoli imprenditori e a 1500 gruppi familiari a rischio nell’avvio di attività economiche;
• nell’educazione e prevenzione: potenziamento delle campagne di sensibilizzazione e prevenzione, formazione giovanile;
• nell’assistenza in ambito neonatale e pediatrico: messa a regime del progetto avviato con SIN-SIP;  formazione di operatori sanitari locali.

Un nuovo impegno, nel quale è fortemente coinvolto anche il Governo del Malawi, che ne ha sollecitato l’inserimento, è in un ambito particolarmente critico, quello nutrizionale. Il Malawi è soggetto a pesanti periodi di siccità e a devastanti alluvioni, con un costante rischio di carestia.
Project Malawi si attiverà per garantire nelle aree in cui è presente la distribuzione di alimenti nelle scuole; incrementerà quanto già previsto nel programma DREAM; investirà nella diffusione della conoscenza di corrette regole nutrizionali tra la popolazione locale.     

 

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