{"clientID":"8f0f2457-784e-48e4-98d6-0415047ebc97","signature":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryption":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyID":"494d1aae-e754-42bc-1137-9a9628244ec6","user":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD"}


Ricerca promossa dalla Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e realizzata dalla Fondazione Nord Est

IMPRESE DEL NORD EST: CRESCONO LE CRITICITA’.

Il primo semestre 2012 si chiude in Friuli Venezia Giulia con un rallentamento.
Calano gli ordini nel mercato interno, ma tengono fatturato e produzione nel confronto a NE. Clima di fiducia negativo per la seconda parte dell’anno.


Pordenone, 3 luglio 2012. Dopo un 2010 di progressivo recupero e un 2011 in calo, il consuntivo del primo semestre del 2012 registra un arretramento del dato sulla produzione industriale e sul fatturato delle imprese nordestine, rispetto a quanto avvenuto nella seconda parte del 2011.
In Friuli Venezia Giulia, come nel resto del Nord Est, il clima di fiducia del sistema produttivo risulta in peggioramento per la seconda parte del 2012, sia per le aspettative di produzione e fatturato, sia per gli ordini dal mercato interno. In regione prevale ancora la stabilità sulle prospettive occupazionali.
Sale, seppur modestamente, la quota dei pessimisti in merito alle attese degli ordini dall’estero, l’unico dato dal primo semestre 2010 esente finora da criticità.
Come indicato da fonte Unioncamere, poiché l’export in Friuli Venezia Giulia si attesta attualmente al 40,7% sul valore aggiunto, a ripartenza dei mercati, è atteso un recupero dei dati sull’export regionale.
Cresce inoltre in modo rilevante la quota di chi prevede di ridurre gli investimenti per l’anno in corso.
E’ quanto emerge dall’indagine “La congiuntura nel Nord Est - Focus sul Friuli Venezia Giulia” promossa dalla Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia (Gruppo Intesa Sanpaolo) e realizzata dalla Fondazione Nord Est, che ha visto protagonisti circa 1.000 titolari di imprese attive nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. La ricerca si è svolta tra il 1 e il 22 giugno 2012, le aziende selezionate appartengono a tutti i settori economici (industria, commercio, servizi alle imprese, servizi alle persone) e contano più di 10 dipendenti in organico.

Consuntivo primo semestre 2012 - Focus Friuli Venezia Giulia

Nel Triveneto durante la prima parte del 2012 si è registrata un’inversione di tendenza del cammino di progressivo recupero dei valori pre-crisi, che aveva già mostrato un rallentamento nel corso del 2011. Tutti i parametri mostrano un arretramento, con una crescita importante delle indicazioni negative e una diminuzione di quelle positive. Tale rallentamento coinvolge tutti i territori, seppure con intensità differenti. Continuano a soffrire le imprese più piccole, ma frenano anche le più strutturate.
A livello nazionale i dati Istat rimarcano che  l’indice sulla produzione industriale nel periodo gennaio-aprile 2012 ha fatto segnare un decremento tendenziale pari a – 5,8%. In questo panorama di stagnazione del Paese la quota di imprese nordestine in crescita produttiva è inferiore al 18%: quella invece friulana e giuliana si attesta in aumento per il 20,8%, anche se il 53,4% delle imprese ha dichiarato un calo della produzione (dal 29,1% del primo semestre 2011), con una diminuzione del saldo di opinione da +4,2 a -36,2.
Analoga in Friuli la situazione per il fatturato dove il dato in aumento nel primo semestre (22,7%) è il maggiore a Nord Est. Il valore invece è indicato in calo dal 51,6% (54,9% il dato Nord Est) del campione, con un saldo pari a -28,9.
In rallentamento la dinamica sul portafoglio ordini per tutto il Nord Est, indicato in flessione dal  54,4%  (55,0% in Friuli , con un saldo di opinioni pari a -36,6) e si confermano le tensioni sui costi di produzione: il 71,7% delle imprese del Nord Est lamenta una crescita delle materie prime, il 56,9% del costo del personale. Si mantiene costante nelle tre regioni la quota di chi opera un trasferimento dei maggiori costi sostenuti per la produzione sui listini aziendali (35,3%), per limitare il rischio di una contrazione dei margini, mentre l’11,9% dichiara di avere ridotto i prezzi dei prodotti finali.
A Nord Est si conferma elevata la quota di chi ha lavoro assicurato per meno di un mese (36,9%), mentre è maggioritaria quella di chi ha lavoro per un periodo da 1 a 3 mesi (38,9%). Sopra i 50 addetti oltre il 30,2% delle imprese ha un orizzonte superiore al trimestre, dato che si ferma al 22% per il Friuli.
Per il 47,1% delle imprese del Friuli Venezia Giulia le vendite in Italia sono diminuite e per il 14,5% aumentate. Prevalgono per 3,2 punti percentuali le indicazioni negative anche per le vendite all’estero, unico dato negativo fra le aziende del Nord Est, nonostante  la percentuale di imprese esportatrici friulane sia attestata al 49,9%.
Per il 53,1% delle realtà industriali friulane il livello di liquidità è giudicato normale; mentre il 45% la valuta insufficiente. Il 64,5% dichiara infine un ritardo nei termini di pagamento pattuiti.
La percentuale di imprese che ha ridotto il livello di occupazione nel triveneto è mediamente cresciuta di dieci punti percentuali (32,5%). In questo caso il dato legato al consuntivo occupazionale friulano e giuliano risulta stabile per il 51,7% (55,1% il dato del campione a Nord Est).


Previsioni secondo semestre 2012 - Focus Friuli Venezia Giulia

Per il secondo semestre 2012 il Friuli Venezia Giulia mostra un generale arretramento del clima di fiducia dimostrato nelle rilevazioni 2011. L’11,2% della platea imprenditoriale regionale si attende una crescita della produzione mentre il 37,5% (dal 28,7%  della rilevazione 2011) prospetta una flessione. Il 14,8% auspica poi una crescita del fatturato, mentre il 45,4% si attende una diminuzione.
Continuano a rimanere negative le prospettive occupazionali per il complesso delle imprese nordestine. In Friuli invece l’8,1% sta valutando di fare assunzioni, dato fra i più alti a Nord Est, secondo solo a quello trentino. Nelle attese prevale la flessione per gli ordini interni (43,9%), sull’8,1% che prospetta invece una crescita.
Sul fronte estero il 23,5% si attende un semestre positivo e il 33% in flessione Tuttavia considerato il forte grado di apertura dell’economia friulana è possibile ipotizzare futuri benefici  dall’attesa ripresa del commercio mondiale. Il 13,7% degli imprenditori friulani prevede infine un aumento degli investimenti, il 43,9% (dal 19,2%) una flessione.


PER INFORMAZIONI:
Intesa Sanpaolo – Rapporti con i Media
Emanuele Caprara
emanuele.caprara@intesasanpaolo.com
tel. 051 6454411 – cell.335 7170842 

 

{"toolbar":[{"label":"Aggiorna","url":"","key":"update-page"},{"label":"Stampa","url":"","key":"print-page"}]}