{"clientID":"8f0f2457-784e-48e4-98d6-0415047ebc97","signature":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryption":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyID":"494d1aae-e754-42bc-1137-9a9628244ec6","user":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD"}

COMUNICATO STAMPA


CASSA DI RISPARMIO DEL VENETO A SOSTEGNO DEL COMPARTO ORTOFRUTTICOLO ORGANIZZA UN CONVEGNO A LUSIA SUL “VALORE DELLA TERRA”

La gestione dei terreni agrari in ambito orticolo al centro del convegno che si terrà sabato 13 ottobre a Lusia.

Nel 2011 l’export agroalimentare Veneto è stato pari a 4,5 miliardi di euro, in aumento dell'11% rispetto al 2010. Rovigo è la seconda provincia veneta per produzioni frutticole.

La Cassa stanzia una borsa di studio riservata agli studenti dell’I.T.A. “O. Munerati” di Sant’Apollinare che interverranno al convegno.

Rovigo, 10 ottobre 2012. Cassa di Risparmio del Veneto ha organizzato per sabato 13 ottobre un convegno dal titolo “Il valore della terra”, a Lusia presso la Sala “Papa Giovanni XXIII”. Al centro dell’incontro il futuro del comparto ortofrutticolo veneto.

L’evento è stato presentato oggi presso la Camera di Commercio di Rovigo, che patrocina il convegno, da Lorenzo Belloni, presidente CCIAA di Rovigo, Fabio Ortolan, vice presidente Cassa di Risparmio del Veneto, Luca Prando, sindaco di Lusia, Vitaliano Bressanin, presidente Azienda Speciale Mercati ortofrutticoli di Lusia e Rosolina e Alessandro Braggion, presidente Consorzio di Tutela I.G.P Insalata di Lusia.

Dopo le tappe bellunese, veronese e trevigiana l’iniziativa “Il valore della terra” arriva nel rodigino. Si tratta di un progetto itinerante della Cassa di Risparmio del Veneto che attraverserà le province del Veneto per dare risposte concrete alle problematiche che colpiscono un settore primario dell’economia veneta. Per “Il valore della terra“ si vuole intendere il valore dell’impresa agricola, della difesa dell’ambiente e della famiglia rurale.
Lusia è considerata la capitale degli orti del Veneto. Il mercato di Lusia, sorto nel 1955, è infatti uno dei tre mercati alla produzione più importanti a livello nazionale: oltre 400 aziende agricole lo riforniscono con una gamma di sessanta prodotti ortofrutticoli freschi.

Interverranno a Lusia: Giovanni Costa e Fabio Ortolan, rispettivamente presidente e vice presidente della Cassa di Risparmio del Veneto, Luca Prando, sindaco di Lusia, Paolo Sambo, Professore Associato di Orticoltura dell’Università degli Studi di Padova ed Emanuele Oberto Tarena, responsabile Marketing e Studi Agriventure (Gruppo Intesa Sanpaolo).

A tale proposito il presidente della Cassa di Risparmio del Veneto, Giovanni Costa, ha sottolineato “L’agroalimentare è tra le componenti più importanti dell’export del nostro made in Italy. Riteniamo quindi che sia importante dedicare risorse e attenzione agli imprenditori di questo settore, in particolare ai più giovani che investono in questa realtà.”

Ha proseguito il vice presidente Fabio Ortolan: “La Cassa è la banca del territorio veneto, vicina alle famiglie e alle imprese e con questo convegno vuole portare all’attenzione l’importanza del lavoro svolto dalle aziende del settore ortofrutticolo. In particolare l’export agroalimentare veneto nel 2011 è stato pari a 4,5 miliardi di euro in crescita dell’11% i rispetto al 2010. E Rovigo è la seconda provincia veneta per produzioni frutticole.” Conclude Ortolan “Oggi Enti e Istituzioni sono concordi nell’affermare che la valorizzazione turistica del Polesine, un territorio unico al mondo, passa anche attraverso le sue produzioni agricole tipiche che ne raccontano la storia e le tradizioni.”

La Cassa ha previsto una borsa di studio per lo studente più meritevole del quinto anno dell’ I.T.A. “O. Munerati” di Sant’Apollinare. Al convegno interverranno anche le classi V con la prof.ssa Maria Grazia Faganello, dirigente scolastico.

Il comparto ortofrutticolo in Veneto (Fonte Veneto Agricoltura)
Tra il 2004 ed il 2011 l'export agroalimentare Veneto è cresciuto di oltre il 76% (contro il 55% dell’ Italia), totalizzando lo scorso anno quasi 4,5 miliardi di euro, in aumento dell'11% rispetto al 2010 e con un’incidenza pari a quasi il 9% del totale delle esportazioni che il Veneto effettua nel mondo.
Il sistema agricolo veneto ha delle caratteristiche intrinseche di valore che possono ulteriormente essere valorizzate e sviluppate per essere veicolati come vantaggi competitivi anche a livello internazionale. Anche per quanto riguarda il comparto ortofrutticolo il Veneto svolge un ruolo di primo piano a livello nazionale, con una PLV (produzione lorda vendibile) del comparto pari a oltre il 14% della PLV agricola regionale e con valori in crescita rispetto al 2010.
Da un punto di vista produttivo emerge una forte concentrazione delle produzioni frutticole nella provincia di Verona, che da sola rappresenta oltre il 60% dell’offerta regionale, seguita a distanza dalla provincia di Rovigo, con il 17% circa.
Verona, infatti, anche per la sua posizione geografica, svolge il ruolo di piattaforma logistica redistributiva dei prodotti rapportandosi attivamente sia con il mercato regionale interno, sia con le altre regioni italiane (in particolare quelle del Sud), sia con il Nord Europa (principalmente con la Germania). Padova, invece, risulta il secondo centro più importante della regione per quanto concerne gli scambi di prodotti ortofrutticoli ma è caratterizzata da volumi nettamente inferiori rispetto a Verona.

Le Organizzazioni di Produttori in Veneto
Dall’analisi della struttura produttiva del comparto agroalimentare del Veneto emerge negli ultimi anni una maggiore propensione degli operatori ad aggregarsi in organizzazioni di produttori, per la maggiore capacità che queste forme di aggregazione hanno nel concentrare e valorizzare la produzione regionale sfruttando canali commerciali che consentano di trattenere una maggior quota di valore aggiunto presso la base produttiva agricola. Nel Veneto infatti le OP, organizzazioni di produttori ortofrutticoli, sono una realtà in crescita. Il valore delle loro produzioni, che ha raggiunto nel 2010 ben il 42 per cento di tutto il settore, per la prima volta ha superato la media europea.  Alle OP ortofrutticole aderiscono 4.964 produttori, i quali sono aumentati di oltre il 30 per cento rispetto al 2005. Sono incrementati, inoltre, le superfici coltivate, che sono arrivate a 2.500 ettari, il prodotto veicolato che ha raggiunto le 415 tonnellate, e il valore della produzione commercializzata, che ha superato i 356 milioni di euro. Sono 27 le Op riconosciute in Veneto (dato 2010), delle quali 17 operano nel comparto ortofrutticolo
Relativamente alla provincia di Rovigo nel 2012 le imprese attive nel settore agricoltura risultano pari a circa 7.918, oltre il 30% del totale delle imprese della provincia e oltre il 10% delle imprese della Regione Veneto attive in agricoltura.

Una tradizione ortofrutticola con radici nel passato
La provincia di Rovigo presenta  coltivazioni specializzate, come le orticole delle zone di Lusia e di Rosolina. La tradizione ortofrutticola della provincia, e di Lusia in particolare, trova origine nel lontano passato: alla fine del 1800 i terreni di Lusia e dei comuni limitrofi furono ricoperti da uno spesso strato di sabbia riversato dall'alluvione del fiume Adige. La formazione di un nuovo suolo molto permeabile costrinse gli abitanti ad abbandonare le colture tradizionali (grano e mais). Ma già dai primi anni del 1900 fecero la loro comparsa le colture orticole che, sfruttando le caratteristiche del nuovo terreno e l'abbondante disponibilità di acqua dal vicino fiume Adige, consentivano l'ottenimento di produzioni di qualità. Intorno al 1960 alcuni commercianti della zona, grazie agli scambi con il mercato ortofrutticolo di Verona, notarono la Lattuga Gentile e ne favorirono l'introduzione nelle aziende orticole locali. Qui, grazie alle favorevoli condizioni pedoclimatiche, si ottennero ottimi risultati quali-quantitativi tanto da indurre i produttori ad iniziare una selezione varietale per individuare le cultivar in grado di esaltare le caratteristiche organolettiche di questa insalata.
Nel gennaio 2011 è stato costituito il Consorzio di tutela dell’insalata di Lusia IGP a seguito dell’ ottenimento del riconoscimento ufficiale da parte della Comunità Europea  del marchio IGP per l'insalata di Lusia.
La zona di produzione dell'Insalata di Lusia IGP comprende l'intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Rovigo: Lusia, Badia Polesine, Lendinara, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Villanova del Ghebbo, Rovigo.
Oltre alla tutela e promozione del marchio, il consorzio si occupa della promozione della qualità sia nella fase della coltivazione che in quella della commercializzazione con iniziative  di formazione e  aggiornamento per gli orticoltori.

 

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Rapporti con i Media – Chiara Carlotti
Tel. 049/6539835 – cell. 335/1355936
chiara.carlotti@intesasanpaolo.com

{"toolbar":[{"label":"Aggiorna","url":"","key":"update-page"},{"label":"Stampa","url":"","key":"print-page"}]}