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MONITOR DEI DISTRETTI INDUSTRIALI DEL TRIVENETO AL 31 DICEMBRE 2016: I DISTRETTI SI CONFERMANO MOTORE DELLA CRESCITA DEL TERRITORIO

Nel 2016 le esportazioni dei distretti triveneti hanno toccato un nuovo record storico: 27,3 miliardi di euro, con una crescita dello 0,8% che si cumula con quella dell’ottimo 2015 (+6,2%). E’ salito a 27 il numero di trimestri di crescita consecutiva

Nel 2016 tra i primi trenta distretti italiani per crescita in valore assoluto delle esportazioni dodici sono triveneti

L’export di distretti veneti ha registrato un aumento dello 0,9%, per un totale di 221,6 milioni di euro esportati in più rispetto al 2015, confermando così la loro competitività internazionale

Per i distretti del Trentino-Alto Adige il 2016 è stato un anno di assestamento, dopo l’exploit del 2015 (+10%). Il surplus commerciale è rimasto alto, +900 milioni, quasi il doppio rispetto a quello registrato prima della crisi del 2008

Il Friuli Venezia Giulia ha registrato esportazioni per 1,7 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto al 2015 (+4,1 milioni pari a +0,2%), mostrando una dinamica lievemente superiore alla media nazionale (-0,4%)

Dall’analisi dei bilanci 2008-15 di circa 3000 aziende appartenenti ai 36 distretti triveneti, a confronto con quelle “non distrettuali”, emerge l’affermarsi di una nuova classe di medie imprese vincenti

Per il 2017-18 si prospetta un’accelerazione della crescita dei distretti, trainata nuovamente dai mercati esteri e sostenuta dalla domanda interna, con un maggior ruolo per i beni di investimento

Padova, 11 maggio 2017. Nel 2016 le esportazioni dei distretti industriali del Triveneto hanno toccato un nuovo record storico, in controtendenza rispetto al dato medio distrettuale nazionale, che ha subito invece una leggera contrazione. I valori delle esportazioni distrettuali del Triveneto sono salite a quota 27,3 miliardi di euro, con un peso sul totale nazionale che si è portato al 29% (mezzo punto percentuale in più rispetto al 2015). Questo è quanto emerge dal Monitor dei distretti industriali triveneti aggiornato al quarto trimestre 2016 elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

I dati sono stati presentati oggi a Padova durante un incontro a cui hanno partecipato Giovanni Costa, consigliere Intesa Sanpaolo, Giovanni Foresti e Anna Maria Moressa, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, Gilberto Muraro, presidente Cassa di Risparmio del Veneto e Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli VG e Trentino AA di Intesa Sanpaolo.

Lo studio ha evidenziato che la crescita registrata nel 2016 è stata dell’0,8% rispetto al 2015, in decelerazione dopo l’ottimo 2015 (+6,2%). In generale il 2016 è stato un anno di crescita lenta per le esportazioni distrettuali del Triveneto, che hanno chiuso l’ultimo trimestre dell’anno con un progresso tendenziale del +0,4% grazie al contributo delle aree distrettuali venete. Si tratta di un risultato comunque ragguardevole, soprattutto perché è salito a 27 il numero di trimestri di crescita consecutiva. La minor domanda proveniente dai mercati emergenti ha rallentato, ma non interrotto, il percorso di crescita dei territori triveneti ad alta intensità distrettuale.
Nel 2016 le imprese distrettuali trivenete hanno mostrato un andamento migliore rispetto ai settori tedeschi specializzati nelle produzioni distrettuali (+0,8% vs +0,0%) che sono rimasti per lo più fermi sui livelli di export toccati nel 2015. La forza e la competitività dei distretti triveneti è ancora più evidente se si legge l’evoluzione delle esportazioni in un’ottica di lungo periodo: tra il 2008 e il 2016 l’export di questi territori è, infatti, cresciuto del 18,2%, il doppio circa rispetto ai risultati messi a segno in Germania negli stessi settori di specializzazione distrettuali.

L’avanzo commerciale complessivo dei distretti triveneti si è leggermente ampliato nel 2016 fino a 17,8 miliardi di euro, spinto soprattutto dai distretti veneti con 15,4 miliardi. Complessivamente tra il 2002 e il 2016 il territorio distrettuale del Triveneto ha espresso un surplus commerciale pari a circa 220 miliardi, il 74,2% del totale manifatturiero del territorio.

Nel 2016 tra i primi trenta distretti italiani per crescita in valore assoluto delle esportazioni dodici sono triveneti: tra questi spiccano il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e le Carni di Verona, in grado di esprimere una crescita a due cifre, seguiti dalla Calzatura sportiva di Montebelluna, dalla Termomeccanica di Padova e dall’Occhialeria di Belluno.

I distretti del Veneto proseguono la crescita grazie ai mercati avanzati
I distretti veneti hanno confermato nel 2016 la loro competitività internazionale. L’export di distretti veneti ha, infatti, registrato un aumento del +0,9% (+0,7% nel quarto trimestre), per un totale di 221,6 milioni di euro esportati in più rispetto al 2015. La crescita ha riguardato la maggioranza dei distretti: su un totale di venticinque aree monitorate, diciassette hanno mostrato un’evoluzione positiva. Oltre ai già citati distretti del Prosecco di Valdobbiadene, delle Carni di Verona, della Calzatura sportiva di Montebelluna, della Termomeccanica di Padova e dell’Occhialeria di Belluno, si sono messi in evidenza il Mobile di Treviso, le Materie Plastiche di Treviso, Vicenza e Padova e i Vini del Veronese.
I distretti veneti hanno reagito al rallentamento dei mercati emergenti, rafforzando le esportazioni verso i mercati avanzati, mettendo a segno un progresso dell’1,6%, pari a 251 milioni di euro in più rispetto al 2015, nonostante la debolezza dei flussi diretti verso la Germania che da sola assorbe più del 12% delle esportazioni distrettuali venete. Performance particolarmente positive sono state ottenute principalmente nei paesi europei, come Francia, Polonia e Spagna, e negli Stati Uniti. Tra i nuovi mercati spiccano per dinamicità Iran, Cina (+5,8% per un totale di circa 700 milioni di euro), Ungheria, Israele e Slovenia. Arretramenti sono stati subiti invece a Hong Kong e Svizzera (principalmente il comparto orafo), nei paesi del mediterraneo (Turchia e Algeria), in Brasile, Emirati Arabi e Corea.

I distretti del Trentino Alto Adige hanno avuto una battuta di arresto
Per i distretti del Trentino-Alto Adige il 2016 è stato un anno di assestamento, dopo l’exploit del 2015 (+10%). Le esportazioni, pur riducendosi dell’1%, si sono attestate intorno a 1,6 miliardi di euro, solo di poco inferiori (-16 milioni di euro) rispetto ai livelli record toccati nel 2015. Il surplus commerciale è rimasto alto, +900 milioni, quasi il doppio rispetto a quello registrato prima della crisi del 2008.
I distretti migliori, con la crescita più pronunciata rispetto ai livelli ante crisi del 2009, e che si sono mantenuti in territorio positivo anche nel 2016, sono stati quelli dei Vini Bianchi di Bolzano (con 198 milioni di euro e un +12% di crescita) e del Legno e arredamento dell’Alto Adige (con 274 milioni di euro e un +5,5% di aumento), seguiti dai Salumi dell’Alto Adige. Ad accusare i cali maggiori sono stati invece i distretti delle mele (Mele dell’Alto Adige -7,3% e Mele del Trentino -10%) che a causa degli eventi climatici hanno avuto un minore raccolto (-5,7% secondo fonte CCIIA BZ), e i Vini rossi e bollicine di Trento.
Sono Austria, Spagna, Paesi Bassi e Arabia Saudita i mercati in cui distretti regionali hanno ottenuto le migliori performance, evidenziando una crescita a due cifre (dal +19% al +42%), non sufficiente però a riassorbire completamente i cali subiti nei mercati del nord Africa (Algeria, Egitto e Libia). La Germania, principale mercato di sbocco (32% dell’export distrettuale regionale), che tanto aveva contribuito alla crescita del 2015, nel 2016 ha per lo più confermato i livelli assorbiti l’anno precedente.

Stabilità dell’export nei distretti del Friuli Venezia Giulia
Nel 2016 il Friuli Venezia Giulia ha registrato esportazioni per 1,7 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto al 2015 (+4,1 milioni pari a +0,2%), mostrando una dinamica lievemente superiore alla media nazionale (-0,4%).
Quasi tutti i distretti della regione sono cresciuti sui mercati esteri. In evidenza in particolare i Coltelli e le forbici di Maniago (+5%) e i Vini del Friuli (+6,3%), seguiti dagli Elettrodomestici di Pordenone, il Prosciutto di San Daniele e le Sedie e i Tavoli di Manzano. L’unico distretto in calo è il Mobile di Pordenone che è anche il più rilevante per dimensione con i suoi 664 milioni di euro di esportazioni: ha perso 15 milioni rispetto al 2015, pari al -2,3%, nonostante nel quarto trimestre del 2016 sia tornato in territorio positivo con una crescita del +1,2%.

I mercati verso i quali si sono registrati i maggiori incrementi delle esportazioni nel 2016 sono stati principalmente Regno Unito, Stati Uniti e Spagna, seguiti da Canada e Polonia. Anche il mercato russo è tornato in territorio positivo (+3,4%), mentre un calo accentuato si è registrato in Germania (-19 milioni di euro pari al -6,5%) e in Svizzera (- 5 milioni di euro pari al -10,7%).

Nell’ambito di una più generale analisi sui bilanci 2008-15 di 2.781 aziende appartenenti ai 36 distretti industriali (con fatturato complessivo di 46,9 miliardi di euro) a confronto con quelli delle imprese “non distrettuali”, emerge come i punti di forza e i cambiamenti che stanno interessando i distretti del Triveneto siano la crescita sui mercati esteri, il posizionamento strategico, il ruolo trainante delle imprese medio-grandi e l’affermazione di una nuova classe di medie imprese vincenti.
I distretti sono i protagonisti della ripresa in corso in Veneto: nel biennio 2015-16 il fatturato e l’EBITDA margin hanno toccato nuovi massimi storici. In termini di fatturato i distretti regionali hanno recuperato e sono già oltre il livello pre-crisi (+7,6%), mentre nelle aree non distrettuali le imprese hanno superato di poco i valori del 2008 (+0,9%).

I distretti del Veneto si sono distinti, mostrando performance di crescita superiori alla media italiana, grazie alla spinta delle imprese di dimensioni medie e medio-grandi, soprattutto attraverso un migliore posizionamento competitivo sui mercati internazionali che si esprime attraverso una maggiore diffusione di imprese con marchi e partecipate estere.

I distretti veneti, inoltre, sembrano pronti a vincere la sfida del digitale: da un’indagine condotta da Intesa Sanpaolo su un centinaio di imprese del distretto della Meccanica Strumentale di Vicenza emerge la presenza di un’offerta tecnologicamente avanzata: metà delle aziende afferma di produrre anche se non esclusivamente, macchinari già interconnessi e di realizzare da questi una quota rilevante di fatturato. Le imprese capofila venete del Sistema Moda mostrano poi un uso più intensivo di tutti i canali e-commerce. E’ cioè più alta la percentuale di soggetti con approcci complessi all’online, abbinando la vendita sul proprio sito, a quella su marketplace e tramite app per dispositivi mobili.

Previsioni
Nel biennio 2017-18 è prevista un’accelerazione della crescita, trainata dai mercati esteri in tutti i settori ad alta intensità distrettuale: dall’agro-alimentare al sistema moda, dal sistema casa alla meccanica. In particolare, un contributo importante potrà venire dalla filiera metalmeccanica. Le imprese distrettuali venete potranno trarre benefici dal Piano Industria 4.0 e, al termine della fase di incentivazione, da una maggiore proiezione sui mercati internazionali. La ripresa prevista della domanda mondiale, in particolare quella degli emergenti, offrirà opportunità di crescita anche per le imprese venete specializzate nel sistema moda, nell’alimentare e bevande e nell’industria del mobile, grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo dell’e-commerce.

 


Per informazioni

Intesa Sanpaolo
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chiara.carlotti@intesasanpaolo.com

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