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INTESA SANPAOLO:
MONITOR DEI DISTRETTI DELL’UMBRIA

• Realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo

• Dati al 30/06/2020


Spoleto, 28 ottobre 2020 – L’analisi dei risultati del commercio internazionale del primo semestre 2020 consente di effettuare una prima valutazione per settore e territorio degli effetti della crisi in corso e di come le misure di contenimento hanno impattato sulle diverse specializzazioni.

In termini complessivi l’Umbria ha mostrato un andamento delle esportazioni in linea con la media italiana, con un calo del -14,6% rispetto al -15,3% italiano. Il primo settore rimane la metallurgia con 364 milioni di euro nonostante il calo del -13%, seguito da meccanica (316 milioni di euro; -22,5%), agro-alimentare (312 milioni di euro; -8,9%) e abbigliamento (204 milioni di euro; -14,4%). I settori che hanno incrementato il valore delle vendite all’estero sono la chimica (118 milioni di euro; +7,2%) e la farmaceutica che ha superato i 44 milioni di euro e ha quasi raddoppiato le esportazioni del primo semestre 2019 (+85%).

Nell’analisi del Monitor dei Distretti dell’Umbria, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, emerge un trend più positivo se si considerano solo le esportazioni distrettuali: nel primo semestre in Umbria l’export dei distretti industriali raggiunge 324,3 milioni di euro, con una contrazione del -11,3%, più contenuta rispetto al totale distrettuale italiano (-19,8%). Le specializzazioni distrettuali umbre, che nel primo trimestre avevano mostrato un andamento positivo (+4,9%), nel periodo aprile-giugno, a causa delle maggiori misure di contenimento e delle restrizioni all’operatività, hanno subito un calo del -26,1%.

Il distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia rimane il più rilevante in termini di esportazioni e con 197,9 milioni di euro segna una perdita di oltre 31 milioni di euro (-13,7%), maturata in particolare nel secondo trimestre. D’altro canto, è interessante evidenziare come il momento di crisi stia accelerando il processo di integrazione dell’e-commerce nelle strategie distributive verso lo sviluppo di un sistema multicanale di vendita completo.
Più resiliente il distretto dell’Olio umbro, integrato nella filiera agro-alimentare che non è stata interessata dalle misure di sospensione attività e anzi ha beneficiato di stimoli dall’effetto accaparramento durante la fase di chiusura: le esportazioni sono state pari a 94 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il primo semestre 2019 (-1,0%). La crescita delle vendite nei mercati europei è riuscita infatti a compensare il calo subito nei mercati più lontani come quello degli Stati Uniti e del Giappone.
Il distretto del Mobile dell’alta valle del Tevere ha realizzato 32 milioni di euro di esportazioni con una riduzione complessiva di oltre 9 milioni (-22,1%), in linea con l’andamento dei distretti del mobile (-22,9%).

Per quanto riguarda i principali mercati di destinazione si evidenzia il risultato positivo verso la Germania (+19,5%) legato in particolare al buon andamento nel primo trimestre del distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia (+65%) e dell’Olio umbro (+76,8%). Positivo anche l’andamento verso la Federazione Russa (+9,0%) grazie in particolare al distretto dell’Olio umbro che ha raddoppiato le esportazioni nel secondo trimestre 2019. Il calo più marcato invece è quello verso gli Stati Uniti (-20,5 milioni di euro, -26,5%) che si confermano primo mercato di destinazione, ma risentono di una contrazione nelle esportazioni da parte di tutte le specializzazioni distrettuali.

Le prospettive di recupero ottenute da un’indagine condotta da Unioncamere-Anpal variano da settore a settore con intensità diversa anche tra i territori. Da un primo confronto tra i risultati dell’Umbria con le specialità distrettuali italiane si nota tuttavia un sostanziale allineamento nelle aspettative: la percentuale di imprese distrettuali che prevede di tornare su livelli accettabili nel 2020 è pari al 45% per l’Umbria verso il 46% della media italiana. Nel confronto per settori tra il dato umbro e la media italiana, si nota un ottimismo maggiore nelle imprese umbre per la filiera della moda e del mobile.

Il contesto rimane molto incerto e fortemente condizionato dall’evoluzione della pandemia e dalle politiche di contenimento che verranno adottate. La crisi in corso costituisce un momento di grande discontinuità, ma può rappresentare anche un’occasione per il rilancio dell’economia e dei distretti industriali; in particolare le specializzazioni distrettuali umbre possono fare leva su alcune caratteristiche che possono rappresentare dei punti di forza. Si pensi in particolare all’elevata qualità e personalizzazione dei beni: questi aspetti possono diventare un’opportunità e facilitare l’evoluzione dei distretti verso i temi della sostenibilità, della tracciabilità e dell’attenzione all’ambiente. Si tratta di caratteristiche importanti che per essere massimizzate nelle loro potenzialità devono essere sostenute con opportuni investimenti in digitalizzazione, da introdurre nei processi di produzione, logistici e di vendita e da implementare e supportare con adeguati percorsi di formazione.

“Dal nostro osservatorio emerge come il tessuto imprenditoriale umbro abbia le risorse necessarie per tornare a crescere grazie a un importante know-how, competenze, elevata competitività sui mercati internazionali e rapporti di filiera ben ramificati a livello locale, sostanziali soprattutto nei distretti industriali, dichiara Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. Da parte nostra, la crisi indotta dal Covid19 ha sottolineato la necessità di ricercare, definire e proporre soluzioni, anche di credito, con una nuova sensibilità solidale e sociale radicata nei legami territoriali e nelle reti sociali ed economiche. Grazie a ‘Sviluppo Filiere’, Intesa Sanpaolo supporta le imprese con un programma consolidato e potenziato in questo eccezionale momento storico. In Umbria abbiamo coinvolto quattordici filiere, con circa un migliaio di fornitori, per un giro d’affari complessivo di 1,8 miliardi di euro. Un grande potenziale che può diventare uno straordinario moltiplicatore e facilitatore per l’accesso al credito da parte delle imprese minori, facendo leva sulla forza e solidità delle aziende capo-filiera, veri campioni del made in Italy”.

Per informazioni:

Gruppo Intesa Sanpaolo
Rapporti con i Media - Banca dei Territori e Media locali
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Intesa Sanpaolo
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Per il Gruppo creare valore significa essere motore di crescita per la società e l'economia. In campo ambientale, ha creato un fondo di € 5 miliardi destinato all'economia circolare. Promuove progetti rilevanti di inclusione economica e riduzione della povertà, tra cui un fondo di impatto per € 1,2 miliardi di finanziamenti a categorie di soggetti con difficoltà di accesso al credito. Intesa Sanpaolo è fortemente impegnata in attività culturali proprie e in collaborazione con altri soggetti in Italia e all'estero, incluse esposizioni permanenti e temporanee del suo vasto patrimonio artistico presso le Gallerie d'Italia, i musei del Gruppo a Milano, Napoli, Vicenza e prossimamente a Torino.

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