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COMUNICATO STAMPA

L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PADOVA ENTRA NEL LABORATORIO ESG DI INTESA SANPAOLO

Intesa Sanpaolo ha erogato circa 120 milioni di euro a sostegno della transizione green delle imprese trivenete

  • Si rafforza la collaborazione già consolidata tra la Banca e l’Ateneo, nell’ottica di una sinergia finalizzata allo sviluppo e all’accelerazione della transizione in chiave sostenibile
  • CEWMS - centro studi sull’economia circolare sarà un punto di riferimento e di discussione sui temi legati all’economia circolare e alla sostenibilità, attraverso un’attività di ricerca multidisciplinare e internazionale, la presenza di corsi di laurea legati a questi temi e al confronto continuo con le aziende e le Istituzioni
  • Secondo l’analisi presentata dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, gli obiettivi green vanno inseriti in un contesto in cui l’indipendenza energetica ha assunto un maggior rilievo
  • Importante anche il riciclo dei materiali, che consente rilevanti risparmi energetici: l’Italia con il 68% di riciclo dei rifiuti raccolti urbani e industriali è il primo tra i grandi paesi europei
  • ·Occorre innovare e difendere l’innovazione green con brevetti. Tra i maggiori brevettatori su tematiche ambientali vi sono le imprese dei distretti della termomeccanica scaligera, della meccanica di Vicenza, e delle materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova, tra i primi 8 su 150.

Padova, 31 marzo 2022 – L’Università degli Studi di Padova entra a far parte del “Laboratorio ESG - Environmental Social Governance” di Intesa Sanpaolo, rafforzando la collaborazione già consolidata tra la Banca e l’Ateneo, nell’ottica di una sinergia finalizzata allo sviluppo e all’accelerazione della transizione in chiave sostenibile, grazie anche al partner di eccellenza, come Circularity e Nativa, in grado di accompagnare le imprese nei loro percorsi ESG in tutta sicurezza.

Il Laboratorio ESG, nato alla fine del 2021 su iniziativa di Intesa Sanpaolo con la collaborazione di Intesa Sanpaolo Innovation Center e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ha lo scopo di migliorare il profilo di sostenibilità delle imprese avviando la transizione verso obiettivi ESG e investimenti in progetti di economia sostenibile e circolare ed è a servizio delle imprese della Direzione Regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige della banca. Si tratta di un intervento che per Intesa Sanpaolo rientra nel piano più ampio per dare supporto agli investimenti legati al PNRR e che ha previsto un plafond destinato alle imprese del territorio pari a 500 milioni di euro, finalizzato a stimolare gli investimenti in economia circolare e sostenibilità

Intesa Sanpaolo da oggi si avvale delle iniziative di eccellenza nel settore dell’Economia Circolare dell’Università degli Studi di Padova, con l’obiettivo di dare un contributo concreto allo sviluppo economico del Veneto. In particolare, il CEWMS - centro studi sull’economia circolare che, attraverso la partecipazione di oltre 40 docenti e ricercatori di diversi dipartimenti, si propone di diventare un punto di riferimento e di discussione sui temi legati all’economia circolare e alla sostenibilità, elemento imprescindibile per una corretta applicazione del nuovo modello economico. Attraverso un’attività di ricerca multidisciplinare e internazionale, la presenza di corsi di laurea legati a questi temi e il confronto continuo con le aziende e le Istituzioni, il Centro vuole promuovere anche un flusso efficace e trasparente di informazioni e di scambio di esperienze non solo con il supporto tecnico e scientifico sperimentale, ma promuovendo anche alta formazione e aggiornamento tecnico-scientifico. Non ultimo il CEWMS favorirà progettualità condivisa e interdisciplinare e si propone di intercettare fondi nazionali e internazionali per lo sviluppo della ricerca applicata.

L’accordo è stato presentato in un incontro svoltosi nella cornice dell’Orto Botanico di Padova, che è stato aperto con i saluti istituzionali di Sergio Giordani, Sindaco del Comune di Padova, Daniela Mapelli, rettore Università degli Studi di Padova e Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Sono seguiti gli interventi di Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & Banking Research Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, Paolo Melone, responsabile Coordinamento Marketing e Business Development Imprese Intesa Sanpaolo e Francesca da Porto, Prorettore con Delega alla Sostenibilità dell’Università di Padova.

L’incontro si è concluso con una tavola rotonda sui temi della transizione sostenibile a cui hanno partecipato Roberto Gabrielli, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo, Massimiano Tellini, responsabile Circular Economy Innovation Center Intesa Sanpaolo e Mauro Favaretto amministratore delegato di Fonderie Pandolfo.

In considerazione della rilevanza dei temi della sostenibilità ambientale e sociale per accrescere il valore della competitività delle PMI, Intesa Sanpaolo ha attivato già nel 2020 un plafond da 2 miliardi di euro per i nuovi S-Loans, una linea specifica di finanziamenti, che si affianca al plafond di 6 miliardi destinato a investimenti in Circular Economy, volti a supportare le iniziative delle imprese verso la transizione sostenibile. Dalla loro introduzione Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 2 miliardi di euro di finanziamenti a favore delle imprese, di cui circa 120 milioni di euro al Triveneto.

A conferma di un quadro economico e sociale nel quale l’attenzione all’ambiente, la transizione verso un’economia digitalizzata e green diventano determinanti per il sistema manifatturiero, il Laboratorio ESG si pone come acceleratore per la crescita sostenibile delle imprese locali e per la creazione di valore collettivo sociale e ambientale nella logica del più esteso coinvolgimento di imprese e di operatori volto alla realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’obiettivo è favorire e affiancare investimenti improcrastinabili e opportunità di crescita irrinunciabili nell’attuale fase di rilancio dell’economia italiana, combinando esigenze delle aziende con le competenze dei migliori stakeholders.

VERSO UNA TRANSIZIONE SOSTENIBILE: SCENARI E OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE DEL TERRITORIO

Secondo la ricerca a cura di Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & Banking della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nello scenario attuale gli obiettivi green vanno inseriti in un contesto in cui l’indipendenza energetica e su altre materie prime ha assunto un maggior rilievo. Rimangono tuttavia numerose opportunità per accelerare sulla transizione.

I prezzi delle materie prime, incluse quelle energetiche e quelle connesse alla produzione di energia, sono destinati a rimanere su livelli storicamente elevati. Venuti meno i fattori congiunturali resteranno alcune cause strutturali. Vi è una elevata dipendenza dell’Europa da paesi terzi (Cina su tutti) in termini di approvvigionamento di materie prime ritenute “critiche”: dell’elenco di queste 30 materie prime (tra cui rientrano litio, gallio, grafite, magnesio, titanio) indispensabili per costruire batterie, celle fotovoltaiche, semiconduttori e leghe leggere solo circa il 20% viene fornito da paesi membri dell’Unione Europea. Vi sarà poi maggior domanda di gas dalla Cina, per contenere le emissioni inquinanti, con forte incremento dei consumi di metano, al posto del carbone.

Occorrerà sicuramente diversificare le fonti, per paese e per tipo di fonte energetica: in Europa vi sono tanti modelli energetici, compreso quello tedesco con un ruolo rilevante del carbone, ma il carbone arriva comunque in Italia per il 50% dalla Russia. La crescita dei prezzi energetici è un tema di grande attenzione per l’industria del Veneto, che risulta seconda regione dopo la Lombardia per numero di imprese energivore di energia elettrica (458 imprese pari al 12,1% del totale nazionale iscritto negli elenchi CSEA), concentrate principalmente nella fabbricazione della gomma e plastica (29%), del vetro e dei materiali da costruzione (13%) nella metallurgia (10%) e nelle industrie alimentari (9%).

Importante anche il riciclo dei materiali, che consente rilevanti risparmi energetici: l’Italia con il 68% di riciclo dei rifiuti raccolti urbani e industriali è il primo tra i grandi paesi europei.

Occorre poi innovare e difendere l’innovazione green con brevetti. Tra i maggiori brevettatori su tematiche ambientali vi sono le imprese dei distretti della termomeccanica scaligera, della meccanica di Vicenza, e delle materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova, tra i primi 8 su 150.

Non secondario è inoltre razionalizzare l’azienda e attestarlo con certificazioni: tra le imprese con più certificazioni ambientali ad esempio nel settore del mobile vi sono quelle dei distretti del mobile bassanese e del legno-arredo di Treviso.

Informazioni per la Stampa

Intesa Sanpaolo
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Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo è il maggior gruppo bancario in Italia – punto di riferimento di famiglie, imprese e dell’economia reale – con una significativa presenza internazionale. Il business model distintivo di Intesa Sanpaolo la rende leader a livello europeo nel Wealth Management, Protection & Advisory e ne caratterizza il forte orientamento al digitale e al fintech. Una banca efficiente e resiliente, è capogruppo di fabbriche prodotto nell’asset management e nell’assicurazione. Il forte impegno in ambito ESG prevede, entro il 2025, 115 miliardi di euro di finanziamenti impact, destinati alla comunità e alla transizione verde, e contributi per 500 milioni a supporto delle persone in difficoltà, posizionando Intesa Sanpaolo ai vertici mondiali per impatto sociale. Intesa Sanpaolo ha assunto impegni Net Zero per le proprie emissioni entro il 2030 ed entro il 2050 per i portafogli prestiti e investimenti, l’asset management e l’attività assicurativa. Convinta sostenitrice della cultura italiana, ha sviluppato una rete museale, le Gallerie d’Italia, sede espositiva del patrimonio artistico della banca e di progetti artistici di riconosciuto valore.

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