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Riforma previdenziale

PER LE IMPRESE ARRIVA IL FINANZIAMENTO TFR

  • Copre in anticipo e per intero il deflusso di TFR stimato in tre anni
  • Un gruppo di specialisti fornisce alle aziende consulenza su tutti gli adempimenti e le opportunità della riforma previdenziale

Milano, 1 marzo 2007 – Intesa Sanpaolo offre alle imprese un finanziamento destinato a coprire il deflusso di TFR (Trattamento di Fine Rapporto) in seguito alle norme introdotte dalla Finanziaria 2007. E’ un’opportunità pensata per le aziende dei diversi settori merceologici, che avranno un flusso di cassa in uscita per l’adesione dei propri dipendenti a forme di previdenza complementare o, in alternativa, per il trasferimento in gestione all’Inps del TFR inoptato (TFR che i lavoratori dichiareranno di non voler conferire a forme di previdenza complementare).

Lo strumento messo a punto da Intesa Sanpaolo consente di compensare per intero la perdita dei flussi di TFR, che fino ad oggi rappresentavano per l’impresa una primaria fonte di autofinanziamento, coprendo da subito le uscite stimate per i prossimi 3 anni, compreso quello in corso. L’erogazione, infatti, avviene sulla base di una stima triennale (2007-2009) del deflusso fornita dall’azienda stessa, per un importo massimo di 3 milioni di euro. La banca mette a disposizione ad inizio anno l’importo corrispondente al fabbisogno stimato, mentre la verifica dell’esborso effettivo avviene a fine periodo. Il finanziamento può essere erogato in una, due o tre soluzioni, in funzione del numero di esercizi finanziati. Per ciascuna erogazione è previsto un periodo di ammortamento variabile da 36 a 60 mesi.

L’obiettivo della banca è garantire una fonte di finanziamento flessibile, che l’azienda può ottenere in tempi molto brevi: non è necessaria alcuna garanzia che richieda un atto pubblico. L’intervento di un Consorzio di Garanzia Fidi consente di ridurre i costi di rimborso.

Oltre alla destinazione del TFR, le novità in materia di previdenza che le aziende devono affrontare richiedono una consulenza qualificata a 360 gradi, in particolare in merito alla possibilità di istituire un fondo pensione aperto su base collettiva per i propri dipendenti (anche in presenza di un fondo pensione negoziale). E’ una delle principali opportunità offerte dalla riforma, in quanto può garantire all’impresa significativi benefici in termini di fidelizzazione dei dipendenti, di semplificazione amministrativa (rispetto alla dispersione del TFR in più forme pensionistiche) e di agevolazioni fiscali e contributive. A questo scopo, Intesa Sanpaolo mette a disposizione un gruppo di specialisti - attivi su tutto il territorio nazionale -  che possono supportare l’azienda in ogni fase del processo di attivazione del fondo, compresa l’attività di informazione rivolta ai dipendenti.

INTESA SANPAOLO
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