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CONFINDUSTRIA TOSCANA, ASSOCIAZIONI INDUSTRIALI TOSCANE,
BANCA CR FIRENZE E CR PISTOIA E LUCCHESIA
RINNOVANO L’ACCORDO PER FACILITARE ACCESSO E CONTINUITA’ DEL CREDITO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DELLA REGIONE

UN MILIARDO DI EURO PER LE PMI DEL TERRITORIO

Questo il nuovo programma di interventi:
• Oltre 5.700 aziende della Toscana verranno contattate dalle due Banche per offrire credito a supporto della crescita aziendale mediante l’utilizzo di facilitazioni creditizie
•  Quasi 1260 aziende esportatrici della regione saranno incontrate per illustrare soluzioni finanziarie e servizi a supporto dell’export e della copertura rischi
•  Focus su tre ambiti strategici: sviluppo del business internazionale, crescita dimensionale, nuovi progetti imprenditoriali “di qualità”
•  Rafforzare relazione e dialogo impresa-banca, valorizzando il ricorso al credito agevolato
•  Stimolare la domanda di credito delle imprese che hanno programmi di sviluppo

Firenze, 13 maggio 2013 – La crisi economica che il nostro paese sta attraversando pone il rafforzamento della relazione e del dialogo tra imprese e banca come prioritaria e condivisa esigenza per stimolare e sostenere la domanda di credito delle tante piccole e medie imprese virtuose, struttura portante del sistema produttivo italiano, ricorrendo a tutti gli strumenti di facilitazione creditizia che rendono l’accesso al credito più semplice e vantaggioso.
Questo lo spirito del nuovo accordo, il quarto dal 2009, che mette a disposizione delle PMI del territorio un plafond di 1 miliardo di euro e che rafforza ancor di più la collaborazione tra Confindustria Toscana, le associazioni industriali toscane, Banca CR Firenze e Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia che con la firma di oggi hanno ratificato a livello regionale l’accordo nazionale sottoscritto da Confindustria Piccola Industria e il Gruppo Intesa Sanpaolo che prevede un plafond di 10 miliardi di euro, di cui 200 milioni di euro dedicati a finanziare progetti innovativi di nuove imprese.
L’accordo regionale oggi sottoscritto è stato presentato da Sandro Bonaceto, direttore Confindustria Toscana e Confindustria Firenze, da Luciano Nebbia, direttore regionale Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna di Intesa Sanpaolo, da Giuseppe Castagna, direttore generale di Intesa Sanpaolo e da Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria di Confindustria.

Sviluppo Business Internazionale
L’industria italiana sarà sempre più dipendente dall’estero ed in particolare dai paesi emergenti, più difficili e lontani. Nel 2015 il peso di questi paesi sui mercati mondiali supererà il 50%; all’inizio del millennio era ancora al 33%. In questo contesto le imprese della Toscana sono già ben posizionate: il peso dei paesi emergenti sull’export è infatti pari al 36%, prossimo al livello nazionale, pari a 38%.  Vi sono comunque ancora notevoli spazi di miglioramento.
Per competere in mercati sempre più globali, l’accordo propone una piattaforma di prodotti, eventi e servizi consulenziali (tra i quali i portali Trade Esplora, Greentrade e un programma di incontri sul territorio) a supporto delle strategie di espansione e di internazionalizzazione delle PMI. Tra le soluzioni finanziarie più innovative Export Facile, un prodotto di copertura del rischio d’insolvenza dei debitori esteri fino al 100% a fronte dei crediti ceduti pro-soluto. Export Facile, inoltre, fornisce alle imprese liquidità aggiuntiva e alternativa alle tradizionali linee di credito, supportando le strategie di esportazione delle imprese e facilitandone il commercio con l’estero. In tale direzione sono già state individuate in Toscana 1259 aziende esportatrici che potrebbero usufruire di tale soluzione. Nel corso del 2013 i gestori di Banca CR Firenze e di Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, coadiuvati da specialisti, incontreranno queste imprese.

Crescita dimensionale
Per esportare di più occorre avere dimensioni d’impresa maggiori, anche per attivare nuove leve competitive; le imprese piccole rispetto alle medio-grandi scontano un divario del 70% per brevetti e marchi internazionali, e del 50% per le certificazioni di qualità/ambientali. L’accordo propone servizi di consulenza specialistica per le PMI che affrontano momenti di discontinuità e cambiamento in ottica di crescita e fornisce soluzioni per l’avvio di processi di aggregazione. Sono previste anche forme di collaborazione come la costituzione di Reti d’Impresa, operazioni di finanza straordinaria, M&A, passaggi generazionali, ricerca partner su scala nazionale e internazionale. Il servizio è fornito dalla Divisione Corporate & Investment Banking-Banca IMI e si avvale della collaborazione di appositi specialisti presenti sul territorio, mettendo a disposizione servizi tradizionalmente accessibili solo alle aziende di grandi dimensioni.

Nuova imprenditoria
La crescita economica deve puntare anche sul consolidamento e lo sviluppo di nuove imprese. La probabilità di sopravvivenza delle start-up italiane è superiore a quella delle analoghe tedesche. Le nostre start-up crescono poi più rapidamente: negli ultimi 6 anni hanno creato 2,76 milioni di nuovi posti di lavoro (pari al 17% degli occupati).
Nell’ambito del programma di Piccola Industria Confindustria «Adotta una start-up», che prevede un coinvolgimento attivo in termini di “tutorship” da parte di aziende associate, l’accordo odierno prevede servizi e iniziative volti a facilitare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Le migliori idee imprenditoriali, selezionate dal Comitato congiunto Intesa Sanpaolo-Confindustria, vengono infatti “adottate” da imprese, segnalate da Confindustria, già consolidate sul mercato affinché, in qualità di “incubatori”, le aiutino a svilupparsi in business sostenibili anche grazie alle iniziative di Intesa Sanpaolo Neoimpresa e Officine Formative.

Il dialogo tra impresa, banca e territorio
Per attivare e sviluppare una relazione “virtuosa” fra impresa e banca, l’accordo conferma e rinnova, nel segno della continuità, i servizi di consulenza globale mediante strumenti di dialogo e supporto già attivati nei precedenti accordi, ora ulteriormente arricchiti e implementati di nuove funzionalità. Con tali strumenti Banca CR Firenze e Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia intendono favorire la creazione di una partnership strategica impresa-banca basata su un dialogo costruttivo e trasparente finalizzato a consentire alle PMI un più semplice accesso al credito e condizioni migliori. Sono già state identificate 5716 PMI, per le quali sono state valutate l’adeguatezza dei requisiti di bancabilità e di quelli richiesti per l’accesso ai plafond agevolati. Queste imprese saranno contattate nel prossimo semestre per proporre soluzioni finanziarie a sostegno della loro crescita. L’utilizzo infatti degli strumenti di dialogo, come Diagnostico e Simulatore, consente alla banca di migliorare la valutazione del merito creditizio e all’impresa di acquisire una maggiore conoscenza del proprio grado di “bancabilità” oltre a favorire la conoscenza e la possibilità di accedere agli strumenti di facilitazione creditizia messi a disposizione dal sistema (es. provviste agevolate BEI e CDP, plafond ABI, Fondo Centrale di Garanzia).

Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria di Confindustria: "Si tratta di un’intesa frutto di una collaborazione consolidata nel corso degli anni, che individua un’ampia rosa di soluzioni in linea con l’idea di una funzione di finanza strategica sempre più al servizio della competitività delle imprese. Piccola Industria sarà un partner determinante per il massimo successo dell’iniziativa sul territorio e in particolare per dare forte rilevanza al progetto "AdottUp" nel quale le PMI si candidato a diventare incubatori di nuove idee innovative. Con l’accordo si mettono infatti a disposizione del sistema soluzioni formative, consulenziali e finanziarie per start up e per le imprese interessate ad una loro adozione con il duplice obiettivo di supportare nascita e sviluppo di nuove attività e far crescere l’innovazione  all’interno delle PMI".

Giuseppe Castagna, direttore generale di Intesa Sanpaolo: “Il momento esige uno sforzo comune per valorizzare la creatività tipicamente italiana e la determinazione che contraddistinguono la nostra Piccola Impresa. Il dialogo, che è il tratto distintivo di questi accordi con Confindustria, è fondamentale per conoscere e approfondire difficoltà e potenziale delle imprese. Queste devono poi essere aiutate e spronate a compiere un decisivo passaggio culturale per dotarsi degli strumenti necessari per meglio competere sui mercati internazionali. L’accordo di oggi intende facilitare il dialogo con le aziende e supportare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese con uno sguardo anche a quei giovani che hanno idee e spirito imprenditoriale e che vanno incoraggiati e sostenuti nel guardare all’autoimprenditorialità come importante opportunità per il loro futuro. Intesa Sanpaolo, grazie al suo completo e diversificato know-how è in grado di rispondere, su tutto il territorio nazionale, alle diverse esigenze delle imprese”.

Sandro Bonaceto, direttore Confindustria Toscana e Confindustria Firenze: “La crisi sta attraversando il nostro  Paese da ormai cinque anni e anche in Toscana la spirale recessiva non accenna ad arrestarsi. Nonostante piccoli miglioramenti, l’emergenza credito e liquidità è tuttora in corso, sia in termini di finanza erogata al sistema delle imprese sia in termini di costi applicati (tassi e commissioni). Rilanciare gli investimenti, favorire nuove forme di aggregazione come le reti d’impresa e promuovere l’internazionalizzazione, sono dunque obiettivi irrinunciabili per riattivare lo sviluppo delle piccole imprese e con esso la competitività del territorio toscano. Il rinnovo e l’ampliamento dell’accordo con il Gruppo Intesa Sanpaolo va in questa direzione e, rafforzando la collaborazione ed il dialogo tra banca e impresa, potrà essere uno strumento fondamentale non solo per sostenere lo sviluppo delle piccole imprese sul territorio, ma anche per incrementare la loro presenza sui mercati esteri”.

Luciano Nebbia, direttore regionale Toscana, Umbria e Lazio di Intesa Sanpaolo: “La crescita è possibile quando le piccole e medie imprese investono in innovazione, aumentano la propria massa critica attraverso forme di aggregazione come le reti d’impresa e quando accettano le sfide della globalizzazione. Da questo punto di vista le aziende toscane presentano elementi di maggior competitività rispetto a chi finora si è rivolto solo al mercato interno, grazie alla loro propensione a cercare nuovi sbocchi commerciali o produttivi all’estero.  L’internazionalizzazione è una sfida che hanno colto e per la quale si stanno preparando con cura e determinazione anche grazie al supporto del nostra Gruppo, che le sostiene in termini di offerta innovativa di prodotti per l’export  e servizi di consulenza per l’internazionalizzazione”.

I PRECEDENTI ACCORDI
L’intesa siglata quest’anno è la quarta tappa di un percorso avviato nel luglio del 2009 con un primo impegno comune per garantire la liquidità necessaria alle imprese colpite dalla crisi. L’accordo successivo, del settembre 2010, ha inoltre rilanciato la competitività delle imprese italiane incentivando gli investimenti in R&S e per l’internazionalizzazione, considerati motori decisivi per far ripartire la crescita. L’accordo del 2011 ha presentato un ulteriore passo avanti puntando in particolare ad alcuni ambiti strategici per l'impresa: l'innovazione, le reti di impresa e le altre forme di alleanze, la valorizzazione del "capitale umano", l'internazionalizzazione, l'efficienza energetica e l’eco-sostenibilità.

 

 

Per informazioni:

Intesa Sanpaolo 
Rapporti con i Media  
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Confindustria Toscana
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