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Intesa Sanpaolo: in calo (-4,2%) l’export dei distretti industriali delle Marche

In calo l’export dei distretti delle Marche: dopo un secondo trimestre positivo il terzo trimestre si è, infatti, chiuso con una variazione del -4,2%. Il dato è negativo e inferiore al totale dei distretti tradizionali italiani (-1,2%), portando il livello dei primi nove mesi del 2016 al di sotto di quello dello stesso periodo del 2015 (-1,6%). E’ evidente che i distretti marchigiani hanno risentito del terremoto di agosto che ha colpito le province di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo.

Sono questi i principali risultati che emergono dal Monitor dei Distretti delle Marche curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

A rallentare l’export regionale è stata una frenata quasi generalizzata sui principali mercati della regione. – commenta Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – Contrazioni in generale da parte dei mercati emergenti (-7,6%), soprattutto Cina, Hong Kong e Turchia. Si conferma il momento difficile dell’export in Russia che rimane il mercato dove si registrano le maggiori perdite. Calo dell’export anche verso i mercati maturi (-1,7%), a causa della forte perdita sul mercato statunitense non compensata dalle buone performance osservate sul mercato svizzero.”

Dall’analisi per singolo distretto emerge un quadro abbastanza critico: chiudono il trimestre in espansione solo 4 distretti su 9. E’ proseguito il trend di crescita delle macchine
utensili e per il legno di Pesaro (+9,8%), che hanno beneficiato del vivace andamento sul mercato britannico, del cartario di Fabriano (+4,3%), grazie al balzo delle vendite in Grecia; molto bene anche gli strumenti musicali di Castelfidardo (+16,4%) con ottime performance in Germania e Francia.

Terzo trimestre 2016 negativo per il sistema casa. Il distretto delle cucine di Pesaro (-12,9%), sconta forti perdite sui primi quattro mercati di riferimento: Francia, Russia, Stati Uniti e Arabia Saudita. Anche le cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano chiudono in calo (-10,6%), a causa delle forti perdite in molti dei partner commerciali, soprattutto in Gran Bretagna, Austria e Francia.

Critico il quadro congiunturale di tre su quattro distretti del sistema moda della regione a partire dalle calzature di Fermo (-6,2%) principale distretto regionale, ancora penalizzato dai flussi verso il mercato russo. Hanno perso terreno anche la pelletteria del Tolentino (-1,6%) e l’abbigliamento Marchigiano (-0,8%); bene invece la jeans valley di Montefeltro (+1,9%), grazie al traino della Svizzera.

Lo scenario sul mercato del lavoro, analizzato attraverso i dati della Cassa Integrazione Guadagni, resta complesso. Nei primi 11 mesi del 2016 il ricorso alle ore di CIG delle imprese dei distretti regionali ha evidenziato un forte aumento, portando il monte ore a 13 milioni, rimanendo comunque al di sotto dei livelli di massimo storico toccati nel 2014. Su questa situazione pesa soprattutto il balzo delle ore autorizzate di CIG straordinaria nel distretto delle Cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano, che sottende fenomeni di crisi strutturali.

 

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