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COMUNICATO STAMPA

NUOVO ACCORDO CONFINDUSTRIA E INTESA SANPAOLO PER LE IMPRESE TRIVENETE

150 MILIARDI PER LA CRESCITA DELLE IMPRESE

  • Plafond dedicato a innovazione e transizione digitale, sostenibilità, rafforzamento patrimoniale e sostegno alle filiere in coerenza con il PNRR
  • Erogati da Intesa Sanpaolo oltre 200 miliardi di euro dal primo accordo siglato oltre dieci anni fa
  • In Italia stiamo assistendo a una rapida risalita del PIL (sopra al +6.1% già acquisito per quest’anno) trainata dagli investimenti che registreranno un balzo nel         biennio in corso e continueranno a crescere anche successivamente grazie al traino delle transizioni digitale e green. Le imprese, arrivate solide alla pandemia, hanno subito un indebolimento della struttura finanziaria a causa della crisi e stanno ora affrontando forti rincari dei prezzi delle commodity che hanno effetti negativi sui loro margini
  • La ripresa dell’economia triveneta è più rapida delle attese: nel primo semestre del 2021 le esportazioni hanno recuperato quanto perso lo scorso anno, toccando nuovi record. Il Trentino-AA mostra un aumento dei valori esportati del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2019; il Friuli-VG evidenzia un progresso del 9,4%, mentre il Veneto è sopra del 5%.
  • Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo “Per i piani di crescita delle imprese trivenete mettiamo in campo 30 miliardi di euro, in coerenza con le finalità del PNRR.”

Venezia, 11 novembre 2021 Parte dal Triveneto il road show degli incontri territoriali di presentazione del nuovo accordo firmato tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese. Emanuele Orsini, vice presidente per Credito, Finanza e Fisco di Confindustria e Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo hanno presentato a Venezia l’accordo basato sul percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità” che mette a disposizione delle imprese italiane 150 miliardi di euro per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il PNRR.

In particolare, digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere, sostenibilità sono al centro dell’Accordo siglato da Intesa Sanpaolo e Confindustria per le imprese. In una logica di superamento delle misure straordinarie adottate nel corso della pandemia, Intesa Sanpaolo ha previsto diversi strumenti per favorire la transizione verso soluzioni ordinarie di credito a supporto della liquidità delle imprese e a sostegno del loro equilibrio finanziario.  

Dopo i saluti del presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, Vincenzo Marinese, nel corso dell’incontro sono intervenuti: Alessandro Fontana, direttore Centro Studi Confindustria che ha svolto un’analisi dello scenario macroeconomico, Gregorio De Felice, Chief Economist e Head of Research Intesa Sanpaolo che ha presentato un contributo sul tema “Triveneto: quali leve per continuare a competere con successo” e Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, che ha illustrato gli assi strategici dell’accordo.

L’intesa consolida e rinnova la collaborazione più che decennale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria che, grazie a un’interpretazione sinergica e condivisa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2009, infatti, sono stati sottoscritti una serie di accordi improntati a una visione di politica industriale di ampio respiro, finalizzati a rendere la finanza e il credito componenti strategiche al servizio della competitività del mondo imprenditoriale. Sono stati declinati e condivisi temi cruciali quali: internazionalizzazione, sostegno alle filiere produttive, investimenti in ricerca e innovazione, valorizzazione degli aspetti qualitativi del credito. Queste iniziative congiunte hanno consentito di supportare decine di migliaia di imprese e PMI con credito per oltre 200 miliardi di euro, affiancandole nelle fasi più critiche di uno scenario economico in continua evoluzione.

L’Accordo, della durata di 3 anni, è stato firmato lo scorso 18 ottobre da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria e Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo.

Nell’intervento della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice ha evidenziato che la ripresa dell’economia del Triveneto si sta mostrando più rapida delle attese, grazie ai segnali di vitalità del mercato interno e ai brillanti risultati ottenuti sui mercati esteri. Nel primo semestre del 2021 le esportazioni hanno recuperato quanto perso lo scorso anno, toccando nuovi record: il Trentino-Alto Adige mostra un aumento dei valori esportati del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2019; il Friuli-Venezia Giulia evidenzia un progresso del 9,4%, mentre il Veneto è sopra del 5%. Si è trattato di una crescita diffusa a tutti i settori, trainata dal brillante contributo degli Elettrodomestici, sulla scia del rinnovato interesse per i consumi in ambito domestico, della Metallurgia, spinta anche dall’aumento dei prezzi alla produzione, e delle Navi e imbarcazioni, legate a grandi commesse. Buoni risultati sono stati ottenuti anche da filiera Agro-alimentare, Mobili, Elettrotecnica, Plastica e Chimica.

Il successo delle imprese del Triveneto sui mercati internazionali nasce da una competitività unica che affonda le proprie radici nella struttura reticolare delle filiere distrettuali: nel 2020 i distretti e i poli tecnologici del Triveneto monitorati da Intesa Sanpaolo hanno esportato 33 miliardi di euro (pari al 28% del dato nazionale), con un saldo commerciale di 19,6 miliardi di euro. Le esportazioni distrettuali rappresentano il 43% del totale in Veneto e il 52% in Trentino-Alto Adige.

Per continuare a competere con successo sui mercati internazionali è necessario un cambio di passo per gli investimenti. In particolare, vanno potenziate le infrastrutture digitali: in Veneto, ad esempio, solo il 57% delle famiglie ha accesso alla banda larga fissa veloce (contro il 66% nazionale) e il 24% a quella ultra veloce (vs 35% nazionale), mentre in Trentino Alto Adige solo il 20% dei comuni è raggiunto da banda larga veloce e ultraveloce (contro il 46% nazionale). Sono poi da rilanciare gli investimenti in innovazione: il Triveneto è ben posizionato in Italia, ma è in ritardo rispetto ai principali competitor europei. Va infine vinta la sfida ecologica anche attraverso maggiori investimenti in ricerca e sviluppo. E’ ancora bassa la quota di imprese con brevetti green: è sotto il 2% nel Friuli-Venezia Giulia (1,8%) che è la regione più virtuosa; il Trentino-Alto Adige si ferma all’1,6%, mentre il Veneto all’1,2% (vs 1% in Italia).

Accrescere la competitività delle imprese, renderle più digitali, innovative e sostenibili sono passaggi indispensabili per rendere il Triveneto più attrattivo agli occhi dei giovani che emigrano all’estero: nel 2019 il saldo dei laureati che hanno scelto di risiedere all’estero è stato negativo per quasi 1.100 unità nel Veneto, per circa 280 unità nel Trentino-Alto Adige e per circa 660 unità per il Friuli-Venezia Giulia.

Andrà quindi vinta la sfida del capitale umano, rinnovando competenze e “saper fare” e affrontando il tema del ricambio generazionale. Bisognerà puntare sull’avvicinamento della scuola al mondo di lavoro e in questo gli ITS rappresentano un modello formativo professionalizzante di eccellenza: in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia in 10 anni di vita si sono iscritti circa 7.300 giovani (pari al 17,7% del totale nazionale), che in quasi nove casi su dieci hanno trovato occupazione a un anno dal diploma.

“L’Accordo con Intesa Sanpaolo e il plafond di 150 miliardi messo a disposizione delle imprese consentirà di attivare investimenti privati, generando un effetto moltiplicatore delle risorse del PNRR, e creando nuove prospettive di crescita sostenibile per il sistema produttivo italiano e per l’intero Paese - ha affermato il vice presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. “Dobbiamo accompagnare il Paese verso l’uscita dalla crisi pandemica e accelerare la ripresa, tanto più in territori industrialmente dinamici come il triveneto, agendo sui driver di crescita. Serve sostenere imprese e filiere alle prese con la doppia sfida della transizione sostenibile e digitale anche favorendo gli investimenti in ricerca e innovazione. In questa cornice, la precondizione essenziale è il riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese, appesantita dall’emergenza. È necessario allungare i finanziamenti garantiti e favorire la patrimonializzazione delle imprese”.

“Per i piani di crescita delle imprese trivenete mettiamo in campo almeno 30 miliardi di euro, nell’ambito del plafond nazionale di 150 miliardi di euro, rinnovando l’azione congiunta con Confindustria. Dobbiamo consolidare la ripresa e fare in modo che sia diffusa nel tessuto produttivo, dando vita ad una economia strutturalmente più robusta, grazie al sostegno delle filiere che sono state un elemento di resilienza durante la crisi e oggi possono essere un propulsore per la ripartenza, agli investimenti nella transizione digitale e green e alla valorizzazione del capitale umano. – ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – Gli elementi alla base di questo accordo rientrano nell’ambito del nostro impegno complessivo ad attivare, nell’arco del PNRR, erogazioni a medio lungo termine per oltre 410 miliardi da qui al 2026”.

LE INIZIATIVE PER LA CRESCITA DELLE IMPRESE

  • Digitalizzazione e innovazione
    Per affrontare la transizione digitale e garantire una crescita sostenibile e duratura, Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle imprese strumenti e programmi per migliorare i processi produttivi, ricorrendo a nuove tecnologie e metodologie. Nell’ambito del nuovo Accordo, sarà centrale l’impegno a supportare i nuovi investimenti, così come la consulenza per cogliere i benefici offerti dal piano Transizione 4.0 della Legge di Bilancio 2021.
  • Sostenibilità
    Intesa Sanpaolo e Confindustria intendono imprimere massimo impulso e sostegno ai processi di transizione delle imprese verso un’economia digitalizzata e green per renderle sostenibili e resilienti, agevolando l’adozione di strategie di crescita fondate sulla sostenibilità e sull’evoluzione verso il modello della circular economy. In particolare, Intesa Sanpaolo ha attivato un plafond per i nuovi S-Loans, una linea specifica di finanziamenti sostenibili, che si affianca a un plafond destinato agli investimenti in Circular Economy.
  • Rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale
    Per accompagnare le imprese in questa fase di ripresa e di rilancio economico è essenziale individuare nuovi strumenti che favoriscano una prospettiva di medio-lungo periodo, in grado di contribuire alla ricostituzione progressiva dei cash flow e a promuovere la patrimonializzazione e il rafforzamento della struttura finanziaria dell’impresa. Un obiettivo che il nuovo Accordo si propone di centrare favorendo la diffusione di una cultura aziendale più attenta alla diversificazione delle fonti finanziarie e al corretto bilanciamento tra debito e capitale di rischio, attraverso la valorizzazione delle coperture pubbliche.
  • Valorizzazione del ruolo delle filiere
    L’Accordo prosegue la collaborazione già avviata con Confindustria anche con il protocollo specifico nell’ambito del programma “Sviluppo Filiere” di Intesa Sanpaolo, che sarà esteso a nuovi comparti produttivi garantendo lo sviluppo sostenibile, inclusivo e d’eccellenza, per incrementare occupazione e investimenti. In un mercato e in un contesto di rilancio come quello attuale, il rapporto di filiera può diventare uno straordinario moltiplicatore e facilitatore per l’accesso al credito da parte delle imprese minori, facendo leva sulla forza e solidità dei champion del Made in Italy e del loro merito di credito, di cui possono beneficiare tutti i fornitori. Dall’avvio del programma nel 2015, Intesa Sanpaolo ha sostenuto oltre 800 filiere, coinvolgendo circa 20 mila fornitori con un giro d’affari complessivo di 90 miliardi di euro.

Inoltre, nell’ambito dell’Accordo, Intesa Sanpaolo e Confindustria riconoscono la rilevanza delle capacità manageriali e delle competenze dei dipendenti come fattori di successo determinanti per la competitività delle imprese e si impegnano ad adottare e promuovere azioni a sostegno dell’occupazione, della formazione e della continuità aziendale, in particolare della gestione del passaggio generazionale, incentivando l’imprenditoria femminile e lo smart working.

Informazioni per la Stampa

Intesa Sanpaolo                                                                           Confindustria
Media Relations Banca dei Territori e Media locali                  Area Comunicazione
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Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo è una Wealth Management & Protection Company, nonché la principale Banca in Italia e una delle più solide e profittevoli banche europee. Come Bancassicurazione, offre servizi bancari commerciali, di corporate investment banking, private banking, gestione del risparmio, asset management e assicurativi. Il Gruppo Intesa Sanpaolo conta circa 13,5 milioni di clienti in Italia, serviti attraverso i suoi canali digitali e tradizionali, e 7,1 milioni di clienti all’estero, dove è presente con banche controllate operanti nel commercial banking in 12 Paesi in Europa centro-orientale, Medio Oriente e Nord Africa, oltre che con una rete internazionale specializzata nel supporto alla clientela corporate in 25 Paesi. Intesa Sanpaolo è riconosciuta come una delle banche più sostenibili al mondo ed è impegnata a diventare un modello di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale. Promuove progetti rilevanti di inclusione economica e riduzione della povertà, tra cui un fondo di impatto per 1,5 miliardi di euro di finanziamenti a categorie di soggetti con difficoltà di accesso al credito. In campo ambientale, ha creato un fondo di 6 miliardi di euro destinato all'economia circolare. Il Gruppo è inoltre fortemente impegnato in attività culturali in Italia e all'estero, con l’obiettivo di difendere, valorizzare e condividere il patrimonio storico-artistico del Paese, anche grazie alle esposizioni permanenti e temporanee ospitate presso le Gallerie d’Italia, i musei di Intesa Sanpaolo presenti aMilano, Napoli, Vicenza e, prossimamente, Torino. 

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Confindustria
Confindustria è la principale associazione di rappresentanza delle imprese manifatturiere e di servizi in Italia. A Confindustria aderiscono volontariamente oltre 150 mila imprese di dimensioni piccole, medie e grandi, per un totale di 5.417.168 addetti.
La mission dell’associazione è favorire l’affermazione dell’impresa quale motore della crescita economica, sociale e civile del Paese. In questo senso, definisce percorsi comuni e condivide - nel rispetto degli ambiti di autonomia e influenza - obiettivi e iniziative con il mondo dell’economia e della finanza, delle Istituzioni nazionali, europee e internazionali, della PA, delle Parti Sociali, della cultura e della ricerca, della scienza e della tecnologia, della politica, dell’informazione e della società civile.
Il valore aggiunto di Confindustria è la sua rete che si dirama dalla sede centrale di Roma, alla Delegazione di Bruxelles, punto di riferimento per l’intero Sistema Italia presso l’Unione Europea, alle 225 Organizzazioni associate presenti sul territorio e nei settori.​Grazie all’esperienza di internazionalizzazione associativa, Confindustria ha ampliato la sua rete all’estero con la nascita di grandi associazioni di rappresentanza delle imprese italiane quali Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Confindustria Est Europa (che riunisce le rappresentanze in Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Romania, Serbia e Bielorussia)  e Confindustria Russia.

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