{"clientID":"8f0f2457-784e-48e4-98d6-0415047ebc97","signature":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryption":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyID":"494d1aae-e754-42bc-1137-9a9628244ec6","user":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD","clientIDSh":"9e04155b-dc20-4ad8-b40b-5d4c665631f2","signatureSh":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryptionSh":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyIDSh":"72a8b4f5-7fbb-427b-9006-4baf6afba018","userSh":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD"}

INTESA SANPAOLO: MONITOR DISTRETTI INDUSTRIALI TRIVENETI AL TERZO TRIMESTRE 2022. EXPORT PRIMI 9 MESI +15,1%
SUPERATI I 31 MILIARDI DI EURO DI ESPORTAZIONI

  • I distretti del Veneto hanno superato nel terzo trimestre complessivamente da inizio anno i 24,7 miliardi di euro di esportazioni con un incremento del 15,8% rispetto al 2021. Si distinguono nel sistema moda, oreficeria, occhialeria e sportsystem
  • I distretti del Trentino-Alto Adige superano i 4 miliardi di euro di esportazioni nei primi 9 mesi del 2022, in crescita del 7,4%. Ottime performance per meccatronica di Trento, marmellate e succhi di frutta e legno arredamento dell’Alto Adige
  • I distretti del Friuli-Venezia Giulia superano nei primi 9 mesi del 2022 i 2,4 miliardi di euro, in crescita del 21,6% sul 2021. E’ la performance migliore tra le regioni del Nord-Est, grazie alla crescita dei distretti del mobile e arredo

Padova/Venezia, 31 gennaio 2023. E’ stato pubblicato il Monitor dei distretti industriali del Triveneto al terzo trimestre 2022, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.

Nei primi 9 mesi del 2022 i distretti del Triveneto, nonostante la complessità del contesto internazionale, sono riusciti a superare i 31 miliardi di euro di esportazioni a prezzi correnti, 4 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2021 e oltre 5,4 miliardi in più rispetto al periodo pre-pandemico. La crescita risulta in linea con la media nazionale (+15,1% la variazione tendenziale gen-set 2022 del Triveneto vs il 15,9% Italia): rispetto al periodo pre-pandemico l’incremento sale a prezzi correnti al 21,1%, che anche al netto dell’effetto inflattivo dei prezzi alla produzione per l’estero mantiene un incremento significativo. Grazie alla loro posizione competitiva le imprese distrettuali nei mercati esteri sono riuscite a incrementare le vendite, pur rivedendo al rialzo il prezzo di alcuni prodotti: tra luglio e settembre i distretti Triveneti sono cresciuti leggermente più della media nazionale (+14,3% Triveneto rispetto al +14,0% Italia), toccando i livelli di vendite più alti di sempre in questo periodo dell’anno, in particolare i distretti del Friuli-Venezia Giulia (791 milioni di euro in crescita tendenziale del +16,2%) e quelli veneti (8.268 milioni di euro in crescita tendenziale del +14,8%). I distretti monitorati del Trentino-Alto Adige riacquistano dinamicità nel terzo trimestre (+10,4% la variazione tendenziale), dopo il primo semestre in cui le imprese del metalmeccanico avevano risentito delle difficoltà del comparto automotive.
Le aree geografiche che hanno maggiormente contribuito all’incremento delle vendite dei distretti del Triveneto sono state l’Europa (+2,5 miliardi di euro) e il Nord America (+1,4 miliardi di euro), seguite dal Medio Oriente (+404 milioni di euro) e dall’Asia Orientale (+307 milioni di euro). Rispetto ai primi 9 mesi del 2021, hanno mostrato maggiore dinamicità (in termini di evoluzione percentuale) i mercati dell’Asia Centrale (India, Kazakistan e Uzbekistan), dell’America Latina (Messico e Argentina) e del Medio Oriente (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar).

La buona performance dei distretti del Triveneto è attribuibile principalmente alla ripresa delle esportazioni nei mesi estivi del comparto della moda, dell’occhialeria e dell’oreficeria (+15,5%) e del comparto dei macchinari, della termomeccanica e della meccatronica (+18,6% nei distretti veneti e +16,3% nei distretti del Trentino-Alto Adige). Molto dinamica si conferma la crescita del comparto dell’arredo e del sistema casa (+11,4 % in Veneto e +19,5% in Friuli-Venezia Giulia). I primi distretti del Triveneto per crescita tra gennaio e settembre 2022 sullo stesso periodo del 2021 sono l’Occhialeria di Belluno (+533,1 milioni di euro pari a +24,7%), l’Oreficeria di Vicenza (+346,4 milioni di euro pari a +29,3%) e i Mobili e pannelli di Pordenone (+253,6 milioni di euro, pari a +27,9%).

I distretti del Veneto
Nei primi 9 mesi del 2022 i distretti veneti hanno superato i 24,7 miliardi di euro di esportazioni, +3,4 miliardi di euro rispetto al 2021 (+15,8%) e +4,2 miliardi di euro rispetto al periodo pre-Covid (+20,6%). Si è trattato di un aumento diffuso delle vendite che ha coinvolto 25 dei 27 distretti monitorati nel Veneto: hanno fatto eccezione solo le Carni di Verona (-6,0%), che hanno dato segnali di ripresa nel 3° trimestre (+5,0%) e i Mobili in stile di Bovolone (-0,7%) penalizzati dall’esposizione nel mercato russo. I distretti del sistema moda sono risultati determinanti con il loro incremento di 1,6 miliardi di euro di esportazioni (pari a +18,1%) con al primo posto l’Occhialeria di Belluno (+533,1 milioni di euro, pari a +24,7%) seguiti dall’Oreficeria di Vicenza (+346,4 milioni di euro, pari a +29,3%) e dalla Calzatura sportiva e sportsystem di Montebelluna (+239,5 milioni di euro, pari a +20,8%). Gli Stati Uniti sono stati trainanti anche nel terzo trimestre del 2022 (+19,3% sul 2021) accanto ai principali mercati di sbocco europei in primis Francia (+16,9%), seguita da Germania (+12,0%) e Spagna (+21,5%). Tra luglio e settembre si è registrata inoltre una intensificazione delle esportazioni su mercati come la Turchia (+75,7%), gli Emirati Arabi Uniti (+47,3%), la Repubblica di Corea (+56,1%), il Messico (+68,6%) e la Cina (+21,1%).

Stati Uniti e Cina trainano la ripresa estiva dell’Occhialeria bellunese
L’Occhialeria di Belluno ha registrato il maggior contributo alle vendite tra luglio e settembre 2022 negli Stati Uniti (+12%), primo mercato con il 35% delle esportazioni, in Cina (+68%) e in Francia (+24%). Il settore, grazie alla ripresa della socialità e dei viaggi, ha raggiunto livelli massimi delle esportazioni nei primi 9 mesi del 2022 nel comparto degli occhiali da sole (che rappresentano il 66,4% del totale delle esportazioni), che hanno superato del +31% quelle del 2021 e del +29% quelle del 2019. Si attestano su livelli a doppia cifra sul 2021 anche gli incrementi nell’export delle montature per occhiali in plastica (+14%). Le strategie messe in atto dai big player del distretto bellunese nella ripresa post-COVID riguardano il continuo rinnovamento del portafoglio delle licenze di alta gamma. Nel distretto si concentrano anche gli investimenti delle grandi maison del lusso come LVMH. L’ulteriore espansione dei mercati esteri viene gestita dalle imprese del distretto attraverso l’ampliamento della rete di distribuzione, specializzata per gli occhiali correttivi, e delle catene di negozi di ottica di proprietà, per gli occhiali da sole.
La crescita delle esportazioni a prezzi correnti dell’Oreficeria di Vicenza, che rimane rilevante (+52,0% nei primi 9 mesi del 2022 sul 2019) anche al netto dell’effetto di rialzo dei prezzi della produzione sui mercati esteri (per il settore orafo è stata nei primi 9 mesi del 2022 del +15,8% sul 2019), è stata trainata dalle vendite degli Emirati Arabi Uniti (+55%) e degli Stati Uniti (+12%). Tuttavia, tra luglio e settembre si è registrato un calo delle vendite nel mercato statunitense (-7,1% rispetto allo stesso periodo del 2021) e un’accelerazione in Malaysia (+616% rispetto a luglio-settembre 2021) e nel mercato turco (+106% su luglio settembre 2021).

La Calzatura sportiva e lo sportsystem di Montebelluna hanno ottenuto buoni risultati di crescita nei due mercati europei di riferimento (Germania e Francia) e brillanti vendite negli Stati Uniti (+33%) non solo di scarponi da sci, ma anche di pattini a rotelle e in genere di scarpe per l’outdoor; rilevanti sono stati anche gli incrementi in Polonia e Romania (questi ultimi sono da attribuire anche ai flussi di prodotti intermedi verso gli stabilimenti produttivi delocalizzati nel paese). Le imprese del distretto stanno investendo molto sull’innovazione di prodotto sia in chiave di sostenibilità e in chiave di design e di nuovi materiali degli scarponi da sci e delle scarpe sportive per il trekking e per il trail running.

La Concia di Arzignano ha aumentato le esportazioni del +10,1% con risultati particolarmente brillanti nel mercato degli Stati Uniti (+50% nei primi 9 mesi 2022 sul 2021), della Repubblica di Corea (+91%) e della Cina (+34%), grazie alla diversificazione degli utilizzi dei pellami del distretto, che vanno a soddisfare l’arredamento, il settore automotive e quello degli articoli di pelletteria. Il mercato svizzero sta attraversando invece un momento di difficoltà: primo mercato nel 2021 con circa l’11% delle esportazioni totali (pari a 243,3 milioni di euro, già in riduzione del 52% rispetto al 2020), nei primi 9 mesi del 2022 ha registrato solo circa 20 milioni di euro di vendite. Il settore conciario è impegnato in un’importante operazione di revisione del processo di concia attraverso la riduzione degli sprechi di produzione e l’adozione di nuove tecniche naturali che riutilizzano materiali di scarto dell’industria alimentare.

Le Calzature del Brenta presentano un incremento rilevante (+27,9% gen-set 2022 su 2021) che definitivamente archivia le perdite del periodo pandemico (+8,0% sul 2019). Determinante si è rivelato il sodalizio con la Francia e le maison di alta moda che hanno stabilito nel distretto la propria sede di produzione: infatti il 56% delle esportazioni del distretto nel 2021 erano dirette al mercato francese, cresciuto ulteriormente nei primi 9 mesi del 2022 del 37%, seguito a distanza dalla crescita negli Stati Uniti e in Germania.

Il Tessile e abbigliamento di Treviso e del Tessile e l’abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno superano le vendite dei primi 9 mesi dell’anno precedente (12,8% Treviso e +5,6% Schio-Thiene e Valdagno) arrivando quasi a colmare il divario che le separa dai livelli pre-Covid. Per il Tessile e abbigliamento di Treviso sono determinanti gli incrementi delle esportazioni nei mercati di sbocco principali (Germania, Francia e Spagna), mentre il Regno Unito registra un calo rispetto al 2021. Il Tessile di Schio-Thiene-Valdagno è stato invece trainato da mercati più lontani come Cina e Stati Uniti, oltre che dalla Germania.

La Calzatura veronese ha segnato un incremento del +11,3% rispetto ai primi 9 mesi del 2021 grazie alle vendite in Francia, Spagna, Tunisia e Belgio. I due mercati più rilevanti nel 2021, Svizzera e Germania, hanno dato un contributo più debole alla crescita, anche se nel mercato svizzero tra luglio e settembre si è registrata un’accelerazione delle vendite.

Spiccano le performance sui mercati esteri delle Materie plastiche di Treviso Vicenza e Padova (+15,1%) con le imprese di Treviso che segnano la maggior crescita (+21,5%) grazie al rafforzamento delle esportazioni in Germania (+49%), Francia e Spagna. Sempre su questi stessi mercati ottengono maggiori incrementi anche le imprese padovane, mentre le vicentine rafforzano le vendite negli Stati Uniti, in Polonia e Turchia. Il Grafico veronese si attesta come il primo tra i distretti veneti per intensità della crescita nei primi 9 mesi del 2022 sul 2021: +48,8% grazie alla grande richiesta di packaging e di carta e cartone per le spedizioni, spinta dalla ripresa dei consumi voluttuari, soprattutto dal mercato statunitense, dove le esportazioni sono cresciute di 5 volte. Le Biciclette di Padova e Vicenza (+8,2%) crescono in Spagna e Romania (le politiche di produzione all’estero del distretto fanno della Romania anche il primo paese per importazioni davanti alla Cina), ma risentono della contrazione delle vendite nel Regno Unito (-27%).

I primi 9 mesi del 2022 sono stati importanti per la ripresa del comparto metalmeccanico veneto, in cui spicca la Meccanica strumentale di Vicenza (+14,7%) grazie alla spinta degli Stati Uniti (+44%), della Francia e della Turchia. Seguono poi la Termomeccanica scaligera (+14,4%) cresciuta principalmente nei paesi europei (Germania, Francia e Polonia), la Termomeccanica di Padova (+12,8%) trainata da Regno Unito, Stati Uniti e Australia, e le Macchine agricole di Padova e Vicenza (+16,7%) con incrementi rilevanti negli Stati Uniti (+29%), in Germania e Polonia (+43%). È interessante osservare come nonostante le difficoltà del rincaro dell’energia e degli approvvigionamenti di materie prime, nel periodo luglio-settembre i distretti del metalmeccanico veneto abbiano segnalato una maggior intensità di crescita sui mercati esteri.

Tra i distretti del sistema casa ha dimostrato una crescita più forte il Legno e arredo di Treviso (+13,0%) grazie alle vendite nei principali mercati di sbocco europei (Germania, Regno Unito e Francia), in Corea e nel Medio Oriente (Qatar e Arabia Saudita), mentre negli Stati Uniti (terzo mercato nel 2021 con l’11% delle esportazioni) sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Si sono registrati positivi incrementi anche per gli altri distretti dell’arredo: il Mobile del Bassanese è cresciuto del +25,9% trainato da Germania, Repubblica Ceca e Spagna, i Prodotti in vetro di Venezia e Padova hanno segnato un brillante incremento del +40,7%, grazie al balzo delle vendite quadruplicate in Spagna e a quelle negli Stati Uniti, il Marmo e granito di Valpolicella (+12,6%) ha ottenuto rilevanti aumenti soprattutto negli Stati Uniti, in Francia e Germania. Gli altri distretti del sistema casa hanno registrato variazioni positive ma più contenute: gli Elettrodomestici di Treviso (+3,2%) hanno risentito della contrazione dei mercati coinvolti nel conflitto russo-ucraino, pur con rafforzamento delle esportazioni verso Stati Uniti, Germania, Australia e l’apertura nel mercato di sbocco del Kazakistan; i Sistemi per illuminazione di Treviso e Venezia (+8,6%) hanno registrato anche un’accelerazione tra luglio e settembre negli Stati Uniti (+59% rispetto allo stesso periodo 2021) e in Qatar (+284%).

Nel comparto agro-alimentare si mette in evidenza la performance del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (+28,1%) sostenuto dalle vendite negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito; quest’ultimo mercato, in crescita media nei 9 mesi del +16%, ha mostrato meno dinamicità proprio nel periodo estivo, con vendite inferiori rispetto allo stesso periodo del 2021. Crescita nei primi 9 mesi del 2022 anche per i Vini del veronese (+9,8%) sostenuti dalle vendite nel Nord America e nel Regno Unito, così come i Dolci e pasta veronese (+21,7%), che hanno trovato buona risposta di vendita anche in Germania e Francia. L’Ittico del Polesine e del Veneziano segna un incremento del +6,8% grazie al traino della Croazia, dell’Austria e della Spagna.

I distretti del Trentino-Alto Adige
I distretti del Trentino-Alto Adige superano i 4 miliardi di euro di esportazioni nei primi 9 mesi del 2022, in crescita di 276,9 milioni rispetto al 2021, pari a +7,4%, con 7 distretti su 10 in territorio positivo. Si tratta del risultato più contenuto tra le regioni del Triveneto, da attribuire principalmente alle difficoltà della Meccatronica dell’Alto Adige, che ha risentito direttamente del rallentamento dell’industria dell’automotive europea. Nei primi 9 mesi del 2022 le migliori performance sono state quelle della Meccatronica di Trento (+193,7 milioni di euro pari a +20,6%), delle Marmellate e succhi del Trentino-Alto Adige (+63,1 milioni di euro pari a +27,2%) e del Legno e arredamento dell’Alto Adige (+24,6 milioni di euro pari al +7,7%). Stati Uniti, Austria e Francia sono stati i mercati trainanti nei primi 9 mesi, mentre nel terzo trimestre 2022 si sono registrati dei balzi di vendite verso l’Arabia Saudita (+149,3%), i Paesi Bassi (+53,7%) e l’India (+81,3%). I maggiori cali si sono invece osservati in Svezia, Russia e Cina.

La Meccatronica di Trento deve la sua crescita al balzo negli Stati Uniti (+46%), dove sono aumentate in ordine decrescente le vendite di macchine agricole, di macchine per la forgiatura dei metalli e di componentistica auto; si sono registrati incrementi anche in Germania, Francia e Messico. La Meccatronica dell’Alto Adige (-0,2% nel periodo gennaio-settembre) ha invece risentito del calo nel mercato tedesco (-7,8%) e in quello svedese (-79%) della componentistica auto, mentre ha aumentato le esportazioni di macchine per impieghi generali in Austria e Stati Uniti. Tra luglio e settembre grazie ad un’accelerazione delle esportazioni delle macchine per impieghi generali la Meccatronica dell’Alto Adige ha tuttavia registrato un incremento rilevante (+12,8% sullo stesso periodo 2021).

Tra i distretti dell’agro-alimentare hanno incontrato più difficoltà i distretti trentini: infatti le Marmellate e succhi di frutta del Trentino-Alto Adige sono state il secondo distretto per crescita in valore (+63,1 milioni di euro pari a +27,2%) grazie alle vendite in Germania, in Francia e nel Regno Unito; le Mele dell’Alto Adige (+3,1%) hanno mantenuto un profilo di crescita nonostante i cali nei mercati europei, grazie alle esportazioni nei paesi più lontani come India e Arabia Saudita; i Vini e distillati di Bolzano (+3,5%) sono riusciti a controbilanciare i cali a doppia cifra subiti nel mercato tedesco, grazie agli Stati Uniti (+15%), ai Paesi Bassi e alla Svezia; allo stesso modo i Salumi dell’Alto Adige (+3,2%) hanno sopperito al calo in Germania, incrementando le vendite in Austria, Ungheria e Francia. I Vini e distillati di Trento risultano in calo nei primi 9 mesi del 2022 (-1,4%) per l’arretramento delle vendite negli Stati Uniti (-13%), mercato che da solo nel 2021 ha assorbito più del 49% delle esportazioni, mentre hanno registrato una crescita nel Regno Unito (+15%) e in Belgio. Le Mele del Trentino, maggiormente orientate alla vendita sul mercato interno, hanno ridotto ulteriormente le esportazioni (-24,9%) a causa di cali rilevanti in Spagna, Egitto e Germania.

Infine, nel comparto casa, il Legno e arredamento dell’Alto Adige (+7,7%) segna un deciso incremento delle vendite di legno, pannelli e prodotti in legno in Germania (+10,3%), Svizzera e Spagna, a fronte di un calo in Austria. Il Porfido di val di Cembra (+17,1%) prosegue nell’espansione delle vendite in Francia (+85%), Germania, Svizzera e Danimarca.

I distretti del Friuli-Venezia Giulia
I distretti monitorati del Friuli-Venezia Giulia superano nei primi 9 mesi del 2022 i 2,4 miliardi di euro, in crescita di 432,5 milioni di euro, pari a +21,6% sul 2021. Nel terzo trimestre 2022 registrano un incremento delle esportazioni del +16,2% a prezzi correnti, ancora una volta la performance migliore tra le regioni del Nord-Est, grazie alla crescita dei distretti del mobile e arredo: i Mobili e pannelli di Pordenone sono cresciuti di 253,6 milioni di euro (pari al +27,9%) e le Sedie e complementi di arredo di Udine di 79,2 milioni di euro (pari a +16,7%). Gli Stati Uniti hanno consolidato il ruolo di mercato di sbocco di primo piano (+45%) per i distretti della regione, seguiti da Regno Unito, Francia e Germania; nuovi mercati si sono aperti ad Oriente, come l’Uzbekistan e gli Emirati Arabi Uniti, mentre restano notevoli le diminuzioni nei mercati del conflitto russo-ucraino (-24 milioni di euro) e del Nord Africa (Egitto e Algeria).
I Mobili e pannelli di Pordenone hanno ottenuto i maggiori risultati nel comparto del mobile negli Stati Uniti (+60%), nel Regno Unito (+25%) e in Spagna (+67%); nel terzo trimestre si è posta in evidenza anche la Polonia, con un balzo delle vendite che ha più che raddoppiato quelle dello stesso periodo del 2021 (+126%). Le Sedie e complementi di arredo di Udine hanno ricevuto il traino di Regno Unito (+41,3%), Stati Uniti, Francia, Germania e Grecia; soprattutto quest’ultimo distretto ha beneficiato positivamente della ripresa turistica internazionale e ci sono le premesse perché i futuri investimenti dell’industria turistica dell’hôtellerie e del leisure attivino il comparto contract in cui il distretto è altamente specializzato.
Nell’agro-alimentare spiccano i Vini e distillati del Friuli (+37,3%), che hanno registrato l’incremento più alto registrato tra tutti i distretti del vino monitorati da Intesa Sanpaolo, raggiunto grazie alle vendite negli Stati Uniti, che si confermano primo mercato per dimensione e crescita (+45,5%) seguiti da Germania, Regno Unito, Francia e Canada. Il Caffè di Trieste segna un aumento a doppia cifra (+20,8%) in cui spiccano le vendite in Nord America (Stati Uniti +23% e Canada +137%), il balzo della Cina (+118%) e l’arretramento della Repubblica di Corea, che aveva registrato una eccezionale espansione nel 2021. Il Prosciutto di San Daniele è l’unico distretto a registrare un calo seppur lieve delle esportazioni (-2,0%), a causa di una diminuzione delle vendite negli Stati Uniti, in Vietnam e Australia, controbilanciate in parte dal rafforzamento del mercato tedesco e del Regno Unito. La produzione di prosciutto del distretto è rivolta principalmente al mercato interno, anche se alcune aziende capofila, grazie al ricambio generazionale, si stanno ponendo nuovi obiettivi di espansione sui mercati esteri nei prossimi 5 anni, puntando sulla narrazione dell’artigianalità del prodotto, sulla possibilità di acquisto on-line e sulla distribuzione in vaschetta, che dovrebbe crescere sempre più nelle future modalità di consumo.

Per informazioni

Intesa Sanpaolo
Media and Associations Relations
cell. +39 335 1355936
cell. +39 335 7647397
stampa@intesasanpaolo.com

 

 

{"toolbar":[{"label":"Aggiorna","url":"","key":"update-page"},{"label":"Stampa","url":"","key":"print-page"}]}