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Al via il ciclo di studi promosso dalla Scuola Politica “Vivere nella Comunità”

Carlo Messina CEO di Intesa Sanpaolo

In occasione dell’avvio del ciclo di studi promosso dalla Scuola Politica “Vivere nella Comunità”, il CEO Carlo Messina ha tenuto una Lectio Magistralis, in cui ha ricordato l’attenzione del Gruppo verso i giovani e che occorre lavorare per il futuro, progettandolo attraverso una programmazione economica e sociale che rafforzi anche la formazione e l’istruzione delle future classi dirigenti.

Nella Lectio dal titolo “L’importanza della formazione e l’investimento nei giovani”, Il Ceo Messina sottolinea che:

“Le crisi economiche, e quindi anche la pandemia in corso, accentuano le disuguaglianze e l’esclusione sociale; penalizzano i lavoratori precari, gli autonomi, le donne e i giovani. In tutto il mondo, sono soprattutto i giovani a pagare il prezzo più alto.

“Se da un lato si sono ridotte le possibilità di entrare nel mondo del lavoro, la competitività delle aziende viene garantita principalmente attraverso politiche di contenimento dei costi, mantenendo bassi salari e stipendi e rallentando i percorsi di carriera. Mentre i Governi hanno significativamente aumentato sussidi, e vedono ridursi le entrate tributarie. Deficit e debito pubblico sono in crescita ovunque. Saranno proprio le classi generazionali più giovani a doverne sopportare il fardello per un arco temporale più lungo.

“Nel nostro Paese, la crisi si sovrappone a una situazione strutturale in cui i giovani stanno già pagando un prezzo pesante alla cronica incapacità di far crescere il PIL, in termini di tasso di disoccupazione, di precarietà, di livelli salariali ridotti e con scarse prospettive di incremento.

“I giovani, oggi più che mai devono quindi essere al centro dell’agenda politica. Un’agenda per i giovani è indubbiamente fatta di più capitoli, ma il più importante nell’immediato credo sia quello del sistema formativo, troppo distante dai bisogni delle imprese e che contribuisce quindi poco alla crescita delle giovani generazioni.

“La competitività del sistema Italia non può basarsi semplicemente sulla compressione dei costi. Deve potersi fondare soprattutto sullo sviluppo di competenze tecniche, fondamentali per innovare la qualità dei prodotti. Lavoratori dotati di competenze sono meglio remunerati. La creazione di competenze – tramite rispettivamente la formazione e la scuola – riguarda tutti i lavoratori, quelli attuali e quelli futuri.

“L’Italia si caratterizza per un basso numero di laureati, che tra i giovani hanno una incidenza pari a circa la metà di quanto si riscontra nella media dei paesi OCSE.  Sul fronte poi della composizione dei laureati, i laureati con competenze tecnico-scientifiche, che sappiamo quanto sono oggi importanti, sono pari in Germania al 36% rispetto al 23% dell’Italia.  Particolarmente importante è il divario che si sta creando in tema di competenze digitali.

“In Italia la spesa nell’istruzione pubblica è pari al 7,9 per cento della spesa pubblica totale; le percentuali di Germania e Francia sono rispettivamente del 9,3% e 9,6%. Tra il 2009 e il 2018 investimenti pubblici nella voce istruzione sono calati del 41% (-5% in Germania e -20% in Francia).  

“Abbiamo comunque oggi una opportunità importante per invertire il trend, data dalle risorse del Recovery Fund. Il tema “istruzione, formazione, ricerca e cultura” è infatti una delle 6 “missioni” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che determina le linee guida per la progettazione degli interventi da finanziare coi fondi europei.  Il Governo punterà al miglioramento della qualità della formazione scolastica attraverso la digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento e l'adeguamento delle competenze alle esigenze dell'economia ed agli standard internazionali.

“Il settore privato contribuisce a rafforzare le capacità di formazione del sistema, e non esclusivamente in una logica di offerta diretta di servizi formativi alternativi o integrativi a quelli pubblici.

“Mi riferisco a interventi rispondenti a una logica di responsabilità sociale. A questo riguardo Intesa Sanpaolo, che è un motore della crescita sociale e inclusiva, ha sviluppato diverse iniziative. “per Merito” è il finanziamento di Intesa Sanpaolo per gli studenti universitari. Non richiede garanzie, ha tassi contenuti e lunghi tempi di restituzione. Dalla scorsa settimana "per Merito" viene messo a disposizione anche degli studenti delle scuole superiori. Con il micro prestito XME StudioStation da 500 a 1.500 euro a tasso zero, rimborsabile in 48 mesi, le famiglie con ISEE fino a 50.000 euro possono dotarsi di quanto occorre (tablet, PC) per la didattica a distanza. Il programma “Giovani e Lavoro”, in partnership con Generation, è finalizzato alla formazione e all’inserimento di 5.000 giovani nel mercato del lavoro italiano in un triennio.

“I giovani sono il volàno per tornare a crescere, in un mondo in cui nuove competenze, nel digitale, nel green saranno fondamentali. Investire nei giovani è quindi fondamentale, soprattutto nella formazione. Occorre investire nel capitale umano del futuro”.

Grazie al sostegno economico delle imprese coinvolte, 30 giovani selezionati dalla Commissione esaminatrice della Scuola Politica potranno frequentare gratuitamente “Vivere nella Comunità” attraverso una didattica mista fatta di lezioni in aula e in distance learning.

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