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Con Up2Stars, Intesa Sanpaolo supporta la crescita delle startup innovative

L’immagine che accompagna la news sulla seconda edizione di Up2Stars, programma di accelerazione per startup innovative, ritrae un gruppo di giovani uomini e donne sorridenti, vestiti informalmente e riuniti a confronto intorno a un tavolo da lavoro su cui è appoggiato un laptop, un portapenne, dei documenti, una lampada e un bicchiere d'acqua

Intesa Sanpaolo lancia la seconda edizione di Up2Stars, programma di valorizzazione e accelerazione per startup innovative, con l’obiettivo di sostenere la competitività del sistema imprenditoriale italiano anche grazie alle leve dell’innovazione e della ricerca applicata all’impresa, generando nuova occupazione e nuove opportunità per fare impresa.

I temi delle 4 call cui le imprese potranno candidarsi riguardano 4 settori strategici e di impatto per l’economia del Paese, nei quali è richiesta una crescente componente innovativa, in termini di idee, progetti e competenze tecnologiche:

  • WaterTech
  • Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica
  • Intelligenza Artificiale per la trasformazione aziendale
  • IoT - Infrastrutture e Mobilità

Per ciascuna call verranno selezionate al massimo 10 startup - per un totale di 40 - che potranno accedere al programma di accelerazione erogato dal partner Gellify, con l’opportunità di incontrare coach, mentor, investitori, imprese mature e creare networking.

L’ecosistema dell’innovazione in Italia: a che punto siamo?

(a cura della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo e di Trends and Technologies di Intesa Sanpaolo Innovation Center)

Sebbene il nostro Paese non occupi i primi posti nelle classifiche internazionali sui temi di innovazione e digitalizzazione, collocandosi sotto la media europea, tuttavia l’ecosistema italiano dell’innovazione dimostra una crescente dinamicità. Secondo l’European Innovation Scoreboard 20221, l’Italia si posiziona infatti tra i paesi che sono considerati solo “moderatamente innovatori”, subito dopo Estonia, Slovenia e Repubblica Ceca. Ai primi posti tra i paesi leader nei processi di innovazione, si trovano le nazioni del Nord Europa, seguite, dai paesi “innovatori intensi”, dove si collocano Irlanda, Austria, Germania, Francia, Cipro e Lussemburgo. Anche analizzando l’indice DESI (Digital Economy and society Index) della Commissione Europea, che si focalizza sul processo di digitalizzazione di un sistema economico, l’Italia si posiziona al 18° posto, sotto la media europea.

Il nostro Paese sconta in particolare un ritardo in termini di competenze: la quota di persone con un’educazione terziaria sul totale della forza lavoro è pari al 12,4% (media 2017-2021), circa 6 punti percentuali in meno rispetto a quanto osservato nell’Unione Europea. Anche il dato sulle persone occupate in ambito scientifico-tecnologico conferma il ritardo italiano, con una quota del 18,4% sul totale della forza lavoro, a fronte di una percentuale europea pari a circa il 23%. L’Italia mostra un gap anche in termini di investimenti in Ricerca e Sviluppo rispetto ai principali competitor europei. Nel periodo 2017-2021 la percentuale di spese in R&S su PIL in Italia si è collocata su valori dell’1,4%, contro una media europea del 2,2% e del 3,1% della Germania. Il ritardo italiano è soprattutto legato a una minor intensità di investimenti del settore privato con una percentuale dello 0,9% contro l’1,5% dell’Unione Europea.

Negli ultimi anni si è però assistito nel nostro Paese ad un’accelerazione degli investimenti digitali e in nuove tecnologie (hardware ICT, software, R&S), volti a supportare il processo di rinnovamento del sistema produttivo, a promuovere la digitalizzazione dell’intero sistema economico e sociale e infine a introdurre nuovi modelli di business. L’evoluzione degli investimenti digitali è stata più intensa di quella che si è osservata per gli investimenti totali: nel 2022 gli asset digitali si sono posizionati su livelli del 35% superiori a quelli del 2012, meglio di quanto osservato a livello complessivo. Se nel periodo 2002-2012 la quota di investimenti digitali rappresentava il 15% del totale degli investimenti, nel decennio successivo ha raggiunto il 21%, confermando la crescente rilevanza di questi asset come leva strategica di sviluppo.

La vitalità emersa nell’analizzare i dati sugli investimenti digitali si ritrova anche nel mondo delle start-up innovative, nuove imprese, dall’elevato contenuto tecnologico e con forti potenzialità di crescita. Secondo i dati del Registro della Camera di Commercio, che raccoglie le informazioni sulle start-up innovative a partire dal 2012, a fine 2022 sono oltre 17.000 le start-up e PMI innovative iscritte a questo registro, evidenziando un’accelerazione di nuovi soggetti soprattutto negli ultimi anni. Si tratta di imprese specializzate prevalentemente nei settori dei servizi IT e software, attive su un’elevata molteplicità di ambiti, che spaziano dal mondo della salute a quello di industria e agricoltura 4.0, dal settore culturale-turistico al mondo della formazione e del gaming, dal fintech ai servizi professionali in ambito legale, contabile e/o assicurativo. Si tratta di imprese di piccole-piccolissime dimensioni, che occorre supportare per far crescere e far entrare nella fase di scale-up. Tale supporto alla crescita vive un momento di forte intensità nel nostro Paese, sia dal punto di vista dei capitali Venture Capital che degli acceleratori e incubatori sul territorio. Gli investimenti Venture Capital in startup e Pmi innovative sono cresciuti da €1,1B nel 2021 a €1,94B nel 2022, anno record per il comparto. Nello specifico, gli investimenti Corporate Venture Capital, in crescita negli ultimi anni, si dimostrano essere un importante valore aggiunto. Circa un terzo delle startup e PMI innovative sono partecipate da Corporate Venture Capital: 5.300 imprese (il 31,2% delle 17mila imprese innovative) che generano 4,3 miliardi di euro di ricavi. Startup e PMI innovative partecipate da CVC crescono più delle imprese innovative totali, sia in numero (+12,4% vs +6,4%) sia in fatturato (+23% vs +4,8%). Anche il supporto degli acceleratori e incubatori è in crescita: a fine 2022 si contano infatti 237 incubatori e acceleratori in Italia, rispetto ai 212 del 2020.  Iniziative come Up2Stars, che Intesa Sanpaolo ha organizzato nel corso del 2022, sono volte a favorire questo percorso di crescita, sostenendo gli attori più innovativi nei settori ad elevato potenziale di sviluppo contribuendo così a promuovere un vivace ecosistema dell’innovazione anche nel nostro Paese.

1 - Un indice che misura il grado di innovazione di un paese analizzando oltre 30 indicatori

I Partner

Oltre ai partner che già hanno contribuito alla prima edizione, quali Microsoft, Elite e Cisco, la nuova edizione di Up2Stars vede l’ampliamento delle partnership e del network di collaborazioni con il coinvolgimento, oltre che di soggetti appartenenti al mondo accademico e imprenditoriale, dei Centri Nazionali di Ricerca – cui Intesa Sanpaolo partecipa in qualità di socio fondatore - dei Partenariati Estesi e dei 9 Poli di innovazione europei (EDIH), in una logica di applicazione delle finalità previste dal PNRR.

Saranno in particolare partner attivi nelle selezioni delle startup, in relazione ai temi di specifico interesse, il Centro di Ricerca dedicato alla Mobilità Sostenibile, guidato dal Politecnico di Milano, il Centro di Ricerca dedicato al Quantum Computing, guidato dall’Università di Bologna, il Centro di Ricerca dedicato all’Agritech, guidato dall’Università Federico II di Napoli, oltre al partenariato Nest guidato dal Politecnico di Bari e dedicato alle nuove tecnologie per l’energia.

Ulteriore novità riguarda la collaborazione con il Centro di Innovazione Italiano a San Francisco, istituito presso INNOVIT Italian Innovation and Culture Hub, progetto promosso dalla Direzione Generale Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Washington e con il Consolato Generale a San Francisco e gestito con il sostegno di ICE e dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco. L’attività verrà gestita per il tramite della Fondazione Brodolini ed Entopan Innovation, insieme partner soggetto gestore del Centro di Innovazione.

Infine, tra i nuovi partner dell’edizione 2023, si annovera anche Digit’Ed, società specializzata nell’alta formazione e nel digital learning. 

Quarta Call: IoT, Infrastrutture e Mobilità

La quarta call  è aperta a startup specializzate nell’ IoT (Internet of Things), con applicazioni nell'ambito delle infrastrutture e della mobilità. Più in particolare: Immersive Technology in Smart Cities, IoT per la gestione delle risorse e del territorio e IoT per mobilità sostenibile.

Terza Call: Intelligenza Artificiale

La terza call ha coinvolto startup specializzate in soluzioni di Intelligenza Artificiale applicate ai seguenti aspetti della realtà aziendale: Processi di vendita, Human Capital Management, Operations, Supporto ai processi di Amministrazione, Finanza e Controllo, ESG, Data protection.

Seconda Call: Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica

La seconda call  ha coinvolto startup attive nel settore Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica specializzate in: Nuove fonti energetiche; Smart solutions per efficienza energetica; Smart solutions per il recupero e riutilizzo dell’energia e per la cattura della CO2.

Prima Call: WaterTech

La prima call  ha coinvolto startup attive nel settore WaterTech specializzate in: Protezione dei tamponi naturali; Raccolta dell'acqua piovana; Gestione del suolo; Riutilizzo delle acque reflue; Miglioramento delle infrastrutture idriche; Produzione di acqua con nuove tecnologie.

Le dieci startup del settore WaterTech selezionate

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