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Milano, 19 novembre 2002

Congiuntura Nord-Est

 

A cura del Servizio Studi e Analisi Finanziaria di IntesaBci e

di Ricerche per l'Economia e la Finanza (ref.)


 

Nord-est: più incerta la ripresa

 

Ø       Gli spunti di ripresa che si sono manifestati nella prima parte dell’anno hanno lasciato il posto, nei mesi più recenti, a segnali di arretramento. E’ peggiorato il clima di fiducia delle imprese sulla situazione economica del paese e al contempo sono state riviste al ribasso le attese a breve termine di domanda e produzione rispetto a quanto indicato nel trimestre precedente. Le prospettive di produzione, in particolare, appaiono meno favorevoli rispetto alla media nazionale.

Ø       Con giugno, mese nel quale il segno del saldo dei giudizi delle imprese sul livello del portafoglio ordini è tornato positivo dopo oltre un anno, la risalita si arresta e nei mesi successivi lascia il passo ad una decisa inversione di rotta. La flessione del livello degli ordini, a cui ha contribuito sia la componente interna sia quella estera della domanda, sconta l’aumento di incertezza e la maggior cautela determinatasi tra gli operatori.

Ø       La produzione industriale rallenta, ma sono soprattutto le prospettive sino a fine anno a confermare lo scenario di maggior debolezza. Nei mesi estivi il profilo ascendete dell’indicatore coincidente si smussa mentre il leading indicator, che anticipa il ciclo della produzione industriale sino a novembre, punta verso il basso, allontanando le attese di una ripresa imminente.

Ø       Alla debolezza della componente interna della domanda si è andato associando un andamento sempre meno favorevole della componente estera. Le esportazioni in valore del Nord-Est, al netto dei fattori stagionali, dopo il calo del primo trimestre, si sono stabilizzate nel secondo, ma i giudizi degli imprenditori per il terzo trimestre segnalano un ulteriore arretramento. Inoltre, i problemi che continuano ad affliggere lo scenario internazionale, e in particolare la fase di debolezza della domanda che accomuna i paesi dell’area euro, principali mercati di sbocco del Nord-Est, agiranno ancora da freno nei prossimi mesi.

Ø       Apparentemente anomalo l’andamento dell’occupazione nell’industria. Dopo il consistente calo della seconda metà del 2001, sia in aprile che in luglio di quest’anno la rilevazione sulle forze di lavoro indica che nel Nord-Est , in linea con quanto si riscontra a livello nazionale, la domanda di lavoro nell’industria in senso stretto è aumentata nel confronto anno su anno. Tale recupero, anticipato rispetto ai tempi di ripresa del ciclo, sottolinea come le imprese del settore necessitino strutturalmente di un rafforzamento degli organici, all’interno di un mercato del lavoro che rimane tuttora in condizioni di pieno impiego.

Ø       Nonostante il peggioramento del quadro congiunturale, nel secondo trimestre si è rilevato nel Nord-Est un andamento più sostenuto dell’intermediazione creditizia rispetto alla media nazionale. Sebbene si sia osservata una certa variabilità tra le dinamiche regionali e settoriali, si riscontra, nel complesso, una  sostanziale tenuta dei prestiti alle imprese, a cui è però corrisposto un rilevante incremento delle sofferenze, la cui incidenza sul totale dei prestiti resta comunque inferiore alla media italiana. Più elevata, rispetto al dato nazionale, anche la crescita dei depositi grazie al consistente contributo delle imprese.

«Congiuntura Nord-Est», realizzato dal Settore Studi e analisi finanziaria di IntesaBci con la collaborazione di Ricerche per l’Economia e la Finanza (ref.),esamina le tendenze dell’economia reale nelle regioni nordorientali, confrontandole con gli andamenti medi nazionali. «Congiuntura Nord-Est» affianca ai rapporti di analisi congiunturale, a cadenza trimestrale, volti ad analizzare l'evoluzione a breve termine dell'attività economica del Nord-Est, rapporti monografici (4 all'anno) dedicati allo studio di variabili che completano l'analisi congiunturale dell'area.

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