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Milano, 12 novembre 2002

 

  • Nel terzo trimestre 2002 crescono gli interessi netti, si riducono i costi e migliorano i risultati operativi sia rispetto al terzo trimestre 2001 che al secondo trimestre 2002: utile consolidato delle attività ordinarie a 312 mln. di euro (15 mln. nel terzo trimestre 2001)
  • Gli oneri straordinari portano a un risultato netto consolidato del trimestre negativo per 58 mln. di euro (-323 mln. di euro nel terzo trimestre 2001). Utile netto consolidato dei primi nove mesi a 56 milioni di euroIn miglioramento i capital ratio grazie ai risultati trimestrali e alla riduzione degli attivi (large corporate e credit derivative)
  • Ceduti a terzi immobili per un valore di libro di 250 milioni di euro con plusvalenze di 200 milioni
  • Christian Merle si dimette da Amministratore Delegato
  • Rafforzata ulteriormente la squadra di management con l’arrivo di Massimo Arrighetti alla Divisione Retail e di Mario Ciaccia alla Direzione Relazioni Istituzionali e alla Direzione Stato ed Infrastrutture
  • Convocata l’Assemblea: nasce Banca Intesa

 

 

 

Milano, 12 novembre 2002 - Si è riunito oggi sotto la presidenza di Giovanni Bazoli il Consiglio di Amministrazione di IntesaBci che ha esaminato e approvato la relazione trimestrale al 30 settembre 2002.

 

I risultati del terzo trimestre segnalano una prima positiva inversione di tendenza sia per ciò che riguarda i ricavi sia per i costi operativi, in linea con gli obiettivi strategici del Piano d’Impresa 2003-2005.

 

 

 

RISULTATI DEL TERZO TRIMESTRE 2002

Nel terzo trimestre 2002, gli interessi netti ammontano a 1.420 milioni di euro, in crescita dell’1,1% rispetto ai 1.404 milioni del corrispondente trimestre 2001 e del 5,2% rispetto ai 1.350 milioni del secondo trimestre 2002; al netto dell’effetto cambio, l’incremento risulterebbe rispettivamente pari al 4,6% e al 6,9%. I costi operativi ammontano a 1.568 milioni di euro, in calo del 7,9% rispetto ai 1.702 milioni del terzo trimestre 2001 e del 6% rispetto ai 1.668 milioni del secondo trimestre 2002; al netto dell’effetto cambio, la riduzione sarebbe pari rispettivamente al 4% e al 4,4%.

Il risultato di gestione cresce così a 690 milioni di euro rispetto ai 663 milioni del terzo trimestre 2001 (+4,1%, che risulterebbe pari a +8,2% al netto dell’effetto cambio), nonostante la flessione del margine dei servizi da 920 milioni di euro a 818 milioni (-11,1%, che risulterebbe pari a -7,4% al netto dell’effetto cambio).

L’utile delle attività ordinarie del terzo trimestre 2002 ammonta a 312 milioni di euro, a fronte di un utile di 15 milioni nel terzo trimestre 2001 e di un risultato negativo di 260 milioni nel secondo trimestre 2002, su cui avevano influito anche rilevanti accantonamenti e rettifiche di valore nette su crediti.

La redditività delle attività ordinarie del terzo trimestre 2002 ha permesso di assorbire l’impatto negativo delle componenti straordinarie, dovuto all’accantonamento di 660 milioni di euro effettuato relativamente ai Warrant Put IntesaBci (con cui è stato allineato alla quotazione di fine settembre del titolo IntesaBci, pari a 1,7 euro, il valore di carico di ciascuna azione propria riveniente dall’esercizio del warrant), in parte compensato dalla plusvalenza di 220 milioni derivante dalla cessione del residuo 25% detenuto in Banca Carime. Il trimestre chiude così con un risultato netto negativo per 58 milioni di euro, in miglioramento rispetto al risultato negativo di 323 milioni del terzo trimestre 2001; nel secondo trimestre 2002 il risultato netto era stato negativo per 311 milioni.

 

RISULTATI DEI PRIMI NOVE MESI 2002

Il dato cumulato dei primi nove mesi dell’anno beneficia solo in parte della positiva dinamica del terzo trimestre. Gli interessi netti ammontano a 4.277 milioni di euro, in calo del 4,1% rispetto ai 4.462 milioni dei primi nove mesi del 2001; al netto dell’effetto cambio, gli interessi netti risulterebbero sostanzialmente stabili (-0,5%). I costi operativi ammontano a 5.027 milioni di euro, in calo del 5,8% rispetto ai 5.337 milioni del corrispondente periodo del 2001; la riduzione sarebbe pari all’ 1,6% al netto dell’effetto cambio. Il risultato di gestione flette a 2.426 milioni di euro, in diminuzione dell’11,4% rispetto ai 2.739 milioni del corrispondente periodo dell’anno scorso; il calo risulterebbe pari al 5,9%, al netto sia dell’effetto cambio sia dei dividendi non ricorrenti derivanti dall’attività di merchant banking percepiti nei primi nove mesi del 2001.

L’ utile delle attività ordinarie scende a 591 milioni di euro dai 1.081 milioni dei primi nove mesi del 2001, anche a seguito dell’aumento delle rettifiche di valore nette (salite a 1.835 milioni di euro da 1.658 milioni).

Il dato cumulato dei primi nove mesi del 2002 mostra un utile netto di 56 milioni di euro, rispetto a 1.063 milioni registrati nel corrispondente periodo del 2001, risultato che aveva peraltro beneficiato della contabilizzazione di rilevanti plusvalenze (circa 1.500 milioni di euro) derivanti dalla cessione di partecipazioni e di sportelli.

Al 30 settembre 2002, i crediti verso la clientela ammontano a circa 170 miliardi di euro, in diminuzione del 6,6% rispetto al settembre 2001 e del 7,8% rispetto al 31 dicembre 2001, e la massa amministrata per conto della clientela supera i 488 miliardi di euro in miglioramento del 2,6% rispetto al settembre 2001 e con una flessione del 5% rispetto al 31 dicembre 2001.

 

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RISPETTATI GLI OBIETTIVI FISSATI PER FINE 2002

Il Gruppo IntesaBci sta rispettando gli obiettivi fissati per fine 2002 dal Piano d’Impresa presentato lo scorso settembre.

 

Profilo di rischio e qualità dell’attivo
Nei primi nove mesi del 2002, l’esposizione alla clientela Large Corporate è già diminuita di 11,7 miliardi di euro, rispetto all’obiettivo del Piano di riduzione di 12,7 miliardi di euro entro fine dicembre 2002; in quest’ambito, l’esposizione alla clientela Large Corporate internazionale è già diminuita di 7,6 miliardi di euro, rispetto all’obiettivo di riduzione di 8,8 miliardi per fine 2002.

L’attività in credit derivatives si è ridotta significativamente: le “posizioni aperte” sono diminuite di circa il 40% nel corso del terzo trimestre, passando da 11,7 miliardi di euro a 7,1 miliardi.

Tra fine giugno e fine settembre le sofferenze nette si sono ridotte dell’1,5%, scendendo da 5.462 milioni di euro a 5.378 milioni di euro, con una copertura del 62%.

L’indebitamento netto sul mercato interbancario si è pressoché dimezzato dal 31 dicembre 2001 al 30 settembre 2002, scendendo da 37 miliardi di euro a 19 miliardi.

Ulteriore rafforzamento della squadra di management
Coerentemente con l’impegno di poter contare sulle migliori professionalità disponibili in ogni settore, sono stati oggi nominati Massimo Arrighetti responsabile della Divisione Retail, Giovanni Boccolini responsabile della Divisione Banche Italia e della Divisione Banche Estero e Mario Ciaccia responsabile sia della Direzione Centrale Relazioni Istituzionali sia della Direzione Stato e Infrastrutture all’interno della Divisione Corporate. Sempre nell’ambito della Divisione Corporate, sono state unificate la Direzione Large Corporate e la Direzione Merchant Banking sotto la responsabilità di Gaetano Micciché.

 

Uscita dall’America Latina
Per quanto riguarda l’Argentina, IntesaBci ha ricevuto, come noto, un’offerta irrevocabile da parte del Banco Patagonia S.A., Buenos Aires, per il Banco Sudameris Argentina. L’offerta prevede la fusione con Banco Patagonia, a seguito della quale IntesaBci rimarrà azionista di minoranza dell’entità risultante (con una quota inferiore al 20%) senza alcun ulteriore impegno. L’operazione, che dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno corrente, comporta per il Gruppo oneri nell’ordine dei 150 milioni di euro che verranno spesati nel quarto trimestre del 2002.

In Perù si sta completando la due diligence e si prevede che nel quarto trimestre vengano spesati oneri di uscita per circa 300 milioni di euro.

Per quanto riguarda la situazione in Brasile, non è stato raggiunto un accordo con il Banco Itaù sul prezzo di cessione del Banco Sudameris Brasil, la cui dismissione pertanto non è prevista entro fine anno. Pur mantenendo fermo l’impegno a cedere la partecipata, la dismissione rimane comunque subordinata alla possibilità di realizzare un prezzo in linea con il suo intrinseco valore.

Come previsto dal Piano d’Impresa, i costi di uscita dall’America Latina saranno contabilizzati nel quarto trimestre e sono stati coperti da proventi straordinari, costituiti dalle plusvalenze già realizzate con la cessione del rimanente 25% detenuto in Banca Carime e con le operazioni di cessione immobiliare approvate oggi.

 

Operazioni immobiliari

Sono state approvate in data odierna operazioni di cessione di immobili ad uso funzionale situati a Milano, nella logica di ottimizzazione degli spazi e di riduzione dei costi di gestione prevista nel Piano d’Impresa. Le cessioni riguardano cespiti per un valore di libro pari a circa 250 milioni di euro e hanno permesso di realizzare plusvalenze per circa 200 milioni di euro.

 

Rafforzamento del livello di patrimonializzazione

I risultati del terzo trimestre unitamente alla riduzione dell’esposizione creditizia hanno permesso di migliorare i coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2002 rispetto a giugno 2002. In particolare, il Tier I ratio, che al 30 giugno scorso si collocava al 6,4%, a fine settembre è aumentato al 6,7%.

L’ulteriore prevista riduzione dell’esposizione creditizia e i risultati economici attesi per l’ultimo trimestre dell’anno portano a ritenere che il Tier 1 ratio per fine anno si collocherà su valori superiori al 6%.

 

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Il risultato dell’intero esercizio sarà condizionato dalle componenti straordinarie, negative e positive, che verranno contabilizzate nel quarto trimestre, in particolare dagli oneri per l’uscita dall’America Latina e per la ristrutturazione aziendale e dai proventi derivanti dalla cessione di asset non strategici. In base ai risultati dei primi nove mesi e ai previsti fattori straordinari è possibile prevedere che il bilancio 2002 si chiuderà comunque con un risultato netto consolidato significativamente inferiore a quello dell’esercizio 2001.

 

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Christian Merle ha rassegnato le proprie dimissioni a far data dalla fine del corrente mese. Il Consiglio ha ringraziato Merle per il lavoro compiuto al vertice dell’azienda per cinque anni, sia nella fase di espansione del Gruppo, sia nel successivo periodo di avvio del modello divisionale, nonché per aver agevolato negli ultimi mesi la transizione al vertice dell’azienda con l’arrivo di Corrado Passera.

Merle mantiene la carica, per conto di IntesaBci, di Consigliere del Crédit Lyonnais e di Presidente di Banca Primavera.

 

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Nel quadro della creazione della nuova identità di Gruppo prevista nel Piano d’Impresa, il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deciso di sottoporre all’assemblea dei soci la modifica della denominazione sociale in “Banca Intesa”.

 

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Il Consiglio ha infine convocato l’assemblea ordinaria e straordinaria per i giorni 16 e 17 dicembre 2002 rispettivamente in prima e seconda convocazione, con il seguente ordine del giorno:

parte ordinaria:
  1. nomina di amministratori, previa determinazione del loro numero;
  2. revoca della delibera assembleare del 1° marzo 2001 in punto modalità di alienazione delle azioni proprie rivenienti dall’esercizio dei Warrant Put IntesaBci; nuova autorizzazione ad atti di disposizione delle predette azioni proprie;
parte straordinaria:
  1. approvazione del progetto di fusione per incorporazione in IntesaBci SpA di Finreme SIM SpA, BIL Servizi Finanziari SpA e Immobiliare MARAM Srl, mediante annullamento, senza sostituzione, dell’intero capitale sociale delle incorporate di titolarità dell’incorporante; deliberazioni inerenti e conseguenti;
  2. modifica dell’art. 1 (denominazione sociale) dello Statuto e adeguamenti formali degli artt. 4 (oggetto sociale) e 23 (i sindaci) dello Statuto; deliberazioni inerenti e conseguenti;
  3. revoca della delibera assembleare del 1° marzo 2001 avente ad oggetto la delega al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare il capitale sociale per un importo massimo di Euro 29.954.500,16. Proposta di attribuire al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 2443 del cod.civ., la facoltà di aumentare il capitale sociale, con esclusione del diritto di opzione ai  sensi dell'art. 2441, 8° comma, cod.civ., in una o più volte, nel termine di 5 anni, per un importo massimo di Euro 52.000.000,00=, mediante emissione di massime n. 100.000.000= di azioni ordinarie di nominali Euro 0,52 ciascuna, da offrire in sottoscrizione a dipendenti della Società e delle società dalla stessa controllate; conseguente modifica dell'art. 5 (Capitale sociale) dello statuto, deliberazioni  inerenti e conseguenti.

 

Il Consiglio ha infine convocato l’assemblea speciale degli azionisti di risparmio per i giorni 16 dicembre 2002 in prima convocazione, 18 dicembre 2002 in seconda convocazione e 19 dicembre 2002 in terza convocazione, con all’ordine del giorno la nomina del rappresentante comune dei possessori di azioni di risparmio e la determinazione del relativo compenso.

 

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel periodo, si allegano i prospetti relativi al conto economico ed ai dati patrimoniali consolidati (riclassificati in forma sintetica) inclusi nella Relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la relazione trimestrale non è stata sottoposta a controllo contabile da parte della società di revisione.

Con l’occasione si informa che - come consentito dall’articolo 82, comma 2, della Delibera Consob 14 maggio 1999 n. 11971 e successive modificazioni - in luogo dell’informativa riguardante i dati trimestrali al 31 dicembre 2002 verrà messa a disposizione degli azionisti e del mercato, entro il termine massimo del 31 marzo 2003, il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2002.

 

 

Contatti:

Ufficio Stampa IntesaBci – tel. 02/8844.3531

 

Conto economico consolidato riclassificato
Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato
Dati patrimoniali consolidati
Evoluzione trimestrale dei dati patrimoniali

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