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INTESA SANPAOLO: RISULTATI AL 31 MARZO 2009

  • Utile netto consolidato primo trimestre 2009 a 1,1 miliardi di euro, rispetto agli 1,7 miliardi del primo trimestre 2008 (-38,5%) e al risultato negativo di 1,2 miliardi del quarto trimestre 2008.
  • Utile netto consolidato primo trimestre 2009 normalizzato(*) a 644 milioni di euro,  -48,4% rispetto ai 1.248 milioni del primo trimestre 2008 e +82,4% rispetto ai 353 milioni del quarto trimestre 2008.
  • Proventi  operativi  netti a 4.136 mln. di euro, -11,1% rispetto  ai  4.653 mln. del primo trimestre 2008 e +4,1% rispetto ai 3.974 milioni del quarto trimestre 2008.
  • Oneri operativi a 2.314 mln. di euro, -3,7% rispetto ai  2.403 mln. del primo trimestre 2008 e -14,3% rispetto ai 2.699 milioni del quarto trimestre 2008.
  • Risultato  della  gestione  operativa  a 1.822 mln. di euro, -19% rispetto ai 2.250 mln. del primo trimestre 2008 e +42,9% rispetto ai 1.275 mln. del quarto trimestre 2008.
  • Risultato corrente al lordo delle imposte a un miliardo di euro, rispetto agli 1,9 miliardi  del primo trimestre 2008 (-47%) e al saldo negativo di 2,1 miliardi del quarto trimestre 2008.
  • Coefficienti patrimoniali al 31 marzo 2009: Tier 1 ratio al 7,2%.

 

Torino, Milano, 14 maggio 2009 – Si è riunito oggi sotto la presidenza di Enrico Salza il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il resoconto trimestrale consolidato al 31 marzo 2009 (1).  

Intesa Sanpaolo nel primo trimestre del 2009 ha continuato ad attuare le linee d’azione che hanno contraddistinto la gestione del Gruppo - soprattutto nel contesto di crisi dei mercati finanziari internazionali avviatasi dal secondo semestre 2007 - e aventi come obiettivo prioritario la liquidità, la solidità, il basso profilo di rischio e la redditività sostenibile.

I risultati del trimestre si fondano quindi su politiche gestionali orientate al medio periodo, che hanno consentito in particolare di:
- difendere efficacemente gli interessi netti dalla pressione del forte calo dei tassi d’interesse;
- ridurre ulteriormente i costi operativi in misura significativa;
- preservare il basso profilo di rischio e contenere le rettifiche di valore su crediti.
     
Ne è conseguito un utile netto consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo nel primo trimestre 2009 pari a 1.075 milioni di euro, rispetto ai 1.749 milioni del primo trimestre 2008 (-38,5%) e al risultato negativo di 1.228 milioni del quarto trimestre 2008.

L’utile netto consolidato normalizzato(*), ammonta a 644 milioni, in calo del 48,4% rispetto ai 1.248 milioni del primo trimestre 2008 ma quasi raddoppiato rispetto ai 353 milioni nel quarto trimestre 2008.

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(*) Nota metodologica sul calcolo dell’utile netto normalizzato a pagina 8.

(1)  Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 7.
 

I risultati di conto economico del primo trimestre 2009

Il conto economico consolidato del primo trimestre 2009 (2) registra proventi operativi netti pari a 4.136 milioni di euro, in diminuzione dell’ 11,1% rispetto al primo trimestre 2008 e in aumento del 4,1% rispetto al quarto trimestre 2008.

In quest’ambito, nel primo trimestre 2009 gli interessi netti ammontano a 2.687 milioni, in flessione del 4% rispetto ai 2.798 milioni del primo trimestre 2008 e del 7% rispetto al quarto trimestre 2008. Questa dinamica è stata determinata dal forte calo dei tassi d’interesse - peraltro efficacemente contenuto tramite un’attenta politica di pricing e l’adozione di misure di parziale protezione (hedging) - a fronte della decisione strategica di continuare a privilegiare il rafforzamento della liquidità del Gruppo in un contesto economico contraddistinto da una perdurante elevata incertezza.

Le commissioni nette sono pari a 1.255 milioni di euro, con un calo del 22,9% rispetto ai 1.627 del primo trimestre 2008 e del 2,4% rispetto al quarto trimestre 2008. Rispetto al primo trimestre 2008, si registrano commissioni da attività bancaria commerciale in diminuzione dell’ 11,8% e commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...) in calo del 39,2%, anche a seguito della politica commerciale del Gruppo caratterizzata dal collocamento di proprie obbligazioni e dalla sostanziale assenza di collocamenti di prodotti con commissioni up-front. Rispetto al quarto trimestre 2008, si registra una flessione del 5,8% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento dello 0,5% di quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza.

Il risultato dell’attività di negoziazione registra un saldo di segno positivo per 107 milioni di euro - registrando 79 milioni di effetti negativi della crisi dei mercati finanziari sui prodotti strutturati di credito - rispetto a quello di 40 milioni del primo trimestre 2008 (che aveva registrato 120 milioni di effetti negativi della crisi dei mercati finanziari sui prodotti strutturati di credito) e a quello di segno negativo per 354 milioni del quarto trimestre 2008  (che aveva registrato 376 milioni di effetti negativi della crisi dei mercati finanziari sui prodotti strutturati di credito). Senza la riclassificazione IAS di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione pari a 81 milioni (dovuto a prodotti strutturati di credito).

Il risultato della gestione assicurativa ammonta a 64 milioni di euro, rispetto ai 79 milioni del primo trimestre 2008 e ai 171 milioni del quarto trimestre 2008.

Gli oneri operativi ammontano a 2.314 milioni di euro, in diminuzione del 3,7% rispetto al primo trimestre 2008, a seguito di una riduzione del 4% per le spese del personale e del 18,2% per gli ammortamenti a fronte di un aumento dello 0,7% per le spese amministrative, dovuto all’IVA infragruppo nonostante le iniziative volte a ridurne l’impatto. Rispetto al quarto trimestre 2008, si registra un calo del 14,3%, dovuto anche agli usuali fattori stagionali, determinato dalle spese del personale (-3%), dalle spese amministrative (-26,5%) e dagli ammortamenti (-30,5%).

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.822 milioni di euro, in diminuzione del 19% rispetto ai 2.250 milioni del primo trimestre 2008 e in crescita del 42,9% rispetto al quarto trimestre 2008, con un cost/income ratio pari al 55,9% nel primo trimestre 2009, al 51,6% nel primo trimestre 2008 e al 67,9% nel quarto trimestre 2008.

Nel primo trimestre 2009 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nel primo trimestre 2008, a fronte dei 1.065 milioni del quarto trimestre 2008.
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(2) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading (“fair value through profit and loss”) a quella delle attività disponibili per la vendita (“available for sale”) o delle attività detenute fino alla scadenza (“held to maturity”) o dei finanziamenti e crediti (“loans and receivables”) e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 4.213 milioni a finanziamenti e crediti e per 165 milioni ad attività finanziarie disponibili per la vendita, senza la quale si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del primo trimestre 2009 pari a 81 milioni (459 milioni nell’esercizio 2008); il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 5.858 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 31 marzo 2009 pari a 828 milioni (con un impatto positivo di 34 milioni nel primo trimestre 2009). 


 
Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 809 milioni di euro, rispetto ai 353 milioni del primo trimestre del 2008 e ai 2.061 milioni del quarto trimestre 2008. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 69 milioni, rispetto ai 33 milioni del primo trimestre 2008 e ai 164 milioni nel quarto trimestre 2008; le rettifiche nette su crediti sono pari a 733 milioni, rispetto ai 312 milioni del primo trimestre 2008 e ai 999 milioni del quarto trimestre 2008; le rettifiche nette su altre attività ammontano a 7 milioni, rispetto agli 8 milioni del primo trimestre 2008 e agli 898 milioni del quarto trimestre 2008 (inclusivi di 908 milioni di impairment su attività finanziarie disponibili per la vendita).

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo nullo, rispetto a quello positivo di 13 milioni del primo trimestre 2008 e a quello negativo di 208 milioni del quarto trimestre 2008 (che includeva da un lato 89 milioni di plusvalenza dalla cessione di Centrale dei Bilanci, dall’altro 326 milioni di impairment su partecipazioni consolidate al patrimonio netto).

Il risultato corrente al lordo delle imposte presenta un saldo positivo di 1.013 milioni di euro, rispetto a quello di 1.910 milioni del primo trimestre 2008 e a quello negativo di 2.059 milioni del quarto trimestre 2008.

Il risultato netto consolidato presenta un saldo positivo di 1.075 milioni di euro, in confronto a quello di 1.749 milioni del primo trimestre 2008 e a quello negativo di 1.228 milioni del quarto trimestre 2008, dopo la contabilizzazione di:
- imposte a credito per 165 milioni di euro, che beneficiano di 511 milioni derivanti dal rilascio delle imposte differite connesso all’affrancamento delle attività immateriali a vita definita e del brand name;
- oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 48 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 95 milioni;
- un utile dei gruppi di attività in via di dismissione (al netto delle imposte) per 65 milioni di euro, inclusivo di 63 milioni di plusvalenze nette derivanti dalla cessione di CR Orvieto e di 17 sportelli;
- una quota di pertinenza di terzi per 25 milioni.
Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto presenta un saldo positivo per 644 milioni di euro nel primo trimestre 2009, per 1.248 milioni nel primo trimestre 2008 e per 353 milioni nel quarto trimestre 2008.


Lo stato patrimoniale al 31 marzo 2009

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 marzo 2009 i crediti verso la clientela raggiungono i 387 miliardi di euro, in crescita del 7,8% rispetto al 31 marzo 2008 (del 5,5% se si esclude la riclassificazione nel terzo trimestre 2008 di attività finanziarie a finanziamenti e crediti e del 6,7% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo) e in flessione dell’ 1,9% rispetto al 31 dicembre 2008. Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati/ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore -  a 12.446 milioni di euro, in aumento dell’ 8% rispetto agli 11.524 milioni del 31 dicembre 2008. In quest’ambito, i crediti in sofferenza registrano un aumento da 3.968 a 4.235 milioni di euro, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’ 1,1% (1% al 31 dicembre 2008) e un grado di copertura del 69% (70% a fine 2008). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 125%. Gli incagli/ristrutturati crescono da 5.690 a 6.484 milioni e le posizioni scadute/sconfinanti scendono da 1.866 a 1.727 milioni.
 
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 972 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), con una diminuzione del 4,6% rispetto al 31 marzo 2008 e dell’ 1,1% rispetto al 31 dicembre 2008, che hanno risentito dell’effetto performance riguardante la raccolta indiretta. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta ammonta a 436 miliardi, in aumento del 10,9% rispetto al 31 marzo 2008 e dell’ 1,2% rispetto al 31 dicembre 2008; mentre la raccolta indiretta raggiunge i 561 miliardi, in diminuzione del 14,1% rispetto al 31 marzo 2008 e del 2,8% rispetto a fine 2008. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 208 miliardi, in calo del 18,8% rispetto al 31 marzo 2008 e del 2,9% rispetto a fine 2008; la nuova produzione vita nel primo trimestre 2009 ammonta a 1,6 miliardi di euro. La raccolta amministrata raggiunge i 353 miliardi, in diminuzione dell’ 11% rispetto al 31 marzo 2008 e del 2,8% rispetto al 31 dicembre 2008.

I coefficienti patrimoniali al 31 marzo 2009 sono stati calcolati senza tenere conto di un’ipotesi di assegnazione di dividendo - dato che allo stato, pur essendo confermato il ritorno al dividendo per le azioni ordinarie, appare prematura la sua quantificazione - e risultano, applicando le regole di Basilea 2 foundation,  pari al 6,4% per il Core Tier 1 ratio (6,3% al 31 dicembre 2008), al 7,2% per il Tier 1 ratio  (7,1% a fine 2008) e al 10,5% per il coefficiente patrimoniale totale (10,2% a fine 2008).

Considerando i benefici attesi dall’emissione di 4 miliardi di euro di Tremonti Bond, i coefficienti patrimoniali proforma risulterebbero pari al 7,4% per il Core Tier 1 ratio, all’ 8,2% per il Tier 1 ratio e all’ 11,5% per il coefficiente patrimoniale totale.

Un ulteriore rafforzamento dei coefficienti patrimoniali è atteso provenire da:
- applicazione di Basilea 2 advanced, con un possibile beneficio - soggetto ad approvazione di Banca d’Italia e stimabile sulla base dell’attuale situazione economica - di circa 0,25% per il Core Tier 1 ratio conseguibile nel biennio 2009-2010,
- operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche per un valore di libro complessivo nell’ordine dei 9,5 miliardi di euro, con possibile liberazione di circa 5 miliardi attualmente dedotti dal Core Tier 1 e di circa 15 miliardi di attività ponderate, con un corrispondente beneficio nell’ordine dell’ 1,5%.

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Come già dettagliatamente reso noto in occasione della diffusione dei risultati 2007 e 2008, l’esposizione di Intesa Sanpaolo alla crisi dei mutui americani subprime è solo indiretta, tramite prodotti strutturati di credito, che hanno risentito dell’eccezionale flessione dei prezzi dall’ultimo trimestre del 2007, con riflessi sul risultato dell’attività di negoziazione - prevalentemente in termini di svalutazioni - di cui si è detto nel precedente commento ai risultati di conto economico. Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 27 milioni di euro al 31 marzo 2009. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo, con particolare riferimento all’esposizione alla crisi dei mercati finanziari, viene riportata - come di consueto - nel resoconto trimestrale approvato dal Consiglio di Gestione nonché nelle specifiche slides messe a disposizione del mercato.

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Al 31 marzo 2009, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 8.318 sportelli bancari - di cui 6.354 in Italia e 1.964 all’estero - con 108.757 dipendenti, 81 persone in meno rispetto al 31 dicembre 2008.  

 
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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (piccole imprese con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a 1 milione di euro);
- clientela Imprese, costituti da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 150 milioni;
-   clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre 1 milione di euro.
L’operatività con la clientela Privati e Imprese è realizzata tramite la Capogruppo Intesa Sanpaolo e le banche del Territorio Banca di Credito Sardo, Banca di Trento e Bolzano, Banco di Napoli, Carifirenze, Casse del Centro, Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio in Bologna, Cassa di Risparmio di Venezia, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e Banca dell’Adriatico. Intesa Sanpaolo Private Banking è la società del Gruppo dedicata alla clientela Private. Al servizio degli enti nonprofit è stata costituita nel novembre 2007 Banca Prossima, che opera attraverso le filiali del Gruppo, con presidi locali e specialisti dedicati. Nella Divisione sono inoltre incluse Mediocredito Italiano, la società del Gruppo specializzata nel credito industriale, le compagnie assicurative EurizonVita, Sud Polo Vita, Intesa Vita e Intesa Previdenza, la società fiduciaria SIREFID e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.

Nel mese di dicembre 2008, è stato approvato il progetto di ulteriore rafforzamento della Divisione, finalizzato a migliorare l’efficacia dell’azione commerciale sul territorio mantenendo al contempo un forte controllo dei costi. In seguito alla riorganizzazione, la struttura territoriale si articola in 8 Direzioni Regionali poste a coordinamento di 22 Aree / Banche Rete, disegnate in modo da garantire l’ottimale copertura territoriale e un omogeneo dimensionamento in termini di numero di filiali e di risorse assegnate.   

La Divisione Banca dei Territori registra nel primo trimestre 2009 proventi operativi netti per 2.584 milioni di euro, in flessione del 14,8% rispetto ai 3.034 milioni del primo trimestre 2008, pari al 62% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (65% nel primo trimestre 2008). Gli oneri operativi flettono del 4,4% - passando da 1.577 a 1.507 milioni - e portano a un risultato della gestione operativa di 1.077 milioni, in diminuzione del 26,1% rispetto ai 1.457 milioni del primo trimestre 2008, e a un cost/income ratio del 58,3% rispetto al 52% del primo trimestre 2008. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche nette passa da 270 a 396 milioni. Il risultato corrente al lordo delle imposte ammonta a 681 milioni di euro, in diminuzione del 42,7% rispetto ai 1.188 milioni del primo trimestre 2008. Il risultato netto è pari a 399 milioni, in diminuzione del 12,1% rispetto ai 454 milioni del primo trimestre 2008.  

La business unit Eurizon Capital è la società, in crescente sinergia con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’open market attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital (Lussemburgo) ed Eurizon Alternative Investments, preposte alla promozione e alla gestione, rispettivamente, di fondi di diritto lussemburghese e di fondi alternativi. Il Gruppo Intesa Sanpaolo è presente nel settore del risparmio gestito anche in Cina, tramite il 49,9% della società di asset management Penghua Fund Management.

La business unit Eurizon Capital registra proventi operativi netti per 68 milioni di euro, in flessione del 32,7% rispetto ai 101 milioni del primo trimestre 2008, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo trimestre 2008). A fronte di oneri operativi per 30 milioni, in calo del 26,8% rispetto ai 41 milioni del primo trimestre 2008, il risultato della gestione operativa ammonta a 38 milioni, in diminuzione del 36,7% rispetto ai 60 milioni del primo trimestre 2008 e in aumento dell’ 1,5% rispetto al quarto trimestre 2008. Il cost/income ratio passa dal 40,6% del primo trimestre 2008 al 44,1% del primo trimestre 2009. Il risultato corrente al lordo delle imposte ammonta a 38 milioni, in diminuzione del 35,6% rispetto ai 59 milioni del primo trimestre 2008. Il risultato netto è pari a 17 milioni, in diminuzione del 32% rispetto ai 25 milioni del primo trimestre 2008.
 
La Divisione Corporate & Investment Banking comprende:
- la Direzione Relazioni Corporate, incaricata di gestire le relazioni con la clientela Large Corporate (Grandi Gruppi) e Mid Corporate (imprese con fatturato superiore a 150 milioni) in Italia, nonché di sviluppare le attività a supporto del commercio internazionale;
- la Direzione Rete Estera, alla quale è stata assegnata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque, Intesa Sanpaolo Bank Ireland e ZAO Banca Intesa). Alla Direzione sono demandati lo sviluppo e la gestione del segmento rappresentato dalla clientela corporate estera e l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- la Direzione Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie italiane ed estere, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, della custodia e del regolamento titoli, di banca depositaria e corrispondente;
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
- la Direzione Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientrano inoltre l’attività di Leasint, Mediofactoring e quella di negoziazione per conto del Gruppo (proprietary trading).

La Divisione Corporate e Investment Banking registra proventi operativi netti pari a 838 milioni di euro, in crescita del 35,4% rispetto ai 619 milioni del primo trimestre 2008, pari al 20% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (13% nel primo trimestre 2008). A fronte di oneri operativi pari a 226 milioni, in calo del 3,4% rispetto ai 234 milioni del primo trimestre 2008, il risultato della gestione operativa ammonta a 612 milioni, in aumento del 59% rispetto ai 385 milioni del primo trimestre 2008, con un cost/income ratio pari al 27%, rispetto al 37,8% del primo trimestre 2008. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche nette aumenta da 27 a 177 milioni. Il risultato corrente al lordo delle imposte ammonta a 435 milioni, in aumento del 21,5% rispetto ai 358 milioni del primo trimestre 2008. Il risultato netto è pari a 289 milioni, in crescita del 20,4% rispetto ai 240 milioni del primo trimestre 2008.

La business unit Public Finance ha il compito di servire la clientela Stato, enti pubblici, enti locali, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata, sviluppando le attività di finanziamento e l’operatività bancaria corrente, la finanza di progetto, le cartolarizzazioni, di prestare consulenza di carattere finanziario, con l'obiettivo di favorire la collaborazione tra pubblico e privato e di assistere le iniziative e i progetti di investimento nelle grandi infrastrutture, la sanità, la ricerca e la pubblica utilità in genere. La business unit svolge la propria attività tramite Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo.

La business unit Public Finance registra proventi operativi netti per 115 milioni di euro, in aumento del 79,7% rispetto ai 64 milioni del primo trimestre 2008, pari al 3% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (1% nel primo trimestre 2008). A fronte di oneri operativi pari a 20 milioni, in diminuzione del 4,8% rispetto ai 21 milioni del primo trimestre 2008, il risultato della gestione operativa raddoppia a 95 milioni,  rispetto ai 43 milioni del primo trimestre 2008 e il cost/income ratio scende dal 32,8% al 17,4%. Il risultato corrente al lordo delle imposte raddoppia anch’esso, a 92 milioni rispetto ai 45 milioni del primo trimestre 2008, e così il risultato netto, pari a 54 milioni rispetto ai 27 milioni del primo trimestre 2008.

La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione è strutturata in tre Direzioni, a presidio dei diversi ambiti geografici in cui si articola la presenza internazionale del Gruppo:
- la Direzione Area Banche CEE & SEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Centro Orientale, Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia, CIB Bank in Ungheria, e in Europa Sud Orientale, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania;
- la Direzione Area Banche CIS, posta a presidio della controllata KMB Bank nella Federazione Russa e di Pravex-Bank in Ucraina;
- la Direzione Area Banche South Mediterranean & Asia, deputata in particolare allo sviluppo delle relazioni nel bacino del Mediterraneo in cui il Gruppo è presente con Bank of Alexandria.

La Divisione Banche Estere registra proventi operativi netti per 541 milioni di euro, in aumento del 3,8% dai 521 milioni del primo trimestre 2008, pari al 13% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (11% nel primo trimestre 2008); se si esclude l’effetto cambio, i proventi netti aumentano del 10%. Gli oneri operativi aumentano del 2,5% da 278 a 285 milioni, per la crescita della rete commerciale; conseguentemente, il risultato della gestione operativa cresce del 5,3%, da 243 a 256 milioni, e il cost/income ratio passa dal 53,4% al 52,7%; se si esclude l’effetto cambio, il risultato della gestione operativa cresce del 10%. Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche nette cresce da 45 a 159 milioni. Il risultato corrente al lordo delle imposte si dimezza, a 98 milioni dai 200 milioni del primo trimestre 2008, così come il risultato netto, pari a 81 milioni rispetto ai 165 milioni del primo trimestre 2008. 

La business unit Banca Fideuram, tramite la propria rete di private bankers, svolge attività di asset gathering al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e registra proventi operativi netti per 153 milioni di euro, in diminuzione del 5% rispetto ai 161 milioni del primo trimestre 2008, pari al 4% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo trimestre 2008). A fronte di oneri operativi per 79 milioni, in calo del 6% rispetto agli 84 milioni del primo trimestre 2008, il risultato della gestione operativa ammonta a 74 milioni, in calo del 3,9% rispetto ai 77 milioni del primo trimestre 2008, con un cost/income ratio che scende al 51,6% dal 52,2%, e pressoché raddoppiato rispetto al quarto trimestre 2008. Dopo accantonamenti e rettifiche nette per 11 milioni, il risultato corrente al lordo delle imposte ammonta a 63 milioni, in diminuzione del 10%, rispetto ai 70 milioni del primo trimestre 2008. Il risultato netto è pari a 28 milioni, in linea con i 29 milioni del primo trimestre 2008.


Le prospettive per l’esercizio in corso

L’andamento del primo trimestre evidenzia l’efficace attuazione delle azioni che erano state delineate per il 2009 in sede di comunicazione al mercato dei risultati dell’esercizio 2008. Con la difesa dello spread e una selettiva crescita degli impieghi viene contrastata la pressione derivante dai bassi tassi d’interesse sugli interessi netti: in particolare, lo spread relativo alle operazioni con la clientela è presidiato mediante un’attenta politica di pricing e la parziale protezione (hedging) posta in atto contro il calo dei tassi di mercato, con il pieno dispiegarsi di quest’ultima a partire dal secondo trimestre. Continua la significativa riduzione dei costi operativi anche grazie alle iniziative poste in essere per limitare gli effetti dell’intervenuta indeducibilità dell’IVA infra-gruppo. Il risk management preserva il basso profilo di rischio e porta a rettifiche nette di valore su crediti che - seppure elevate - registrano una dinamica non particolarmente accentuata in relazione al contesto macroeconomico. Alla luce dei riscontri nel trimestre alle azioni intraprese e dell’apporto al conto economico derivante dall’affrancamento della attività immateriali, appare possibile che l’utile netto consolidato dell’esercizio in corso risulti non molto inferiore a quello del 2008.


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Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico del 2008 sono stati riesposti a seguito del mutato perimetro di consolidamento integrale determinato principalmente dall’acquisizione del controllo di Pravex-Bank, società entrata nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel terzo trimestre 2008: per i primi due trimestri del 2008 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi.

Sempre ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale del primo trimestre 2008 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti  Pravex-Bank, il cui controllo è stato acquisito nel giugno 2008.


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L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel primo trimestre 2009: 1) 511 milioni di beneficio fiscale derivante dal rilascio di imposte differite connesso all’affrancamento delle attività immateriali a vita definita e del brand name, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 68 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 48 milioni, 3) 95 milioni  di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione e 4) 83 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione di CR Orvieto e di 17 sportelli e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 63 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte;

nel primo trimestre 2008: 1) 444 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 321 milioni, 2) 131 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione e 3) 1.372 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione di 198 sportelli e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 953 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte;

nel quarto trimestre 2008: 1) 184 milioni di euro di svalutazione prudenziale dei prodotti strutturati di credito, inclusa nel risultato dell’attività di negoziazione, e relativi risparmi d’imposta, 2) un milione di ripresa sulla posizione Lehman. inclusa nel risultato dell’attività di negoziazione, 3) 102 milioni di oneri relativi agli assegni circolari prescritti, inclusi negli altri proventi/oneri di gestione, e relativi risparmi d’imposta, 4) impairment per 3.050 milioni (inclusi per 1.065 milioni nelle rettifiche di valore dell’avviamento, per 908 milioni nelle rettifiche nette di valore su altre attività, per 326 milioni negli utili su attività finanziarie detenute fino a scadenza e su altri investimenti e per 751 milioni negli effetti economici dell’allocazione del costo di acquisizione) e relativi risparmi d’imposta, 5) 10 milioni di rettifiche nette su crediti, relativi all’ esposizione verso Lehman e le banche islandesi, e relativi risparmi d’imposta, 6) plusvalenza per 89 milioni derivante dalla cessione di Centrale dei Bilanci, inclusa negli utili su attività detenute sino a scadenza, e relative imposte, 7) 1.629 milioni di beneficio fiscale derivante da imposte differite, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 8) 255 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 182 milioni, 9) 135 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.


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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel primo trimestre del 2009, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione. Si precisa che tali prospetti e il resoconto trimestrale  non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione.


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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Ernesto Riva, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

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Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali dati previsionali comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.
I seguenti rilevanti fattori potrebbero far sì che i risultati effettivi del Gruppo differiscano significativamente da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali:
• la capacità del Gruppo di integrare con successo dipendenti, prodotti, servizi e sistemi nell’ambito della fusione tra Banca Intesa S.p.A. e Sanpaolo IMI S.p.A. nonché di altre recenti fusioni ed acquisizioni;
•  l'effetto delle decisioni delle autorità di vigilanza e dei cambiamenti nel quadro normativo;
•  l'effetto degli sviluppi politici ed economici in Italia e negli altri paesi in cui opera il Gruppo;
•  l'effetto delle fluttuazioni nei tassi di cambio e di interesse;
•  la capacità del Gruppo di ottenere il rendimento atteso dagli investimenti realizzati in Italia e negli altri paesi.
I fattori suddetti non costituiscono una lista completa. A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali dichiarazioni contenenti dati previsionali che valgono solo con riferimento alla data odierna. Di conseguenza, non è possibile assicurare che il Gruppo raggiunga i risultati previsti.

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