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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2009

  • Utile netto:
     • terzo trimestre 2009 a 674 mln. rispetto a 513 mln. del secondo trimestre 2009;
     • primi nove mesi 2009 a 2.262 mln. rispetto a 3.781 mln. dei primi nove mesi 2008.
  • Utile netto normalizzato(*):
     • terzo trimestre 2009 a 816 mln., +25% rispetto a 653 mln. del secondo trimestre 2009;
     • primi nove mesi 2009 a 2.113 mln. di euro, -37,9% rispetto a 3.401 mln. dei primi nove mesi 2008.
  • Risultato corrente al lordo delle imposte:
     • terzo trimestre 2009 a 1.350 mln., +13,5% rispetto a 1.189 mln. del secondo trimestre 2009;
     • primi nove mesi 2009 a 3.552 mln. di euro,  -37,1% rispetto a 5.648 mln. dei primi nove mesi 2008.
  • Proventi operativi netti:
     • terzo trimestre 2009 a 4.549 mln. di euro, -3,8% rispetto a 4.731 mln. del secondo trimestre 2009;
     • primi nove mesi 2009 a 13.416 mln. di euro, -5,4% rispetto a 14.183 mln. dei primi nove mesi 2008.
  • Oneri operativi:
    • terzo trimestre 2009 a 2.327 mln., -0,6% rispetto a 2.341 milioni del secondo trimestre 2009;
    • primi nove mesi 2009 a 6.982 mln. di euro, -3,5% rispetto a 7.237 mln. dei primi nove mesi 2008.
  • Risultato della gestione operativa:
    • terzo trimestre 2009 a 2.222 mln., -7% rispetto a 2.390 mln. del secondo trimestre 2009;
    • primi nove mesi 2009 a 6.434 mln. di euro, -7,4% rispetto a 6.946 mln. dei primi nove mesi 2008.
  • Coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2009: Tier 1 ratio all’ 8%.

 

Torino, Milano, 10 novembre 2009 – Si è riunito oggi sotto la presidenza di Enrico Salza il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2009 (1).  

Intesa Sanpaolo nei primi nove mesi del 2009 ha continuato ad attuare le linee d’azione che hanno contraddistinto la gestione del Gruppo - soprattutto nel contesto di crisi dei mercati finanziari internazionali avviatasi dal secondo semestre 2007 - e aventi come obiettivo prioritario la redditività sostenibile, determinata dalle scelte strategiche riguardanti non solo i ricavi e i costi ma anche la liquidità, la solidità e il basso profilo di rischio.

Le connesse politiche gestionali orientate al medio periodo hanno consentito al Gruppo nei primi nove mesi del 2009 di generare una crescita continua della redditività, trimestre dopo trimestre. In particolare, nel terzo trimestre, rispetto al secondo trimestre del 2009, il Gruppo ha registrato:
- una buona tenuta dei ricavi, nonostante l’impatto negativo derivante dall’abolizione della commissione di massimo scoperto, dall’ulteriore calo dei tassi euribor, che hanno raggiunto il minimo storico penalizzando il margine d’interesse, e dalla stagionalità estiva;
- una riduzione dei costi operativi;
- un significativo calo delle rettifiche su crediti,  mantenutesi comunque su livelli elevati, come previsto.
   
Ne è conseguito un risultato operativo post rettifiche su crediti in crescita del 6,9% a 1.399 milioni di euro nel terzo trimestre 2009 rispetto ai 1.309 milioni del secondo trimestre, che aveva a sua volta segnato un aumento del 20,2% rispetto ai 1.089 milioni del primo trimestre dell’anno.
 
Il che ha condotto a un robusto utile netto consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, nel terzo trimestre 2009 pari a 674 milioni di euro, rispetto ai 513 milioni del secondo trimestre e ai 1.075 milioni del primo trimestre (che aveva beneficiato di 511 milioni di rilascio di imposte differite), e quindi nei primi nove mesi del 2009 a 2.262 milioni, rispetto ai 3.781 milioni dei primi nove mesi del 2008 (che aveva registrato circa 1,2 miliardi di plusvalenze nette derivanti dalla cessione di sportelli e di partecipazioni), nonostante le significative rettifiche su crediti peraltro in linea con le aspettative.

L’utile netto consolidato normalizzato(*) è ammontato nel terzo trimestre 2009 a 816 milioni di euro rispetto ai 653 milioni del secondo trimestre (+25%) e ai 644 milioni del primo trimestre, e quindi è stato pari nei primi nove mesi del 2009 a 2.113 milioni, rispetto ai 3.401 milioni dei  primi nove mesi del 2008 (-37,9%).

Le politiche aziendali orientate a relazioni di lungo periodo con la clientela hanno poi condotto a una crescita dei volumi medi, rispetto al settembre 2008, del 9,4% per la raccolta diretta e del 2,5% per i crediti.
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(*) Nota metodologica sul calcolo dell’utile netto normalizzato a pagina 11.
(1)  Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 10.

I risultati di conto economico del terzo trimestre 2009

Il conto economico consolidato del terzo trimestre 2009(2) registra proventi operativi netti pari a 4.549 milioni di euro, in flessione del 3,8% rispetto ai 4.731 milioni del secondo trimestre 2009 e dell’ 1,2% rispetto ai 4.603 milioni del terzo trimestre 2008.

In quest’ambito, nel terzo trimestre 2009 gli interessi netti ammontano a 2.605 milioni, in diminuzione del 6,3% rispetto ai 2.779 milioni del secondo trimestre 2009 e del 14,4% rispetto ai 3.045 milioni del terzo trimestre 2008. La diminuzione è stata determinata dall’abolizione - con decorrenza dal terzo trimestre 2009 - della commissione di massimo scoperto, con un impatto di circa 90 milioni di euro, e dal continuo rilevante calo dei tassi euribor, che ha particolarmente penalizzato il margine d’interesse - data la decisione strategica di continuare a privilegiare il rafforzamento della liquidità del Gruppo in un contesto economico contraddistinto da una perdurante elevata incertezza - nonostante l’attenta gestione delle condizioni e l’adozione di misure di parziale protezione dalla riduzione dei tassi d’interesse.

Le commissioni nette sono pari a 1.363 milioni di euro, in aumento dell’ 1,7% rispetto ai 1.340 milioni del secondo trimestre 2009 e in flessione del 2,7% rispetto ai 1.401 milioni del terzo trimestre 2008. Rispetto al secondo trimestre 2009, si registrano commissioni da attività bancaria commerciale in aumento del 13,1%, anche a seguito di circa 40 milioni di beneficio derivante dall’introduzione della commissione di disponibilità fondi, e commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...) in flessione del 4,1%, nel cui ambito la componente relativa al risparmio gestito cresce del 6% e quella relativa ai prodotti assicurativi del 6,7%. Rispetto al terzo trimestre 2008, si registra un aumento del 6,7% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 7,1% di quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito la componente relativa ai prodotti assicurativi cresce del 12,4%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 447 milioni di euro, anche a seguito di 114 milioni di capital gain derivante dalle cessione delle interessenze in Natixis e Banca Generali, incluse nelle attività finanziarie disponibili per la vendita, e della ripresa dei mercati finanziari di cui ha beneficiato la valutazione delle attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione (con un conseguente effetto positivo di 39 milioni per i prodotti strutturati di credito), rispetto ai 439 del secondo trimestre 2009 (che aveva registrato 4 milioni di effetti positivi per i prodotti strutturati di credito) e ai 17 milioni del terzo trimestre 2008 (che aveva registrato 33 milioni di impatto negativo sui prodotti strutturati di credito). Senza la riclassificazione IAS di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione pari a 148 milioni.

Il risultato della gestione assicurativa ammonta 116 milioni di euro, rispetto ai 124 milioni del secondo trimestre 2009 e ai 43 milioni del terzo trimestre 2008.

Gli oneri operativi ammontano a 2.327 milioni di euro, in diminuzione dello 0,6% rispetto a 2.341 milioni del secondo trimestre 2009, a seguito di una riduzione del 7,9% per le spese amministrative, a fronte di una crescita del 2,9% per le spese del personale e del 7% per gli ammortamenti. Rispetto ai 2.398 milioni del terzo trimestre 2008, si registra un calo del 3%, determinato dalle spese del personale (-0,4%), dalle spese amministrative (-4,3%, nonostante l’effetto accrescitivo prodotto dall’IVA infragruppo) e dagli ammortamenti (-16%).
 
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.222 milioni di euro, in flessione del 7% rispetto ai 2.390 milioni del secondo trimestre 2009 e in aumento dello 0,8% rispetto ai 2.205 milioni del terzo trimestre 2008, con un cost/income ratio pari al 51,2% nel terzo trimestre 2009, al 49,5% nel secondo trimestre 2009 e al 52,1% nel terzo trimestre 2008.

Nel terzo trimestre 2009 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nel secondo trimestre 2009 e nel terzo trimestre 2008.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 885 milioni di euro, rispetto ai 1.216 milioni del secondo trimestre 2009 e ai 970 milioni del terzo trimestre 2008. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 66 milioni rispetto ai 63 milioni del secondo trimestre 2009 e ai 76 milioni del terzo trimestre 2008; le rettifiche nette su crediti sono pari a 823 milioni, in confronto ai 1.081 milioni del secondo trimestre 2009 (che avevano riflesso classificazioni prudenziali a crediti incagliati) e agli 854 milioni del terzo trimestre 2008; le rettifiche nette su altre attività registrano una ripresa netta di 4 milioni, rispetto a rettifiche nette di 72 milioni nel secondo trimestre 2009 e di 40 milioni nel terzo trimestre 2008.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 13 milioni, rispetto ai 15 milioni del secondo trimestre 2009 e ai 177 milioni del terzo trimestre 2008.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 1.350 milioni di euro, in aumento del 13,5% rispetto ai 1.189 milioni del secondo trimestre 2009 e in flessione del 4,4% rispetto ai 1.412 milioni del terzo trimestre 2008.

Il risultato netto consolidato è pari a 674 milioni di euro - in confronto ai 513 milioni del secondo trimestre 2009 e ai 674 milioni del terzo trimestre 2008 - dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 510 milioni di euro;
- oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 44 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 98 milioni;
- una perdita dei gruppi di attività in via di dismissione (al netto delle imposte) per 5 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 19 milioni.
Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto è pari a 816 milioni di euro nel terzo trimestre 2009, a 653 milioni nel secondo trimestre 2009 e a 865 milioni nel terzo trimestre 2008.
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(2) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 4.140 milioni a finanziamenti e crediti e per 235 milioni ad attività finanziarie disponibili per la vendita, senza la quale si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del terzo trimestre 2009 pari a 148 milioni (un impatto positivo di 80 milioni nei primi nove mesi del 2009 e negativo di 459 milioni nell’esercizio 2008); il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 6.244 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 settembre 2009 pari a 543 milioni (con un impatto positivo di 167 mln. nel terzo trimestre 2009 e di 319 mln. nei primi nove mesi del 2009).

I risultati di conto economico dei primi nove mesi del 2009

Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2009 registra proventi operativi netti pari a 13.416 milioni di euro, in flessione del 5,4% rispetto ai 14.183 milioni dei primi nove mesi del 2008.

In quest’ambito, nei primi nove mesi del 2009 gli interessi netti ammontano a 8.071 milioni, in diminuzione del 7,7% rispetto agli 8.740 milioni dei primi nove mesi del 2008.

Le commissioni nette sono pari a 3.958 milioni di euro, con un calo del 13,7% rispetto ai 4.586 milioni dei primi nove mesi del 2008, con la componente da attività bancaria commerciale in flessione del 4,4% e quella da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...) in calo del 23,7%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 993 milioni di euro - registrando 36 milioni di effetti negativi sui prodotti strutturati di credito - circa triplo rispetto ai 301 milioni dei primi nove mesi del 2008 (che avevano registrato 236 milioni di effetti negativi della crisi dei mercati finanziari sui prodotti strutturati di credito). Senza la riclassificazione IAS di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione pari a 80 milioni.

Il risultato della gestione assicurativa ammonta a 304 milioni di euro, rispetto ai 229 milioni dei primi nove mesi del 2008.

Gli oneri operativi ammontano a 6.982 milioni di euro, in calo del 3,5% rispetto ai 7.237 milioni dei primi nove mesi del 2008, a seguito di una riduzione del 3,4% per le spese del personale, dello 0,3% per le spese amministrative, nonostante l’effetto accrescitivo prodotto dall’IVA infragruppo, e del 17,7% per gli ammortamenti.
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 6.434 milioni di euro, in diminuzione del 7,4% rispetto ai 6.946 milioni dei primi nove mesi del 2008, con un cost/income ratio pari al 52%  rispetto al 51% del corrispondente periodo del 2008.

Nei primi nove mesi del 2009 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nei primi nove mesi del 2008.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 2.910 milioni di euro, rispetto ai 1.772 milioni dei primi nove mesi del 2008. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 198 milioni, rispetto ai 154 milioni dei primi nove mesi del 2008; le rettifiche nette su crediti sono pari a 2.637 milioni, rispetto ai 1.567 milioni dei primi nove mesi del 2008; le rettifiche nette su altre attività ammontano a 75 milioni, rispetto ai 51 milioni dei primi nove mesi del 2008.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 28 milioni rispetto ai 474 milioni dei primi nove mesi del 2008, che includevano 268 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione di Agos.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari 3.552 milioni di euro, in calo del 37,1% rispetto ai 5.648 milioni dei primi nove mesi del 2008.

Il risultato netto consolidato ammonta a 2.262 milioni di euro, in confronto ai 3.781 milioni dei primi nove mesi del 2008 (che includeva anche circa 930 milioni di plusvalenza al netto delle imposte derivante dalla cessione di 198 sportelli), dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 834 milioni di euro, che beneficiano di 511 milioni di rilascio di imposte differite nel primo trimestre, connesso all’affrancamento delle attività immateriali a vita definita e del brand name;
- oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 130 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 295 milioni;
- un utile dei gruppi di attività in via di dismissione (al netto delle imposte) per 45 milioni di euro, inclusivo di plusvalenze nette per 63 milioni derivanti dalla cessione di CR Orvieto e di 17 sportelli;
- una quota di pertinenza di terzi per 76 milioni.
Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto è pari a 2.113 milioni di euro, rispetto ai 3.401 milioni nei primi nove mesi del 2008.

Lo stato patrimoniale al 30 settembre 2009

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 settembre 2009 i crediti verso la clientela raggiungono i 378 miliardi di euro, in flessione dell’ 1,5% rispetto al 30 settembre 2008 (in crescita del 2,5% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo) e del 4,4% rispetto al 31 dicembre 2008. Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore -  a 17.968 milioni di euro, in aumento del 55,9% rispetto agli 11.524 milioni del 31 dicembre 2008. In quest’ambito, i crediti in sofferenza registrano un aumento da 3.968 a 4.859 milioni di euro, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’ 1,3% (1% al 31 dicembre 2008 e 1,2% al 30 giugno 2009) e un grado di copertura del 68% (70% a fine 2008 e 69% al 30 giugno 2009). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 125%. Gli incagli crescono da 5.291 a 9.017 milioni, soprattutto per effetto della prudenziale classificazione nel secondo trimestre di posizioni che hanno peraltro richiesto contenuti accantonamenti data l’elevata copertura delle garanzie, i ristrutturati da 399 a 1.994 milioni, essenzialmente a seguito della classificazione nel secondo trimestre di un singolo nominativo che non ha richiesto accantonamenti, e i crediti scaduti/sconfinanti da 1.866 a 2.098 milioni.
 
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 1.006 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), con una diminuzione del 2,4% rispetto al 30 settembre 2008 e una crescita del 2,3% rispetto al 31 dicembre 2008. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta ammonta a 434 miliardi, in aumento dello 0,3% rispetto al 30 settembre 2008 e dello 0,7% rispetto al 31 dicembre 2008; mentre la raccolta indiretta raggiunge i 598 miliardi, in diminuzione del 4,1% rispetto al 30 settembre 2008 e in crescita del 3,7% rispetto a fine 2008. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 223 miliardi, in calo del 5,3% rispetto al 30 settembre 2008 e in aumento del 4,3% rispetto a fine 2008; la nuova produzione vita nei primi nove mesi del 2009 ammonta a 9,1 miliardi di euro (+54,6% rispetto ai primi nove mesi del 2008). La raccolta amministrata raggiunge i 375 miliardi, in diminuzione del 3,3% rispetto al 30 settembre 2008 e in crescita del 3,2% rispetto al 31 dicembre 2008.

I coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2009 sono stati calcolati senza tenere conto di un’ipotesi di assegnazione di dividendo - dato che allo stato, pur essendo confermato il ritorno al dividendo per le azioni ordinarie, appare prematura la sua quantificazione - e risultano, applicando le regole di Basilea 2 foundation, pari al 7,2% per il Core Tier 1 ratio (6,3% al 31 dicembre 2008), all’ 8% per il Tier 1 ratio  (7,1% a fine 2008) e all’ 11,6% per il coefficiente patrimoniale totale (10,2% a fine 2008).

Il Consiglio di Gestione e il Consiglio di Sorveglianza del 29 settembre 2009, secondo le rispettive competenze, hanno deciso - alla luce dei risultati conseguiti dal Gruppo e del prevedibile andamento dell’economia - di:
- non ricorrere all’emissione dei Tremonti Bond;
- confermare l’intendimento di mantenere comunque strutturalmente il Gruppo Intesa Sanpaolo su livelli non inferiori al 7% di Core Tier 1 ratio e all’8% di Tier 1 ratio per i prossimi anni anche in caso di riavvio della crescita nell’attività creditizia, senza necessità di procedere ad aumenti di capitale e riprendendo la distribuzione dei dividendi anche alle azioni ordinarie già nel 2010 per l’esercizio 2009;
- aggiungere da subito un rafforzamento patrimoniale importante - fino a 40 centesimi di punto - attraverso l’emissione di Tier 1, che è stata realizzata con successo nello scorso mese di ottobre per  un ammontare di 1,5 miliardi di euro;
- sostituire in tempi brevi l’effetto “provvisorio” di 100 centesimi di punto che sarebbe derivato dai Tremonti Bond con effetti strutturali, almeno di pari importo, tramite operazioni di capital management - tra dismissioni totali o parziali, partnerships, quotazioni, ecc. - riguardanti attività non strategiche, cui si prevede di addivenire entro l’assemblea di aprile 2010;
- perseguire ulteriori azioni di capital management capaci di portare un rafforzamento patrimoniale di almeno altri 100 centesimi di punto, se necessario.

Un ulteriore effetto positivo sui coefficienti patrimoniali è atteso derivare dall’applicazione di Basilea 2 advanced, con un possibile beneficio - soggetto ad approvazione di Banca d’Italia e stimabile sulla base dell’attuale situazione economica - di circa 25 centesimi di punto per il Core Tier 1 ratio conseguibile nel 2010.

I coefficienti patrimoniali proforma conseguenti - includendo anche gli effetti della cessione del 50% di Findomestic e dell’acquisizione del 50% di Intesa Vita, in corso di finalizzazione - risulterebbero superiori al 9,6% per il Core Tier 1 ratio, al 10,8% per il Tier 1 ratio e al 14,4% per il coefficiente patrimoniale totale.


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Come già dettagliatamente reso noto in occasione della diffusione dei risultati 2007 e 2008, l’esposizione di Intesa Sanpaolo alla crisi dei mutui americani subprime è solo indiretta, tramite prodotti strutturati di credito, che hanno risentito dell’eccezionale flessione dei prezzi dall’ultimo trimestre del 2007 - con riflessi negativi sul risultato dell’attività di negoziazione, prevalentemente in termini di svalutazioni - fino al primo trimestre 2009, per poi registrare una ripresa - con riflessi positivi sul risultato di negoziazione - a partire dal secondo trimestre dell’anno, di cui si è detto nel precedente commento ai risultati di conto economico. Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 39 milioni di euro al 30 settembre 2009. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo, con particolare riferimento all’esposizione alla crisi dei mercati finanziari, viene riportata - come di consueto - nel resoconto trimestrale approvato dal Consiglio di Gestione nonché nelle specifiche pagine della presentazione dei risultati messa a disposizione del mercato.


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Al 30 settembre 2009, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 7.983 sportelli bancari - di cui 6.090 in Italia e 1.893 all’estero - con 106.307 dipendenti, 2.483 persone in meno rispetto al 31 dicembre 2008.  


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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (piccole imprese con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a 1 milione di euro);
- clientela Imprese, costituti da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 150 milioni;
-   clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre 1 milione di euro.
L’operatività con la clientela Privati e Imprese è realizzata tramite la Capogruppo Intesa Sanpaolo e le banche del Territorio (Banca di Credito Sardo, Banca di Trento e Bolzano, Banco di Napoli, Carifirenze, Casse del Centro, Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio in Bologna, Cassa di Risparmio di Venezia, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e Banca dell’Adriatico). Intesa Sanpaolo Private Banking è la società del Gruppo dedicata alla clientela Private. Al servizio degli enti nonprofit è stata costituita nel novembre 2007 Banca Prossima, che opera attraverso le filiali del Gruppo, con presidi locali e specialisti dedicati. Nella Divisione sono inoltre incluse società prodotto come Mediocredito Italiano, specializzata nel credito industriale, le compagnie assicurative EurizonVita, Sud Polo Vita, Intesa Vita e Intesa Previdenza, la società fiduciaria SIREFID e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.


Nel mese di dicembre 2008, è stato approvato il progetto di ulteriore rafforzamento organizzativo della Divisione, finalizzato a migliorare l’efficacia dell’azione commerciale sul territorio mantenendo al contempo un forte controllo dei costi. In seguito alla riorganizzazione, la struttura territoriale si articola in 8 Direzioni Regionali poste a coordinamento di 22 Aree / Banche Rete, disegnate in modo da garantire l’ottimale copertura territoriale, un omogeneo dimensionamento in termini di numero di filiali e di risorse assegnate e un’adeguata autonomia decisionale.   


La Divisione Banca dei Territori nel terzo trimestre 2009 registra:
- proventi operativi netti per 2.518 milioni di euro, in diminuzione dell’ 8,5% rispetto ai 2.752 milioni del secondo trimestre 2009;
- oneri operativi per 1.503 milioni, in aumento dell’ 1,9% rispetto ai 1.475 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato della gestione operativa di 1.015 milioni, in calo del 20,5% rispetto ai 1.277 milioni del secondo trimestre 2009;
- un cost/income ratio al 59,7% dal 53,6% del secondo trimestre 2009;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 452 milioni, rispetto ai 568 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 563 milioni, in diminuzione del 20,6% rispetto ai 709 milioni del secondo trimestre 2009;
 - un risultato netto di 259 milioni, in calo del 34,7% rispetto ai 397 milioni del secondo trimestre 2009.


Nei primi nove mesi del 2009, la Divisione Banca dei Territori registra:
- proventi operativi netti per 7.848 milioni (-12,6% rispetto ai 8.979 milioni dei primi nove mesi del 2008), pari al 58% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (63% nei primi nove mesi del 2008);
- oneri operativi per 4.488 milioni, in flessione del 5,3% rispetto ai 4.739 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato della gestione operativa di 3.360 milioni, in diminuzione del 20,8% rispetto ai 4.240 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un cost/income ratio pari al 57,2%, rispetto al 52,8% dei primi nove mesi del 2008;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 1.428 milioni, rispetto ai 1.040 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 1.932 milioni, in calo del 39,6% rispetto ai 3.199 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato netto di 1.038 milioni, in diminuzione del 30,4% rispetto ai 1.491 milioni dei primi nove mesi del 2008. 


 
Eurizon Capital è la società, in crescente sinergia con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’ “architettura aperta” attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital (Lussemburgo) ed Eurizon Alternative Investments, preposte alla promozione e alla gestione, rispettivamente, di fondi di diritto lussemburghese e di fondi alternativi. Il Gruppo Intesa Sanpaolo è presente nel settore del risparmio gestito anche in Cina, tramite il 49,9% della società di asset management Penghua Fund Management.


Eurizon Capital nel terzo trimestre 2009 registra:
- proventi operativi netti per 62 milioni di euro, in aumento del 2,8% rispetto ai 60 milioni del secondo trimestre 2009;
- oneri operativi per 30 milioni, in flessione del 2,1% rispetto ai 31 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato della gestione operativa per 31 milioni, in crescita dell’ 8% rispetto ai 29 milioni del secondo trimestre 2009;
- un cost/income ratio in miglioramento al 49,1% dal 51,6% del secondo trimestre 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 30 milioni, in linea con il secondo trimestre 2009;
- un risultato netto di 12 milioni, in flessione del 2,9 % rispetto ai 13 milioni del secondo trimestre 2009.


Eurizon Capital nei primi nove mesi del 2009 registra:
- proventi operativi netti per 190 milioni di euro, in diminuzione del 30,1% rispetto ai 272 milioni del primi nove mesi del 2008, pari all’ 1% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (2% nei primi nove mesi del 2008);
- oneri operativi per 92 milioni, in calo del 17,1% rispetto ai 111 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato della gestione operativa di 98 milioni, in diminuzione del 39,1% rispetto ai 161 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un cost/income ratio pari al 48,4%, rispetto al 40,8% dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 98 milioni, in diminuzione del 38,8% rispetto ai 160 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato netto di 42 milioni, in diminuzione del 25% rispetto ai 56 milioni dei primi nove mesi del 2008.


La Divisione Corporate & Investment Banking comprende:
- Large & International Corporate, cui compete la relazione con i grandi gruppi italiani (imprese prevalentemente con fatturato superiore a 500 milioni di euro) e con la clientela corporate estera;
- Mid Corporate Italia, cui compete la relazione con le imprese italiane con fatturato superiore a 150 milioni e prevalentemente fino a 500 milioni;
- Global Services, cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque, Intesa Sanpaolo Bank Ireland e ZAO Banca Intesa) e l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie italiane ed estere, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, della custodia e del regolamento titoli, di banca depositaria e corrispondente;
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
- Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientrano inoltre l’attività di Leasint, Mediofactoring e quella di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

 
La Divisione Corporate e Investment Banking nel terzo trimestre 2009 registra:
- proventi operativi netti per 1.059 milioni di euro, in flessione del 2% rispetto ai 1.081 milioni del secondo trimestre 2009;
- oneri operativi per 233 milioni, in linea con i 230 milioni  del secondo trimestre 2009;
- un risultato della gestione operativa di 826 milioni, in diminuzione del 2,9% rispetto agli 851 milioni del secondo trimestre 2009;
- un cost/income ratio del 22% rispetto al 21,3% del secondo trimestre 2009;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 178 milioni, dimezzato rispetto ai 375 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 648 milioni, in aumento del 36,6% rispetto ai 474 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato netto di 445 milioni, in crescita del 18,2% rispetto ai 376 milioni del secondo trimestre 2009.

 

Nei primi nove mesi del 2009, la Divisione Corporate e Investment Banking registra:
- proventi operativi netti per 2.961 milioni di euro, in crescita del 52,2% rispetto ai 1.946 milioni dei primi nove mesi del 2008, pari al 22% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (14% nei primi nove mesi del 2008);
- oneri operativi per 693 milioni, in linea con i 698 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato della gestione operativa di 2.268 milioni, in aumento dell’ 81,7% rispetto ai 1.248 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un cost/income ratio in miglioramento al 23,4% dal 35,9% dei primi nove mesi del 2008;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 731 milioni, rispetto ai 308 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 1.536 milioni, in aumento del 62,5% rispetto ai 945 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato netto di 1.096 milioni, in crescita del 70,5% rispetto ai 643 milioni dei primi nove mesi del 2008.

Public Finance ha il compito di servire la clientela Stato, enti pubblici, enti locali, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata, sviluppando le attività di finanziamento e l’operatività bancaria corrente, la finanza di progetto, le cartolarizzazioni, di prestare consulenza di carattere finanziario, con l'obiettivo di favorire la collaborazione tra pubblico e privato e di assistere le iniziative e i progetti di investimento nelle grandi infrastrutture, la sanità, la ricerca e la pubblica utilità in genere. L’attività è svolta tramite Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo.

Public Finance nel terzo trimestre 2009 registra:
- proventi operativi netti per 93 milioni di euro, in diminuzione del 26,5% rispetto ai 126 milioni del secondo trimestre 2009;
- oneri operativi per 19 milioni, pressoché invariati rispetto al secondo trimestre 2009;
- un risultato della gestione operativa di 74 milioni, in calo del 31,6% rispetto ai 107 milioni del secondo trimestre 2009;
-  un cost/income ratio pari al 20,8%, rispetto al 14,9% del secondo trimestre 2009;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette che segna riprese nette per 2 milioni rispetto a rettifiche nette per 77 milioni nel secondo trimestre 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 76 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 30 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato netto di 43 milioni, triplicato rispetto ai 14 milioni del secondo trimestre 2009.


 
Nei primi nove mesi del 2009, Public Finance registra:
- proventi operativi netti per 334 milioni di euro, in aumento del 39,7% rispetto ai 239 milioni dei primi nove mesi del 2008, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto ai primi nove mesi del 2008);
- oneri operativi per 58 milioni, in diminuzione del 4,9% rispetto ai 61 milioni dei primi nove mesi 2008;
- un risultato della gestione operativa di 276 milioni, in aumento del 55,1% rispetto ai 178 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un cost/income ratio in miglioramento al 17,4% dal 25,5% dei primi nove mesi del 2008;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 78 milioni rispetto ai 125 milioni dei primi nove mesi del 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 198 milioni, pressoché quadruplicato rispetto ai 53 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato netto di 111 milioni, rispetto ai 16 milioni dei primi nove mesi del 2008.


La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione è strutturata in tre Direzioni, a presidio dei diversi ambiti geografici in cui opera: i) la Direzione Area Banche SEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Sud Orientale, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) la Direzione Area Banche CEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Centro Orientale, Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia, CIB Bank in Ungheria; iii) la Direzione Aree Banche CIS e South Mediterranean, cui fanno capo le controllate KMB Bank nella Federazione Russa, Pravex-Bank in Ucraina e Bank of Alexandria in Egitto.


La Divisione Banche Estere nel terzo trimestre 2009 registra:
- proventi operativi netti per 553 milioni di euro, in flessione dell’ 1,8% rispetto ai 563 milioni del secondo trimestre 2009;
- oneri operativi per 277 milioni, in calo del  4,9% rispetto ai 291 milioni del secondo trimestre 2009,
- un risultato della gestione operativa di 276 milioni, in crescita dell’ 1,5% rispetto ai 272 milioni del secondo trimestre 2009;
- un cost/income ratio al 50,1%, rispetto al 51,7% del secondo trimestre 2009;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 155 milioni, rispetto ai 164 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 122 milioni, in crescita del 14,3% rispetto ai 107 milioni del secondo trimestre 2009;
-  un risultato netto di 92 milioni, in aumento del 12,6% rispetto agli 81 milioni del secondo trimestre 2009.


Nei primi nove mesi del 2009, la Divisione Banche Estere registra:
- proventi operativi netti per 1.643 milioni di euro, in flessione dell’ 1,5% rispetto ai 1.668 milioni dei primi nove mesi 2008 (se si esclude l’effetto cambio, i proventi netti aumentano del 5,7%), pari al 12% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto ai primi nove mesi 2008);
- oneri operativi per 853 milioni, in flessione del 3,5% rispetto agli 884 milioni dei primi nove mesi 2008;
- un risultato della gestione operativa di 790 milioni, in linea con i 784 milioni dei primi nove mesi del 2008 (se si esclude l’effetto cambio, il risultato della gestione operativa cresce del 7,4%);
- un cost/income ratio al 51,9%, rispetto al 53% dei primi nove mesi del 2008;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 463 milioni, rispetto ai 156 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato corrente al lordo delle imposte dimezzato a 327 milioni dai 632 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato netto dimezzato a 254 milioni dai 504 milioni dei primi nove mesi del 2008.

Banca Fideuram, tramite la propria rete di private bankers, svolge attività di asset gathering al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e nel terzo trimestre 2009 registra:
- proventi operativi netti per 146 milioni di euro, in aumento del 2,2% rispetto ai 143 milioni del secondo trimestre 2009;
- oneri operativi per 84 milioni, in aumento del 5% rispetto agli 81 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato della gestione operativa di 62 milioni, in flessione dell’ 1,4% rispetto ai 63 milioni del secondo trimestre 2009;
- un cost/income ratio pari al 57,7%, rispetto al 56,2% del secondo trimestre 2009;
- accantonamenti e rettifiche nette per 10 milioni;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 52 milioni, in diminuzione del 2,2% rispetto ai 54 milioni del secondo trimestre 2009;
- un risultato netto di 20 milioni, in crescita del 3,2% rispetto ai 19 milioni del secondo trimestre 2009.

Nei primi nove mesi del 2009, Banca Fideuram registra:
- proventi operativi netti per 443 milioni di euro, in diminuzione dell’ 11,9% rispetto ai 503 milioni dei primi nove mesi del 2008, pari al 3% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (4% nei primi nove mesi del 2008);
- oneri operativi per 244 milioni, in flessione dell’ 1,2% rispetto ai 247 milioni dei primi nove mesi 2008;
- un risultato della gestione operativa di 199 milioni, in calo del 22,3% rispetto ai 256 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un cost/income ratio pari al 55,1%, rispetto al 49,1% dei primi nove mesi del 2008;
- accantonamenti e rettifiche nette per 29 milioni;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 170 milioni, in diminuzione del 23,8%, rispetto ai 223 milioni dei primi nove mesi del 2008;
- un risultato netto di 67 milioni, in diminuzione del 9,5% rispetto ai 74 milioni dei primi nove mesi 2008.

 

Le prospettive per l’esercizio in corso

L’andamento dei primi nove mesi dell’anno conferma l’efficace attuazione delle azioni che erano state delineate per il 2009 in sede di comunicazione al mercato dei risultati dell’esercizio 2008, nel quadro di politiche gestionali orientate al medio periodo che hanno consentito al Gruppo in particolare di:
- presidiare la generazione dei ricavi, in particolare contrastando la pressione sul margine d’interesse, derivante dal minimo storico raggiunto dai rendimenti di mercato, mediante un’attenta gestione delle condizioni e la parziale protezione posta in atto contro il calo dei tassi d’interesse;
- continuare la tendenziale riduzione dei costi operativi, nonostante gli effetti dell’intervenuta indeducibilità dell’IVA infra-gruppo;
- preservare il basso profilo di rischio, con un risk management conservativo, che è sottostante sia al relativo contenimento delle rettifiche nette di valore su crediti sia al positivo andamento del risultato dell’attività di negoziazione connesso alla favorevole dinamica dei mercati finanziari.
Alla luce dei riscontri dei primi nove mesi e dell’apporto di circa 260 milioni di euro derivante dalla finalizzazione della cessione di Findomestic prevista per il quarto trimestre, appare plausibile che l’utile netto consolidato dell’esercizio in corso possa risultare superiore a quello del 2008.


* * *

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico del 2008 sono stati riesposti a seguito del mutato perimetro di consolidamento integrale determinato principalmente dall’acquisizione del controllo di Pravex-Bank, società entrata nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel terzo trimestre 2008: per i primi due trimestri del 2008 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi.

Sempre ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale del primo trimestre 2008 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti  Pravex-Bank, il cui controllo è stato acquisito nel giugno 2008.


* * *
 

L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel primo trimestre 2009: 1) 511 milioni di beneficio fiscale derivante dal rilascio di imposte differite connesso all’affrancamento delle attività immateriali a vita definita e del brand name, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 68 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 48 milioni, 3) 95 milioni  di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione e 4) 83 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione di CR Orvieto e di 17 sportelli e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 63 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte;

nel secondo trimestre 2009: 1) 60 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 38 milioni, e 2) 102 milioni  di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2009: 1) 61 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 44 milioni, e 2) 98 milioni  di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2008: 1) 444 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 321 milioni, 2) 131 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione e 3) 1.372 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione di 198 sportelli e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 953 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte;

nel secondo trimestre 2008: 1) 67 milioni rivenienti dalla transazione IMI-SIR inclusi negli altri proventi di gestione e relative imposte, 2) 268 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione di Agos inclusi negli utili su attività detenute sino a scadenza e relative imposte, 3) 98 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 68 milioni, 4) 153 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione e 5) 20 milioni di rettifiche, al netto dei risparmi d’imposta, connesse alla cessione di 198 sportelli, incluse nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte.

nel terzo trimestre 2008: 1) 59 milioni rivenienti dalla transazione IMI-SIR inclusi negli altri proventi di gestione e relative imposte, 2) 122 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 86 milioni, e 3) 148 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.


* * *

Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2009, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione. Si precisa che tali prospetti e il resoconto trimestrale non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione.

* * *

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Ernesto Riva, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

* * *

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali dati previsionali comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.
I seguenti rilevanti fattori potrebbero far sì che i risultati effettivi del Gruppo differiscano significativamente da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali:
• la capacità del Gruppo di integrare con successo dipendenti, prodotti, servizi e sistemi nell’ambito della fusione tra Banca Intesa S.p.A. e Sanpaolo IMI S.p.A. nonché di altre recenti fusioni ed acquisizioni;
•  l'effetto delle decisioni delle autorità di vigilanza e dei cambiamenti nel quadro normativo;
•  l'effetto degli sviluppi politici ed economici in Italia e negli altri paesi in cui opera il Gruppo;
•  l'effetto delle fluttuazioni nei tassi di cambio e di interesse;
•  la capacità del Gruppo di ottenere il rendimento atteso dagli investimenti realizzati in Italia e negli altri paesi.
I fattori suddetti non costituiscono una lista completa. A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali dichiarazioni contenenti dati previsionali che valgono solo con riferimento alla data odierna. Di conseguenza, non è possibile assicurare che il Gruppo raggiunga i risultati previsti.

 

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