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 INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2010 

 

  •  Utile netto:                                           4° trimestre a 505 mln. di euro, in linea con i 510 mln. del 3°;
                                                                  anno  a 2.705 mln., -3,6%  rispetto  a  2.805 mln.  del 2009,  e
                                                                  normalizzato(*) a 2.329 mln., in linea con i 2.356 mln. del 2009.
  • Proposta distribuzione dividendi:     un miliardo di euro, 8 centesimi di euro per azione ordinaria
                                                                  e 9,1 centesimi di euro per azione di risparmio.
  • Proventi operativi netti:                    4° trimestre a 4.221 mln., +3,1% rispetto a 4.093 mln. del 3°;
                                                                  anno a 16.625 mln., -5,9% rispetto a 17.659 mln. del 2009.
  • Oneri operativi:                                  4° trimestre a 2.509 mln., +10,4% rispetto a 2.272 mln. del 3°;
                                                                 anno a 9.354 mln., -1,8% rispetto a 9.523 mln. del 2009.
  • Risultato gestione operativa:           4° trimestre a 1.712 mln., -6% rispetto a 1.821 mln. del 3°;
                                                                 anno a  7.271 mln., -10,6% rispetto agli 8.136 mln. del 2009.
  • Risultato corrente lordo imposte:   4° trimestre a 938 mln., -12,7% rispetto a 1.075 mln. del 3°;
                                                                 
    anno a 3.983 mln., -10,2% rispetto a 4.437 mln. del 2009.
  • Coefficienti patrimoniali:                   al 31 dicembre 2010, Core Tier 1 ratio al 7,9%;
                                                                 Core Tier 1 ratio proforma(°)  all’ 8,1%;
                                                                 Tier 1 ratio al 9,4%.

 

Torino, Milano, 15 marzo 2011 – Si è riunito oggi sotto la presidenza di Andrea Beltratti il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e consolidato al 31 dicembre 2010 (1).  

Il Gruppo anche nel quarto trimestre del 2010 ha continuato a perseguire - come nei precedenti trimestri dell’esercizio - l’obiettivo prioritario della redditività sostenibile fondata sulle scelte strategiche riguardanti non solo i ricavi e i costi ma anche la liquidità, la solidità e il contenuto profilo di rischio, che hanno caratterizzato Intesa Sanpaolo in tutti gli esercizi dalla fusione. Le conseguenti politiche gestionali orientate al medio periodo, unitamente ad alcuni segni di ripresa del ciclo e ai connessi riflessi positivi per il Gruppo, hanno permesso a Intesa Sanpaolo di registrare nel 2010 rispetto al 2009:
- una crescita delle commissioni nette;
- una diminuzione dei costi operativi;
- una riduzione delle rettifiche su crediti.

 

Il che ha condotto alla generazione di un utile netto consolidato del Gruppo nel quarto trimestre 2010 pari a 505 milioni di euro, in linea con i 510 milioni del precedente trimestre, e nell’esercizio 2010 pari a 2.705 milioni, con una flessione del 3,6% rispetto ai 2.805 milioni del 2009 dovuta ai tassi euribor ai minimi storici e alle tensioni sui mercati dell’area euro, che hanno penalizzato rispettivamente gli interessi netti e il risultato dell’attività di negoziazione.

L’utile netto consolidato normalizzato - calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti (*) - è ammontato nel quarto trimestre 2010 a 485 milioni di euro, in diminuzione del 23,4% rispetto ai 633 milioni del precedente trimestre, e nell’esercizio 2010 a 2.329 milioni, in linea con i 2.356 milioni del 2009.

Nel quadro di una politica di dividendo sostenibile che trae origine da una redditività sostenibile, l’odierno Consiglio di Gestione ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di un miliardo di euro di dividendi, con 8 centesimi di euro per azione ordinaria e 9,1 centesimi di euro per azione di risparmio.

______________________
(*) Nota metodologica sul calcolo dell’utile netto normalizzato a pagina 13.
(°) Calcolato includendo le operazioni in corso di finalizzazione indicate a pagina 5.
(1) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 13.
 
La proposta di distribuzione di dividendo, che verrà sottoposta alla prossima Assemblea ordinaria, prevede l’attribuzione di un monte dividendi pari a 1.032.803.230 euro, risultante da un dividendo unitario di 8 centesimi di euro per ciascuna delle n. 11.849.332.367 azioni ordinarie e da un dividendo unitario di 9,1 centesimi di euro per ciascuna delle n. 932.490.561 azioni di risparmio. Il pagamento del dividendo, se approvato dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 26 maggio 2011 (con stacco cedole il 23 maggio). Rapportando il dividendo unitario al prezzo dell’azione registrato lo scorso 14 marzo, risulterebbe un rendimento (dividend yield) pari al 3,4% per l’azione ordinaria e al 4,5% per l’azione di risparmio.

I risultati di conto economico del quarto trimestre 2010

Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2010 (2) registra proventi operativi netti pari a 4.221 milioni di euro, in aumento del 3,1% rispetto ai 4.093 milioni del terzo trimestre 2010 e in flessione dell’ 1,8% rispetto ai 4.297 milioni del quarto trimestre 2009.

In quest’ambito, nel quarto trimestre 2010 gli interessi netti ammontano a 2.422 milioni, con una flessione dell’ 1,9% rispetto ai 2.470 milioni del terzo trimestre 2010 e del 2,9% rispetto ai 2.494 milioni del quarto trimestre 2009, risentendo anche del ritardo di circa 3-6 mesi con cui si riprezzano le attività rispetto alle passività finanziarie, a fronte del rialzo registrato tra il terzo e il quarto trimestre 2010 dai tassi euribor (rimasti peraltro ancora su livelli di minimo storico), in presenza di un dato medio degli impieghi nel quarto trimestre 2010 in ripresa rispetto al precedente trimestre (+0,6%) ma ancora in calo rispetto al corrispondente trimestre del 2009 (-2,5%).

Le commissioni nette sono pari a 1.519 milioni di euro, in crescita del 14% rispetto ai 1.333 milioni del terzo trimestre 2010 e dell’ 1% rispetto al quarto trimestre 2009. Rispetto al terzo trimestre 2010, si registrano commissioni da attività bancaria commerciale in aumento del 4,1% e commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...) in crescita del 23,4% (nel cui ambito quella della componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli è pari al 72,6%, quella relativa ai prodotti assicurativi al 23,6% e quella relativa al risparmio gestito al 9,2% anche per effetto di circa 24 milioni di euro di commissioni di performance). Rispetto al quarto trimestre 2009, si registra una flessione del 2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 3,6% di quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza (nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 18,7%, quella relativa ai prodotti assicurativi cresce dell’ 8% e quella relativa al risparmio gestito risulta pressoché invariata a fronte di circa 60 milioni di euro di commissioni di performance registrate nel quarto trimestre 2009).

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 123 milioni di euro (con un apporto negativo di 58 milioni dall’attività di proprietary trading e tesoreria e uno positivo di 32 milioni dai prodotti strutturati di credito), rispetto ai 126 milioni del terzo trimestre 2010 (con un apporto positivo di 8 milioni dall’attività di proprietary trading e tesoreria e di 27 milioni dai prodotti strutturati di credito) e ai 129 milioni del quarto trimestre 2009 (con un apporto positivo di 2 milioni dall’attività di proprietary trading e tesoreria e di 10 milioni dai prodotti strutturati di credito). Senza la riclassificazione IAS di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione pari a 8 milioni.


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(2) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 3.257 milioni a finanziamenti e crediti e per 184 milioni ad attività finanziarie disponibili per la vendita, senza la quale si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del quarto trimestre 2010 pari a 8 milioni (un impatto positivo di 92 milioni nell’esercizio 2010 e di 72 milioni nell’esercizio 2009, negativo di 459 milioni nell’esercizio 2008); il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 6.312 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 31 dicembre 2010 pari a 1.146 milioni (con un impatto positivo di 73 milioni nel quarto trimestre 2010 e negativo di 536 milioni nell’esercizio 2010).
 


Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 126 milioni di euro, rispetto ai 173 milioni del terzo trimestre 2010 e ai 136 milioni del quarto trimestre 2009.

Gli oneri operativi ammontano a 2.509 milioni di euro, con un aumento - di natura stagionale - del 10,4% rispetto ai 2.272 milioni del terzo trimestre 2010, a seguito di una crescita del 5% delle spese del personale, del 18,9% delle spese amministrative  e del 18,1% degli ammortamenti. Rispetto ai 2.563 milioni del quarto trimestre 2009, si registra una riduzione del 2,1%, conseguente a una diminuzione dell’ 1,3% delle spese del personale, dello 0,2% delle spese amministrative e del 16,3% degli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.712 milioni di euro, in diminuzione del 6% rispetto ai 1.821 milioni del terzo trimestre 2010 e dell’ 1,3% rispetto ai 1.734 milioni del quarto trimestre 2009, con un cost/income ratio nel quarto trimestre 2010 pari al 59,4% rispetto al 55,5% del terzo trimestre 2010 e al 59,6% del quarto trimestre 2009.

Nel quarto trimestre 2010 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nel terzo trimestre 2010 e nel quarto trimestre 2009.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.036 milioni di euro, rispetto ai 746 milioni del terzo trimestre 2010 e ai 1.332 milioni del quarto trimestre 2009. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 144 milioni (inclusivi di 100 milioni di stanziamento prudenziale per possibili definizioni di controversie), rispetto ai 30 milioni del terzo trimestre 2010 e ai 100 milioni del quarto trimestre 2009; le rettifiche nette su crediti sono pari a 845 milioni, con una crescita rispetto ai 711 milioni del terzo trimestre 2010 - dovuta per circa 100 milioni a Neos Finance (credito al consumo) e circa 40 milioni a Centro Leasing, che risentono di rettifiche non ricorrenti - e un significativo calo rispetto ai 1.069 milioni del quarto trimestre 2009; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 47 milioni, rispetto ai 5 milioni del terzo trimestre 2010 e ai 163 milioni del quarto trimestre 2009.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 262 milioni di euro - che include 255 milioni di apporto positivo derivante dall’adeguamento al fair value della valutazione del 50% di Intesa Vita già detenuto, conseguente all’acquisizione del controllo totalitario - rispetto al saldo nullo del terzo trimestre 2010 e a quello positivo di 517 milioni del quarto trimestre 2009, che includeva plusvalenze per 439 milioni derivanti dalla cessione di Findomestic e per 70 milioni derivanti da Esaote.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 938 milioni di euro, in diminuzione del 12,7% rispetto ai 1.075 milioni del terzo trimestre 2010 e in aumento del 2,1% rispetto ai 919 milioni del quarto trimestre 2009.

Il risultato netto consolidato è pari a 505 milioni di euro, in linea con i 510 milioni di euro del terzo trimestre 2010 e in flessione del 7% rispetto ai 543 milioni del quarto trimestre 2009, dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 297 milioni di euro;
- oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 18 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 102 milioni;
- un utile dei gruppi di attività in via di dismissione per 3 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 19 milioni.

Nel quarto trimestre 2010 non sono incluse le plusvalenze derivanti dall’operazione di cessione di Cassa di Risparmio della Spezia e di 96 sportelli al gruppo Crédit Agricole, ancora in corso di finalizzazione.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto nel quarto trimestre 2010 è pari a 485 milioni di euro, in diminuzione del 23,4% rispetto ai 633 milioni di euro del terzo trimestre 2010 e raddoppiato rispetto ai 243 milioni del quarto trimestre 2009.

 
I risultati di conto economico del 2010

Il conto economico consolidato del 2010 registra proventi operativi netti pari a 16.625 milioni di euro, in flessione del 5,9% rispetto ai 17.659 milioni del 2009.

In quest’ambito, nel 2010 gli interessi netti ammontano a 9.768 milioni di euro, con una diminuzione del 7,2% rispetto ai 10.525 milioni del 2009 dovuta principalmente alla rilevante discesa dei tassi euribor, che ha particolarmente penalizzato il margine d’interesse - nonostante l’attenta gestione delle condizioni e l’adozione di misure di parziale protezione dalla riduzione dei tassi d’interesse - data la decisione strategica di continuare a privilegiare il rafforzamento della liquidità del Gruppo in un contesto economico contraddistinto da una perdurante elevata incertezza, ulteriormente comprovata dalle tensioni manifestatesi nell’area euro dal secondo trimestre 2010; alla diminuzione degli interessi netti ha inoltre concorso per 178 milioni l’abolizione della commissione di massimo scoperto con decorrenza dal terzo trimestre 2009.

Le commissioni nette sono pari a 5.671 milioni di euro, in aumento del 5,7% rispetto ai 5.364 milioni del 2009, con una crescita della componente da attività bancaria commerciale pari al 2,7% (anche a seguito di 56 milioni di beneficio derivante dall’introduzione della commissione di disponibilità fondi) e della componente da attività di gestione, intermediazione e consulenza pari al 6,9% (nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli aumenta del 3,1%, quella relativa ai prodotti assicurativi del 6% e quella relativa al risparmio gestito del 13,2%).

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 464 milioni di euro (inclusivo di un apporto negativo di 162 milioni dall’attività di proprietary trading e tesoreria e di uno positivo di 96 milioni dai prodotti strutturati di credito), rispetto ai 1.122 milioni del 2009 (inclusivo di 114 milioni di capital gain derivante dalle cessione delle interessenze in Natixis e Banca Generali e di un apporto positivo di 184 milioni dall’attività di proprietary trading e tesoreria e di uno negativo di 26 milioni dai prodotti strutturati di credito). Senza la riclassificazione IAS di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione pari a 92 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 654 milioni di euro, rispetto ai 589 milioni del 2009.

Gli oneri operativi ammontano a 9.354 milioni di euro, con un calo dell’ 1,8% rispetto ai 9.523 milioni del 2009, determinato dalle spese del personale (-0,8%), dalle spese amministrative (-1,4%) e dagli ammortamenti (-11,2%).

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 7.271 milioni di euro, in diminuzione del 10,6% rispetto agli 8.136 milioni del 2009, con un cost/income ratio al 56,3% rispetto al 53,9% del 2009.

Nel 2010 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nel 2009.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 3.561 milioni di euro, in diminuzione del 16,1% rispetto ai 4.244 milioni del 2009. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 358 milioni (inclusivi di 100 milioni di stanziamento prudenziale per possibili definizioni di controversie), rispetto ai 298 milioni del 2009; le rettifiche nette su crediti sono pari a 3.108 milioni, in confronto ai 3.706 milioni del 2009; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 95 milioni, rispetto ai 240 milioni del 2009.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 273 milioni di euro (che include 255 milioni di apporto positivo derivante dall’adeguamento al fair value della valutazione del 50% di Intesa Vita già detenuto, conseguente all’acquisizione del controllo totalitario), rispetto ai 545 milioni del 2009 (che includeva plusvalenze per 439 milioni derivanti dalla cessione di Findomestic e per 70 milioni derivanti da Esaote).

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 3.983 milioni di euro, in diminuzione del 10,2% rispetto ai 4.437 milioni del 2009.

Il risultato netto consolidato è pari a 2.705 milioni di euro - in flessione del 3,6% rispetto ai 2.805 milioni del 2009 (che aveva beneficiato di 511 milioni di rilascio di imposte differite) - dopo la contabilizzazione di:
 
- imposte per 1.401 milioni di euro (che beneficiano di 86 milioni di rilascio di imposte differite);
- oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 72 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 398 milioni;
- un utile dei gruppi di attività in via di dismissione (al netto delle imposte) per 694 milioni, inclusivo di 648 milioni di plusvalenza netta da cessione delle attività di securities services;
- una quota di pertinenza di terzi per 101 milioni.

Nel 2010 non sono incluse le plusvalenze derivanti dall’operazione di cessione di Cassa di Risparmio della Spezia e di 96 sportelli al gruppo Crédit Agricole, ancora in corso di finalizzazione.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto del 2010 è pari a 2.329 milioni di euro, in linea con i 2.356 milioni del 2009.

Lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2010

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2010 i crediti verso la clientela raggiungono i 379 miliardi di euro, in crescita dell’ 1% rispetto al 31 dicembre 2009 (in diminuzione del 4,6% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 21.208 milioni di euro, in aumento dell’1,8% rispetto ai 20.836 milioni del 30 settembre 2010 e del 3,7% rispetto ai 20.456 milioni del 31 dicembre 2009. In quest’ambito, i crediti in sofferenza registrano un aumento a 7.354 milioni di euro dai 6.634 milioni del 30 settembre 2010 e dai 5.365 milioni del 31 dicembre 2009, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’ 1,9% (1,8% al 30 settembre 2010 e 1,4% al 31 dicembre 2009) e un grado di copertura del 64% (rispetto al 66% di settembre 2010 e al 67% di dicembre 2009). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 123%. Gli incagli scendono a 9.006 milioni di euro dai 9.663 milioni di settembre 2010 e dai 10.375 milioni di fine 2009, i ristrutturati ammontano a 3.334 milioni di euro rispetto ai 3.339 milioni di settembre 2010 e ai 2.293 milioni di dicembre 2009 e i crediti scaduti/sconfinanti risultano pari a 1.514 milioni di euro rispetto ai 1.200 milioni di settembre 2010 (con un aumento dovuto a due sole posizioni, di cui ad oggi una tornata in bonis e l’altra ristrutturata) e ai 2.423 milioni di dicembre 2009 (il calo rispetto a fine 2009 è dovuto anche alla significativa diminuzione di posizioni scadute da 90 giorni conseguente all’applicazione ai mutui residenziali dei modelli interni per la determinazione dei requisiti patrimoniali a partire dal giugno 2010).
 
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 828 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in crescita dello 0,8% rispetto al 31 dicembre 2009. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta ammonta a 427 miliardi, in aumento dello 0,5% rispetto al 31 dicembre 2009; anche la raccolta indiretta raggiunge i 427 miliardi, in crescita dello 0,6% rispetto a fine 2009. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 234 miliardi, in aumento dello 0,6% rispetto al 31 dicembre 2009; la nuova produzione vita nel 2010 ammonta a 14,5 miliardi di euro (+19,2% rispetto al 2009). La raccolta amministrata raggiunge i 194 miliardi, in crescita dello 0,7% rispetto al 31 dicembre 2009.

I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2010 risultano - applicando le regole di Basilea 2 foundation e i modelli interni ai mutui residenziali e al portafoglio corporate e deducendo il valore nominale delle azioni di risparmio - pari al 7,9% per il Core Tier 1 ratio (7,1% al 31 dicembre 2009), al 9,4% per il Tier 1 ratio  (8,4% a fine 2009) e al 13,2% per il coefficiente patrimoniale totale (11,8% a fine 2009), calcolati tenendo conto della proposta di distribuzione di un miliardo di euro di dividendi. I coefficienti patrimoniali proforma risulterebbero pari all’ 8,1% per il Core Tier 1 ratio, al 9,6% per il Tier 1 ratio e al 13,4% per il coefficiente patrimoniale totale, calcolati includendo le operazioni in corso di finalizzazione:
- la cessione di Cassa di Risparmio della Spezia e di 96 sportelli al gruppo Crédit Agricole (con un impatto positivo atteso di circa 20 centesimi di punto sul Core Tier 1 ratio);
- l’acquisizione del controllo di Banca Monte Parma (impatto negativo atteso di 8 centesimi di punto sul Core Tier 1 ratio);
- la cessione della seconda quota del 25% di Findomestic (valutata al valore minimo del contratto, con un impatto positivo atteso di 7 centesimi di punto sul Core Tier 1 ratio).
Sono disponibili ulteriori benefici per i coefficienti patrimoniali, di oltre 150 centesimi di punto, derivanti da azioni di capital management - tra dismissioni totali o parziali, partnerships, quotazioni, ecc. - riguardanti attività non strategiche.
Le informazioni attualmente disponibili portano a una stima degli effetti sui coefficienti patrimoniali del Gruppo derivanti da Basilea 3 a regime - applicando i parametri indicati per il 2019 ai dati di bilancio del 31 dicembre 2010, considerando le operazioni di cessione/acquisizione in corso di finalizzazione e non tenendo conto delle predette azioni di capital management - nell’ordine di:
- 1,8 miliardi di euro di deduzioni totali dal common equity, nell’ipotesi di deduzione della partecipazione detenuta in Banca d’Italia e considerando l’assorbimento delle imposte differite attive (DTA) previsto prima dell’entrata a regime di Basilea 3,
- 9,4 miliardi di euro aggiuntivi di attività ponderate per il rischio (RWA) relativi a DTA e investimenti bancari, finanziari e assicurativi non portati in deduzione perché rientranti nella franchigia,
- 12,2 miliardi di euro aggiuntivi di RWA derivanti da cartolarizzazioni, rischi di mercato (Stress VaR) e rischi di controparte (CVA);
con un conseguente impatto complessivo stimato sul Core Tier 1 ratio  nell’ordine di 100 centesimi di punto (l’impatto effettivo è soggetto all’implementazione della regolamentazione in materia).

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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, anche alla luce del recente riacutizzarsi delle tensioni sui mercati finanziari internazionali, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da: 

  • eccellente liquidità:
    - elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, attualmente non utilizzati, pari a un livello corrispondente a una liquidità di 54 miliardi di euro a fine dicembre 2010,
    - impieghi alla clientela inferiori alla raccolta da clientela,
    - fonti di raccolta stabili e ben diversificate,
    - raccolta da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per oltre il 70% dalla componente retail,
    - nei primi due mesi del 2011 è stata effettuata raccolta a medio-lungo termine pari a quasi la metà dell’ammontare in scadenza nell’intero anno, nel cui ambito la componente wholesale è stata pari a oltre il 70% dell’ammontare in scadenza  nell’intero anno;
  • leverage contenuto e adeguata patrimonializzazione:
    - leverage molto più basso rispetto agli altri principali gruppi bancari europei,
    - un rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei;
  • basso profilo di rischio:
    - a fine dicembre 2010, il portafoglio titoli di proprietà del Gruppo includeva titoli governativi (emessi da amministrazioni centrali e locali) greci per 776 milioni di euro, spagnoli per 675 milioni, irlandesi per 220 milioni e portoghesi per 66 milioni.

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Come già dettagliatamente reso noto in occasione della diffusione dei risultati 2007, 2008 e 2009, l’esposizione di Intesa Sanpaolo alla crisi dei mutui americani subprime è solo indiretta, tramite prodotti strutturati di credito, che hanno risentito dell’eccezionale flessione dei prezzi dall’ultimo trimestre del 2007 - con riflessi negativi sul risultato dell’attività di negoziazione, prevalentemente in termini di svalutazioni - fino al primo trimestre 2009, per poi registrare una ripresa - con riflessi positivi sul risultato dell’attività di negoziazione - a partire dal secondo trimestre del 2009, di cui si è detto nel precedente commento ai risultati di conto economico. Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 27 milioni di euro al 31 dicembre 2010. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo viene riportata - come di consueto - nella nota integrativa del bilancio approvato dal Consiglio di Gestione nonché nelle specifiche pagine della presentazione dei risultati messa a disposizione del mercato.

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Al 31 dicembre 2010, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 7.570 sportelli bancari - di cui 5.809 in Italia e 1.761 all’estero - con 102.501 dipendenti, 1.124 persone in meno rispetto al 31 dicembre 2009.  

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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (piccole imprese con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 150 milioni;
-   clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre un milione di euro.
Nella Divisione sono inoltre incluse Intesa Sanpaolo Private Banking, la società del Gruppo dedicata alla clientela Private, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e società prodotto quali Mediocredito Italiano, specializzata nel credito industriale, le compagnie assicurative EurizonVita, Sud Polo Vita, Intesa Vita, Centrovita Assicurazioni e Intesa Sanpaolo Previdenza, la società fiduciaria SIREFID, Neos Finance, società specializzata nel credito al consumo, così come Moneta, specializzata anche - tramite la controllata Setefi - nella gestione dei pagamenti elettronici.


La Divisione Banca dei Territori nel quarto trimestre 2010 registra:
- proventi operativi netti per 2.485 milioni di euro, in crescita dell’ 1% rispetto ai 2.461 milioni del terzo trimestre 2010;
- oneri operativi per 1.563 milioni, con un aumento - di natura stagionale - del 5,4% rispetto ai 1.483 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 923 milioni, in diminuzione del 5,7% rispetto ai 978 milioni del terzo trimestre 2010;
- un cost/income ratio al 62,9%, rispetto al 60,3% del terzo trimestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 603 milioni, con una crescita rispetto ai 464 milioni del terzo trimestre 2010 dovuta per circa 100 milioni a Neos Finance (credito al consumo), che risente di rettifiche non ricorrenti su crediti acquisiti da società terze;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 319 milioni, in diminuzione del 38% rispetto ai 514 milioni del terzo trimestre 2010;
 - un risultato netto di 110 milioni, in calo del 51,1% rispetto ai 225 milioni del terzo trimestre 2010.


La Divisione Banca dei Territori nel 2010 registra:
- proventi operativi netti per 10.032 milioni di euro, in flessione del 3% rispetto ai 10.346 milioni del 2009, pari al 60% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (59% nel 2009);
- oneri operativi per 5.988 milioni, in diminuzione dell’ 1,4% rispetto ai 6.071 milioni del 2009;
- un risultato della gestione operativa di 4.044 milioni, in flessione del 5,4% rispetto ai 4.275 milioni del 2009;
- un cost/income ratio al 59,7% rispetto al 58,7% del 2009;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 2.201 milioni, in aumento del 3,1% rispetto ai 2.135 milioni del 2009, che risulterebbe in diminuzione dell’ 1,6% se si escludesse la crescita di circa 100 milioni dovuta a Neos Finance (credito al consumo), che risente di rettifiche non ricorrenti su crediti acquisiti da società terze;
- utili su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti con saldo nullo rispetto ai 420 milioni del 2009 derivanti dalla cessione di Findomestic;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 1.843 milioni, in diminuzione del 28% rispetto ai 2.560 milioni del 2009;
 - un risultato netto di 783 milioni, in diminuzione del 35% rispetto ai 1.204 milioni del 2009; la diminuzione sarebbe del 2,6% se non si considerasse la plusvalenza derivante dalla cessione di Findomestic nel 2009.

 

 

 
Eurizon Capital è la società, che si avvale di una collaborazione sempre più efficace con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’ “architettura aperta” attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital (Lussemburgo) ed Eurizon A.I., preposte alla promozione e alla gestione, rispettivamente, di fondi di diritto lussemburghese e di fondi alternativi, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.


Eurizon Capital nel quarto trimestre 2010 registra:
- proventi operativi netti per 84 milioni di euro, in crescita del 26,5% rispetto ai 67 milioni del terzo trimestre 2010;
- oneri operativi per 35 milioni, in aumento del 6,2% rispetto ai 33 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa per 50 milioni, in aumento del 45,9% rispetto ai 34 milioni del terzo trimestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 41,7% dal 49,3% del terzo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 47 milioni, in crescita del 39% rispetto ai 34 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato netto di 25 milioni, in aumento del 59,1% rispetto ai 16 milioni del terzo trimestre 2010.


Eurizon Capital nel 2010 registra:
- proventi operativi netti per 288 milioni di euro, in diminuzione del 10,8% rispetto ai 323 milioni del 2009, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al 2009);
- oneri operativi per 132 milioni, in flessione del 4,3% rispetto ai 138 milioni del 2009;
- un risultato della gestione operativa per 156 milioni, in diminuzione del 15,7% rispetto ai 185 milioni del 2009;
- un cost/income ratio al 45,8%, rispetto al 42,7% del 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 152 milioni, in diminuzione del 16% rispetto ai 181 milioni del 2009;
- un risultato netto di 77 milioni, in diminuzione del 15,4% rispetto ai 91 milioni del 2009.

 

La Divisione Corporate & Investment Banking comprende:
- Large & International Corporate, cui compete la relazione con i grandi gruppi italiani (imprese prevalentemente con fatturato superiore a 500 milioni di euro) e con la clientela corporate estera;
- Mid Corporate, cui compete la relazione con le imprese italiane con fatturato superiore a 150 milioni e prevalentemente fino a 500 milioni;
- Direzione Internazionale, cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie italiane ed estere, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, nonché la custodia e il regolamento di titoli prevalentemente italiani (local custody);
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
- Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientrano inoltre l’attività di Leasint, Centro Leasing,  Mediofactoring e quella di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

 
La Divisione Corporate e Investment Banking nel quarto trimestre 2010 registra:
- proventi operativi netti per 951 milioni di euro, in crescita del 22,5% rispetto ai 776 milioni del terzo trimestre 2010;
- oneri operativi per 231 milioni, in aumento dell’ 1,4% rispetto ai 228 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 720 milioni, in crescita del 31,3% rispetto ai 548 milioni del terzo trimestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 24,3% dal 29,4% del terzo trimestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 124 milioni, in linea con i 123 milioni del terzo trimestre 2010, che risulterebbe in diminuzione del 38,4% se si escludesse la crescita di circa 40 milioni dovuta a Centro Leasing, che risente di rettifiche non ricorrenti;
-  utili su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 16 milioni  rispetto al saldo nullo del terzo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 612 milioni, in aumento del 43,5% rispetto ai 426 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato netto di 388 milioni, in crescita del 37% rispetto ai 283 milioni del terzo trimestre 2010.


La Divisione Corporate e Investment Banking nel 2010 registra:
- proventi operativi netti per 3.512 milioni di euro, in diminuzione del 4,5% rispetto ai 3.677 milioni del 2009, pari al 21% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al 2009);
- oneri operativi per 888 milioni, in flessione dell’ 1,6% rispetto ai 902 milioni del 2009;
- un risultato della gestione operativa di 2.624 milioni, in diminuzione del 5,4% rispetto ai 2.775 milioni del 2009;
- un cost/income ratio al 25,3%, rispetto al 24,5% del 2009;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 457 milioni, più che dimezzatosi rispetto ai 1.079 milioni del 2009;
-  utili su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 12 milioni  rispetto ai 72 milioni del 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 2.179 milioni, in aumento del 23,4% rispetto ai 1.766 milioni del 2009;
- un risultato netto di 1.416 milioni, in crescita del 12,2% rispetto ai 1.262 milioni del 2009.

 

Public Finance ha il compito di servire la clientela Stato, enti pubblici, enti locali, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata, sviluppando le attività di finanziamento e l’operatività bancaria corrente, la finanza di progetto, le cartolarizzazioni e la consulenza di carattere finanziario, con l'obiettivo di favorire la collaborazione tra pubblico e privato e di assistere le iniziative e i progetti di investimento nelle grandi infrastrutture, la sanità, la ricerca e la pubblica utilità in genere. L’attività è svolta tramite Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo.


 
Public Finance nel quarto trimestre 2010 registra:
- proventi operativi netti per 101 milioni di euro, in crescita del 25% rispetto agli 81 milioni del terzo trimestre 2010;
- oneri operativi per 25 milioni, in aumento del 41,8% rispetto ai 18 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 76 milioni, in crescita del 20,2% rispetto ai 63 milioni del terzo trimestre 2010;
-  un cost/income ratio al 24,8%, rispetto al 22,2% del terzo trimestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette di 25 milioni, in aumento rispetto ai 5 milioni del terzo trimestre 2010 per il rafforzamento del presidio a fronte dei crediti in bonis;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 51 milioni, in diminuzione del 12,7% rispetto ai 58 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato netto di 36 milioni, in linea con i 37 milioni del terzo trimestre 2010.


Public Finance nel 2010 registra:
- proventi operativi netti per 342 milioni di euro, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al 2009), con una diminuzione del 14,3% rispetto ai 399 milioni del 2009 dovuta alla contrazione degli spread;
- oneri operativi per 83 milioni, in aumento del 2,5% rispetto agli 81 milioni del 2009;
- un risultato della gestione operativa di 259 milioni, in diminuzione del 18,6% rispetto ai 318 milioni del 2009;
-  un cost/income ratio pari al 24,3%, rispetto al 20,3% del 2009;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette di 44 milioni, pari a circa un terzo dei 127 milioni del 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 215 milioni, in crescita del 12,6% rispetto ai 191 milioni del 2009;
- un risultato netto di 138 milioni, in aumento del 19% rispetto ai 116 milioni del 2009.


La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione è strutturata in tre Direzioni, a presidio dei diversi ambiti geografici in cui opera: i) la Direzione Area Banche SEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Sud Orientale, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Bank Romania e Banca CR Firenze Romania; ii) la Direzione Area Banche CEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Centro Orientale, Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia, CIB Bank in Ungheria; iii) la Direzione Aree Banche CIS e South Mediterranean, cui fanno capo le controllate Banca Intesa nella Federazione Russa, Pravex-Bank in Ucraina e Bank of Alexandria in Egitto.


 
La Divisione Banche Estere nel quarto trimestre 2010 registra:
- proventi operativi netti per 604 milioni di euro, in aumento del 5,5% rispetto ai 573 milioni del terzo trimestre 2010;
- oneri operativi per 317 milioni, in crescita del 12,7% rispetto ai 281 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 287 milioni, in flessione dell’ 1,5% rispetto ai 291 milioni del terzo trimestre 2010;
- un cost/income ratio al 52,5%, rispetto al 49% del terzo trimestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 196 milioni, rispetto ai 136 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 94 milioni, in diminuzione del 39,7% rispetto ai 157 milioni del terzo trimestre 2010;
-  un risultato netto di 53 milioni, in diminuzione del 54,2% rispetto ai 116 milioni del terzo trimestre 2010.

La Divisione Banche Estere nel 2010 registra:
- proventi operativi netti per 2.302 milioni di euro, in crescita del 2,1% rispetto ai 2.255 milioni del 2009, pari al 14% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (13% nel 2009);
- oneri operativi per 1.169 milioni, in aumento dell’ 1,7% rispetto ai 1.149 milioni del 2009;
- un risultato della gestione operativa di 1.133 milioni, in aumento del 2,4% rispetto ai 1.106 milioni del 2009;
- un cost/income ratio al 50,8%, rispetto al 51% del 2009;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 606 milioni, rispetto ai 655 milioni del 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 532 milioni, in aumento del 17,2% rispetto ai 454 milioni del 2009;
-  un risultato netto di 378 milioni, in crescita del 2,2% rispetto ai 370 milioni del 2009.


Banca Fideuram, che svolge attività di asset gathering tramite la propria rete di private bankers al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e la cui operatività include Fideuram Vita, nel quarto trimestre 2010 registra:
- proventi operativi netti per 198 milioni di euro, in crescita dell’ 8,9% rispetto ai 182 milioni del terzo trimestre 2010;
- oneri operativi per 93 milioni, in aumento dell’ 11,8% rispetto agli 84 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 104 milioni, in aumento del 6,4% rispetto ai 98 milioni del terzo trimestre 2010;
- un cost/income ratio al 47%, rispetto al 46% del terzo trimestre 2010;
- accantonamenti e rettifiche nette per 23 milioni, rispetto ai 15 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 82 milioni, in linea con gli 83 milioni del terzo trimestre 2010;
- un risultato netto di 35 milioni, in flessione del 16% rispetto ai 41 milioni del terzo trimestre 2010; escludendo l’effetto degli oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione, il risultato netto del quarto trimestre 2010 sarebbe di 61 milioni, rispetto ai 64 milioni del terzo trimestre 2010.


 
Banca Fideuram nel 2010 registra:
- proventi operativi netti per 755 milioni di euro, in aumento del 12,7% rispetto ai 670 milioni del 2009, pari al 5% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (4% nel 2009);
- oneri operativi per 348 milioni, in diminuzione dell’ 1,4% rispetto ai 353 milioni del 2009;
- un risultato della gestione operativa di 407 milioni, in crescita del 28,4% rispetto ai 317 milioni del 2009;
- un cost/income ratio in miglioramento al 46,1% dal 52,7% del 2009;
- accantonamenti e rettifiche nette per 82 milioni, rispetto ai 52 milioni del 2009;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 325 milioni, in aumento del 22,6% rispetto ai 265 milioni del 2009;
- un risultato netto di 138 milioni, in aumento del 29% rispetto ai 107 milioni del 2009; escludendo l’effetto degli oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione, il risultato netto del 2010 sarebbe di 236 milioni, rispetto ai 199 milioni del 2009.

 

Le prospettive per l’esercizio in corso

Il 2011 costituisce il primo anno dell’orizzonte pluriennale del nuovo Piano d’Impresa, che verrà reso noto al mercato a breve e in cui verranno dettagliate le linee strategiche che indirizzeranno le politiche gestionali del Gruppo Intesa Sanpaolo in tale orizzonte temporale, fermo restando l’obiettivo prioritario del Gruppo di garantire una redditività sostenibile nel medio periodo, sviluppando l’attività fondata sulla relazione di lungo periodo con la clientela, calibrando controllo dei costi e investimenti e presidiando la qualità del credito, la liquidità e la patrimonializzazione.

In tale quadro, si ritiene che il Gruppo nel 2011 possa registrare, rispetto al 2010, una ripresa dei ricavi, un contenimento degli oneri operativi e una riduzione del costo del cattivo credito, con un conseguente miglioramento della redditività dell’operatività ordinaria.


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Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico del 2009 sono stati riesposti a seguito principalmente di tre operazioni:
1. la cessione dell’attività di securities services, il cui accordo di compravendita è stato firmato nel dicembre 2009: per i primi tre trimestri del 2009 le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili dei gruppi di attività in via di dismissione;
2. l’acquisizione di 50 sportelli ceduti da Banca Monte dei Paschi di Siena, entrati nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel terzo trimestre 2010: per il 2009 - nonché per i primi due trimestri 2010 - le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
3. l’acquisizione del restante 50% del capitale di Intesa Vita non detenuto dal Gruppo Intesa Sanpaolo, ceduto dal Gruppo Generali, perfezionata nel settembre 2010, che ha portato all’ingresso di Intesa Vita nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel quarto trimestre 2010: per il 2009 - nonché per i primi tre trimestri 2010 - le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi.
Inoltre, sempre ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale:
1. dei primi tre trimestri 2009 sono stati riesposti deconsolidando linea per linea le componenti relative all’attività di securities services e attribuendo il relativo apporto alle pertinenti voci di attivo e passivo concernenti i gruppi di attività in via di dismissione;
2. del primo trimestre 2010 e dei quattro trimestri 2009 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti  l’acquisizione dei 50 sportelli ceduti da Banca Monte dei Paschi di Siena perfezionata nel giugno 2010;
3. dei primi due trimestri 2010 e dei quattro trimestri 2009 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti Intesa Vita.
Infine, i dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alle aree di Business sono stati riesposti:
1. per il 2009 a seguito della divisionalizzazione degli apporti del Gruppo Banca CR Firenze, inclusivo di Casse del Centro, in precedenza interamente attribuiti alla Divisione Banca dei Territori;
2. per i primi due trimestri 2010 e per il 2009 a seguito dell’attribuzione a Banca Fideuram del ramo d’azienda Fideuram Vita scorporato da EurizonVita e quindi dalla Divisione Banca dei Territori;
3. per i primi tre trimestri 2010 e per il 2009 a seguito della riallocazione di Neos Finance dal Centro di Governo alla Divisione Banca dei Territori.     


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L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel primo trimestre 2010: 1) 86 milioni di beneficio fiscale derivante dal rilascio di imposte differite connesso all’affrancamento dell’avviamento da parte di alcune controllate, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 23 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 16 milioni e 3) 92 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2010: 1) 19 milioni di competenza del primo semestre 2010 di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 664 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione dell’attività di securities services e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 648 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte, 3) 41 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 27 milioni e 4) 101 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2010: 1) 9 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 13 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 11 milioni e 3) 103 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;
nel quarto trimestre 2010: 1) 100 milioni di stanziamento prudenziale per possibili definizioni di controversie, inclusi negli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri, 2) 255 milioni di apporto positivo derivante dall’adeguamento al fair value della valutazione del 50% di Intesa Vita già detenuto, conseguente all’acquisizione del controllo totalitario, inclusi negli utili su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti, 3) 15 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 4) 27 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 18 milioni e 5) 102 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2009: 1) 511 milioni di beneficio fiscale derivante dal rilascio di imposte differite connesso all’affrancamento delle attività immateriali a vita definita e del brand name, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 68 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 48 milioni, 3) 95 milioni  di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione e 4) 83 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione di CR Orvieto e di 17 sportelli e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 63 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte;

nel secondo trimestre 2009: 1) 60 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 38 milioni, e 2) 102 milioni  di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2009: 1) 61 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 44 milioni, e 2) 98 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel quarto trimestre 2009: 1) 51 milioni rivenienti dalla transazione IMI-SIR inclusi negli altri proventi di gestione e relative imposte, 2) plusvalenze per 439 milioni derivanti dalla cessione di Findomestic e per 70 milioni derivanti da Esaote incluse negli utili su attività detenute sino a scadenza e relative imposte, 3) 131 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 84 milioni, 4) 90 milioni  di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione e 5) 60 milioni di pertinenza di terzi della predetta plusvalenza di 439 milioni derivante dalla cessione di Findomestic inclusi nell’utile di pertinenza di terzi.

 

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel 2010, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale riclassificati inclusi nella Relazione approvata dal Consiglio di Gestione. Si precisa che tali schemi non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione. Si segnala che verranno messi a disposizione degli azionisti e del mercato, entro il 6 aprile 2011, i bilanci d’esercizio e consolidato al 31 dicembre 2010 di Intesa Sanpaolo che verranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di Sorveglianza previsto  per il 5 aprile 2011 e all’esame  della società di revisione incaricata della revisione contabile del bilancio.

 

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Ernesto Riva, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


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Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.
La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.
I seguenti rilevanti fattori potrebbero far sì che i risultati effettivi del Gruppo differiscano significativamente da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali:

  • la capacità del Gruppo di integrare con successo dipendenti, prodotti, servizi e sistemi nell’ambito di fusioni e acquisizioni;
  • l'effetto delle decisioni delle autorità di vigilanza e dei cambiamenti nel quadro normativo;
  • l'effetto degli sviluppi politici ed economici in Italia e negli altri paesi in cui opera il Gruppo;
  • l'effetto delle fluttuazioni nei tassi di cambio e di interesse;
  • la capacità del Gruppo di ottenere il rendimento atteso dagli investimenti realizzati in Italia e negli altri paesi;
  • la capacità del Gruppo di finalizzare azioni di capital management (dismissioni totali o parziali, partnerships, quotazioni, ecc.) riguardanti attività non strategiche.


I fattori suddetti non costituiscono una lista completa. A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

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