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 INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2011 

 

  • Utile netto: 
661 mln. di euro, +30,9% rispetto ai 505 mln. del 4° trimestre
2010 e -3,9% rispetto ai 688 mln. del 1° trimestre 2010.
  • Utile netto normalizzato(*):

762 mln. di euro, +57,1% rispetto ai 485 mln. del 4° trimestre
 2010 e +7,3% rispetto ai 710 mln. del 1° trimestre 2010.

  • Risultato corrente lordo imposte:

1.267 mln. di euro, +35,1% rispetto ai 938 mln. del 4° trimestre
2010 e +8,8% rispetto ai 1.165 mln. del 1° trimestre 2010.

  • Risultato gestione operativa:

 1.963 mln. di euro, +15,1% rispetto ai 1.705 mln. del 4° trimestre
  2010 e -1,7% rispetto ai 1.996 mln. del 1° trimestre 2010.

  • Proventi operativi netti:
4.206 mln. di euro, +0,1% rispetto ai 4.203 mln. del 4° trimestre 
 2010 e -0,9% rispetto ai 4.245 mln. del 1° trimestre 2010.
  • Oneri operativi:
2.243 mln. di euro, -10,2% rispetto ai 2.498 mln. del 4° trimestre 
 2010 e -0,3% rispetto ai 2.249 mln. del 1° trimestre 2010.
  • Coefficienti patrimoniali:
al 31 marzo 2011, Core Tier 1 ratio all’ 8,2%;
Core Tier 1 ratio proforma(°)  al 9,8%;
Tier 1 ratio al 9,7%;
Tier 1 ratio proforma(°)  all’ 11,3%.

 

 

 

Torino, Milano, 13 maggio – Si è riunito oggi sotto la presidenza di Andrea Beltratti il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 31 marzo 2011 (1).  

Il Gruppo anche nel primo trimestre del 2011 ha continuato a perseguire l’obiettivo prioritario della redditività sostenibile fondata sulle scelte strategiche riguardanti non solo i ricavi e i costi ma anche la liquidità, la solidità e il contenuto profilo di rischio, che hanno caratterizzato Intesa Sanpaolo in tutti gli esercizi dalla fusione. Le conseguenti politiche gestionali hanno in particolare permesso a Intesa Sanpaolo di registrare nel primo trimestre del 2011, rispetto sia al quarto sia al primo trimestre del 2010:
- interessi netti in linea, che risultano peraltro in miglioramento se si escludono i riflessi negativi di breve periodo derivanti dalla riduzione nel primo trimestre 2011 delle coperture dai rischi di tasso d’interesse, attuata per ottimizzare nell’orizzonte pluriennale del Piano di Impresa i benefici delle mutate tendenze degli interessi euribor;
- costi operativi in diminuzione;
- rettifiche su crediti in riduzione;
- un risultato corrente al lordo delle imposte in significativa crescita.


Il che ha condotto alla generazione di un utile netto consolidato del Gruppo nel primo trimestre 2011 pari a 661 milioni di euro, in crescita del 30,9% rispetto ai 505 milioni del precedente trimestre e in flessione del 3,9% rispetto ai 688 milioni del primo trimestre 2010, che aveva peraltro beneficiato di 86 milioni di rilascio di imposte differite.

L’utile netto consolidato normalizzato - calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti (*) - è ammontato nel primo trimestre 2011 a 762 milioni di euro, in aumento del 57,1% rispetto ai 485 milioni del precedente trimestre e del 7,3% rispetto ai 710 milioni del primo trimestre 2010.

______________________
(*) Nota metodologica sul calcolo dell’utile netto normalizzato a pagina 10.
(°) Calcolato includendo le operazioni di cessione/acquisizione e aumento di capitale in corso di finalizzazione indicate a pagina 4.
(1) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 10.
 

I risultati di conto economico del primo trimestre 2011

Il conto economico consolidato del primo trimestre 2011 (2) registra proventi operativi netti pari a 4.206 milioni di euro, in aumento dello 0,1% rispetto ai 4.203 milioni del quarto trimestre 2010 e in flessione dello 0,9% rispetto ai 4.245 milioni del primo trimestre 2010.

In quest’ambito, nel primo trimestre 2011 gli interessi netti ammontano a 2.396 milioni, in linea con i 2.410 milioni del quarto trimestre 2010 e i 2.401 milioni del primo trimestre 2010. Gli interessi netti risultano in aumento dello 0,4% rispetto al quarto trimestre 2010 e dell’ 1,3% rispetto al primo trimestre 2010, se si esclude l’effetto della riduzione delle coperture dal rischio di tasso d’interesse, che è stata attuata per ottimizzare nell’orizzonte pluriennale del Piano di Impresa i benefici delle mutate tendenze dei tassi euribor, ma che nel breve periodo si riflette negativamente sul conto economico. Gli interessi netti risultano in aumento del 2% rispetto al quarto trimestre 2010 se inoltre si normalizza il confronto per l’effetto stagionale del minor numero di giorni lavorativi.

Le commissioni nette sono pari a 1.394 milioni di euro, in flessione del 7,9% rispetto ai 1.514 milioni del quarto trimestre 2010 principalmente per effetto della decisione di non collocare obbligazioni di terzi nel primo trimestre 2011, delle commissioni di performance registrate nel quarto trimestre 2010 e del calo delle commissioni su finanziamenti concessi nell’ambito dell’attività di finanza strutturata; più in dettaglio, si registra una diminuzione delle commissioni da attività bancaria commerciale del 5,8% e delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...) del 7,1%, nel cui ambito la riduzione della componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli è pari al 14,3% anche per effetto della decisione di non collocare obbligazioni di terzi nel primo trimestre 2011, quella relativa ai prodotti assicurativi al 5,1% e quella relativa al risparmio gestito al 5,7% anche per effetto di circa 24 milioni di euro di commissioni di performance registrate nel quarto trimestre 2010; inoltre, si registra un calo del 20% nelle commissioni su finanziamenti concessi, dovuto in particolare all’attività di finanza strutturata. Le commissioni nette del primo trimestre 2011 sono in linea con i 1.403 milioni del primo trimestre 2010, ma risulterebbero in crescita dell’1,3% se si escludesse l’impatto della decisione di non collocare obbligazioni di terzi nel primo trimestre 2011; più in dettaglio, si registrano valori pressoché invariati sia per le commissioni da attività bancaria commerciale sia per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 24,5% anche per effetto della decisione di non collocare obbligazioni di terzi nel primo trimestre 2011, quello da prodotti assicurativi cresce del 9,7% e quello da risparmio gestito cresce del 6,8%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 278 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 122 milioni del quarto trimestre 2010, con la componente relativa alla clientela che cresce del 10,1% da 99 a 109 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che scende da 48 a 22 milioni, quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che passa da un apporto negativo di 57 milioni a uno positivo di 120 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che flette da 32 a 26 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione del primo trimestre 2011 risulta in aumento del 27,5% rispetto ai 218 milioni del primo trimestre 2010, con la componente relativa alla clientela in crescita del 28,2% rispetto a 85 milioni; il primo trimestre 2010, aveva registrato un apporto dalla componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 105 milioni, dall’attività di proprietary trading e tesoreria di 2 milioni e dai prodotti strutturati di credito di 27 milioni. Senza la riclassificazione IAS di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione pari a 51 milioni.
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(2) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 3.035 milioni a finanziamenti e crediti e per 179 milioni ad attività finanziarie disponibili per la vendita, senza la quale si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del primo trimestre 2011 pari a 51 milioni (un impatto positivo di 92 milioni nell’esercizio 2010 e di 72 milioni nell’esercizio 2009, negativo di 459 milioni nell’esercizio 2008); il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 6.106 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 31 marzo 2011 pari a 938 milioni (con un impatto positivo di 208 milioni nel primo trimestre 2011).
 
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 120 milioni di euro, rispetto ai 126 milioni del quarto trimestre 2010 e ai 204 milioni del primo trimestre 2010, che aveva beneficiato di plusvalenze da cessione di titoli.

Gli oneri operativi ammontano a 2.243 milioni di euro, con un calo del 10,2% rispetto ai 2.498 milioni del quarto trimestre 2010, che risentivano della stagionalità di fine anno, a seguito di una diminuzione del 4,3% delle spese del personale, del 19,4% delle spese amministrative  e dell’ 11,8% degli ammortamenti. Rispetto ai 2.249 milioni del primo trimestre 2010, si registra una riduzione dello 0,3%, conseguente a una crescita  dello 0,4% per le spese del personale e del 4,9% per gli ammortamenti a una diminuzione del 2,4% per le spese amministrative.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.963 milioni di euro, in aumento del 15,1% rispetto ai 1.705 milioni del quarto trimestre 2010 e in flessione dell’ 1,7% rispetto ai 1.996 milioni del primo trimestre 2010, con un cost/income ratio nel primo trimestre 2011 pari al 53,3% rispetto al 59,4% del quarto trimestre 2010 e al 53% del primo trimestre 2010.

Nel primo trimestre 2011 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nel quarto trimestre 2010 e nel primo trimestre 2010.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 710 milioni di euro, in calo del 31% rispetto ai 1.029 milioni del quarto trimestre 2010 e del 15,6% rispetto agli 841 milioni del primo trimestre 2010. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 13 milioni, rispetto ai 144 milioni del quarto trimestre 2010 (inclusivi di 100 milioni di stanziamento prudenziale per possibili definizioni di controversie) e agli 86 milioni del primo trimestre 2010; le rettifiche nette su crediti sono pari a 680 milioni (comprendenti circa 40 milioni di euro di rettifiche non ricorrenti della controllata ungherese CIB Bank), con una diminuzione del 18,9% rispetto agli 838 milioni del quarto trimestre 2010 (comprendenti circa 100 milioni relativi a Neos Finance e circa 40 milioni a Centro Leasing, che risentivano di rettifiche non ricorrenti) e del 9,3% rispetto ai 750 milioni del primo trimestre 2010; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 17 milioni, rispetto ai 47 milioni del quarto trimestre 2010 e ai 5 milioni del primo trimestre 2010.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 14 milioni di euro, rispetto ai 262 milioni del quarto trimestre 2010 (che includeva 255 milioni di apporto positivo derivante dall’adeguamento al fair value della valutazione del 50% di Intesa Vita già detenuto, conseguente all’acquisizione del controllo totalitario) e ai 10 milioni del primo trimestre 2010.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 1.267 milioni di euro, in aumento del 35,1% rispetto ai 938 milioni del quarto trimestre 2010 e dell’ 8,8% rispetto ai 1.165 milioni del primo trimestre 2010.

Il risultato netto consolidato è pari a 661 milioni di euro, in crescita del 30,9% rispetto ai 505 milioni di euro del quarto  trimestre 2010 e in flessione del 3,9% rispetto ai 688 milioni del primo trimestre 2010 (che aveva beneficiato di 86 milioni di rilascio di imposte differite), dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 496 milioni di euro;
- oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 4 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 86 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 20 milioni.

Nel primo trimestre 2011 non sono incluse le plusvalenze derivanti dalla cessione di sportelli al gruppo Crédit Agricole, ancora in corso di finalizzazione.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto nel primo trimestre 2011 è pari a 762 milioni di euro, in aumento del 57,1% rispetto ai 485 milioni di euro del quarto trimestre 2010 e del 7,3% rispetto ai 710 milioni del primo trimestre 2010.


 
Lo stato patrimoniale al 31 marzo 2011

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 marzo 2011 i crediti verso la clientela raggiungono i 376 miliardi di euro, in crescita dell’ 1,8% rispetto al 31 marzo 2010 (dello 0,7% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo) e in flessione dello 0,5% rispetto al dicembre 2010. Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 20.833 milioni di euro, in diminuzione, per la prima volta da molti anni, rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (-0,7% da 20.973 milioni). Si registra una diminuzione al 31 marzo 2011 anche rispetto al 31 dicembre 2010, dell’1,3% da 21.106 milioni; in quest’ambito, i crediti in sofferenza registrano un aumento a 7.508 milioni di euro dai 7.335 milioni del 31 dicembre 2010, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 2% (1,9% al 31 dicembre 2010) e un grado di copertura del 65% (rispetto al 64% di fine 2010). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 124%. Gli incagli scendono a 8.808 milioni di euro da 8.930 milioni di dicembre 2010, i ristrutturati ammontano a 3.340 milioni di euro rispetto a 3.334 milioni di fine 2010 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 1.177 milioni di euro rispetto a 1.507 milioni di fine 2010.
 
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 821 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in flessione dello 0,5% rispetto al 31 dicembre 2010 e dell’ 1,6% rispetto al 31 marzo 2010. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta ammonta a 418 miliardi, in flessione dell’ 1,7% rispetto al 31 dicembre 2010 e del 3% rispetto al 31 marzo 2010; la raccolta indiretta raggiunge i 428 miliardi, in crescita dello 0,5% rispetto a fine 2010 e in flessione dello 0,7% rispetto al 31 marzo 2010. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 234 miliardi, in aumento dello 0,1% rispetto al 31 dicembre 2010 e in diminuzione dell’ 1,8% rispetto al 31 marzo 2010; la nuova produzione vita nel primo trimestre del 2011 ammonta a 4,5 miliardi di euro (+13,9% rispetto al primo trimestre del 2010). La raccolta amministrata raggiunge i 195 miliardi, in crescita dello 0,9% rispetto al 31 dicembre 2010 e dello 0,6% rispetto al 31 marzo 2010.

I coefficienti patrimoniali al 31 marzo 2011 risultano - applicando le regole di Basilea 2 foundation e i modelli interni ai mutui residenziali e al portafoglio corporate e deducendo il valore nominale delle azioni di risparmio - pari all’ 8,2% per il Core Tier 1 ratio (7,9% al 31 dicembre 2010), al 9,7% per il Tier 1 ratio  (9,4% a fine 2010) e al 13% per il coefficiente patrimoniale totale (13,2% a fine 2010), calcolati tenendo conto dei dividendi maturati nel trimestre per l’esercizio 2011, assumendo come tali un quarto del miliardo di euro di dividendi in pagamento nel 2011 per l’esercizio 2010. I coefficienti patrimoniali proforma risulterebbero pari all’ 8,3% per il Core Tier 1 ratio, al 9,8% per il Tier 1 ratio e al 13,2% per il coefficiente patrimoniale totale, calcolati includendo le operazioni in corso di finalizzazione:
- la cessione di sportelli al gruppo Crédit Agricole (con un impatto positivo atteso di circa 13 centesimi di punto sul Core Tier 1 ratio);
- l’acquisizione del controllo di Banca Monte Parma (impatto negativo atteso di 8 centesimi di punto sul Core Tier 1 ratio);
- la cessione della seconda quota del 25% di Findomestic (valutata al valore minimo del contratto, con un impatto positivo atteso di 7 centesimi di punto sul Core Tier 1 ratio).
Considerando inoltre l’aumento di capitale di 5 miliardi di euro approvato dall’Assemblea Straordinaria dello scorso 10 maggio, i coefficienti patrimoniali proforma risulterebbero pari al 9,8% per il Core Tier 1 ratio, all’ 11,3% per il Tier 1 ratio e al 14,7% per il coefficiente patrimoniale totale.
Le informazioni attualmente disponibili portano a una stima degli effetti sui coefficienti patrimoniali del Gruppo derivanti da Basilea 3 a regime - applicando i parametri indicati per il 2019 ai dati di bilancio del 31 marzo 2011, considerando le operazioni di cessione/acquisizione in corso di finalizzazione e l’aumento di capitale - nell’ordine di:
- 2,1 miliardi di euro di deduzioni totali dal common equity, nell’ipotesi di deduzione della partecipazione detenuta in Banca d’Italia e considerando l’assorbimento delle imposte differite attive (DTA) previsto prima dell’entrata a regime di Basilea 3,
- 9,6 miliardi di euro aggiuntivi di attività ponderate per il rischio (RWA) relativi a DTA e investimenti bancari, finanziari e assicurativi non portati in deduzione perché rientranti nella franchigia,
- 12,2 miliardi di euro aggiuntivi di RWA derivanti da cartolarizzazioni, rischi di mercato (Stress VaR) e rischi di controparte (CVA);
con un conseguente impatto complessivo stimato sul Core Tier 1 ratio  nell’ordine di 110 centesimi di punto (l’impatto effettivo è soggetto all’implementazione della regolamentazione in materia).


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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da: 

● eccellente liquidità:
- elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, attualmente non utilizzati, pari a un livello corrispondente a una liquidità di 45 miliardi di euro a fine aprile 2011,
- impieghi alla clientela inferiori alla raccolta da clientela,
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate,
- raccolta da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per oltre il 70% dalla componente retail,
- a inizio maggio 2011 è già stata effettuata raccolta a medio-lungo termine pari a circa 2/3 dell’ammontare in scadenza nell’intero anno, nel cui ambito la componente wholesale è stata pari alla totalità dell’ammontare in scadenza  nell’intero anno;

● leverage contenuto e adeguata patrimonializzazione:
- leverage molto più basso rispetto agli altri principali gruppi bancari europei,
- un rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei;

● basso profilo di rischio:
- a fine marzo 2011, il portafoglio titoli di proprietà del Gruppo includeva titoli governativi (emessi da amministrazioni centrali e locali) greci per 790 milioni di euro (scesi a 591 milioni post rimborso ad aprile), spagnoli per 741 milioni, irlandesi per 204 milioni e portoghesi per 60 milioni.

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Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 24 milioni di euro al 31 marzo 2011. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo viene riportata - come di consueto - nel resoconto trimestrale approvato dal Consiglio di Gestione nonché nelle specifiche pagine della presentazione dei risultati messa a disposizione del mercato.


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Al 31 marzo 2011, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 7.428 sportelli bancari - di cui 5.682 in Italia e 1.746 all’estero - con 101.978 dipendenti, 135 persone in più rispetto al 31 dicembre 2010.
 


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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (piccole imprese con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 150 milioni;
-   clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre un milione di euro.
Nella Divisione sono inoltre incluse Intesa Sanpaolo Private Banking, la società del Gruppo dedicata alla clientela Private, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e società prodotto quali Mediocredito Italiano, specializzata nel credito industriale, le compagnie assicurative EurizonVita, Sud Polo Vita, Intesa Vita, Centrovita Assicurazioni e Intesa Sanpaolo Previdenza, la società fiduciaria SIREFID, Moneta e Neos Finance, specializzate nel credito al consumo, e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.


La Divisione Banca dei Territori nel primo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 2.376 milioni di euro, pari al 56% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (59% nel primo trimestre 2010), con una flessione del 2,7% rispetto ai 2.442 milioni del quarto trimestre 2010 e del 5,8% rispetto ai 2.522 milioni del primo trimestre 2010;
- oneri operativi per 1.402 milioni, in calo del 7,9% rispetto ai 1.523 milioni del quarto trimestre 2010 e dello 0,4% rispetto ai 1.408 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 974 milioni, in crescita del 6% rispetto ai 919 milioni del quarto trimestre 2010 e in diminuzione del 12,6% rispetto ai 1.114 milioni del primo trimestre 2010;
- un cost/income ratio al 59% rispetto al 62,4% del quarto trimestre 2010 e al 55,8% del primo trimestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 441 milioni, in calo del 25,8% rispetto a 594 milioni del quarto trimestre 2010 e del 13,7% rispetto a 511 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 533 milioni, in aumento del 64% rispetto ai 325 milioni del quarto trimestre 2010 e in diminuzione dell’ 11,6% rispetto ai 603 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato netto di 258 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 112 milioni del quarto trimestre 2010 e in diminuzione del 13,4% rispetto ai 298 milioni del primo trimestre 2010.

 

Eurizon Capital è la società, che si avvale di una collaborazione sempre più efficace con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’ “architettura aperta” attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital (Lussemburgo) ed Eurizon A.I., preposte alla promozione e alla gestione, rispettivamente, di fondi di diritto lussemburghese e di fondi alternativi, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.


Eurizon Capital nel primo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 69 milioni di euro, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo trimestre 2010), con una diminuzione del 18,2% rispetto agli 84 milioni del quarto trimestre 2010 (che includevano circa 10 milioni di commissioni di performance) e una crescita del 4,5% rispetto ai 66 milioni del primo trimestre 2010;
- oneri operativi per 32 milioni, in diminuzione dell’ 8,8% rispetto ai 35 milioni del quarto trimestre 2010 e del 3% rispetto ai 33 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa per 37 milioni, in diminuzione del 24,8% rispetto ai 50 milioni del quarto trimestre 2010 e in aumento del 12,1% rispetto ai 33 milioni del primo trimestre 2010;
- un cost/income ratio al 46,4% rispetto al 41,7% del quarto trimestre 2010 e al 50% del primo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 37 milioni, in diminuzione del 20,2% rispetto a 47 milioni del quarto trimestre 2010 e in crescita del 12,1% rispetto a 33 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato netto di 19 milioni, in diminuzione del 22,9% rispetto ai 25 milioni del quarto trimestre 2010 e in aumento del 26,7% rispetto ai 15 milioni del primo trimestre 2010.

 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
- Large Corporate Italia, cui compete la relazione con i grandi gruppi italiani (imprese prevalentemente con fatturato superiore a 500 milioni di euro);
- Mid Corporate, cui compete la relazione con le imprese italiane con fatturato superiore a 150 milioni e prevalentemente fino a 500 milioni;
- Direzione Internazionale, cui compete la relazione con la clientela corporate estera ed è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Global Banking & Transaction, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie italiane ed estere, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, nonché la custodia e il regolamento di titoli prevalentemente italiani (local custody);
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
- Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientrano inoltre l’attività di Leasint, Centro Leasing,  Mediofactoring e quella di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel primo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 902 milioni di euro, pari al 21% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (22% nel primo trimestre 2010), con una diminuzione del 4,6% rispetto ai 946 milioni del quarto trimestre 2010 e del 4,8% rispetto ai 947 milioni del primo trimestre 2010;
- oneri operativi per 220 milioni, in calo del 3,9% rispetto ai 229 milioni del quarto trimestre 2010 e in aumento del 6,3% rispetto ai 207 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 682 milioni, in diminuzione del 4,9% rispetto ai 717 milioni del quarto trimestre 2010 e del 7,8% rispetto ai 740 milioni del primo trimestre 2010;
- un cost/income ratio al 24,4% rispetto al 24,2% del quarto trimestre 2010 e al 21,9% del primo trimestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 100 milioni, rispetto ai 124 milioni del quarto trimestre 2010 e ai 102 milioni del primo trimestre 2010;
-  un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 2 milioni rispetto a quello positivo di 16 milioni del quarto trimestre 2010 e a quello nullo del primo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 580 milioni, in flessione del 4,8% rispetto ai 609 milioni del quarto trimestre 2010 e del 9,1% rispetto ai 638 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato netto di 387 milioni, in crescita dello 0,3% rispetto ai 386 milioni del quarto trimestre 2010 e in diminuzione del 7% rispetto ai 416 milioni del primo trimestre 2010.

 

Public Finance ha il compito di servire la clientela Stato, enti pubblici, enti locali, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata, sviluppando le attività di finanziamento e l’operatività bancaria corrente, la finanza di progetto, le cartolarizzazioni e la consulenza di carattere finanziario, con l'obiettivo di favorire la collaborazione tra pubblico e privato e di assistere le iniziative e i progetti di investimento nelle grandi infrastrutture, la sanità, la ricerca e la pubblica utilità in genere. L’attività è svolta tramite Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo.


 
Public Finance nel primo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 106 milioni di euro, pari al 3% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (2% nel primo trimestre 2010), con un aumento del 4,5% rispetto ai 101 milioni del quarto trimestre 2010 e del 41,3% rispetto ai 75 milioni del primo trimestre 2010;
- oneri operativi per 19 milioni, in calo del 22,1% rispetto ai 24 milioni del quarto trimestre 2010 e del 9,5% rispetto ai 21 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 87 milioni, in aumento del 12,7% rispetto a 77 milioni del quarto trimestre 2010 e del 61,1% rispetto ai 54 milioni del primo trimestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 17,9% dal 23,8% del quarto trimestre 2010 e dal 28% del primo trimestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette di 2 milioni, rispetto ai 25 milioni del quarto trimestre 2010 e ai 3 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 85 milioni, in aumento del 62,7% rispetto ai 52 milioni del quarto trimestre 2010 e del 66,7% rispetto ai 51 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato netto di 51 milioni, in crescita del 37,4% rispetto ai 37 milioni del quarto trimestre 2010 e del 70% rispetto ai 30 milioni del primo trimestre 2010.

 

La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione è strutturata in tre Direzioni, a presidio dei diversi ambiti geografici in cui opera: i) la Direzione Area Banche SEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Sud Orientale, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Bank Romania e Banca CR Firenze Romania; ii) la Direzione Area Banche CEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Centro Orientale, Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia, CIB Bank in Ungheria; iii) la Direzione Aree Banche CIS e South Mediterranean, cui fanno capo le controllate Banca Intesa nella Federazione Russa, Pravex-Bank in Ucraina e Bank of Alexandria in Egitto.


La Divisione Banche Estere nel primo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 590 milioni di euro, pari al 14% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (13% nel primo trimestre 2010), con una flessione del 2,5% rispetto ai 604 milioni del quarto trimestre 2010 e una crescita del 5,9% rispetto ai 557 milioni del primo trimestre 2010;
- oneri operativi per 286 milioni, in flessione del 9,9% rispetto ai 317 milioni del quarto trimestre 2010 e in aumento dell’ 1,4% rispetto ai 282 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 304 milioni, in crescita del 5,6% rispetto ai 287 milioni del quarto trimestre 2010 e del 10,5% rispetto ai 275 milioni del primo trimestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 48,5% dal 52,5% del quarto trimestre 2010 e dal 50,6% del primo trimestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 183 milioni, rispetto ai 196 milioni del quarto trimestre 2010 e ai 132 milioni del primo trimestre 2010;
- un saldo positivo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 2 milioni rispetto ai 3 milioni del quarto trimestre 2010 e al milione del primo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 123 milioni, in aumento del 29,6% rispetto ai 94 milioni del quarto trimestre 2010 e in diminuzione del 14,6% rispetto ai 144 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato netto di 86 milioni, in crescita del 60,7% rispetto ai 53 milioni del quarto trimestre 2010 e in diminuzione del 25,2% rispetto ai 115 milioni del primo trimestre 2010.

 

 
Banca Fideuram, che svolge attività di asset gathering tramite la propria rete di private bankers al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e la cui operatività include Fideuram Vita, nel primo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 198 milioni di euro, pari al 5% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo trimestre 2010), in linea con il quarto trimestre 2010 e il primo trimestre 2010;
- oneri operativi per 84 milioni, in diminuzione del 10,4% rispetto ai 93 milioni del quarto trimestre 2010 e invariati rispetto al primo trimestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 114 milioni, in crescita del 9,1% rispetto ai 104 milioni del quarto trimestre 2010 e dell’ 1,8% rispetto ai 112 milioni del primo trimestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 42,4%, rispetto al 47% del quarto trimestre 2010 e al 42,9% del primo trimestre 2010;
- accantonamenti e rettifiche nette per 8 milioni, rispetto ai 23 milioni del quarto trimestre 2010 e agli 11 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 106 milioni, in aumento del 29,6% rispetto agli 82 milioni del quarto trimestre 2010 e del 5% rispetto ai 101 milioni del primo trimestre 2010;
- un risultato netto di 53 milioni, in crescita del 52,4% rispetto ai 35 milioni del quarto trimestre 2010 e del 10,4% rispetto ai 48 milioni del primo trimestre 2010; escludendo l’effetto degli oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione, il risultato netto del primo trimestre 2011 sarebbe di 77 milioni, rispetto ai 61 milioni del quarto trimestre 2010 e ai 74 milioni del primo trimestre 2010.

 

 

Le prospettive per l’esercizio in corso

Il Piano d’Impresa 2011-2013/2015 di Intesa Sanpaolo prevede un’evoluzione nella continuità, con l’obiettivo prioritario di garantire una redditività sostenibile nel medio periodo, sviluppando l’attività fondata sulla relazione di lungo periodo con la clientela, calibrando controllo dei costi e investimenti, presidiando la qualità del credito e rafforzando la liquidità e la patrimonializzazione. In tale quadro, si ritiene che il Gruppo nel 2011 possa registrare, rispetto al 2010, una ripresa dei ricavi, un contenimento degli oneri operativi e una riduzione del costo del cattivo credito, con un conseguente miglioramento della redditività dell’operatività ordinaria.


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Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico del 2010 sono stati riesposti a seguito principalmente di tre operazioni:
1. la cessione di Cassa di Risparmio della Spezia al gruppo Crédit Agricole, perfezionata nel gennaio 2011: per i quattro trimestri 2010 le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
2. l’acquisizione di 50 sportelli ceduti da Banca Monte dei Paschi di Siena, entrati nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel terzo trimestre 2010: per i primi due trimestri 2010 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
3. l’acquisizione del restante 50% del capitale di Intesa Vita non detenuto dal Gruppo Intesa Sanpaolo, ceduto dal Gruppo Generali, perfezionata nel settembre 2010, che ha portato all’ingresso di Intesa Vita nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel quarto trimestre 2010: per i primi tre trimestri 2010 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi.
Inoltre, sempre ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale:
1. dei quattro trimestri 2010 sono stati riesposti deconsolidando linea per linea le componenti relative a Cassa di Risparmio della Spezia e a 11 sportelli ceduti nel marzo 2011 al gruppo Crédit Agricole e attribuendo il relativo apporto in termini di sbilancio tra le pertinenti attività e passività alla posizione interbancaria;
2. del primo trimestre 2010 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti  l’acquisizione dei 50 sportelli ceduti da Banca Monte dei Paschi di Siena perfezionata nel giugno 2010;
3. dei primi due trimestri 2010 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti Intesa Vita.
Infine, i dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alle aree di Business sono stati riesposti:
1. per i quattro trimestri 2010 a seguito della riallocazione dei 96 sportelli oggetto di cessione a Credit Agricole dalla Divisione Banca dei Territori al Centro di Governo e di Intesa Sanpaolo Suisse Private Bank dalla Divisione Corporate e Investment Banking alla Divisione Banca dei Territori;
2. per i primi due trimestri 2010 a seguito dell’attribuzione a Banca Fideuram del ramo d’azienda Fideuram Vita scorporato da EurizonVita e quindi dalla Divisione Banca dei Territori;
3. per i primi tre trimestri 2010 a seguito della riallocazione di Neos Finance dal Centro di Governo alla Divisione Banca dei Territori.     


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L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel primo trimestre 2011: 1) 11 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2)  6 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 4 milioni e 3) 86 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2010: 1) 86 milioni di beneficio fiscale derivante dal rilascio di imposte differite connesso all’affrancamento dell’avviamento da parte di alcune controllate, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 23 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 16 milioni e 3) 92 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2010: 1) 19 milioni di competenza del primo semestre 2010 di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 664 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione dell’attività di securities services e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 648 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte, 3) 41 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 27 milioni e 4) 100 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2010: 1) 9 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 13 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 11 milioni e 3) 102 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;
nel quarto trimestre 2010: 1) 100 milioni di stanziamento prudenziale per possibili definizioni di controversie, inclusi negli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri, 2) 255 milioni di apporto positivo derivante dall’adeguamento al fair value della valutazione del 50% di Intesa Vita già detenuto, conseguente all’acquisizione del controllo totalitario, inclusi negli utili su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti, 3) 15 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 4) 27 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 18 milioni e 5) 102 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel primo trimestre del 2011, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione. Si precisa che tali prospetti non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione e che quest’ultima, incaricata di certificare su base limitata il resoconto trimestrale, non ha ancora completato il proprio esame.

* * *

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Ernesto Riva, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


* * *

La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non ha finalità di né costituisce in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita,  in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

 

 

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